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| capitolo 04 SE NON SEI QUI PER AMORE... |
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Rory rimase di sasso mentre guardava Ameria masticare su un enorme piatto di cosce di pollo fritte. "Mangi sempre così tanto?" [Munch, Chew, Munch, Slurp] "Cosa vuoi dire?" Chiese lei tra un morso e un altro "Sono solo agli antipasti". "Che io avevo ordinato per tutti e tre!" Protestò Rory. Quando si era offerto di pagare la cena, non si sarebbe mai immaginato quanto riuscisse a mangiare l'intraprendente principessa. "Oh, vuoi dire che non erano solo per me?" Disse lei, sembrava che stesse per scusarsi. "Allora, Cameriera--altri due piatti di antipasti!" Gridò "E mi porti il piatto della casa!" Rory si disperò quando pensò all'enorme cifra del conto. La cameriera, che stava pensando la stessa cosa, sorrise. "Naturalmente!! Arrivano immediatamente, Signorina! Ancora vino, Signore?" Chiese rivolta a Zelgadiss che teneva il viso coperto dal cappuccio. Lui annuì con la testa e si appoggiò allo schienale della seggiola, accostata al muro della taverna. Lentamente sollevò il bicchiere di vino e osservò il liquido rosso scuro. Ottimo vino, pensò, prodotto a Zephelia. Probabilmente non l'avrebbe ordinato se Rory non si fosse offerto di pagare. Dall'altra parte della stanza, un'altra cameriera strillò "Deficente!!" e tirò un manrovescio a Timbre, ovviamente ubriaco, rispedendolo al tavolo. "Che ragazza!" Disse Timbre e poi sospirò "Credo di aver bisogno di lavorare ancora un pò alle mie tecniche di avvicinamento. L'avevo in pugno quando le ho detto *Tu sei come l'alba*..ma l'ho persa a *Voglio svegliarmi con te*. Non avrebbe dovuto essere così aspra." Rory gli prese la testa fra le mani "Timbre, vorresti far pratica con la chitarra invece che con le tue tecniche di approccio per favore?" Mormorò calmo "Io devo parlare con la Principessa Ameria e con Zelgadiss". "yeah, sicuro, Signore" Rispose Timbre e, scivolato via dalla tavola, estrasse la chitarra. Iniziò a suonare una melodia sorprendentemente graziosa. "E' molto bravo con la chitarra" Esclamò Ameria mentre si puliva delicatamente le labbra. Poichè la cameriera non aveva ancora portato il piatto della casa, aveva tempo per parlare. "Sì. E' per questo che l'ho assunto. La mia Sonic Sword non funziona senza un suono di particolare intensità. Lui è l'unica persona che riesca a produrre un suono abbastanza prolungato. Ho in mente di trovare un modo per usare la spada senza di lui, ma fino ad allora...." Rory scosse la testa "Ma adesso basta. Non sono qui per parlare di me. Dov'è Gourry?" Ameria scosse la testa "Pensavo di avertelo detto prima: noi non abbiamo idea di dove sia". Zelgadiss annuì. "Di sicuro starà esplorando il nuovo mondo in cerca di tesori" "Ma questo è fantastico. Le cose cambiano per me, allora. Devo trovarlo." Rory si spostò avanti sulla sedia, i suoi occhi erano così pieni di emozione che sembravano fiamme blu "Dopo che avrò portato a termine il mio compito con te Ameria, mi prenderò una vacanza per cercarlo. Quindi ho paura che dovrò ricondurti dal Principe Sawpht a forza." Ameria aggrottò le sopracciglia. "Pensavo avessi detto che avresti aspettato finchè non fossi tornata di mia spontanea volontà!" "Quello era ieri, ora la situazione è diversa. Non voglio aspettare a lungo." Rory rise maliziosamente "In fin dei conti, Zelgadis *è* la principale ragione per cui tu non vuoi tornare, vero?" Ameria divenne completamente rossa. "Io devo trovare mia sorella! Sto aiutando Zelgadiss solo per..per...per il suo problema!" La sedia di Zel cadde sul pavimento. "Che problema? E' a metà della strada per trovare la cura, adesso che ha l'incantesimo originale di Rezo che lo ha trasformato in golem". "Sono solo ad un quarto della strada" Lo interruppe Zel "Non ho l'incantesimo per la parte Troll, o quello per la parte di Demone, nè tanto meno l'incantesimo per disfarli". "E' vero....ma non hai bisogno e neanche vuoi l'aiuto di Ameria, no? Pensavo che sarebbe stato più semplice per lei capirlo da sola, se avesse passato un pò di tempo con te, ma non voglio aspettare ancora". Ameria prese una forchetta e la piantò nel tavolo mentre si alzava e si sporgeva in avanti per guardare Rory in faccia. "Sto aiutando Zelgadiss perchè è un mio amico. Naturalmente lui vuole il mio aiuto!" "Davvero? E allora perchè in cinque anni non è mai venuto a trovarti o non ti ha mai scritto una lettera?" Rory si appoggiò di nuovo allo schienale della seggiola "Forse tempo fà c'era un pò di amicizia. Ma adesso ti sta solo sopportando." "Stai mentendo!" Disse, e la sua voce tremò leggermente. Volse gli occhi verso Zel che non la stava guardando. "Non è vero, Zel?" "In ogni caso, che sia tuo amico o no: tu sai di volere di più" Continuò Rory "Ma voi due sareste una coppia terribile. A te piacciono le attenzioni, lui le odia. Tu sei un'idealista, lui è pratico. Tu ami la giustizia, lui neanche ci crede. Siete completamente opposti". "Tu,Tu...Tu stai sbagliando" Balbettò lei "Questo non importa!....Io voglio solo essere sua amica!" Zelgadiss avrebbe voluto sparire. Maledì Rory per aver sollevato la questione. Frantumò con una mano il bicchiere di vino. "Sicuro" Disse Rory, non facendo troppa attenzione alla sua risposta "Mi auguro per te che sia così. Perchè Zelgadiss non è, non è mai stato e non sarà mai innamorato di te!" Ameria, adesso cremisi, si sporse oltre la tavola e tirò uno schiaffo a Rory "Come ti permetti!". Rory la guardò scioccato. Zelgadiss si alzò, i suoi piedi schiacciarono i resti del bicchiere in una polvere scintillante. "Ameria..." Disse, ma si fermò. Non aveva idea di cosa dirle. In fin dei conti, tutto ciò che Rory aveva detto era vero, ma non gli andava giù che qualcuno rinfacciasse ad Ameria la verità così brutalmente. "Non parlare con me!" Urlò lei a Zelgadiss "Lasciami sola!" Iniziò a piangere mentre correva fuori dalla porta della taverna. "Signorina?!? I suoi piatti sono pronti!" La chiamò la cameriera. Ameria fece una pausa, tornò dentro, prese il piatto..ingurgitò ogni cosa e corse di nuovo fuori. Zelgadiss colpì la tavola con un pugno "Perchè l'hai fatto, Rory?" "Dovresti ringraziarmi per questo. Non la volevi sempre tra i piedi ancora a lungo, no?" Zelgadiss aggrottò le sopracciglia "Non volevo neanche ferirla". "E' solo imbarazzata. Le passerà..ma la parte migliore è che adesso posso portare a termine il mio incarico--" "I tuoi incarichi. E tutto ciò a cui riesci a pensare?" Disse calmo Zelgadiss "I suoi sentimenti non contano?" "E' strano che tu voglia parlare di una cosa simile" Rispose Rory " Sei tu quello che vuole trovare una cura e che non si preoccupa di chi potrà ferire per averla. Tu sei esattamente come me. Siamo impulsivi." "Io non sono come te" Rispose Zelgadiss mentre si risistemava il cappuccio e usciva dall'ombra. "E' vero, Io ottengo sempre ciò che voglio... mentre tu stai ancora cercando una cura". Zelgadiss resistette alla tentazione di lanciargli una FireBall. In fin dei conti non aveva torto. Abbassò lo sguardo e si girò. "Vado a cercarla" Disse mentre usciva. "Non se la trovo prima io". Rory lo raggiunse e gli mise una mano sulla spalla."Ok,forse ho sbagliato. In fin dei conti so di non essere perfetto." Zelgadiss lo guardò sorpreso. "Ti stai scusando?" "Sì. Ero fuori strada. Avresti potuto controbattere pesantemente, ma non l'hai fatto. Ti ammiro Zelgadiss. Non è da tutti avere questo tipo di controllo. Persino io perdo le staffe qualche volta" Zelgadiss si scostò."Suppongo che possiamo dichiarare chiusa la questione. Pensiamo solo a trovare Ameria". Rory annuì. "Timbre rimarrà qui in caso tornasse. Non credevo che avrebbe reagito in questo modo." Anche Timbre annuì ma non smise di suonare. "Signore, le avevo detto che le donne sono strane" "Specialmente questa" Esclamò Rory "E' unica nel suo genere". Ameria correva il più velocemente possibile. Non poteva tornare là dentro, adesso! Perchè si era arrabbiata così tanto? Sì, Rory era stato maleducato..ma perchè le importava così tanto ciò che aveva detto? Stava solo cercando di riportarla a casa. E poi, perchè Zelgadiss non aveva detto niente? Forse era d'accordo con ciò che Rory aveva detto? Non si sarebbe sorpresa se fosse stato così. Non aveva forse detto a se stessa di lasciar perdere Zel? Eppure il giorno prima, mentre stavano viaggiando insieme, aveva avuto la sensazione che lui stesse provando esattamente ciò che provava lei. Quando viaggiavano insieme era come se quei cinque anni, durante i quali si erano divisi, non fossero mai esistiti. No, pensò, quei cinque anni c'erano stati, ma il tempo non li aveva resi due sconosciuti. In ogni modo sentiva che in quel momento lei e Zel erano più vicini di quanto non lo fossero mai stati. Una voce chiamò il suo nome. *Rory* pensò. Era troppo arrabbiata per parlargli, quindi alzò la testa e riprese a camminare. Ma, fatto un passo, cadde in una gigantesca fossa che non aveva visto, atterrando con un grosso THUMP. "Ameria--va tutto bene?" le chiese Rory affacciandosi. "Sono caduta in un fosso di venti piedi--tu che ne pensi?" Gli urlò in risposta "Vattene!" "Ti tirerò fuori di lì--OOPH" Disse mentre qualcosa lo spingeva. Atterrò con un rumore sordo, esattamente sopra di lei. "Mi tirerai fuori? Adesso sei qui anche tu!" Disse lei bruscamente tentando di toglierselo di dosso. Ma per qualche ragione non ci riusciva, non solo perchè era un ragazzo piuttosto robusto ma anche perchè sembrava attaccato a lei. "Non andrete da nessuna parte" Schiamazzò una voce "Almeno fino all'ora di cena". Ameria spostò la testa intorno alla spalla di Rory."Chi c'è lassù?" "Lo scoprirete, quando sarà il momento. Quando sarà il momento" Schiamazzò la voce "Devo dare un'occhiata alle ricette. Devo scegliere qualcosa che sia adatto a due ottime *prede* come voi due". Il frastuono di quella voce si allontanò. Ameria sospirò. "Questa è una trappola stupida. Posso usare il Ray-Wing per portarci fuori di qui, basta che ti levi di dosso." "Non posso. La mia maglietta si è incastrata nella tua" Rispose mentre tentava di liberare la stoffa con una mano. Ameria divenne rossa come la salsa di mirtilli quando le mani di Rory iniziarono ad armeggiare con le fibbie che le chiudevano la maglia sul petto. "Guarda dove metti le mani!" Lui allontanò le mani. "Hem..forse è meglio se lo fai tu. Le fibbie sono incastrate". "Sarà meglio" Disse lei mentre provava a liberare le fibbie incriminate. "Ameria, voglio scusarmi" Disse Rory mentre lei era impegnata con le fibbie "Per quello che ho detto prima. Non volevo farti arrabbiare, nè farti piangere--" "Non ho pianto" Gli strattonò con forza la maglietta, stringendo la stoffa in modo tale da togliergli il respiro. [Choke]Rory divenne quasi blu. "Scusa" mormorò. Ameria rilasciò un pò la stoffa. "Ma sei scappata" "Ero arrabbiata" Spiegò lei "Sono scappata perchè, se fossi rimasta, ti avrei fatto del male". Rory la guardò sorpreso "Pensavo tu fossi una pacifista?!" "Lo sono. E' per questo che sono scappata." Sospirò. "Senti, non ci riesco". "Dobbiamo uscire di qui prima che il nostro *ospite* ritorni" Le ricordò, la sua voce era ancora leggermente fioca. "Non sono sicura...ma il fatto è che.." Arrossì "Dovrei strappare la tua maglietta". "Cosa?" Sembrava contrariato "Ma questa maglietta mi è stata fatta su misura dai sarti Carsiniani prima che i demoni invadessero questo territorio. Non ce ne sono altre come questa!" "Bè...mi dispiace. Io non posso strappare la mia di nuovo. Se lo facessi si romperebbe del tutto. L'ho già riparata una volta." Rispose dando uno strattone alla maglia di Rory "E poi tu sei un ragazzo". "Benissimo.....se devi strappare i vestiti di qualcuno, devono essere i miei. Sta attenta però." "Fidati" Esclamò lei mentre strappava la stoffa. "Non avevi bisogno di strapparla così tanto!" Disse Rory a torso nudo mentre la sua maglietta era divisa a metà. Si sollevò sulle braccia ma non si scansò da lei. La fissò "Lo hai fatto a posta". Ameria arrossì completamente. Qualsiasi allenamento Rory avesse fatto per modellare il fisico, aveva funzionato. Non che Ameria fosse abituata a vedere ragazzi svestiti, ma era sicura che nella maggior parte dei casi la vista non era così bella. "Scusa" Disse quasi balbettando. Dopo qualche secondo si rese conto di dover smettere di fissarlo. "Forse dovresti spostarti adesso" "Se tu continui a guardarmi" Commentò Rory. Lei divenne scarlatta. Zelgadiss aggrottò le sopracciglia quando, affacciandosi, vide Ameria strappare la maglietta di Rory che era disteso sopra di lei. "Ho interrotto qualcosa?" Chiese calmo. Di scatto Rory rotolò di lato, allontanandosi da Ameria che era ancora rossa in faccia. "Naturalmente no! Siamo caduti in questa fossa e...e....non stare lì impalato, tiraci fuori di qui!" Disse Rory nascondendo il proprio imbarazzo con la collera. Ameria volse lo sguardo altrove. "Non c'è bisogno che ti disturbi, Zelgadiss. Posso uscire di qui da sola. Ray-Wing" Non successe nulla. Ameria si stupì. Sapeva di non essere in *quel* periodo del mese. Quindi, cosa c'era che non andava? Lanciò un'occhiata alle pareti lisce della fossa. Non poteva scalarle. "Che succede?" Chiese Rory guardando Ameria che saltava pronunciando le parole del *Ray-Wing* o, in alternativa, quelle della levitazione e in seguito anche una litania di altri incantesimi. Nessuno di essi funzionava. "Penso che siate in un pozzo in cui non si può usare la magia" Disse Zelgadiss "I mattoni che formano il muro esterno sono protetti con un incantesimo". "E allora fà qualcosa!!!" Esclamò Rory. "Neanche io posso usare la magia per tirarvi fuori. Devo trovare una corda abbastanza lunga per issarvi". "D'accordo, ma sbrigati" Disse Rory, schivando a stento i tentativi di scalata di Ameria "Prima che mi strappi qualche altro vestito". "Non preoccuparti. Tornerò prima che il tuo onore sia compromesso" Zel sorrise divertito mentre scompariva dalla loro vista. Rory si accigliò. "Cosa vuoi dire con questo!?!" Non ottenne risposta. Ameria si sedette e passò un dito sul pavimento di pietra del pozzo. "Sai Rory, non sono più arrabbiata" Disse "E mi dispiace per la tua maglietta. In un certo senso sono contenta che tu abbia detto ciò che hai detto riguardo a Zelgadiss. E' la verità." Rory scivolò a sedere sul pavimento e si prese la testa fra le mani. "Non era compito mio dire quelle cose". Ameria annuì. "Lo so. Ma è compito mio perdonarti. In fondo tu ci hai aiutati, siamo amici, no? E poi, solo perchè è vero che Zelgadiss non mi ama, non vuol dire che non lo farebbe se io cambiassi, giusto?" Rory sorrise "Tu sei una persona irrimediabilmente romantica, non è così?" Ameria alzò le spalle mentre stirava i muscoli del collo "No. Io ho fiducia". Rory chiuse i due lembi della maglietta e la guardò."Tu meriti molto più di questo. Non dovresti cambiare" Disse tranquillamente."Perchè ci mette tanto?" aggiunse poi alzando la voce. "Cosa vuoi dire con questo?" "Voglio dire che dovrebbe già essere tornato. Non ci avrà mica lasciati qui?" "Non lo farebbe mai. E comunque intendevo, cosa significa che non dovrei cambiare? " "Dovrebbe amarti per quello che sei" Le spiegò Rory "E' una cosa che ho imparato a mie spese. Non puoi cambiare te stessa..e se anche tu lo facessi, non saresti contenta dei risultati". "Ma io penso che amare significhi cambiare insieme. Devi farlo per poter unire due vite" Protestò lei. "Sì, ma" Rory si fermò e un'espressione di tristezza gli attraversò il volto "Sto solo dicendo che non puoi cambiare te stessa così tanto senza distruggerti. Fidati di ciò che ti sto dicendo. Se non ti vuole così come sei, allora non ti merita". "Oh, e adesso mi dirai che invece il principe Sawpht mi merita!!?" Disse Ameria leggermente seccata. Sapeva che molto probabilmente lui la considerava ancora come un'altra delle sue *missioni*. Forse gli aveva dato la sua amicizia troppo velocemente. "In verità non ne sono sicuro" Rispose Rory, poi mise una mano dietro la testa e respirò leggermente."Ma è il mio lavoro riportarti a casa..." "Bè non ci andrò.." Ameria incrociò le braccia. "E' naturale che non ci andrai" Gracchiò la solita voce "Non andrai da nessuna parte". Un ombra nera oscurò la fossa e prese i due, con un profondo senso di distruzione. "Ho trovato due ricette perfette da usare con voi" Gracchiò la voce "Sono sicura che si riveleranno ottime una volta che ci avrete messo il cuore!" Ameria si appoggiò inconsciamente a Rory che gli mise una mano sulla spalla per rassicurarla, mentre sguainava la spada. "Signore, non c'è niente laggiù in fondo" Esclamò Timbre affacciandosi al bordo della fossa. "Lì ho lasciati lì venti minuti fa, quando sono venuto a cercare questa corda" Rispose Zelgadiss mentre finiva di assicurare un capo della corda ad un albero. "Bè, sì, ma non ci sono adesso" Insistè Timbre. "Chiunque abbia messo questa trappola deve essere tornato a prenderli. Guardi, Signore, ci sono tre serie di impronte e queste devono essere le scarpe di Rory". Zelgadiss lo guardò con aria interrogativa. "Come fai ad esserne così sicuro?". Timbre sorrise. "Sono scarpe fatte su misura, hanno le sue iniziali sulla suola" Zelgadiss guardò la polvere, una delle impronte più larghe aveva un leggero disegno che sembrava proprio la siglia *RG*. "Interessante". "Sì, segue molto la moda. In ogni caso è pratico avere cose come questa". "Ma non fà sì che i suoi nemici trovino le sue tracce più facilmente?" Chiese Zelgadiss. Timbre alzò le spalle. "Lui tenta di non farsi nemici......solo clienti". Zelgadiss alzò le sopracciglia a questa affermazione e scosse la testa. "E ci riesce?" "Sì.....nella maggior parte dei casi". "E' difficile crederlo". "D'altra parte, Signore, Rory si preoccupa di più per le persone che vogliono trovarlo e non ci riescono, piuttosto che del fatto che lui si trovi vicino a loro e non vogliano trovarlo" Timbre sorrise leggermente "E solo poche volte è successo che qualcuno, che lui non era felice di vedere, lo trovasse....ma se n'è sempre liberato usando la sua Sonic Sword. Rory sa badare a se stesso." Timbre si appoggiò ad un albero con aria indifferente. "Ho l'impressione che la sua spada non funzioni con te" Gli fece notare Zelgadiss. "Bravo" Rispose Timbre "Ottima osservazione". "Faremo meglio a sbrigarci" Esclamò Zelgadiss cambiando discorso. "Oh, un'altra ottima osservazione" Concluse Timbre. Le impronte conducevano direttamente ad una piccola e graziosa casetta, nascosta da un gruppo di alberi giganteschi. Il fogliame era così fitto che lasciava filtrate pochissima luce, dando così l'impressione che fosse notte, nonostante fosse tardo pomeriggio. "Devono essere qui" Disse Zelgadiss facendo segno a Timbre di non parlare. "Signore? Cosa significa quel gesto?" Chiese Timbre alzando la voce, mentre spezzava un ramo. Zelgadiss sentì la rabbia arrivargli al cervello e la sua pazienza venire meno. "STAI ZITTO" Sibilò a voce alta. "Oh" Esclamò Timbre. "Proviamo a dare un'occhiata all'interno". "Le finestre sono troppo alte" Disse Timbre, lanciando un'occhiata ad una delle finestre sulla facciata della casa. "Ti sollevo io" Disse Zelgadiss. Timbre non sembrava leggero e se qualcuno avesse usato un blocca-magia, le possibilità di essere intercettati erano molte. Così, forse, sarebbe stato meglio usare quella poca forza che serviva. "Bene. Quando è pronto" Disse Timbre mentre saliva sulla schiena di Zel "Lo sa che assomiglia veramente ad un muro?". "Dimmi solo che cosa vedi" Rispose Zelgadiss. "Hum...aspetti" Timbre pulì il vetro sporco e guardò all'interno. "Vedo una tavola piena di cibo e, oh, sembra buono". "Riesci a vedere Ameria?" Chiese Zelgadiss. "Calma. Sto guardando" Timbre spostò lo sguardo "C'è la principessa..Signore, sta mangiando un cono gelato...oh, e c'è RORY--HEY CAPO!!!" Timbre si ritrovò per terra. "Hai visto se c'era qualcuno di guardia?" "Signore? Perchè mi ha scaraventato in terra in questo modo?" Zelgadiss incrociò le braccia. "Perchè se qualcuno ti avesse visto alla finestra avrebbe capito che siamo qui. Ti sei appiccicato al vetro e hai cominciato a strillare". "Sì, ma sembrava che stessero bene" Disse Timbre. "Contavo sull'effetto a sorpresa" Disse Zelgadiss mentre preparava un incantesimo "Sono qua intorno" Aggiunse poi, sparendo nell'ombra. "Signore! Dove sta andando?" Con sua enorme sorpresa sentì la voce di Ameria. "Timbre? Mi sembrava di averti visto!". Guardò furtivamente fuori dalla casetta. "Con chi stavi parlando?" Fece una pausa e poi sorrise "Non importa.....sei arrivato giusto in tempo per la cena. Io e Rory abbiamo cucinato......E' tutto molto buono!!!" "Cosa?" Timbre la guardò sorpreso "Rory ha cucinato?" "Entra...." Disse lei tenendo aperta la porta della casa. "Certo, perchè no." Concluse Timbre scuotendo la testa. "Ma sta succedendo qualcosa di strano qui". Zelgadiss si fece scuro in volto vedendo Timbre sparire dentro la casa. Sembrava che Ameria stesse bene, ma lui era d'accordo con Timbre. Stava accadendo qualcosa di strano. Aspettò qualche secondo ma non ci fu nessuna esplosione, nessuno strillo. Infatti distinse chiaramente la risata di Ameria. Riflettè ancora qualche secondo, poi si avvicinò e bussò. Fu Rory ad aprire. "Ci stavamo chiedendo dov'eri. Timbre ci ha detto che eri con lui". "Non sapevo se eravate al sicuro" Spiegò. "Bè, stiamo bene" Disse Ameria senza guardarlo. Si voltò invece verso un'enorme e orribile donna seduta accanto a lei. "Oh, Kaymartha, questo è un nostro conoscente". Zelgadiss corrugò la fronte nel sentire come lo aveva definito Ameria. "Conoscente?" Pensò. Doveva sentirsi veramente ferita, concluse. L'orribile vecchia camminò dondolando verso di lui. Gli lanciò un'occhiata quasi distrattamente. Zelgadiss resistette alla tentazione di nascondersi nel suo cappuccio. "Sei strano" Disse quella. *Potrei dire la stessa cosa* Pensò Zel, ma trattenne quella risposta deglutendo. In fin dei conti, non era poi così brutto lui. "Bè...Io sono Kaymartha Steward" Si presentò la donna, pulendosi le mani al grembiule "Benvenuto nella mia umile dimora. Entra e lascia che ti mostri come preparare un pranzo elegante per un ricevimento." "Abbiamo cucinato tutto il giorno" Spiegò Ameria "Kaymartha ci ha insegnato tanti piccoli trucchi per decorare.....Sai come si fa a tagliare un ravanello a forma di rosa? Lo dividi in quattro parti, ma senza tagliare fino in fondo e poi lo metti nell'acqua ghiacciata". Zelgadiss scosse la testa. Non gli importava assolutamente niente dei ravanelli. Si rivolse invece a Kaymartha "Come hai incontrato Rory e Ameria?" "Sono semplicemente capitati qui" Rispose e la sua voce divenne leggermenete gracchiante. Rory annuì. "Ci ha salvati dal pozzo--e ha anche riparato la mia maglietta, adesso è come nuova. Anzi, di più: mi ha detto come lavarla per bene quando viaggio". Ameria annuì. "Tutto questo è così divertente! Ho imparato tante graziosissime decorazioni!". "Non lo so" Timbre spinse indietro la sedia e appogiò un piede sul tavolo "Non è il mio genere". "Cosa stai facendo!" Chiese bruscamente Kaymartha, lanciando un'occhiata al suo stivale polveroso, così pericolosamente vicino alla sua torta. "Chi io?" Chiese Timbre prendendo un pò di crema dal vassoio con un dito. "SI, TU BARBARO INCIVILE!!" Urlò lei, colpendogli le nocche della mano con un grosso cucchiaio di legno. "Datti una calmata, vecchia ciabatta" Disse Timbre cadendo dalla sedia. "No che non mi calmo!" Rispose stizzita "Lascia subito questa casa! Nessuno può permettersi di chiamarmi *vecchia ciabatta*!" "Per favore Kaymartha" Intervenì Ameria "Lui non voleva farti arrabbiare!" "Non voleva farmi arrabbiare?" La donna tirò su col naso "Mi ha chiamato *vecchia ciabatta*". "Bè, Signore, lo è" Si difese Timbre "Però sa cucinare". Kaymartha sorrise. "Certo che so cucinare. Posso cucinare qualsiasi cosa". "Adesso che i nostri compagni sono qui, non vogliamo disturbarti oltre" Disse Rory. Il suo viso leggermente paonazzo, indicava che era ancora imbarazzato per ciò che Timbre aveva fatto. "Oh, non andrete da nessuna parte!" Esclamò Kaymartha bloccando la porta "Non ho ancora iniziato la cena" "In verità volevamo chiederti...hem...cosa c'è per cena?" Disse Ameria. "TU" Gracchiò Kaymartha. Prese un enorme libro di cucina e scaraventò Ameria contro il muro. La ragazza perse conoscenza. Con un movimento secco del polso, Kaymartha lanciò il libro contro Timbre che, colto impreparato, cadde addosso a Rory. Zelgadiss saltò prima che potesse colpire anche lui. "Tu puoi andartene. Non sembri commestibile" Lo congedò la donna. "Non lo sono neanche loro" La informò Zelgadiss. Kaymartha rise e prese un gigantesco coltello da cucina. "Bè, cosa ne dici di questo?". Lanciò l'enorme coltello verso di lui, e poi un sacco di altri coltelli più piccoli. Tutti rimbalzarono contro il petto d Zel e caddero a terra. Zelgadiss incrociò le braccia e sorrise. "Non puoi ferirmi. La mia pelle è fatta di pietra". Kaymartha si accigliò. "Sì, lo vedo. Ma i tuoi occhi non lo sono..." Sorrise mentre spargeva in aria una sostanza acida che usava per pulire le macchie. Zelgadiss evocò un campo di protezione o meglio, ci provò, finchè non realizzò che la magia non funzionava neanche all'interno della casa. Allora tentò di scansarsi. Sentì l'acido bruciargli leggermente la pelle dopo aver fatto dei buchi nei suoi vestiti. Kaymartha rise e gli lanciò altre due bottiglie di acido--e in qualche modo lui riuscì di nuovo a schivarle. Era stanco e non poteva continuare a scappare ancora per molto. Sembrava, invece, che la forza di quella donna non avesse fine. Naturalmente doveva scansare anche le pozze di acido sul pavimento, che diventavano sempre più numerose, facendo sì che lo spazio per scappare diminuisse. "E' un pavimento a prova di acido" Quella sorrise "Perfetto per giocare con le cose come te". Una sottile lama d'acciaio sibilò mentre Rory attraversava Kaymartha con la spada. "Va tutto bene Zelgadiss?" Chiese mentre tornava indietro. Zel non rispose ma gli si parò davanti, togliendolo dalla traiettoria di un gigantesco coltello che Kaymartha, perfettamente ristabilita, gli aveva lanciato. Il coltello colpì Zel e si ruppe. "E'...è guarita!" Esclamò Rory confuso. "Probabilmente è un troll" Disse Zelgadiss mentre faceva scudo all'altro. "Certo che lo sono! L'ultimo ritrovato tecnico--Rezo mi promise che se avesse usato su di me quest'incantesimo non mi sarei più dovuta preoccupare di tagliarmi i diti mentre cucinavo. E in generale, sono migliorata." Rory, Zelgadiss, Ameria e Timbre rimasero di sasso. "Mamma mia, chissà come doveva essere *prima*" Si chiese Timbre, trasalendo. "Adesso basta! Ho fame e voi due, ragazzi, siete un ottimo spuntino!" Si gettò contro Zel, ma il suo coltello rimbalzò contro la pelle del ragazzo rispedendola contro il muro. "Benissimo....mangerò per prima la ragazza" Tirò su col naso "Penso che potrei usare un incantesimo su di lei, era così brava nelle cose che le ho insegnato...la uso come cibo o come assistente?.....E' una scelta difficile". Sorrise e si girò verso l'angolo dove era adagiata Ameria, ancora priva di sensi. "Zelgadiss attento" lo avvertì Rory, mentre la chimera stava per calpestare una delle pozzanghere d'acido sparse sul pavimento. Dovevano fare molta attenzione a dove mettevano i piedi. Kaymartha si legò al collo un enorme bavaglino. "Bene, da dove posso cominciare?" Ameria si lamentò leggermente, iniziando a svegliarsi. Zelgadiss si fece scuro in volto. "Non posso usare la magia". "E la mia spada non serve a niente" Aggiunse Rory, anche lui preoccupato "Al mio tre le andiamo entrambi addosso, forse riusciamo a spostarla". Non avevano altra scelta. Non appena Kaymartha si chinò e toccò Ameria col braccio, Timbre gli si parò davanti. "Stai lontana dalla Principessa!" "Bene. Mangerò te per primo" disse piuttosto affabilmente, viste le circostanze. "No, non andrà così" Timbre sorrise diabolicamente mentre le sue dita scivolavano sulla chitarra. Ne trasse un suono tremendo, stridendo con tutta la rabbia, che si riunì dando vita all'esplosione finale del suono. "Signore, potrei continuare in questo modo tutta la notte...." "Dolore! Dolore!" Gridò Kaymartha coprendosi le orecchie con le mani "Ferma quest'orribile BACCANO!!!" Timbre iniziò addirittura a cantare. La sua voce, di solito piuttosto monotona, era sorprendentemente profonda e risonante. Le parole, comunque, erano totalmente incomprensibili. Ben presto Rory si cimentò in un controcanto, in un tono più alto. Kaymartha cadde al suolo. Zelgadiss afferrò Ameria e corse fuori dalla porta. Rory lo seguì a ruota e pochi secondi dopo Timbre fece lo stesso. "L'unica cosa che può uccidere un Troll è il Fuoco" "Io ho questo" Disse Rory tirando fuori un piccolo oggetto rotondo. Lo fregò contro lo stivale e lo lanciò verso la casetta. La casetta esplose. Le fiamme si sparsero velocemente e, dopo pochi secondi, non era rimasto nulla. "Che razza di magia era quella?" Chiese Rory scioccato. "Non è magia" Disse Timbre sorridendo "E' un trucco che ho imparato da una divertentissima volpe rossa quando ero--oh, bè...è una storia lunga. In ogni caso è un qualcosa che accade e basta." "Hai distrutto la casa intera?" Si lamentò Zelgadiss "Aveva parlato di un incantesimo di Rezo. Adesso, con ogni probabilità, tutto ciò che era là dentro è andato distrutto". "Io non la penso così" Intervenne Ameria "Ho visto questo nel suo libro delle ricette....ma non sapevo cosa farmene" Mostrò un libro intitolato *Ricette e incantesimi Trolls* "Ma ho pensato che poteva essere d'aiuto". Zelgadiss lo sfogliò, notando la familiare scrittura di "REZO" Borbottò il ragazzo "Allora è così che mi ha trasformato?" "Zelgadis, Signore, dovreste frenare l'entusiasmo. Pensateci. Se quello fosse l'incantesimo, allora voi sareste stato fortunato" Commentò Timbre "Perchè Kaymartha era veramente una cosa orribile". "Non me lo ricordare Timbre" Disse Rory. Rabbrividì così violentemente che la sua maglietta si strappò di nuovo. "AL DIAVOLO!" Imprecò "Adesso devo ricucirla di nuovo". "Ecco, mentre lo fai...io continuo per la mia strada" Esclamò Ameria freddamente, evitando di guardare Zelgadiss. "La strada per tornare dal Principe Sawpht?" Le chiese Rory. "No" Ameria scosse la testa "Dovrai rinunciare all'idea di riportarmi a casa, Rory". "E' il mio lavoro" Rispose quello "Non rinuncerò mai". Zelgadiss si sentiva a disagio. Sperava solo che Rory non ferisse Ameria di nuovo. "Bene. Neanche io lo farò" Rispose Ameria ostinatamente "Non voglio ferirti, ma non posso lasciare che tu mi riporti a casa con la forza". "Lo so. Non volevo arrivare a questo". La ragazza sollevò le mani e si preparò ad attaccare. "Neanche io". "Timbre, attacca" ordinò Rory senza voltarsi. Con grande sorpresa di Zelgadiss e Ameria, il chitarrista scosse la testa. "No, Signore. Io penso che la Principessa abbia ragione. Perchè non lasci che porti a termine la sua ricerca e tutto il resto, e poi la riporti a casa?". "Perchè" Rory aspettò qualche secondo prima di continuare "Perchè non voglio farlo". "Allora io mi fermo qui" Commentò Timbre. "Cosa?" "Signore, Ameria è stata gentile con noi....la maggior parte delle volte, intendo. E il Principe Sawpht è un vero idiota. Tu lo sai. Sei veramente sicuro che lei si meriti uno come quello?" Rory aggrottò le sopracciglia. "No, ma non gli ho promesso che lei l'avrebbe sposato". "Bè, in qualsiasi modo, io devo sbrigare altre faccende. Quindi, Ameria, posso continuare il viaggio con te e Zelgadiss?" Ameria era ancora sorpresa. "Per *me* non ci sono problemi..ma...". Non finì la frase. In fondo lei non stava più viaggiando con Zelgadiss, no? Zelgadiss rispose calmo e senza alzare la testa per guardarli. "Neanche a me importa. Basta che andiamo avanti". |
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