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| capitolo 02 DI NUOVO IN VIAGGIO |
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Ameria si voltò e vide due grandi creature dalla
testa di lucertola e il corpo di scimmia. Gli occhi di quelle bestiacce
brillavano diabolicamente. "Principessssssa...ssssssiamo qui per ucciderti.." Sibilarono. "Abbassati" Ripetè calmo Zelgadiss. Ameria si chinò. Una Fireball fischiò sopra la sua testa e incendiò le due creature, rispedendole nella notte fuori della porta. Ameria fu di nuovo in piedi velocemente. "Perchè Sawpht vorrebbe uccidermi?" Zelgadiss alzò un sopracciglio "Perchè sei scappata da lui". "Ma dissi che sarei tornata!" Protestò lei. Zelgadiss si limitò a risponderle "Sono loro ad essere tornati". Preparò una Flare Arrow e la lanciò verso le creature. "Ma per uccidermi!" "In verità il bando che ho letto diceva che ti volevano viva. Sfortunatamente non penso che questi due, o peggio ancora i cacciatori di taglie, sappiano leggere" Altre tre creature apparvero frantumando le finestre. Erano differenti dagli altri, questa volta avevano la testa di volatile e una folta coda bianca e nera. Si diressero verso Ameria. Ameria sussultò. "Visa Frank" esclamò e due guantoni da box le fasciarono le mani. Un colpo solo e le creature furono scaraventate altrove. "Ameria, questa probabilmente non è stata una mossa saggia" disse Zelgadiss mentre correva in avanti, dopo averla presa per un polso. La spinse fuori dalla porta. "Perchè?" Chiese Ameria "Li ho messi fuori combattimento" "Per una parte sono moffette" Quando pochi secondi dopo furono su una collinetta che dava sul villaggio, Ameria dovette tapparsi il naso. "E' terribile" si lamentò "Odio avere alle calcagna tutti quei cacciatori di taglie". Zelgadiss non rispose. Si girò e iniziò a camminare. "Zelgadiss?! Dove stai andando?" "Ho già perso troppo tempo. Tu stai bene, adesso." "Ma ci siamo appena ritrovati! Come te la sei passata? Dove sei stato? Hai trovato una cura? Hai visto--" "Ameria, ti sembra che io sia riuscito a curarmi?" disse senza voltarsi. "Uh, no ma.." Lo raggiunse correndo "Penso che forse potresti rimanere una Chimera" Lui smise di camminare e si tolse il cappuccio completamente. Si girò verso di lei così che potesse vedere la trasformazione in tutta la sua totalità. Si aspettò che lei sussultasse, ma Ameria non lo fece. "Perchè dovrei volere questo?" le chiese con voce triste. "Perchè....così sei carino" rispose lei, un pò sorpresa dall'asprezza del ragazzo. Non era felice di vederla? "Non sei cambiata, non è così?" chiese lanciandole un'occhiata. Ameria aggrottò le sopracciglia. "Cosa vorresti dire con questo? Sono diventata più alta e ho cinque anni in più!!" "Dentro, Ameria. Tu non sei cambiata dentro" spiegò lui. "Oh" esclamò delusa "Non sapevo di doverlo fare" "Tutti lo fanno." Rispose asciutto. "Torna al tuo Regno". "No. Non posso" "Bene, allora non tornare. Ma smettila di seguirmi" Si voltò e sparì nella nebbia che si era sollevata. Ameria sospirò. Non era cambiato molto neanche lui, pensò, però aveva una meta. Comunque era vero: dentro di lei, non era cambiata molto. Sopratutto riguardo a cosa provava per lui. No, si corresse all'improvviso, qualcosa era cambiato. Non voleva pensare a lui ancora per molto. Semplicemente non sapeva come smettere. Zelgadiss si voltò indietro e cercò di guardare attraverso la nebbia che lui stesso aveva creato. Non poteva più vedere Ameria. Non era sicuro del perchè si fosse voltato a guardare indietro. Non aveva mai pensato molto ad Ameria. Avevano combattuto insieme perchè le circostanze l'avevano richiesto. Quando aveva pensato che fosse stata rapita, qualcosa lo aveva spinto ad interrogare il ladro. Non avrebbe dovuto preoccuparsene. Aveva una missione da portare a termine. Per una volta, forse, era veramente vicino alla sua meta. Estrasse un pezzo di carta dalla tasca. Passò le dita sul disegno che vi era sopra e poi lo analizzò. Il disegno si poteva facilmente decifrare, poteva dedurre dalla scrittura che era stato un mago superiore a redigere quella pergamena. Qualunque mago fosse, lui aveva bisogno di vederlo. Ameria era ferma nel centro di un villaggio dall'aspetto povero. Le baracche avevano più rattoppi che paglia, disseminata a strisce sottili sui tetti. Gli abitanti non avevano l'aria di essere in condizioni migliori, con i loro volti scarni e consunti. "Stai dicendo che il tuo villaggio è terrorizzato da bestie? Domandò Ameria all'esile uomo di fronte a lei. In verità lo tratteneva dall'accasciarsi al suolo tenendolo per la manica della casacca. "Sì. Tu ci devi aiutare Signorina!" La pregò il villico, le sue ginocchia battevano come la morte alle porte durante una carestia. "Scusami per averti colpita con i pomodori, ma all'inizio ho pensato che tu fossi una di quelle creature. Siamo terrorizzati da loro......e dai loro modi di fare..." "Hanno portato via i nostri raccolti, distrutto i nostri campi! Non sappiamo da dove provengono--" Piagnucolò una donna "Oh, è così orribile". Scoppiò in lacrime. Con grazia Ameria si tolse il pomodoro dalla guancia e si rivolse all'uomo che l'aveva attaccata. "Non preoccuparti! Io sono una Paladina della Giustizia. In nome della giustizia fermerò il terrore che distrugge i vostri raccolti, rade al suolo i vostri campi, tormenta il vostro sonno e infanga il vostro villaggio! Qualunque sia il problema, io lo risolverò!" La folla intera l'acclamò, solo alcune voci sussurrarono "E' molto strano, assomiglia un pò a quelle bestie" "Ma non parla come loro" replicò un'altra "Sembra proprio che voglia aiutarci!" "Oh perfavore Signorina......si nascondono da qualche parte su quelle montagne...vicino a quelle cave..." Ameria si sistemò il mantello e avanzò attraverso i campi. Mentre si allontanava gli abitanti del villaggio si guardarono l'un l'altro "Dimmi, l'abbiamo avvertita riguardo a Castle Road?" Un'anziana signora unì i palmi delle mani "Oh, una ragazza così coraggiosa!!! Spero proprio che torni SANA E SALVA!" Ameria scalò la collina velocemente. Le sarebbe bastato trovare una buona ragione per convincere le bestie ad abbandonare il villaggio. Quando avrebbe mostrato loro l'errore che commettevano a seguire la strada della cattiveria, si sarebbero arrese alle sue ragioni, al suo aspetto regale e sarebbero state ad ascoltarla. Funzionava per suo padre, perchè non anche per lei? Un bellissimo e semplice piano privo di violenza. Perfetto, pensò. Dieci ragazze erano sedute intorno al fuoco, mangiando in perfetta sincronia. I loro corpi erano avvolti in lunghi mantelli scuri. Tutte guardarono Ameria non appena si fu avvicinata. Dopo essersi alzate e aver riso, si tolsero il cappuccio. Ameria sussultò a quella risata. Non perchè era irritante e assordante, ma perchè le era familiare. "Gracia?" Disse sconvolta. Stava cercando sua sorella, non dieci tizie uguali a lei. Quelle risero di nuovo. Di sicuro quelle tizie ridevano come Gracia e le assomigliavano, ma c'era qualcosa di strano in loro. Ameria aggrottò le sopracciglia quando quelle si sedettero di nuovo, tornando ad ignorarla. Intorno a loro c'erano pile di oro e di cibo. "Voi non potete fare questo" Disse Ameria. Quelle la guardarono. "Riportate queste cose agli abitanti del villaggio" Risero e, alzatesi, iniziarono a raccogliere le monete. Ameria sorrise. Era stato più semplice del previsto. "FERME" Ordinò una voce. Apparve un omino pelato con la pelle infangata. "Perchè la state ascoltando? Io sono il vostro capo". Le donne annuirono. "Chi è stato a salvarvi quando il vostro creatore vi ha abbandonate in quel villaggio?" Quelle si presero la testa fra le mani. "Adesso, siate cattive, ATTACCATELA!" Non appena si furono voltate verso Ameria, iniziarono a ridere. Ameria sospirò. "E' tutto ciò che sanno fare?" "ORA" Gridò l'omino saltellando su e giù. Mentre le donne correvano verso di lei i loro corpi rimbalzavano nei loro vestiti succinti. Ameria rimase immobile, decisa a non farsi intimidire. "Mi dispiace, perchè assomigliano a Gracia ma..........WIND BOMB" L'immensa folata di vento investì le donne spedendole indietro nella cava. I loro mantelli si sparsero ovunque, così come i loro arti. "Tu...tu hai fatto questo.....adesso te la dovrai vedere con me!" "Sarai tu a pagare per ciò che hai fatto. E' la Giustizia che l'ha deciso" disse Ameria mentre l'omino fangoso sfoderava la spada e la puntava contro di lei. Ameria saltò fuoi dalla sua portata ma fu troppo lenta. La spada le strappò la casacca che avrebbe dovuto essere protetta da un incantesimo. Ameria si affrettò a chiudere i due lembi di stoffa della maglietta che si era aperta sul davanti. L'uomo fangoso le lanciò un'occhiata obliqua e rise "Sarebbe vergognoso uccidere una ragazza bella come te. Perchè non ci divertiamo? Non sei prosperosa come le mie altre ragazze ma ogni tanto è bello variare--" "Maniaco! Come ti permetti" gridò lei, tenendo chiusa la stoffa con entrambe le mani; in quel modo, però, non poteva lanciare nessun tipo di incantesimo. Cosa poteva fare? L'unica era cercare di prendere tempo. "Come hai osato clonare mia sorella!" "Non l'ho fatto. Ho solo avuto fortuna......10 volte....in verità ho fortuna ogni giorno--" Ridacchiò quello insinuando, mentre puntava di nuovo la spada."Puoi avere fortuna con me!" aggiunse lanciandole un'occhiata maliziosa. "Hai una mente perversa!" Lo accusò Ameria mentre atterrava su alcune rocce dopo un breve volo. Era terribilmente imbarazzata. Doveva lanciare un incantesimo. L'omino fangoso rise "Oh, povera piccola cosina innocente, lascia che ti illumini--" Ameria lo guardò contrariata. Be, aveva già visto ciò che lei stava nascondendo. Trattenne la stoffa con una mano sola e gridò "Vento, fiamme cremisi. Venite a me e datemi la forza del fulmine! Digger Bolt!". Un lampo squarciò l'aria e colpì l'omino in testa. Il tizio si ridusse in mille pezzi. Ameria sospirò rassicurata e il battito del suo cuore tornò normale. Si voltò in cerca di qualcosa per rattoppare la sua maglietta. Improvvisamente sentì due braccia fangose che l'abbracciavano. Era alta e quindi sentiva il respiro del tizio nello spazio tra la casacca e i pantaloni. "Oh, non resisto" Disse l'omino fangoso facendo scivolare le mani più su " Andiamo bambina, so che ti stai divertendo!" Ameria emise uno strillo acuto "Toglimi quelle luride mani di dosso!" "Oh no. Stanno bene dove stanno. Dammi un bacetto!". "Visa Frank!" Urlò Ameria, sacaraventandolo lontano. L'omino si schiantò contro la montagna, spiaccicandosi sulla parete. Un secondo dopo si era già riformato. "Sono in parte Troll" disse ridendo "Non puoi uccidermi". Ameria tremò. Cosa poteva fare? "Non preoccuparti, bella fanciulla, siamo qui per difenderti!" Cantò una voce melodiosa, ma pochi secondi dopo un fetore insopportabile raggiunse Ameria. Si strinse lo stomaco resistendo ad un urto di vomito. Il ladro biondo del giorno prima si mise in azione brandendo una chitarra. Iniziò a suonare un ritornello stonato che attraversò l'aria. Ben presto il ritornello iniziò a far concorrenza all'odore e Ameria dovette tapparsi sia l'orecchie, sia il naso disperata. L'uomo fangoso non stava meglio di lei. Cadde al suolo e un ragazzo dai corti capelli biondi e ondulati gli puntò contro una spada che Ameria non aveva visto, ma aveva sentito fendere l'aria. "SONIC SWORD SLICE" Gridò il ragazzo tagliando l'omino in fettine sempre più sottili finchè non rimase che un pezzetto di terra pulita. "Ecco cos'è rimasto di quel sacco d'immondizia" disse rimettendo a posto la spada. Poi si voltò verso Ameria. "Tutto bene, bella fanciulla?" "Gowhee?" Chiese confusa. In verità avrebbe voluto dire *Gourry* ma si stava tappando il naso. "Timbre, non stare sottovento. La battaglia è finita e non ho bisogno della tua chitarra al momento". "Certo Capo, naturalmente". "Duello è un dadro, Gowee!" Si lamentò lei. In quel momento si accorse che stava ancora tappandosi il naso, allora smise. "Perchè sei con lui e perchè porti i capelli così corti?" "Gowee??" Disse il ragazzo, sorpreso. "Ho sempre portato i capelli corti" Mormorò e Ameria arrossì. "Permettimi di fare le presentazioni. Io sono Rory Gabriev fondatore della *No-escape*, e questo è Timbre: mio socio e guardia del corpo. Siamo onorati di fare la vostra conoscenza Principessa Ameria. Siamo qui per riportarvi a casa". "Ma io non voglio tornarci" Protestò lei. "Questa è una sfortuna. Dopo che il mio socio vi ha derubata eravamo sicuri che sareste tornata volontariamente e senza il nostro intervento. Invece avete continuato il viaggio. State tranquilla, Principessa Ameria, faremo tutto il possibile per ricondurvi indietro sana e salva. "Ritornerò ma non prima di un anno" Disse lei "Ho bisogno di tempo...per..." "Per cosa?" "Per cambiare dentro" Rispose lei lentamente. "Questo è inaccettabile. Ho ordini precisi" Disse il ragazzo."Io ho l'onore di--" "Onore? Sei socio di un ladro! Guardalo!" Si voltarono per vedere l'altro che riempiva la chitarra con l'oro. "TIMBRE! Non ti sei pentito? Non ti ho forse insegnato il valore di una vita onesta?" "Ma....è oro. Signore, ed è stato abbandonato qui!" Rispose Timbre. "TIMBRE!" Disse Rory deciso e l'altro lasciò andare le monete d'oro."I tuoi discorsi stanno regredendo! Parla correttamente! "Signo--Io sono come....hem...cioè mi dispiace" Timbre si ristemò una ciocca di capelli biondo-rossi. Rory sospirò. "E' stato abbagliato dall'oro. In ogni caso, trovo che questo suo particolare talento sia necessario". "Ha tentato di derubare anche un mio amico" Puntualizzò Ameria. "La Chimera nel bar? Ah, sì. Aveva rubato un particolare oggetto ad un altro mio cliente. E' un progetto molto interessante per un incantesimo e l'altro cliente lo voleva indietro. Non era molto contenta che fosse lui a tenerlo". "Oh" Ameria era confusa. Se era stato Zelgadiss il primo a rubare, quel *ladro* non era davvero così malvagio come pensava lei? "Tuttavia sono sicuro che voi verrete con noi, Principessa" Furono distratti dalle risate delle dieci donne. Lesionate, piene di lividi ma ancora arrabbiate, le dieci copie si rialzarono all'unisono. "Sbalorditivo. Sono esattamente come Na-" iniziò Timbre. Rory estrasse un coltello e inchiodò Timbre al muro "Non dobbiamo ma rivelare i nomi dei nostri clienti" "Ma lo hai appena fatto!" Disse Timbre confuso. "E' stato il principe Sawpht a chiedermi di farlo" Spiegò Rory "Egli vuole far sapere alla Principessa quanto ansiosamente aspetti il suo ritorno" Ameria arrossì. "E' carino da parte sua ma Io--" Qualcosa non le tornava. "A chi somigliano queste donne?" "A nessuno" Si affrettò a rispondere Rory. "Non era quello che lui stava per dire" Replicò lei. Il ragazzo alzò le spalle. "Non è importante. Come ho detto, Principessa, il principe Sawpht mi ha ingaggiato per far sì che voi torniate di vostra spontanea volontà. Non vuole che voi siate forzata nè costretta a sposarlo. Io sono qui per assicurarmi che torniate presto a casa." "Non lo farò" Rispose. "Lo farete!" Urlò Timbre. "Non lo farò!" Gridò lei in risposta al ragazzino. Rory scosse la testa. "Questo è ridicolo. Bene, Principessa, vi lascerò un altro giorno di libertà. Intanto mi dedicherò ad un altro cliente che mi ha chiesto di trovare una moglie a ciascuno dei suoi dieci figli. E' un problema piuttosto interessante. Ognuno di loro vuole una moglie obbediente e bella come quella dei fratelli. Credo che dovrò risolvere questo problema." Le baciò galantemente la mano, le sue dita premevano gentilmente il polso di Ameria. "Sono sicuro che voi vorrete tornare. Il principe Sawpht è piuttosto ansioso che voi ritorniate da lui" Ameria arrossì. "Io--" Disse inelegantemente. "Vieni Timbre. Mio buon amico, hai bisogno di un bagno" disse Rory mentre portava via l'altro. "Preferibilmente presto. Andiamo, donne." Ordinò. Il gruppo di copie si alzò e lo seguì dopo aver lanciato un'altra serie di risate. Zelgadiss, dal suo ottimo punto d'osservazione, aggrottò le sopracciglia vedendo Rory baciare la mano di Ameria. Guardò i due allontanarsi mentre Ameria era rimasta immobile con un'espressione confusa sul viso. Prima che potesse notarlo, Zelgadiss scomparve riprendendo la sua strada. Era stato attirato dal suono del combattimento. Dieci cloni di quella donna? Chi altri se non un mago demoniaco poteva aver fatto una cosa simile? Sicuramente questo era segno che la sua meta non era lontana. Da qualche parte, in un posto molto vicino, Il Signore delle Chimere stava aspettando e forse era lui ad avere la cura che Zelgadiss stava cercando. Studiò la pergamena ancora una volta. Questa era il suo unico indizio, pensò ripetendo quel nome. Diol. Pioveva a dirotto e Ameria camminava, completamente bagnata. Era rimasta così confusa dopo la partenza di Rory e Timbre che aveva preso la direzione sbagliata. Poi la pioggia si era infittita e lei aveva finito col perdersi. Cominciava quasi a desiderare la sua stanza asciutta al castello, pensò. No, non poteva tornare. Sicuramente, l'aver trovato dieci copie di sua sorella era segno che Gracia era passata di là. Ma quanto tempo prima? Gli inidizi erano così pochi e lontani. I piedi le facevano male mentre scivolavano sul terreno. Proprio davanti a lei la luce di un lampo rivelò la presenza di un castello. "Un riparo!" esclamò felice. Naturalmente, sarebbe entrata. In una notte così scura e durante un temporale simile, un castello era il paradiso per i viaggiatori. Quelli che abitavano là dentro non avrebbero mai rifiutato ospitalità ad una povera principessa grondante d'acqua come lei. E in fin dei conti, pensò Ameria, quella era una situazione abituale. Bussò. La porta si aprì e sulla soglia comparve una Rana Gigante, indossava un elegante abito da sera nero e una cravatta bianca di seta. In verità la creatura era un Grog, cioè una combinazione di più creature che ha come ingrendiente principale la rana. "Sì?" Chiese quello, molto lentamente. "Potrei entrare per ripararmi dalla pioggia? Per favore." "Qui dentro? Vuoi chiedere ospitalità qui dentro?" Disse calmo il Grog "Questo è per il suo bene, signorina". Il Grog si sollevò sulle gambe/braccia anteriori e usò le gambe posteriori per tirarle un calcio, così forte che Ameria finì di nuovo sulla montagna. Si rialzò infuriata. "RAY WING" disse atterrando di nuovo davanti alla porta "FAMMI PASSARE!" "SHH...non così forte" Disse il Grog "Ti sentirà!" "Non m'interessa! Qua fuori è umido e tu stai diventando veramente--" "Maleducato" Disse la voce di un uomo, concludendo la sua frase. Ameria spostò lo sguardo sulla sala d'entrata dove un uomo alto stava scendendo le scale a tempo di valzer. Era vestito elegantemente, con un abito di velluto rosso e fumava la pipa. "Andiamo, Graster, lascia entrare la nostra ospite. Abbiamo visite così di rado". Il Grog si spostò di lato quasi tristemente. "Prego, Il Signore le da il permesso di entrare" "Permettimi di presentarmi. Io sono Kristian Diol" Disse l'uomo. Era attraente in modo impressionante. Sopracciglia scure, naso diritto, le labbra sottili e il mento, un pò sporgente, coperto da un pizzetto. "Forse avrai sentito parlare di me? Il miglior designer di bestie!?" Ameria scosse la testa. "Avrei dovuto?" Sembrò contrariato mentre apriva le braccia e scendeva gli ultimi pochi scalini con un grosso salto. "Io sono il maggior designer di creature! Sono famoso....dà un'occhiata alle mie ultime creazioni!" Scostò un'immensa tenda per mostrarle una serie di tubi riempiti di liquido rosa. Al suo interno galleggiavano atrocità di ogni tipo: bulbi oculari giganteschi incollati su corpi di serpenti piumati, canarini con fauci gigantesche e alcune creature dall'aspetto familiare: con la testa di piccione e la coda di moffetta. "Menti ti prego....ti prego Signorina" Sussurrò il Grog. Ameria battè le palpebre. "Cosa ne pensi?" Chiese l'uomo volteggiandole intorno. "E'.." Rispose cercando di non gridare *terribile*. "E'...incredibile". "Lo so. La bellezza del mio design!La semplice imprevedibilità delle mie linee..." Egli volteggiò, indicando un'altro palco. "Vieni...Vieni". Partì una musica e le luci si abbassarono mentre una successione di creature ancora più bizzarre delle precedenti iniziò a camminare su di una passerella. "Sono mozzafiato, non è vero?" Disse Diol. Ameria battè le palpebre. "Io riesco a malapena a respirare" Rispose onestamente. "Ne sono felice. E adesso, quale vuoi comprare?" Chiese Diol. "Oh, Io veramente..." Ameria aggrottò le sopracciglia. Diol sembrò arrabbiarsi. "Non mi dirai che non ti piacciono?" "In verità sono venuta qui solo per ripararmi dalla pioggia.." Spiegò Ameria. L'uomo era dubbioso. "C'è qualcosa di familiare in te.....aspetta! Lo so......SI, tu assomigli...." "PRENDILA!" Gridò poi. Ameria sussultò. Tutto quello che voleva era un posto decente, un letto caldo e la possibilità di asciugarsi. Aveva già visto abbastanza creature deformi e orribili per un giorno e.....e trovarsene di fronte un'altra....bè, questo era troppo. Il Grog aggrottò le sopracciglia. "Mi dispiace Signorina...l'avevo avvertita." Disse mentre la raggiungeva con un salto. Prima che potesse pensare a qualsiasi cosa, Ameria si ritrovò a dondolare inutilmente tra le zampe palmate del Grog. "Ora potrò vendicare mio Zio" disse Diol. "Mi scusi, ma perchè si deve vendicare su di me?" Chiese Ameria confusa. "Perchè siete state tu e la tua amica a distruggere mio zio--il più grande designer di creature fino a che quel demonio della maga Lina Inverse non ha distrutto il suo spirito. *TU* l'hai aiutata. Sei stata tu a salvare la diabolica maga che mio zio era riuscito a catturare! Sei stata tu a distruggere il suo castello! E sei stata tu ad impedirgli di completare il disegno più grande della sua vita!!! E' lo scopo della mia vita portare a termine quel lavoro.....e ora che ho te, posso usarti per trovare Lina Inverse!" "Non ho idea di cosa tu stia parlando. Non vedo Lina da cinque anni." Disse Ameria "Hai preso la persona sbagliata. Non ho mai fatto una cosa simile quando viaggiavo con lei". Probabilmente le accuse dell'uomo erano vere, considerando che Lina tendeva a distruggere le vite umane in quel modo. "Non tentare di negarlo. Ho una copia dell'amica di Lina e tu sei esattamente come lei" L'uomo raggiunse velocemente un tavolo dov'era distesa una ragazza priva di vita. Assomigliava un pò ad Ameria, ma era esattamente uguale a Gracia. "Gracia!" esclamò Ameria sorpresa "Lasciala andare!" "E' solo una copia senza vita" "Io non sono così" Protestò Ameria. Gli occhi dell'uomo l'analizzarono. "Penso che mio zio abbia aumentato dei particolari. Le tue misure sono più piccole". Ameria arrossì. "Non m'interessa. Tu sei un demonio, con queste creature contorte e la giustizia vuole che io elimini il tuo negozio degli orrori!" Diol rise. "Divertente. Non mi pare tu sia in condizione di dire una cosa simile". Ameria alzò un sopracciglio. "Oh, davvero?" Unì le mani, tenuta dal Grog. "FireBall Ray Wing" Urlò mentre la palla di fuoco bruciava la gola/bocca del povero Grog e lei atterrava con grazia. "Oh, fai sul serio allora!" Sorrise Diol, rivelando una fila di denti storti e marroni. "Non voglio farti del male" Disse lei "Arrenditi ora e sarà fatta velocemente Giustizia!" "Ah, ma io sono più veloce!" Rise l'uomo mentre premeva un interruttore. La ragazza cadde in un'enorme fossa, atterrando sul sedere. Si rialzò ignorando il dolore. Aveva altro a cui pensare in quel momento. Bisognava fare giustizia e quindi lei doveva uscire da lì. "Tu farabutto! I tuoi trucchi non mi fermeranno. Non ho paura di una fossa buia". Si preparò a volare fuori ma improvvisamente sentì qualcosa strisciare contro il suo piede. Diol puntò i riflettori in basso verso di lei. "Anche se qui ci sono i serpenti!" "Oh non ci sono serpenti laggiù" Schiamazzò Diol. Per un attimo si sentì sollevata. Non le piacevano i serpenti. Poi sentì un latrato e la sua tranquillità svanì di nuovo. Sentì qualcosa che l'annusava. Quando lentamente guardò in basso vide che i serpenti avevano teste di Pit-Bulls. "Sono i miei Serpenti-PittBulls" Rise Diol. "Avanti ragazzi--PRENDETELA! Ho già pensato a cosa fare dei suoi pezzi!" Quelli puntarono in massa verso di lei così velocemente che non ebbe il tempo di pensare. Tuttavia non ebbe bisogno di farlo perchè all'improvviso qualcuno la prese per la vita, tirandola fuori da lì. Smise di muoversi e vide che era stato Zelgadiss a portarla in salvo sul pavimento. "Zel?" disse guardando in alto, verso di lui. "Non ora, Ameria. FREEZE ARROW" Urlò. Il colpò manco di poco l'orlo della ridicola giacchetta dello smoking di Diol. "SHADOW STOP" Gridò Ameria lanciando il suo piccolo coltello attraverso il mantello di Diol e colpendo la sua ombra, impedendogli così di scappare. "IL MIO MANTELLO!" Si lamentò quello. "Molto bene, Ameria" Disse Zelgadiss e poi si diresse a passi calmi verso Diol. "Chi sei? Non sei una delle mie creature" Diol era confuso "Un design affascinante...cosa sei...in parte troll, in parte demone e in parte....sì, umano. Ingegnoso! Che opera....chi ti ha progettato?" "Rezo" Zelgadiss scosse la testa. "Rezo? Il grande monaco rosso?" Chiese Diol confuso "Non è una delle persone uccise da quel demonio di Lina Inverse?" Zel sospirò. Povera Lina. Bè, tutta quella storia era vera ma non nel modo in cui pensava la gente. Senza dubbio Lina aveva fatto molte cose sbagliate, ma uccidere il Monaco Rosso non era una di quelle. Aveva salvato il mondo. Quell'uomo meritava di morire. Lina era stata fraintesa esattamente come lui stesso, pensò Zel. "L'ho aiutata io" Rispose secco. "COSA!?" Diol rimase di sasso "Ti sei ribellato al tuo creatore! Quale orrore, quando ti dette quei poteri! Non ti ho neanche visto entrare qui! Ti sei mimetizzato tra le mura del castello! E' meraviglioso. Sei un'opera d'arte!!" Ameria annuì. Zelgadiss era molto carino. "Non ho chiesto io di avere quest'aspetto grottesco. Se ti piace tanto un aspetto del genere, perchè tu hai un aspetto relativamente normale?" Diol Sbiancò. "Bè, il creatore non usa mai i suoi incantesimi su di sè". "Giusto. Allora, hai due scelte. Uno: Mi aiuti a tornare normale e io ti lascio andare. Due: Non mi aiuti e io ti uccido." "ZELGADISS" disse Ameria scioccata agitando le braccia. "Non puoi farlo! Non è etico!" Zelgadiss si limitò a risponderle "Io non sono etico". Diol aggrottò le sopracciglia. "Per quanto tu possa essere forte, puoi distruggere la mia intera collezione??? TUTTI QUANTI--ATTACCATE!". Improvvisamente le tende che coprivano l'immensa stanza del castello, caddero rivelando migliaia di gabbie piene di creature deformi. Le gabbie si aprirono e le creature si diressero in massa verso di loro. "Zel, penso che siamo troppo deboli in confronto a loro" Mormorò Ameria quando furono schiena contro schiena. "Ameria, lo so" Rispose Zel mentre lanciava una Fireball. Colpì un orso-pipistrello, ma le creature che già li stavano circondando erano troppe. Il suono di una chitarra attraversò l'aria con un fastidio intenso, prodotto da un bemolle leggermente troppo vicino a un diesis. Le note furono lamentose per un pò, poi improvvisamente ci fu un sonoro schianto, fu così forte che Zel e Ameria rimasero intontiti per qualche secondo. Le creature, la maggior parte delle quali aveva un udito più sensibile degli esseri umani e di una Chimera come Zel, caddero uggiolando e furono fatte a pezzi da quella che sembrava proprio la spada di Rory Gabriev. Rory si voltò e inguainò la spada. "Mi dispiace, Master Diol, ma le tue creature stavano per fare del male alla principessa Ameria Will Tesla di Seillune e io non potevo permetterlo. Mi rincresce aver distrutto la tua importante opera, ma devi capire la mia situazione. Lei deve sposare il mio cliente, che non sarebbe contento se la ragazza morisse o fosse trasformata in un mostro prima delle nozze. Senza dubbio sarai d'accordo con me che non sarebbe una bella cosa?!" Diol ringhiò "No....lei merita di morire!" "Non fare il difficile Vecchio" Disse Rory "O lascerò che la chimera qui accanto ti uccida". Zelgadiss guardò Rory. "Chi sei tu?" "Rory Gabriev. Il fondatore della *No-escape* e tu sei Zelgadiss Greywars. Credo che tu abbia qualcosa che appartiene al mio cliente." "Forse" Rispose calmo Zelgadiss. "E forse se ti aiuto ad ottenere ciò che vuoi, tu mi permetterai di riprendere ciò che appartiene al mio cliente?" Chiese Rory. "C'è solo una cosa che voglio" Esclamò Zelgadiss. "Una cura, credo. Diol, hai idea di come curare Zelgadiss?" "Curare? Che spreco.....no, io voglio sapere come creare qualcosa come lui!!" Rispose il mago. "Bè Diol, se impari l'incantesimo, potresti aiutare lui a tornare normale revocando ciò che gli è stato fatto" Suggerì Rory. Diol aggrottò le sopracciglia. "Credo". "Se tu possedessi questo tipo di conoscenza, nessuno negherebbe che sei il più grande designer del mondo, o addirittura della storia" Gli occhi di Diol si illuminarono. "Il più grande? Della storia?" Rory mostrò un piccolo libro. "Credo che questi siano gli appunti originali di Rezo". Zelgadiss si sentì soffocare "Dove li hai trovati?" Rory alzò le spalle "Un Mazoku mi doveva un favore. Non posso dirti altro". Diol sfogliò rapidamente il libro. "Che design! Oh...così ingegnoso! Incredibile!" "Allora, puoi curarlo?" Chiese Ameria impaziente. "Bè...no...è irreversibile...come la maggior parte delle Chimere che si possono realizzare. Di solito sono fatte di parti di altre creature fuse insieme, ma questa qui è fatta con una serie d'incantesimi di trasformazione. Non ci sono pezzi, ma una serie continua e simultanea d'incantesimi di trasformazione. L'unica cosa che può fare è sperare di rompere l'incantesimo nelle sue parti e trovare il modo di rendere permanente la sua parte umana. Ma che incantesimo! Non mi sarebbe mai venuto in mente di usare un tale stile di magia!" "Allora, signore, potreste farlo a pezzi?" Chiese Timbre. Rory lo guardò storto. "Il mio assistente voleva dire: potete creare l'incantesimo inverso che riporti il signor Greywors al suo aspetto umano?" "Non ne sono sicuro. Umano, Troll e demone.....ma c'è qualcos'altro. Qualcosa di non-vivo. Forse posso riuscire a capire cosa sia.....ma non sono esperto in questo tipo d'incantesimi. Dovete trovare qualcuno che sia capace di separare i vari incantesimi l'uno dall'altro e possa disfarli simultaneamente." "Chi è esperto di incantesimi Demoniaci o magie per creare i Troll?" Chiese Ameria confusa. "Molto probabilmente un troll o un demone saprebbero risponderti" disse Diol "Ci sono! L'ultimo pezzo è Golem! Sei in parte Golem" "Golem?" Chiese Zelgadiss "Come negli automi?" "E io conosco un esperto di Golem" Disse Rory "Quindi, Zelgadiss il tuo problema è risolto. Puoi seguire il consiglio di Diol, consegnarmi l'oggetto magico e io e Timbre possiamo continuare la nostra strada con la Principessa Ameria" Ameria aggrottò le sopracciglia. "E Diol?...Non lo punirai?" Rory sospirò."E a che scopo? Hai invaso il suo Showroom, Ameria. Hai distrutto la sua intera collezione. Credo che questo basti come punizione." "Uh, Capo, è stata la tua sonic sword a distruggere tutte quelle cose" aggiunse Timbre. "Timbre, per favore, ricordati che non devi parlare se non sono stato io a dirti cosa dire" "Come quando mi hai detto cosa dire alla Principessa perchè dovevo fingere di essermi innamorato? Signore, era un discorso totalmente inutile! Lei è stata incantata dal mio fascino!" sogghignò "La prossima volta che ci fermiamo ad una taverna proverò lo stesso metodo con la cameriera....hey, stavo quasi per riuscirci con una Prin...urghh" Smise di parlare perchè Rory gli aveva puntato la spada alla gola. "Ti avevo detto di non parlare". Sibilò Rory fra i denti. Ameria divenne cremisi. Non si meravigliava del fatto che Timbre fosse stato così dolce quel giorno....stava recitando. Ma lei non l'avrebbe mai baciato. "Io non verrò con voi! Devo ancora trovare mia sorella e aiuterò Zelgadiss a trovare la cura". "Non ho bisogno del tuo aiuto, Ameria" L'avvertì Zel. Lei sembrò rattristarsi ma non disse niente. "O del tuo" Aggiunse poi, rivolto a Rory. Rory alzò una mano "Zelgadiss, non ti sto offrendo il mio aiuto. Ti sto proponendo uno scambio. E' un affare da cui potremmo trarre entrambi beneficio" Disse Rory. "Quando non so che condizioni sono legate a questo accordo è meglio che io rifiuti" Indicò il proprio corpo "Questo è quello che è successo l'ultima volta che ho accettato un *affare* per raggiungere prima ciò che volevo. Non ti conosco e non mi fido di te". Rory annuì. "Capisco. Capisco. E' abbastanza giusto. Considera solo questo: Forse è qualcun altro ad aver bisogno del *tuo* aiuto". Passò un biglietto a Zelgadiss "Qui c'è scritto il posto in cui il mio amico crea Golem. Vai da lui. Non ti chiedo niente in cambio ancora. Se le cose stanno come penso, tu capirai da solo di non aver bisogno di quel progetto". Ameria sussultò quando Rory inziò ad allontanarsi. "Non cerchi di convincermi a venire con te?" Domandò sorpresa. Si era già preparata una serie di argomenti per protestare contro lo spadaccino/uomo d'affari. Rory scosse la testa. "No, credo che tu non voglia ancora tornare a casa. Sto solo cercando di capire il perchè. Vai anche tu a trovare il creatore di golem, riportami il progetto e forse allora vorrai tornare dal Principe Sawpht. Devo occuparmi di qualche altro cliente, ma rimarrò nei dintorni...in caso tu finissi nei guai". Rory saltò velocemente fuori dalla finestra, seguito da Timbre che si girò e urlò "A presto!". Pochi secondi dopo si sentì il suono di uno scontro. Subito dopo la voce di Rory strillò "IDIOTA! Ti avevo detto di saltare!!!"..in risposta a Timbre che si lamentava per il dolore. Ameria trattenne una risatina..ma poi si ricordò che Zelgadiss non voleva il suo aiuto. Sapeva che non avrebbe dovuto, ma lasciò che quella situazione la turbasse. "Penso di dovermene andare, adesso". Zelgadiss guardò Ameria che non incontrò il suo sguardo. Esitò leggermente e poi disse "Penso che se hai intenzione di fare la mia stessa strada, tanto vale che viaggiamo insieme. Sarebbe più sicuro per te." Ameria sorrise e ogni traccia di depressione sparì dal suo viso. "Oh, Zelgadiss, è stupendo! Sono così felice che tu abbia cambiato idea!" Zelgadiss sospirò. Non aveva altra scelta considerando ciò che Rory aveva scritto sul biglietto. |
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