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| capitolo 03 UN CUORE DOLOROSAMENTE INFRANTO |
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"Sai, Zelgadiss, pensavo tu fossi solo in parte golem, in parte demone e in parte umano" Esclamò Ameria mentre camminavano lungo lo stretto sentiero che conduceva al villaggio del fabbricante di Golem. Zelgadiss, qualche passo più avanti di lei, si voltò per guardarla. Si era ormai abituato al suo continuo chiaccherare, ma quest'ultima osservazione lo aveva colpito. "Lo sono". "Ma Diol ha detto che sei in parte Troll. All'inizio, non ha neanche preso in considerazione il Golem. Quando l'ha nominato, ci ha quasi pensato troppo". Si fermò a cogliere un fiore e le sue parole divennero un mormorio diretto a se stessa. "Lo so. Questo è il motivo per cui gli ho chiesto di chiarire" Rispose Zelgadiss "Pensavo che potesse dirmi che tipo di Golem. Se sono in parte anche Troll, allora è per questo che non sono stato capace di curarmi fin'ora. Non ho mai diagnosticato la mia condizione correttamente." "Capisco. E tu quale tipo di Golem credi di essere?" Domandò Ameria "Un Golem di pietra? Di Fango? O di Legno?" "Questo è ciò che volevo chiedergli prima che Rory Gabriev ci interrompesse" Spiegò Zelgadiss "Ho sempre pensato ad un Golem di Pietra, per via della mia pelle". Ameria sospirò. "Rory assomiglia a Gourry in modo impressionante, non trovi? Mi pare che Gourry abbia raccontato di avere un fratello una volta, ma non sono sicura che ne abbia parlato davvero." Zelgadiss estrasse il pugnale e lo affilò sul pollice. "Io non mi preoccuperei troppo se Gourry si fosse dimenticato di averne uno". Ameria annuì a quest'ultima osservazione. "Forse dovremmo parlarne a Rory la prossima volta che lo vediamo". "Non ho intenzione di incontrarlo di nuovo" Replicò Zelgadiss. "Ma hai promesso di riportargli la pergamena che hai rubato!" Esclamò Ameria sorpresa. "Io non ho promesso niente. Sto facendo quello che ha detto perchè mi sembra la scelta migliore, per il momento". Pensò alle parole scritte sul foglio. Chi era in verità Rory Gabriev? Zelgadiss sentiva che doveva esserci di più oltre le apparenze. "Hai finito di cogliere fiori?". Per tutto il giorno non aveva fatto altro che fermarsi per ogni animaletto o fiorellino che vedeva, oppure per ammirare il paesaggio intorno a loro. Di solito lui viaggiava solo per spostarsi da un punto ad un altro, senza mai far caso alla bellezza del territorio che attraversava. Viaggiando con Ameria, trovava difficile ignorare la natura che lo circondava. Strano, pensò, ma per quanto potesse essere angosciosamente lento viaggiare con Ameria, aveva apprezzato tutti i tratti di strada in cui lei lo aveva trascinato. In più Ameria aveva un modo di commentare le cose, che era difficile per lui non mettersi a ridere, nonostante cercasse di evitarlo. Quando sei fatto di pietra, ridere può far male. Ameria sospirò, sistemandosi un fiore fra i capelli. "Credo di sì. Ne vuoi uno?". Lui scosse la testa decisamente. La ragazza sorrise, immaginandosi Zelgadiss con un fiore fra i capelli. "Voglio continuare il viaggio, Ameria" Disse, mentre la sua pazienza iniziava a svanire come il sole all'orizzonte. Iniziò a camminare diritto verso il villaggio. "Zelgadiss--aspetta--c'è una taverna là" Gli disse Ameria non appena furono entrati nel villaggio. Il sole spariva lentamente sullo sfondo e tutto era avvolto dalle ombre, ma la lampada della taverna rendeva la costruzione amichevole e invitante. "Sì, Ameria, c'è " Rispose Zelgadiss come se stesse parlando ad una bambina piccola "Ma non stiamo cercando una taverna". Ameria si morse un labbro. Sono sicura che non voleva essere così sgarbato. Probabilmente si è dimenticato che ho bisogno di mangiare molto più frequentemente di lui. Respirò profondamente e poi rispose "Lo so. Ma una taverna è il miglior posto per trovare notizie e pettegolezzi, Zelgadiss. Non sappiamo chi sia questo Galia Einberg di cui ha parlato Rory Gabriev, non pensi che dovremmo informarci su di lui?". Zelgadiss guardò Ameria leggermente confuso. "E' una buona idea" Disse volgendosi verso di lei. Forse le doveva delle scuse, ma cosa poteva dirle? "E poi" Aggiunse Ameria prima che lui riuscisse a mettere insieme le parole per scusarsi "Io ho fame". Zelgadiss trattenne ciò che voleva dire e scosse la testa. "Fantastico" Rispose. Ameria entrò per prima nel ristorante, la sua ombra si allungò sul pavimento, merito dell'ultimo sprazzo di luce solare dietro di lei. Nonostante la poca luce, la stanza aveva quell'aspetto sporco che le taverne hanno spesso. Considerando che il cibo delle taverne alle volte può avere un aspetto terrorizzante quanto un Mazoku arrabbiato, la poca luce era un elemento di vitale importanza. In quel momento Ameria trovò il contrasto fra l'ultimo sole pomeridiano e la poca luce troppo eccessivo anche per la sua capacità di orientamento e andò a sbattere contro una cameriera molto sfortunata. In verità, Ameria non sapeva quanto fosse sfortunata la cameriera in questione. Nonostante fosse stata colpita da Ameria, fosse caduta sopra una pianta e poi fosse stata ricoperta dallo stufato bollente che stava portando, la cameriera stava attraversando il momento migliore della giornata. Alla fine, ancora ricoperta di stufato, si sedette. Poteva smettere di pensare a tutte le cose che aveva fatto quel giorno. Scivolò in uno stato di beata incoscenza, tutti i pensieri che riguardavano il pranzo di suo padre, i debiti ancora da saldare e quanto tempo ancora avrebbe dovuto lavorare, svanirono. Tutto quello che vide fu il buio profondo che di solito riservava alle poche ore preziose durante le quali poteva dormire. Sorrise. Mentre assaporava il dolce abbraccio della notte, improvvisamente qualcosa la risvegliò mentre usava su di lei un incantesimo curativo. Sollevò lo sguardo e vide una ragazza, più o meno della sua età, che aveva un viso vagamente familiare. "Va tutto bene?" Chiese la ragazza aiutandola a rimettersi in piedi. Lei annuì, ancora leggermente intontita. "Sei tornata?" Ameria sollevò le sopracciglia. "Tornata? Io non sono mai stata in questo villaggio." La ragazza arrossì. "Devo averla confusa con qualcun'altra. Mi perdoni." "Succede spesso" rispose Ameria "Sopratutto dopo aver battuto la testa. Sei sicura di star bene? Posso aiutarti in qualche modo? Ho paura che tu sia caduta per colpa mia." "E' tutto ok" rispose la ragazza. Aveva imparato a non fidarsi dell'aiuto offerto dagli sconosciuti. In qualche modo, l'aiuto peggiorava solo le cose. "E poi il mio turno è quasi finito." Ameria scosse la testa. "No, tu devi riposarti! Posso accompagnarti a casa!" Zelgadiss si schiarì la voce, stringendosi il cappuccio intorno al viso quasi inconsciamente. "Ameria, sono qui per trovare Galia Einberg e non per perdere tempo con --" "Galia Einberg?" Chiese la ragazza, dai suoi occhi sgorgarono le lacrime. "Oh no, per favore. Qualsiasi cosa abbia fatto 'sta volta, per favore, pagherò io. Sta costruendo di nuovo Golem." Smise di piangere e abbassò la testa, pensando. "Sono così, così, così sfortunata!" Ameria strinse il braccio della ragazza per rassicurarla, completamente ignara del dolore che le causava. "Oh, non ti preoccupare. Siamo qui per chiedergli aiuto, non per qualcosa che ha fatto." Ma Ameria sentì così insistente il richiamo della Giustizia che non potè astenersi dal chiederle "Ma....cosa pensi che abbia fatto?" La ragazza scosse la testa. "Non lo so. Non lo so mai, ma in qualche modo.....oh, perdonatemi. Sono proprio maleducata. Vi porterò da lui più tardi, appena avrò finito di servire all'ultimo tavolo." "No--Lascia che ti aiuti!" Esclamò Ameria sfrecciando in cucina. Il rumore di vetri rotti risuonò nella stanza principale mentre Ameria correva fuori pochi secondi dopo, seguita da una teiera di ferro che mancò di poco la testa della fortunata cameriera che si stava rialzando. "Pensandoci bene, aspetterò fuori" Disse Ameria zigzagando fuori dalla porta. Zelgadiss sospirò e la seguì. "Ameria, devi pensare prima di agire." Ameria si accigliò. "Lo so, Zelgadiss." Battè un piede a terra "L'ho fatto, è solo che non pensavo che le cose sarebbero finite in questo modo." Zelgadiss trattenne un sorriso. Lui sapeva sempre che le cose finivano così, con Ameria. Pochi secondi dopo apparve la cameriera che si stava togliendo il grembiule macchiato. "Oh! Siete ancora qui." Esclamò leggermente contrariata. Quando doveva ancora preparare la cena a suo padre e non c'era abbastanza cibo, visto che aveva rovesciato lo stufato, l'ultima cosa che voleva erano ospiti. "Allora ci porterai da Galia Einberg?" Chiese Zelgadiss mentre Ameria era ancora imbronciata. "Sì, ma potrei sapere cosa volete da lui, per favore? Lui non crea Golem su ordinazione--si rifiuta categoricamente e fa sempre cosa vuole lui." Spiegò la ragazza. "Non posso parlarne." Rispose Zelgadiss "Eccetto che con lui. Chi sei tu?" "Sono Laia Einberg. Sua figlia." Rispose la cameriera, (pensando: Sono veramente, veramente sfortunata). L'espressione di Laia divenne più gentile. "Seguitemi." Non si preoccupò di chiedere i loro nomi, perchè era troppo occupata a lamentarsi. Deviarono dalla strada principale, camminando attraverso la campagna sul lato destro del piccolo villaggio. Ameria poteva distinguere in lontananza due rupi gigantesche che si ergevano alte, circondando il villaggio. Su entrambe c'era un castello. "Wow! Chi vive lassù?" Chiese indicando "Il Signore del villaggio? Ma perchè ce ne sono due?" Laia indietreggiò. "Lord Hailsen lì e Lord Granion là. Non riescono a decidere chi dei due sia il padrone del villagio. E così hanno entrambi un castello." "Oh" aggiunse Ameria "Potrei aiutarli a trovare--" "Potrai pensarci più tardi" commentò Zelgadiss "Dopo aver sbrigato questa faccenda." Ameria cambiò discorso. "Ma non disturbiamo, imponendoti la nostra presenza in casa?" Laia cercò di resistere alla tentazione di annuire. Dopo tutto non sarebbe stato molto gentile. Com'era sfortunata! "Oh, no. Mio padre adora avere visite. Dice che lo ispirano." Ameria sorrise. "Sei fortunata ad avere un artista così famoso come padre! E' grandioso!" Laia chiuse gli occhi. "Sì, naturalmente.....è fantastcio. Sono fortunata." Ripetè con una voce incerta che non dava credibilità alle sue parole. "Questa è casa nostra...". "Sono a casa." Disse mentre bussava. La porta sembrò aprirsi da sola. C'era una piccola bambola di Lina super deformed davanti a loro, le sue braccia erano a stento capaci di aprire la porta. S'inchinò e poi si fece da parte, come per dare loro il permesso di entrare. Quando si mosse, poterono sentire un leggero *piko-piko* provenire dai suoi piccolissimi piedi. Ameria e Zelgadiss si guardarono l'un l'altra e poi lanciarono un'occhiata alla bambola. Si strinsero nelle spalle ed entrarono nella piccola e semplice stanza di legno. Un uomo anziano era seduto al centro della stanza, era impegnato a lavorare su di una piccola bambola. "Piko-Piko, chiudi la porta." Ordinò. "Com'è andata la giornata, Laia?" La bambola chiuse la porta con un graziosissimo calcetto. Poi tornò indietro con le mani incrociate come se volesse annunciare di essere pronta per un altro compito. "Papà, abbiamo ospiti." Disse Laia. Suo padre sembrava alterato. "Sto lavorando Laia--non voglio ospiti! Non ho disegnato niente di nuovo in tre anni e tu vieni a distrarmi adesso!" "Lo so" rispose lei, abbassando la testa. "Ma pensavo potessero aiutarti." L'uomo guardò Ameria. "Hai un'aria familiare.......ma no, non puoi aiutarmi. La tua ossatura non è giusta." Ameria alzò un sopracciglio. "Cosa vuoi dire con *non è giusta*?" "Per essere la mia nuova modella. Tu lì, levati il cappuccio." "La tua modella?" Chiese Ameria sorpresa. "Tu sei più il tipo di Huey, ma lui non è qui in questo momento. Avanti, tu, togliti il cappuccio" Ordinò Galia. Zelgadiss esitò. "Non sono qui per farti da modello." "Allora vattene! Sono troppo occupato per perdere tempo con persone dall'aspetto poco interessante." Ameria si infuriò. "Dall'aspetto poco interessante????" Piko-Piko saltò aprendo la porta. "Sono venuto qui per un incantesimo." Spiegò Zelgadiss. "Nessun incantesimo. Io lavoro solo con i Golem. Piko-Piko accompagna i nostri ospiti all'uscita." La piccola bambola di Lina saltò contro i ginocchi di Ameria, facendola cadere a terra. La trascinò lungo il porticato e poi, facendola roteare in aria, la gettò fuori. La bambola, meccanicamente, tentò di fare lo stesso con Zelgadiss. Zelgadiss, tranquillamente, mise una mano sulla testa della bambola così che le sue piccole braccia non potessero raggiungerlo. "Questo è ridicolo Einberg. Se tu mi ascoltassi--" Iniziò Zelgadiss ma improvvisamente le braccia della bambola si allungarono prendendolo per il collo e gettandolo fuori. "AHHH!" Gridò Einberg con il telecomando in mano. "Le nuove braccia estendibili di Piko-Piko-Lina-chan!!!!" Rise per qualche secondo prima che la mano di pietra di Zelgadiss gli stringesse la gola, facendolo quasi soffocare. Zelgadiss, irritato e senza cappuccio, sollevò l'uomo in aria. "Volevi vedere che faccia avevo?" Chiese tranquillo. Laia svenì. Ameria entrò, con la piccola Piko-Piko-Lina-chan fra le braccia. Gli arti della bambola non funzionavano adesso che il telecomando giaceva inutilizzabile. "ISOIFDIU" gorgogliò Einberg. "Zel--sta diventando blu" protestò Ameria. Zelgadiss, lentamente, lasciò andare l'uomo. "Mi avevi detto di mostrarti il mio aspetto." "Sei veramente bello" Tossì l'uomo "Feroce e inusuale--ma tu sei già in parte Golem. Non posso usare un altro Golem come modello!" "Non voglio fare il modello per i Golem" disse Zelgadiss "Io non voglio essere un golem." "OH" Einberg sembrava confuso "E allora perchè sei qui?" "Perchè Rory Gabriev mi ha suggerito--" "Rory Gabriev? Lui si che era un modello!" Einberg incrociò le mani e le portò al cuore "Ma non ha voluto posare per me! Disse che era un uomo d'affari, non un modello! Ha cambiato idea?" Zelgadiss alzò un sopracciglio. "Non saprei. Mi ha solo detto di venire da te." Einberg annuì. "Ok, vediamo come sei fatto." Iniziò a girare e guardare uno Zelgadiss sempre più imbarazzato. "Impressionante. Ingegnoso." "Puoi fare qualcosa?" Riuscì infine a chiedere Zelgadiss. "No, ma saresti un'ottima bambola.." Einberg sospirò "Sei sotto un incantesimo di trasformazione." "Questo lo sapevo già." "Non vedevo una magia simile da anni. Non da quando Rezo, il grande monaco venne qui--ho un golem come lui, comunque, ma quello schifoso del mio assistente ha rubato gli appunti che Rezo lasciò qui." "Rezo?" "Sì. Era un ottimo designer, nonostante fosse cieco! Non m'importava la sua fissazione per la magia, era un genio. Che triste destino..è stato ucciso da Lina Inverse--che ho preso come modella per quella bambola là. Una ragazza veramente distruttiva, ma una buona modella. La bambola di Lina è stata la creazione più venduta per anni. Ogni ragazzina doveva averla--combatteva distruggendo il regno! Ero richiesto e poi...e poi!" La faccia dell'uomo si contrasse. "BAH!" Colpì il secchio di vernice buttandolo a terra. Lentamente Laia si alzò dal pavimento. "Per favore papà!". La ragazza guardò la confusione che l'uomo aveva fatto. "Ma poi Lina fu soppiantata dai Ferbeenies!" L'uomo si passò una mano tra i capelli e iniziò a strapparli. "Il mio apprendista mi ha tradito! Henson ha rubato la mia magia per creare le bambole che dicono "Ciao-Piko-piko" "Ciao" disse la bambola con una graziosissima voce che suonava sorprendetemente come quella di Lina, solo tre ottave sopra."Piko-Piko" "Adesso....adesso è una guerra!" Galia girò su se stesso. Sollevò le braccia in aria mentre appoggiava rumorosamente un piede sullo sgabello. "Non posso fermarmi fino a che non avrò un altro modello!" "Galia è il più grande." Disse una piccola Piko-Piko apparendo dal nulla dietro le spalle di Galia. Ne apparve un'altra. "Galia è un genio." Laia si tappò le orecchie. Oh! Sono così sfortunata, pensò mentre il suono dei passi delle bambole diventava insopportabile. "Se ti aiutiamo a trovare un'idea, aiuterai Zelgadiss?" Urlò Ameria per farsi sentire in mezzo a quella confusione. "Naturalmente, tenterei" Disse Galia e le sue parole fecero cessare il frastuono."Ma ho bisogno di qualcosa di incredibilmente carino per il concorso di Design per giocattoli che si terrà martedì. Devo vincere per tornare ad avere vendite alte! Ma cosa può essere più carino della mia Piko-Piko-Lina-Chan?" Come durante un attacco la piccola bambola gridò "Fireball!!" e una piccola luce rossa apparve senza però fare nulla. Ameria aggrottò le sopracciglia. "Non lo so. Ma ti aiuteremo a trovarla!" Saltò sulla tavola. "Non ti preoccupare--Se esiste un giocattolo più carino là fuori--Io Ameria Will Tesla di Seillune ti aiuterò a trovarlo! Per le stelle che brillano sopra di noi, per la Luna che splende lassù in alto, io non avrò pace finchè non avrò trovato il miglior modello che si sia mai visto per un giocattolo!" Zelgadiss sospirò. Lui e Laia stavano pensando più o meno la stessa cosa. *Perchè il destino è così crudele?* Zelgadiss strattonò il braccio di Ameria. "Ameria, non hai dimenticato qualcosa?" Ameria piegò un angolo della bocca mentre gli puntava contro il dito. "Zelgadiss, come puoi essere così egoista? So che vuoi trovare una cura, ma la stai cercando da quanti anni ormai?? Cosa sono, dunque, pochi giorni per cercare di aiutare questo uomo? E poi, non ti auterà se prima non risolviamo il suo problema, no?" Zelgadiss mostrò il pugno. "Potrei convincerlo." "Non ne hai bisogno. Non sarà poi così difficile trovare qualcosa di carino su cui basare un giocattolo, no?" Più o meno all'alba, Ameria ammise di aver fallito. Con gli occhi rossi e semi-chiusi, concluse che lavorare con Galia Einberg non era così facile come aveva pensato. Poi la sua testa ricadde sul tavolo facendo scappare l'ultimo animaletto nella foresta dalla quale lei lo aveva portato via. Zelgadiss sospirò guardano Einberg distruggere le scale. Laia aveva gentilmente preparato due brande per Zelgadiss e Ameria nella stanza principale, ma Ameria aveva passato tutta la notte sveglia a cercare animaletti. Zelgadiss si alzò dalla sua branda, rimettendo a posto le coperte. Vide che Ameria si era addormentata. Si vestì con il solito abito fidandosi della sua velocità di Chimera per mantenere la decenza. Ameria non si mosse neanche. Le si avvicinò, la sollevò e l'adagiò sulla branda. Sicuramente lei aveva fatto tutto ciò che poteva, pensò Zelgadiss. Naturalmente, se ci avesse pensato su un pò di più, non avrebbe dovuto cercare così intensamente. "Non so perchè Einberg non possa fare una bambola basata su di te". Zelgadiss sorrise. "La bambola di Lina è venuta molto carina." Naturalmente Zelgadiss trovava la vera Lina abbastanza carina, come in realtà era, e quindi, forse, era influenzato. "In ogni caso" continuò a ragionare tra sé e sé "Se dobbiamo aiutare Einberg a produrre qualcosa di più carino dei Ferbeenies, devo vederne uno!". Specialmente se l'uomo che li aveva creati aveva usato gli appunti sui Golem di Rezo. Zelgadiss sorrise pericolosamente. Lord Hailsen si fece scuro in volto. Erano passati anni dall'ultimo scontro con Granion. Sebbene l'idea di un'armata di Golem si fosse rivelata disastrosa e lui avesse abbandonato l'intento di impossessarsi del villaggio o del mondo, non aveva mai perso il desiderio di battere Granion. Come la maggior parte delle persone, dopo aver sfiorato la morte, si era dedicato completamente alla famiglia. E come la maggior parte della gente cercava di capire chi potesse essere nocivo per i suoi figli. Per uno strano scherzo del Destino, suo figlio Eio era nato lo stesso giorno della figlia di Granion, Eiette. Hailsen guardò fuori dal balcone, verso quella cosa orribile che era il castello di Granion. Come odiava quell'orrenda costruzione e il suo padrone, orribile anch'esso. Hailsen reclinò la testa e rise. Il suono risuonò fin dove era seduto Granion, che fissava la casa del nemico, pensando esattamente la stessa cosa. Come detestava quell'uomo odioso. Cosa stava architettando 'sta volta? Non gli importava. Mancavano solo pochi giorni al compleanno di sua figlia e lui aveva giurato che nessuno avrebbe osato rifiutare il suo invito. Rise tranquillamente. Doveva solo trovare un giocattolo perfetto da regalare a sua figlia. Sponsorizzava la gara di Designer per Giocattoli col preciso intento di trovare il miglior giocattolo in assoluto. Fermo nella piazza del villaggio, in un punto con un'incredibile ricezione acustica, un ragazzo magro rovesciò un pò dell'intruglio a cui stava lavorando. Gli occhiali, bilanciati sulla punta del suo naso sottile, caddero. Adesso era nei guai. Le due risate seguenti lo avvertirono che le cose stavano andando di male in peggio. Cosa avrebbe fatto? Dietro di lui una piccola creatura rossa, che assomigliava ad una gigantesca e rotonda gelatina pelosa, si chinò e raccolse gli occhiali dell'uomo con il suo corpo morbido. "Capo, Ferbeenie ha spaventato?" Chiese. L'uomo sospirò e gli tirò una pacca sulla testa. Tutto stava andando così male. Si prese la testa fra le mani e cercò di non urlare per la frustrazione. "Mi scusi" Disse una voce stupenda. Il ragazzo si girò così all'improvviso che cadde nella fontana lì vicino. Ne uscì fuori un secondo dopo, bagnato e imbarazzato ma scusandosi educatamente. "Posso aiutarla?" Chiese inchinandosi. "Lei è Kermit Henson, giusto?" Domandò Zelgadiss all'uomo. Quello annuì. "Chi è lei?" Balbettò. "La gente del villaggio mi ha detto che è stato lei ad inventare i Ferbeenie" "Uh...sì...è vero" Disse Kermit Henson, con le ginocchia tremanti "Ne vuole uno?" "No. Voglio sapere se ha usato una certa tecnica per crearli." Rispose Zelgadiss. "Non sono come gli altri golem. Sono morbidi." Un piccolo Ferbeenie saltò sulla spalla di Zelgadiss e baciò il cappuccio che gli copriva il viso. Zelgadiss sollevò la creatura e la gettò nella fontana." Ognuno di loro è differente, ma sono basati tutti sullo stesso modello." "Come li ho creati?" Il naso di Kermit iniziò a gocciolare "Non posso rivelare i miei segreti." "Lo so. Quindi lo farò io." Disse Zelgadiss senza togliersi il cappuccio "Ho esaminato una di queste creature oggi. Non ha plasmato queste creature......sono vive senza essere diventate vive." Kermit iniziò a tremare in modo incontrollato. "Uh....."[COUGH]"Cosa"[SNEEZE]"Te lo fa pensare?" "La verità è che hai usato un incantesimo di trasformazione su di loro, non è così?" Chiese Zelgadiss mentre l'altro faceva un passo indietro "Insomma, non sono dei veri golem." Kermit cadde in ginocchio. "Ti prego....non so come tu l'abbia scoperto..ma ti prego! Non dirlo in giro--io non volevo che accadesse questo " divenne completamente rosso per la rabbia "Ogni cosa è finita in un disastro! Tutto ciò che volevo era l'approvazione di Einberg e impressionare Laia, ma adesso Einberg mi disprezza!" L'uomo iniziò a piangere e con lui anche le piccole creature "Tutto ciò che volevo era creare un cucciolo per Laia...." "Ma per trasformare le creature vive?" Zelgadiss aggrottò le sopracciglia. Kermit chinò la testa. "Un mercante, proveniente dall'isola di Mipross, mi vendette alcune di queste creature. Pensai di regalarle a Laia--ma esse morivano se venivano portate fuori...e questo avrebbe reso triste Laia. Così pensai che, se avessi fatto loro un incantesimo, non sarebbero morte." Prese in collo uno dei piccoli Ferbeenies. "Ho fatto sì che parlassero, che rimbalzassero....così avrebbero potuto proteggere lei, la mia Laia...ma poi Eiette e Eio videro il prototipo e mi chiesero se potevo farne altri per loro. Prima che potessi rispondere lo sapeva già tutto il villaggio!" L'uomo pianse di nuovo "Non avevo scelta! Se Laia avesse scoperto cosa avevo fatto, non mi avrebbe mai più rivolto la parola!" Zelgadiss annuì. "Hai preso una creatura e l'hai deformata. E' normale che lei avrebbe potuto--" Kermit alzò lo sguardo. "Oh no, a chi potrebbe importare una cosa simile? Sono migliori, adesso. No, il fatto è che le ho mentito....ho mentito a tutti--pensano che io abbia plasmato questi golem...pensano che io abbia talento. Ma la verita è che--" "La verità è che hai preso delle creature viventi e le hai trasformate in giocattoli." Ringhiò Zelgadiss "E questo è imperdonabile." Zelgadiss si stupì delle sue stesse parole. Doveva essere l'influenza di Ameria, pensò, ma per qualche ragione era estremamente infuriato con il creatore di giocattoli che gli stava davanti. "Perchè sei così offeso?" Chiese Kermit "Voglio dire....non sembri uno dell'associazione dei Creatori di Golem -- chi sei, comunque?" Zelgadiss si tolse il cappuccio. Kermit emise uno strillo acuto. "Sono solo un altro giocattolo." "COSA---cosa..." Kermit cadde di nuovo nella fontana. Si rialzò dopo un secondo, sputando acqua. "Tu...tu.....che razza di mostro sei?" Zelgadiss sospirò. "Quel maledetto incantesimo che hai trovato, quello che usi sulle creature......Ne ho bisogno" Istintivamente Kermit strinse a se un biccolo libro scuro, foderato di pelle. "I miei incantesimi? Non sono maledetti.......sono del Grande Monaco Rosso. Mi rifiuto di darteli. Sono miei." "Allora li prenderò lo stesso." Zelgadiss sorrise. Si avvicinò e toccò la fronte dell'uomo. "Dormi". L'uomo scivolò a terra. Zelgadiss si voltò e improvvisamente si ritrovò coperto da quelle piccole creature gelatinose ricoperte di pelo. Ognuna di loro era grande più o meno quanto un pompelmo, quindi il loro peso schiacciò Zel a terra. Non riusciva a vedere....e fortunatamente, poteva trattenere il fiato, ma trovava ancora difficile muoversi. "Tu no ferire Kermee..." ripetevano continuamente "Tu ferito Kermee...tu cosa cattiva". Zelgadiss non poteva muovere le mani per lanciare un incantesimo. Provò a rotolare ma le creature non si schiacciavano. Quelle si comprimevano ma poi tornavano come prima. Fu salvato da una musica calma che iniziò a diffondersi. Una ad una le creature scivolarono via da lui e formarono un cerchio, iniziando a danzare. I loro corpi tozzi ondulavano seguendo il ritmo dello strimpellio della chitarra. "Zelgadiss" Esclamò Rory non appena si fu avvicinato "Hai bisogno di aiuto? Penso che la situazione di stesse schiacciando." Dietro di lui Timbre, appoggiato ad un muro, era intento a suonare quell'intricata combinazione di note che sembrava ipnotizzare i Ferbeenies. Quelle creature scivolarono fuori da ogni casa e i bambini cominciarono a lamentarsi perchè i loro giocattoli li avevano abbandonati. Lentamente la piazza del villaggio si riempì di bambini che chiamavano i loro Ferbeniees. I bambini osservarono, con paura, i Ferbeeniees formare una lunga fila, muovendosi a ritmo di musica. Le creature muovevano il loro fondoschiena prima a sinistra, poi a destra e infine dietro..poi saltavano, si giravano e ricominciavano dall'inizio. Alla fine, stremati dalla danza, i Ferbeenies strabuzzarono gli occhi e si afflosciarono a terra. Immediatamene tutti i bambini iniziarono a piangere. "Idioti!" gridò un grosso ragazzino. "Eio--è colpa tua?!" gridò una ragazzina, minacciando l'altro con un pugno. "No, Eiette. E' colpa di quello strano ragazzo blu. Prendiamolo--" I bambini si spostarono in massa verso di loro. Zelgadiss balzò in avanti, afferrò il libro degli incantesimi e si diresse di nuovo, velocemente, verso la casa di Einberg...seguito a ruota da Timbre e Rory. In qualche modo riuscirono a seminare la folla di ragazzini. "Allora, Zelgadiss. Credo che tu mi debba un favore, adesso." Disse Rory appena si furono fermati davanti alla casa. "Non sono stato io a chiederti aiuto." Rispose Zelgadiss. Guardò in basso, evitando gli occhi di Rory "Ma, ti ringrazio." Rory sorrise. "Sapevo che eri diverso da Rezo." Zelgadiss si strinse nelle spalle. "Non ero sicuro che *tu* lo fossi" Rory inclinò la testa di lato. "E adesso ti sei convinto che non lo sono?" Zelgadiss sorrise leggermente. "Sì. Ma questo non vuol dire che mi posso fidare di te." Rory annuì. "Hai ragione. Non puoi." Estrasse la spada "Il pezzo di carta, per favore." In quel momento Ameria aprì la porta scaraventando Timbre fuori del porticato, contro una statua. Timbre sorrise malignamente quando si accorse che erano statue di donne piuttosto formose. "Zelgadiss, sei tornato?" Esclamò Ameria. Si fermò un attimo, notando la spada contro la gola di Zelgadiss. "Oh, ci sei anche tu Rory." Aggiunse piano. "Zelgadiss hai saltato il pranzo." Disse poi tranquilla, ignorando completamente l'evidente minaccia contro Zelgadiss. "Vuoi pranzare anche tu, Rory? Sono sicura che ad Einberg non darà fastidio. Sei tornato tardi, Zelgadiss, ma sono felice che tu sia tornato sano e salvo." Zelgadiss si strinse nelle spalle. "Avevo alcune cose da fare." "Il foglio" Ripetè Rory energicamente "Ho paura che dovrò rinunciare al pranzo." "Molto male" Si lamentò lei, mentre gli altri erano fermi. "Tu sai che la spada non può fargli niente. La sua pelle è fatta di pietra. L'unica cosa che può ferirlo è la Spada di Luce di Gourry ma--" "Gourry" Rory abbassò la spada "Gourry Gabriev?" "Stavo per chiederti se sei suo fratello" Rispose Ameria "Perchè tu sei uguale a lui." Rory sussultò, scuotendo la testa. "Gourry...lui è vivo?" "Sì. Abbiamo viaggiato insieme" Rispose Ameria "C'era anche Zelgadiss." "Questa è una sorpresa" Disse Rory, rimettendo la spada nel fodero "Sai dov'è adesso?" Ameria scosse la testa. "Sta viaggiando con Lina Inverse." "COSA?!" Chiese Rory sorpreso "Inverse?" "Capo, non è il nome della tua ex-ragazza?" Chiese Timbre allontanadosi, finalmente, dalle statue. "Tu e Lina?" Farfugliò Ameria. Zelgadiss si limitò a sollevare un sopracciglio. "No. Non ho mai incontrato Lina Inverse. Ho sentito parlare di sua--Chi non lo ha fatto??--no. Credo che il mio assistente si riferisse alla sorella di Lina" Rory rabbrividì "che gli avevo esplicitamente detto di non nominare mai più." "Signore, è come la peggiore delle distruzioni" Sussurrò Timbre a Zelgadiss. "Ma tu stai cambiando discorso" Disse Rory ad Ameria "Così Gourry è vivo. Perchè non ha contattato la sua famiglia? Lo sto cercando da anni!" Zelgadiss alzò le spalle. "E' probabile che non gli sia venuto in mente." "Non gli è venuto in mente? Chi può essere tanto stupido da dimenticarsi di dire alla propria famiglia di essere ancora vivo?!" "Uh--Signore?!" Provò ad interromperlo Timbre. Ameria sospirò. "Gourry potrebbe. Comunque è molto bravo con la spada." "E Lina Inverse.......sta viaggiando con lei?" Rory rabbrividì "Deve aver perso il cervello invece che la vita." "Lina non è così cattiva..è solo fraintesa" Commentò Ameria "Proprio come Zelgadiss." "L'unica che mi fraintende sei tu" disse Zelgadiss in un leggero sussurro. "Signore..guardì là!" Interruppe di nuovo Timbre, fallendo completamente nel tentativo di attirare l'attenzione degli altri tre. Zelgadiss lanciò un'occhiata ad Ameria. "Parlando di malintesi, non ho più bisogno di questo foglio." Esclamò Zelgadiss estraendo il pezzo di carta "Se questo è tutto ciò che vuoi, puoi continuare per la tua strada. Consideralo il ringraziamento per il tuo aiuto." Rory annuì e piegò il foglio, infilandolo nella cintura. "Bene. Un'altra missione portata a termine." "HEY, TUTTI QUANTI!!!!!" Urlò Timbre. "Cosa c'è?" Rispose Rory bruscamente, ma subito i suoi occhi videro l'orda di bambini infuriati che si stava dirigendo verso di loro. "Penso che faremmo meglio ad andare a salutare Einberg" aggiunse poi calmo, mentre correva in casa il più velocemente possibile. "Signore, sono dietro di lei" Esclamò Timbre saltando all'interno della casa. Ameria aggrottò le sopracciglia. "Perchè tutti quei bambini stanno venendo qui?" Zelgadiss la prese per un polso e la spinse dentro la casa. "E' una lunga storia, ma credo che siano arrabbiati perchè i loro giocattoli si sono guastati." "Ma perchè stanno venendo qui?" Chiese Ameria confusa mentre Zelgadiss aiutava Rory a sprangare la porta. "Chiedilo a Timbre e Rory" Le rispose Zelgadiss. I due si difesero goffamente. "E' solo un piccolo problema." Disse Rory. "In ogni caso questi giocattoli sono creature trasformate grazie ad un incantesimo" Disse Zelgadiss estraendo il libro di Rezo "Apparentemente quasi come me." "Perchè ci sono dei bambini ammassati davanti alla casa?" Chiese Laia entrando nella stanza. "Perchè tutte le finestra sono sbarrate con delle assi?" Appoggiò la scopa che teneva in mano contro un muro e rimase incantata. "Rory?! Sei tornato?!" Arrossì. Era così sfortunata! Finalmente lui era tornato e lei era conciata in quel modo?! Lanciò un'occhiata al proprio vestito macchiato e cercò di non mettersi a piangere. "Quei bambini sono un pò arrabbiati" Spiegò Zelgadiss. Una delle finestre sbarrate s'inarcò verso l'interno con un rumore di vetri rotti. Laia perse la sua battaglia contro le lacrime. Chinò la testa e singhiozzò sommessamente. Come avrebbero potuto permettersi nuove finestre? "Ci stanno attaccando?" Chiese Galia attraverso la porta aperta del suo studio. "Oh! Rory, sei tornato!!" Rory sollevò una mano, il palmo aperto. "Non ti farò da modello!" La porta si richiuse. Ameria si fece scura in volto. "Cosa facciamo?" Galia rise. "Non ha importanza! Io ce l'ho fatta. Ho creato un nuovo, bellissimo giocattolo!" Si voltò verso lo scantinato. "Vieni avanti!" Tutti si fermarono ad osservare la piccola figura del golem che emergeva dalla nebbia. Si inchinò educatamente. "E' identico all'altro giocattolo." Commentò Ameria, in qualche modo contrariata. Ne avrebbe voluto uno basato su di lei. "Ma l'ho migliorato! E' una Piccola Lina Trasformer" Gridò Galia mentre afferrava il piccolo telecomando di controllo. "CHANGE-SPLASH!" Gettò un pò d'acqua sulla bambola. Improvvisamente non era più la piccola e graziosa maga dai capelli rossi. In qualche modo il giocattolo era leggermente cresciuto, la sua larghezza si era trasformata in altezza aggiuntiva. Adesso era una donna perfettamente proporzionata (sebbene piccola...poichè era alta un piede) che assomigliava quasi a-- "tu--TU (censurato per la decenza)" Gridò Rory "Mi hai fatto diventare una ragazza!" "L'ho fatto a memoria! Abbastanza carino, no? Sapevo che saresti stato un modello perfetto--" Galia sorrise "Coraggio Piccola Lina--Sorprendi quei bambini!" La Biondina fece l'occhiolino e camminò dritta verso la porta. Slanciò la gamba indietro e poi aprì la porta con un calcio. "Io la Campionessa della Giustizia non mi riposerò--per le Stelle là sopra, per la Luna--Vi divertirò!" Disse, parlando sorprendentemente come Ameria. "E non è tutto--" Galia sorrise "Questo è solo il cambiamento con l'acqua fredda! Guardate questo." I ragazzini erano stati attirati dalla graziosa bambola. I ragazzi più grandi stavano facendo delle battute e le ragazze ammiravano il vestito. "E' così carina!" Escalmarono le femmine. "WOW!" Esclamarono i maschi. "Io voglio essere lei" Disse Eiette. "Hey ragazzi, io voglio giocare con *lei*" Ridacchiò Eio. Eiette lo picchiò sulla testa. "Lei è mia." "No, mia." Si lamentò Eio. Einberg gettò l'acqua calda sulla bambola. Dal nulla la bambola generò un'armatura e impugnò una spada. I bambini rimasero di sasso. "Si è trasformata." Si guardarono gli uni con gli altri "E' FANTASTICA!" "Sì--tre forme--questa è la piccola Lina con l'Armatura." Spiegò Galia orgoglioso. Gettò alla bambola un cubetto di ghiaccio e quella tornò *Lina*. La bambola ridacchiò. "Ho fame. Datemi da mangiare o brucerò il vostro fondoschiena con un Dragon Slave!" Galia rise. "SONO UN GENIO!" Laia sospirò. Era peggiorato ancora di più dopo che Huey se n'era andato. Si prese la testa fra la mani per la vergogna. Che razza di giocattolo era quello? "Tù là, sei prezioso!" Disse Hailsen spostando Granion dalla strada mentre raggiungeva il figlio. "PAPA'. Comprane uno." Esclamò Eio, afferrando l'orecchio del padre e urlandoci dentro. "Lo voglio Papà." Disse Eiette, afferrando la gola di Granion e arrampicandosi sulla sua schiena "VOGLIO QUELLO" "Oh no...la Piccola Lina-chan non è in vendita." Spiegò Galia "Lei è solo il prototipo." Rory, che era ancora sconvolto per la vesione femminile di se stesso, stava piangendo. Quel pazzo avrebbe costruitò altre di quelle atrocità?!?!?! "NON E' IN VENDITA?" Chiesero Hailsen e Granion all'unisono "COSA?!" Galia deglutì. "Qui si mette male" mormorò girandosi. "Lo è già" Disse Zelgadiss guardando i due uomini con i loro figli. Madre natura non era stata molto generosa con quelle famiglie ed entrambi i bambini assomigliavano troppo ai genitori. Ma Zelgadiss non stava pensando a questo, aveva notato qualcos'altro. "I Ferbeenies sono resuscitati." "FERBEENIES ATTACK!!" Gridò un coro di piccole voci mentre i Ferbeenies, rinvigoriti, correvano avanti portando il corpo di Kermit Henson sopra la testa. Oltrepassarono i bambini, scaraventandoli altrove mentre sciamavano verso Zelgadiss. "TI UCCIDEREMO!!" le voci divennero una sola mentre i Ferbeenies, prima separati, si fusero in un unico Ferbeniee gigantesco, gelatinoso e multicolore. "TIMBRE" Gridò Rory, finalmente ripresosi dalla depressione per il pericolo improvviso. "Ok Capo." Rispose Timbre iniziando un ritornello odiosamente carino con la chitarra. Non era esattamente il ragazzo più intelligente là fuori, però sapeva come suonare una chitarra. Rory estrasse la spada che emise un forte ultrasuono; i Ferbeniees volarono in tutte le direzioni, ma velocemente si riassemblarono nel mostruoso e gigantesco Ferbeniee. I bambini strillarono e corsero via. Con un gesto della sua mano gigante il Ferbeenie distrusse il tetto della casa. Laia svenne. Galia raccolse sua figlia. "Ora è il momento di scappare." "Digger Bolt" Gridò Zelgadiss colpendo di nuovo la creatura. La luce lo trafisse spazzando via pochi Ferbeenies ma la parte rimanente, ancora unita, scivolò avanti. "AVANTI PICCOLA LINA: SPLASH CHANGE!!!" Gridò Galia mentre correva via con la figlia. La bambola si rovesciò addosso un bicchiere d'acqua fredda. Immediatamente si trasformò di nuovo nella Biondina. Le sue corte code di cavallo si mossero bruscamente mentre puntava il dito contro il mostro. "Nel nome dei buoni giocattoli, ti finirò!" La bambola marciò avanti e fu presto inghiottita dal corpo gigantesco dei Ferbeniees. "Oh no, Piccola Lina-Chan!" Gridò Ameria. Sembrava veramente arrabbiata e spaventata. "Ameria, è solo una bambola!" Disse Zelgadiss mentre sguainava la spada, potenziandola con l'incantesimo del Piano Astrale "Io mi preoccuperei dell'altro *giocattolo*". "Ma Zelgadiss...Galia ha lavorato tanto a quel giocattolo!" "Non può averci messo tanto. Ieri notte non aveva neanche un'idea." Rispose Zelgadiss distaccato, mentre evitava un colpo dei Ferbeenies. "Oh" Commentò Ameria "Ma è una cosa triste." "E' triste che noi non riusciamo a vincere questa massa di Ferbeenies." Urlò Timbre con molta più intelligenza di quanta ne usasse di solito. "Signore, comincio a stancarmi di saltare via dalla sua portata." Rory annuì.."Non importa cosa facciamo, lui si riforma sempre. E le singole parti sono troppo piccole da distruggere, anche con l'attacco della mia Sonic Sword." Ora erano a metà strada dal villaggio. Emergendo dalla cima del Ferbeniee c'era la bambola Lina-chan, ancora nella forma femminile di Rory, con le piccole code sul capo. Solo la sua testa era visibile, il che dava al mostro uno strano aspetto. L'intera casa di Einberg era già caduta vittima dell'ira del Ferbeniee e apparentemente la stessa cosa era accaduta al villaggio, da quello che il gruppo poteva vedere. Rory si voltò. "Stiamo scappando. Non è il mio stile. Dobbiamo fermarci." Disse calmo "So che conosci il Dragon Slave, Ameria. Usalo." Ameria si fece scura in volto. "Come lo sai?" Chiese riluttante. "Comunque non lo uso mai. E' troppo distruttivo." Zelgadiss annuì. Doveva ammettere che, se Ameria aveva il controllo di qualcosa, quella era la sua magia. Ma anche lei avrebbe perso il controllo del Dragon Slave. Era la natura dell'incantesimo. "Dev'esserci un altro modo per fermarlo." "Signore....potreste condurlo fuori dal villaggio..o qualcosa del genere?" suggerì Timbre. "Questa non è una cattiva idea, Timbre" Approvò Rory "C'è solo un piccolo problema. Che cosa farà quando l'avremo allontanato?" "uh, Signore, non lo so. Non ho pensato a questo" Timbre aggrottò le sopracciglia "Ma, è un suo problema?" Il Ferbeenie si stava avvicinando, il suo fangoso corpo multicolore oscillava ad ogni passo. "Ci sono!" Esclamò Ameria improvvisamente "Galia ha spiegato che tutti i Golem hanno un nucleo magico che dà loro energia. Noi dobbiamo solo rompere questa carica, come possiamo fare per qualsiasi incantesimo, e loro verranno distrutti." "Io non la penso così, Ameria." Disse Zelgadiss "Questi non sono Golem normali. In realtà Kermit Henson ha trasformato creature viventi in questi Golem, usando uno degli incantesimi di Rezo. Stando a questi appunti, è piuttosto complicato." "Oh no!! E adesso Henson è privo di sensi!" Esclamò Ameria indicando il punto dove l'inventore era ancora disteso, sopra i Ferbeenies (a destra della testa della bambola). "Coprimi, Timbre" Ordinò Rory mentre puntava nuovamente la Sonic Sword. Timbre obbedì, iniziando a suonare un'altra serie di ritornelli stonati. Mentre i Ferbeenies si dividevano e si riassemblavano, Rory riuscì a tirar giù l'inventore. "Ok, sciogli l'incantesimo che hai fatto su di loro" ordinò Rory mentre Ameria faceva riprendere i sensi all'uomo. "Non posso!" Singhiozzò quello "Non so come fare! Cos'è successo al villaggio!?" "Uh, un piccolo problema tecnico." Rispose Rory. "Guarda che devi fare qualcosa!!!" "Ma cosa?! Non posso fare niente!" Protestò Henson. "Quelli sono arrabbiati con me perchè ti ho ferito." Disse Zelgadiss. "Quindi, ordinagli di smetterla." Continuò Rory. "Um, FERMATEVI FERBEENIES!" Esclamò forte Henson. I Ferbeenies si fermarono e lo guardarono, turbati. "Credo che ti ascolteranno!" Esclamò Ameria felice. Laia sorrise mentre i Ferbeenies si dividevano e sciamavano verso Kermit, felici che fosse vivo. "Ce l'hai fatta" disse lei, riconoscente. Forse la sua vita non era poi così brutta. "Laia!" Esclamò Kermit, gettando i Ferbeenies da una parte. "Pensavo di essere quasi morto, e non posso tenere il mio cuore nascosto ancora per molto. Ti amo." Cadde in ginocchio di fronte a lei. "Ho fatto tutto questo per te!!!" Laia sgranò gli occhi. "Davvero?" Fece un passo indietro, sconvolta. Lui corse verso di lei per abbracciarla. "Wow, è favoloso, non è così?" Sospirò Ameria. Amava gli "Happy endings" e le scene romantiche come quella. Laia e Kermit sembravano una coppia così dolce-- I Ferbeenies non erano dello stesso parere. Assistettero tutti all'abbraccio e squittirono. "Tu no ferire Kermit. No toccare Kermit." "Penso che siano gelosi" Commentò Rory. Iniziarono a rincorrere Laia, che scappò da suo padre. "Faremo meglio ad aiutarla" Disse Ameria "Non lascerò che un amore sia rovinato da giocattoli gelosi!" Laia strillò "MA LUI NON MI PIACE NEANCHE!!!!!" mentre scaraventava lontano i Ferbeenies. Evidentemente neanche Laia pensava che lei e Kermit formassero una bella coppia. Kermit iniziò a piangere ancora di più. "Cosa?! Mi stai spezzando il cuore--il mio cuore dolorosamente infranto!" "Lei ferito Kermit. Lei ragazza cattiva." Intonarono i Ferbeenies con un unica voce. Si girarono verso Laia con nuova ferocia, molto più acuta di quella per Zel. "Me ne vado." Sospirò Zelgadiss. "Dubito che Einberg possa aiutarmi. Ora che ho gli appunti originali di Rezo sulle Chimere, non credo di aver nient'altro da fare qui." "Ma--" Ameria gli si parò davanti, agitando le braccia mentre indicava la distruzione dietro di lei. "Non possiamo lasciarli così." "Perchè no?" Replicò lui alzando un sopracciglio "Possono occuparsene loro." Ameria lanciò un ultimo sguardo alla scena confusa dietro di lei, e sospirò. Suppose che Zelgadiss avesse ragione. Quella città aveva i suoi problemi da risolvere, così come lei. Sorrise mentre guardava Zelgadiss. "Allora andiamo--riprendiamo la strada!". |
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