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| capitolo 05 LOST BAY GAWS, BABY, LOST BAY GAWS |
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La Foresta e gli alberi circondavano lo stretto viottolo tra i pendii scoscesi e i frastagliati picchi di roccia della catena montusa Seera, che separava la parte meridionale di Seillune dalla parte settentrionale di Sailarg. Più si saliva di quota, più la temperatura scendeva. Sprazzi di neve ornavano il terreno, spuntavano fuori come fantasmi dai ceppi dei molti alberi cavi. I pochi alberi rimasti, si levavano alti nel cielo, creando lunghe ombre sul terreno e aumentando la senzazione di chiusura dei dintorni. "AAAACHOOOOOO" starnutì Timbre tra i cavernosi colpi di tosse. Entrambi i rumori risuonarono forti, portati dall'eco nella quiete invernale. Non era quel rumore ad irritare Zelgadiss. Non sapeva proprio spiegare perchè si accigliava quando vedeva Amelia gironzolare intorno a Timbre. "Sul serio, il thè ti farà star meglio" la ragazza avvertì Timbre, tenendo in mano una tazza fumante, piena di un liquido verdognolo. L'infuso aveva un odore marcato--che solo un malato poteva non sentire. Zelgadiss concluse che, a giudicare dalla forza con cui Timbre rifiutava la tazza, non doveva poi essere *così* malato. "Ma *COUGH* perchè non mi curi semplicemente con la magia?" insistè lui, la sua gola era così infiammata che poteva a mala pena parlare. "Questa roba puzza!" "Allora puoi sentire gli odori!" Ameria gli agitò un dito davanti al viso, ammonendolo. "La magia non funziona per i raffreddori." "Perchè no?" Chiese quello, in preda ad un altro colpo di tosse. "Non è una cura per le infreddature comuni" rispose "solo per quelle non comuni." "Bè, io non le prendo molto spesso. Non è come se fosse insolita?" ragionò Timbre (segno sicuro che era malato, perchè non era uno che ragionava su qualche cosa. Non che fosse stupido, era solo incredibilmente pigro.) "Intendo malattie create con incantesimi. La tua probabilmente è solo una di quelle che si prende a queste basse temperature. Hai bisogno di stare al caldo." rispose lei "Forse dovremmo rallentare per non affaticarti." "E rimanere ancora di più in queste zone fredde?" chiese Zelgadiss "Io credo invece che dobbiamo attraversarle il più velocemente possibile." "Speriamo di poterlo fare" Ameria scosse la testa, i capelli le frusciarono sulle spalle. "Ma il posto che sto cercando non è semplice da trovare." "Di che posto si tratta?" domandò Zelgadiss. Non si era preoccupato di chiedere ad Ameria dove fossero diretti quando avevano lasciato Rory. In qualche modo, era sembrato naturale viaggiare con lei. Dopo tutto, lui non aveva idea di dove trovare l'esperto Demone che Rezo aveva consultato per l'incantesimo della sua trasformazione. La fortuna lo aveva condotto agli incantesimi per il Golem e il Troll, ma non contava sul fatto che la fortuna gli portasse anche la terza parte. E in più, considerando che si trattava di un demone capo, sarebbe stata una sfortuna se si fosse imbattuto in esso senza aspettarselo. Allo stesso tempo, viaggiare con Ameria era, tutto sommato, familiare e confortevole, come tornare a casa dopo una giornata faticosa. Naturalmente lei si dava un gran da fare a tormentarlo durante tutto il giorno. Ma comunque lui non ci faceva caso anzi, qualche volta, si divertiva pure. Le sorrise profondamente per qualche secondo, ma quando lei sollevò lo sguardo, tornò a guardare i picchi rocciosi che li sovrastavano. "Hai sentito cos'ha detto Timbre.....mi stai ascoltando?" Ameria guardò Zelgadiss che, come sembrava di solito, non la guardava mentre lei gli parlava. Lui annuì. Ameria sospirò. "Ha detto che pensa che mia sorella potrebbe essere quella che ha ingaggiato Rory precedentemente. La propietaria della pergamena che tu hai rubato a Rory. In ogni caso Rory ha detto che lei si trova a Lost Bay Gaws, appena sull'altro versante di queste montagne." "Lost Bay Gaws? Ti ha mentito." Disse Zelgadiss sprezzante. "Cosa vuoi dire?!" esclamò Ameria, pestando accidentalmente un piede a Timbre. Quello avrebbe urlato per il gran dolore, ma fu sopraffatto da un colpo di tosse e collassò a terra. "Lost Bay Gaws è solo una leggenda. Si dice che sia una deserta città d'oro, piena di ogni svago e peccato che si possa immaginare. Ma nessuno sa dove si trovi." Spiegò Zelgadiss "Era nascosta fra queste montagne..ma tutti i percorsi commerciali scomparvero, decadi or sono, durante un terribile attacco dei demoni." "Bè, non mi spaventano pochi demoni, se mia sorella è intrappolata in quella città" disse Ameria "In quanto Principessa, e sua Sorella, non posso permettere che sia trattenuta contro la sua volontà!" "Cosa ti fa pensare che sia intrappolata là!?" chiese Zelgadiss "Se quella città esiste veramente, probabilmente si starà divertendo." "Mia sorella è una donna d'onore -- deve essere intrappolata, altrimenti sarebbe tornata da sola quando ha sentito del mio prob -- hem..matrimonio con Sawpht, e naturalmente avrebbe preso, giustamente, il suo posto di Principessa più anziana e avrebbe comandato Seillune." "Uh, sembrava che lei *COUGHT* non volesse andarsene quando ha parlato con me e Rory." Intervenne Timbre mentre si rialzava da terra. "Vedi--lui c'è stato" disse Ameria "Quindi la città esiste." "Ha anche detto che tua sorella non vuole andarsene" commentò calmo Zelgadiss "Pensi ancora che sia intrappolata?" "Naturalmente--dev'essere sotto un incantesimo, o qualcosa di simile" Ameria si voltò verso le montagne, e sollevò una mano. "Non preoccuparti, cara sorella, Io, Ameria Will Tesla di Seillune ti salverò!". L'eco ripetè dolcemente la sua voce nell'aria. Timbre e Zelgadiss tossirono, ma per ragioni differenti. "Bel discorso, ma non credo che sia lei quella che ha bisogno di essere salvata" disse una voce. Ameria si girò di scatto per vedere un'artiglio di ghiaccio stringerle la gola. "ooh, terrore e shock, semplicemente perfetti per un piccolo spuntino." Disse il Mazoku (o demone....perchè è questo che la parola significa) con tono compiaciuto. Sembrava una tigre bianca, sdraiata e fatta di ghiaccio, con due mani invece di quattro zampe. Aculei di ghiaccio ricoprivano la sua schiena come petali di un fiore, in un variare di ombre blu e porpora. Era piuttosto bello per essere un demone, considerando che la maggior parte di essi sono creati per essere ripugnanti alla vista. "Signore --*COUGHT*" iniziò Timbre ma cadde mentre l'altra mano si allungava per afferrarlo. Zelgadiss si chinò, i suoi occhi esaminavano la situazione. Quello era un demone minore, ma anche i demoni minori potevano variare molto la forza e l'abilità strategica. Non poteva semplicemente farlo esplodere mentre teneva Ameria, o avrebbe ferito anche lei. "Zelgadiss, sto bene!" gridò Ameria, nonostante il dolore "Corri ad aiutare Timbre!" Zelgadiss scosse la testa, ancora immerso nei suoi pensieri. La sua esitazione gli costò, perchè il demone gli lanciò una serie di aculei che lo mandarono a sbattere contro il picco di roccia. Non fu un gran danno per lui, ma sentì la forza del colpo. Chiunque senza la pelle di pietra sarebbe stato ucciso. Lentamente Zelgadiss provò a rimettersi in piedi, sperando che non fosse troppo tardi. "Ah..." disse il demone ridendo "Hai dei forti sentimenti per lui, no? Quindi: più lentamente lo uccido, e più ferisco te." Zelgadiss sgranò gli occhi, da sotto la neve, mentre un'altra ondata di aculei lo colpiva. Sentì Ameria gridare, e il suono di un potente scoppio di magia. "Ooh, che solletico, cos'era questa? Una Fireball? Carina, prova di nuovo" la incalzò il demone. Ameria si accigliò. L'unico incantesimo che aveva una possibilià di ferire realmente quel demone era il Dragon Slave -- ma chi sapeva se lei avrebbe potuto metterci la stessa potenza di Lina? Comunque, se non ci provava, il demone avrebbe ucciso Zelgadiss, così come lei e Timbre. Se utilizzava l'incantesimo ad una distanza così ravvicinata, il campo che si sarebbe creato l'avrebbe salvata, ma così facendo rischiava di ferire Timbre. Non poteva farlo! Ma doveva salvare Zelgadiss. "Ooh, mi chiedo se l'ho ucciso 'sta volta" riflettè il demone, mentre Zelgadiss falliva nel tentativo di rimettersi in piedi dopo l'ultimo attacco. Un colpo di tosse le testimoniò che Timbre era ancora vivo, ma questa consolazione non bastava ad allentare la stretta sulla sua gola o ad eliminare l'unico pensiero che aveva in testa --ZELGADISS!! No...non avrebbe dovuto pensarlo. Lui stava bene. Doveva star bene. Si rifiutò di credere altrimenti. Al suono del colpo di tosse, il Demone di Ghiaccio si spolverò le mani, spargendo argentati pezzi di neve. "Ah..mi ero dimenticato di questo qui." Timbre sollevò la testa quel tanto che bastava per vedere il demone venire lentamente verso di lui. Indietreggiò, ma cadde quando fu preso da un altro colpo di tosse. "Questo è troppo semplice!! Con quella malattia è già segnato, è miserabile già com'è adesso. Ah, è coooosì saporito, quello sconforto che prova...non ho bisogno di fare niente." Il demone chiuse gli occhi, apparentemente assaporando quella sensazione. Ma poi i suoi occhi si aprirono di scatto e tornarono ad orientarsi su Ameria (che aveva tenuto prigioniera durante tutto il tempo). "Tu, mio piccolo giocattolo...le tue emozioni non sono ancora completamente prive di speranza. C'è ancora speranza in te, non è così?" "Più scuro del crepuscolo" la ragazza iniziò a invocare. Aveva speranza, perchè doveva averla. Se aveva imparato qualcosa sui combattimenti contro i Mazoku, era che se perdevi la speranza, perdevi qualsiasi possibilità di vittoria. Anche se doveva vincere invocando il potere di uno dei Dark Lords, poteva combattere se la sua causa era giusta. "Cremisi come il sangue che scorre--" "HEY PALLA DI NEVE -- credo che tu stia interferendo con il mio incarico." Disse Rory Gabriev mentre puntava la sua spada contro il demone. Ameria sentì aumentare la propria speranza. Rory fu improvvisamente trafitto da una serie di pezzi di ghiaccio, il copioso flusso di sangue si riflettè istantaneamente sul ghiaccio e sul cristallo. Cadde in ginocchio, con un alto grido di dolore. Chiudendo gli occhi, Ameria continuò a invocare più velocemente. "Sepolto sotto la marea del tempo.." Una tosse secca precedette il suono di una chitarra improvvisamente riportata alla vita--mentre Rory balzava in piedi, una mano che copriva la ferita, l'altra che brandiva la spada, ora acceso di una nuova e feroce energia. Ameria era troppo occupata con l'incantesimo per notare che anche Zelgadiss si era alzato e aveva lanciato un incantesimo astrale sulla spada di Rory, non notò neanche che Rory era riuscito ad attraversare il Mazoku un secondo prima che lei lanciasse l'incantesimo su quello che credeva il suo bersaglio. Le grida di Rory, Zelgadiss e di un Timbre molto rauco risuonarono: "NOOOOOOOO" nelle sue orecchie proprio pochi secondi prima che lo schianto di una montagna esplosa le colpisse i timpani. Troppo stordita per fare qualsiasi altra cosa, chiuse gli occhi e aspettò di essere travolta dall'esplosione di rocce. Sentì le rocce scivolare contro la sua pelle, ma in un modo sorprendentemente gentile e protettivo. Aprì gli occhi, e vide solamente bianco. Era morta? No, poteva sentire i suoni. Era diventata cieca? No, quel biancore era stoffa, poteva sentire la tessitura rozza sulla sua pelle. Sentì Zelgadiss sussurrarle all'orecchio: "Ameria, la prossima volta prova con qualcosa di meno potente." Ameria deglutì mentre lui allontanava le braccia. Realizzò che un campo protettivo li aveva circondati tutti e quattro quando la montagna era esplosa. Una gigantesca nube di polvere continuava a oscurare loro la vista della montagna. "Non avrei mai dovuto provare quell'incantesimo...Se fosse stata Lina a farlo--" "La montagna sarebbe andata" Zelgadiss sorrise leggermente "Guarda, c'è un tunnel" Infatti la montagna si ergeva ancora sopra di loro, ma adesso era interrotta da un tunnel molto accessibile (a forma di stella) che sembrava attraversarla completamente. S'intravedeva un barlume di luce in lontananza. "Sono stata io a fare questo?" Si sorprese. "Signorina, sicuro che l'ha fatto lei, ha fatto saltare *cough*" disse Timbre prima di essere sopraffatto dal bisogno di schiarirsi la gola. Rory fissava il tunnel. "Hai creato un tunnel diretto per Lost Bay Gaws. Sorprendente." "Come sai dov'è diretto?" chiese Ameria. "Perchè la città si trova sull'altro lato di questa montagna. Di solito faccio il giro del versante perchè c'è uno stretto passaggio praticabile, ma è molto pericoloso. Questo percorso è molto più veloce." Si girò verso il gruppo "Bene, andiamo. A meno che non vogliate aspettare e vedere se si fanno vivi altri demoni." "Non pensavo che adesso viaggiassimo di nuovo con te." disse Ameria leggermente scostante. Rory aggrottò le sopracciglia. "Penso che non mi sarei dovuto aspettare che tu mi perdonassi." "No" rispose Ameria mentre camminava verso di lui. Sollevò una mano come per indicarlo e accusarlo, invece la stese per stringere quella di lui. "Ma lo farò comunque. Se mia sorella è veramente in questa città, allora la mia ricerca è finita, e posso ritornare con te a Seillune. Come vedi, non abbiamo niente per cui combatterci." "Sei veramente sorprendente, Principessa Ameria" Disse lui, prendendole gentilmente la mano "Sono d'accordo. Non abbiamo niente per cui continuare a combatterci." Le strinse la mano delicatamente "Andiamo a trovare tua sorella." Quando le lasciò la mano, Ameria sbattè le palpebre e la ritrasse con uno sguardo leggermente stordito. Cosa stava succedendo a Rory? Zelgadiss tossì, chiedendosi esattamente la stessa cosa. "Non ci muoviamo?" "Naturalmente!" esclamò Ameria, il suo viso era ancora leggermente arrossato, la sua mente contenta del cambio di argomento. "Dimmi, ti stai per caso ammalando anche tu, Zelgadiss?" Chiese Ameria, lanciando un'occhiata alle sue spalle. "Sembra che tu abbia preso la tosse." "Io non mi ammalo." Replicò lui. Il Tunnel fu un viaggio monotono--sebbene molto bello. La parte interna della roccia, sezionata dall'incantesimo, presentava interessanti lastre di roccia che scintillavano agli incantesimi di luce di Zel e Ameria. L'unica nota stonata fu la tosse di Timbre che risuonò molto più forte là dentro, quasi assordandoli proprio nel momento in cui uscivano al caldissimo sole e raggiungevano le alte ed eccentriche costruzioni di Bay Gaws. Immense insegne lampeggiavano misteriosamente sebbene fosse giorno, attaccate alle costruzioni supplicando tutti i visitatori: "Goditi il meglio di Bay Gaws--Giochi Liberi, Gente Socievole--non perdertelo!" "Che razza di città è questa?" Chiese Ameria mentre osservava alcuni dei cartelli raffiguranti donne poco vestite che tenevano drinks e monete d'oro. Istintivamente si strinse nel mantello. Zelgadiss si accigliò. Nonostante fosse pieno giorno, non c'era una sola persona per strada. Più s'incamminava e più la sua preoccupazione aumentava. Dov'erano i mercati? Perchè non c'erano i negozianti a pubblicizzare la loro merce, la loro frutta, i loro prezzi? Cos'era successo ai ragazzini urlanti che giocavano e correvano? Non che gli mancasse la solita cacofonia dei piccoli villaggi, ma si domandava perchè in quel paese mancassero quelle cose che le altre città sembravano avere da sempre. Definitivamente c'era qualcosa di strano. Poi vide l'insegna più stranda di tutte. Sfortunatamente la vide anche Ameria. "TUTTO CIO'CHE POTETE MANGIARE!!!" Gridò lei, divenendo una macchia in movimento..forse solo pochi secondi più lentamente di quanto avrebbero fatto Lina e Gourry. "Penso che (Cough) abbia fame" Commentò Timbre. "Seguiamola." Disse Rory. Timbre annuì. "Ma, Signore, io mi siederò. E sono sicuro di non avere fame." "Sei veramente malato, eh?" disse Rory mentre sparivano all'interno del palazzo con l'insegna che aveva catturato l'attenzione di Ameria. Zelgadiss si guardò intorno, alzò le spalle, ed entrò. Qualcosa stava succedendo lì--ma apparentemente quella storia del "Tutto ciò che potete mangiare" sembrava essere molto popolare da quelle parti. Molte delle altre costruzioni avevano insegne simili, i prezzi variavano da tre a dieci pezzi d'argento, per esempio. Scosse la testa. Veramente sorprendente, ma dubitava che là dentro vendessero qualcosa di veramente buono da mangiare. Un alito gelido soffiò via il calore desertico dalla sua pelle mentre entrava nel palazzo debolmente illuminato. Una mago di basso livello e dall'aria stanca, sedeva su di una sedia vicino alla porta, sembrava che lanciasse in continuazione un incantesimo di raffreddamento a tutti quelli che entravano. Non annuì nè accennò a Zelgadiss. "Hai visto una ragazza entrare qui?" Chiese Zelgadiss "Seguita da due uomini, uno con la tosse." "Segua i segnali per il Buffet" Replicò l'uomo con una voce monotonale "E Benvenuto nel Mondo Felice Felice". Lui non sembrava particolarmente Felice Felice. Zelgadiss aggrottò le sopracciglia. "Mondo Felice Felice?" "Dove tutti i desideri sono una strada" Disse l'uomo, con la solita voce priva di emozione. "Il casinò è alla sua destra. E lo Showroom subito dopo quello, sulla sinistra." Zelgaidiss osservò l'uomo ancora per qualche secondo, come se stesse aspettando qualche altra informazione, poi udì un familiare colpo di tosse. In quel momento vide i suoi compagni di viaggio -- o meglio, due di loro. Ameria era nascosta dietro una torre di cibo piuttosto imponente. "Signorina, ha capito che può tornare a prenderne ancora?" le chiese una cameriera che indossava un grembiule (e apparentemente non molto altro)"Non c'è bisogno che prenda così tanto al primo turno." "Lo so!" Mormorò Ameria da dietro al cibo "Grazie!" Rory scosse la testa e si offrì di aiutare Ameria mentre si sedevano al tavolo. Zelgadiss scivolò su una sedia accanto a Timbre. "Quindi è qui che si trova la sorella di Ameria?" Rory annuì. "Un posto perfetto per lei, se me lo chiedi." "Per Ameria o per sua sorella?" Disse Zelgadiss mentre guardava Ameria masticare. "Forse è una cosa di famiglia" Commentò Rory "Sebbene non si possa dire che il resto di questa città vada bene per Ameria." "Com'è il resto di questa città?" Chiese Zelgadiss, piegandosi in avanti. "Allucinante" Rory sorrise leggermente "O almeno io la penso così. A modo suo è divertente, ma fondamentalmente qualsiasi cosa qui è basata sui giochi d'azzardo." "Giochi d'azzardo?" Zelgadiss sollevò un sopracciglio. "La gente qui getta via la propria vita....letteralmente.....alcuni giochi sono basati sul lancio dei dadi e se il numero è troppo basso.." Si passò un dito sul collo. "E' molto irreale" Spiegò Rory "Ma come ho detto, va bene per alcune persone." Ameria ingoiò il pezzo della costoletta che stava masticando. "E vorresti dire che va bene per mia sorella?!" Rory sospirò. "Ameria non so quanto tu conosca della vita che tua sorella ha scelto di fare..." "Sicuramente è dalla parte della giustizia!" Rispose Ameria seriamente. Zelgadiss passò le unghie sul legno del tavolo. "Um...questa è una questione piuttosto interessante." Rory sospirò. "Da queste parti è difficile dire che qualcosa è *giusto*. Questo posto è fatto molto più per l'intrattenimento..me lei ci prova, ne sono sicuro." "Il Buffet chiuderà fra quindici minuti--" Annunciò la cameriera. Istantaneamente una piccola nuvola di fumo sostituì Ameria sulla sua sedia. I piatti vuoti si ruppero sul pavimento, e la cameriera disgraziata sospirò. "Oh, lasci che *cough* l'aiuti" Disse Timbre, un leggero bagliore attraversò di nuovo i suoi occhi. Lei lanciò un'occhiata al povero malaticcio, leggermente madido di sudore e scosse la testa. "No signore, lei è un cliente. Forse potrebbe visitare una delle sale da gioco se ha finito di mangiare!" "No...Io *cough* insisto" Continuò lui, mentre prendeva i piatti, starnutiva e scaraventava da una parte sia lei che il cumulo di stoviglie. Il fracasso intontì temporaneamente la cameriera e mise in allarme i buttafuori che altrimenti sarebbero rimasti in uno stato comatoso dovuto alle ciambelle. "Uhm, pensandoci bene....andrò a dare un'occhiata a quelle sale da gioco." Borbottò Timbre mentre evitava per un pelo di essere acchiappato dai due buttafuori troppo cresciuti grazie ad un colpo di tosse al momento giusto. Trovando in qualche modo il fiato per correre, Timbre si dileguò salutando il gruppo con la mano. Rory lanciò un'occhiata ad Ameria che sorreggeva ancora i suoi piatti e poi alla porta attraverso la quale era sparito Timbre. Esitò leggermente ma poi, sollevando gli occhi al cielo per l'esasperazione, si chinò gentilmente verso Ameria e gentilmente la fece smettere di mangiare mettendo una mano sopra quelle di lei. "Sarà meglio che vada a cercarlo." Lei ingoiò il cibo. "Oh, dov'è andato?" "Dove va di solito......nei guai." Disse Rory. Ameria rise, un suono allegro, quasi come quello di una risatina affettata. "Bè, Zelgadiss e io potremmo aspettare qui." Non riusciva veramente a capire perchè Rory sembrava così preoccupato. Aveva imparato che Timbre sapeva badare a sè stesso, a modo suo. "Fate così. Questo è un posto strano, e mi sentirò più tranquillo se voi aspetterete qui fino al mio ritorno." Osservò la stanza da pranzo vuota. "Ed è meglio se non rimaniamo divisi troppo a lungo. La gente sparisce spesso da queste parti." Disse misteriosamente mentre si allontanava. "Mi chiedo perchè lui pensi che qui non possiamo badare a noi stessi?!" Disse Ameria alzandosi. "Dove stai andando?" Chiese Zelgadiss alzandosi e affiancandola con un passo. "Dovrei rimanere solo perchè Rory mi ha detto di farlo? Mia sorella si trova da qualche parte in questa città. Lui non sa dove, quindi se non cerco sto perdendo tempo. Ecco dove sto andando: a cercare mia sorella." "Ma tu..." Zelgadiss aggrottò le sopracciglia pensando al modo giusto per espirmere la sua domanda. Perchè aveva detto una bugia a Rory? Stava cercando di liberarsi del loro troppo fiducioso compagno di viaggio? "Tutto ciò che ho detto è che noi *avremmo potuto* rimanere dov'eravamo. Non ho detto che lo avremmo fatto. Se ci separiamo, sono sicura che non sarà così difficile ritrovarci nuovamente -- riusciremo a ritrovare loro due..non importa dove saremo stati durante la loro assenza!" Disse Ameria girando la testa. I capelli le frusciarono sulle spalle. Zelgadiss sorrise leggermente mentre la raggiungeva. Se non altro lei aveva una meta e in qualche modo non gli dispiaceva non avere intorno Timbre e Rory per una volta. "Allora, dove pensi che possa esser tua sorella?" Disse a voce alta, senza far trasparire nessuna traccia dei suoi pensieri. Zelgadiss guardò le file e file di giganteschi palazzi e di insegne sfolgoranti. Il sole aveva iniziato a calare, ricoprendo ogni cosa di una leggere nebbiolina arancio/dorata. Ebbe la sensazione che con tutte quelle luci, in qualche modo, la notte era luminosa quanto il giorno. Ameria si accigliò. "Uhm, non ci avevo ancora pensato, ma forse possiamo trovare una cartina della città e pensarci su. Voglio dire, è mia sorella, e sarò sicuramente in grado di scoprire dove si trova per via di questa connessione fra noi -- il legame tra sorella e sorella. Voglio dire, alcuni di questi posti....bè nessuna persona per bene sarebbe là dentro!" Ne indicò uno in particolare che vantava un'insegna di una donna vestita incredibilmente poco e certamente dotata in modo eccessivo che posava con una mano, come se stesse ridendo mentre brandiva una frusta davanti ad una gigantesca bestia ringhiante. L'insegna diceva: The Great Serpent: Apparizione notturna all'Illusion! "Guarda questo -- Come può una donna umiliarsi nel modo in cui questa povera ragazza è raffigurata su quell'insegna --" Zel alzò le spalle, interrompendola. "In verità, penso che sia esattamente il posto in cui si trova tua sorella." Ameria lanciò un'occhiata allo stabilimento che lui indicava. "Perchè dici così?" Zelgadiss si limitò a indicare l'insegna di nuovo. Ameria puntò un piede in terra, forte, facendo qualche passo per evitare di dover sbattere i piedi. Dopo tutto, era più matura, e non sarebbe caduta in queste infantili manifestazioni di rabbia come battere i piedi in terra. Non importava quanto Zelgadiss sembrava essersene reso conto. "E perchè la pensi così? Zelgadiss, si tratta di ma sorella. Non riesco a capire cos'ha a che fare questa insegna con tutto ciò." Zelgadiss sospirò, e indicò ancora. "Ameria non vedi la somiglianza tra te e la donna raffigurata su quell'insegna?" Ameria voltò lentamente gli occhi verso l'alto ma era veramente troppo imbarazzata per guardare più da vicino l'insegna. "Che somiglianza?!" Zelgadiss alzò le spalle. "Certo il suo seno è più grande ma --" Ameria non gli lasciò finire la frase. Il suo pugno volò diritto verso di lui e lo colpì. O meglio, ci provò. "OUCH!" gridò lei, prendendosi la mano. Zelgadiss sollevò un sopracciglio. "Stai diventando sempre più uguale a Lina -- " "Zelgadiss! Ci sono cose che non puoi dire alle persone --" Disse, mentre la sua rabbia si rinnovava. Questa volta si preparò per picchiarlo tramite un incantesimo, mentre dei giganteschi guanti da pugile le ricoprivano le mani. Lui decise che si era intestardito troppo e, saggiamente, chiuse la bocca. Fortunatamente qualcosa distrasse Ameria e lui non dovette scomodarsi a schivare la sua ira. "NAGA -- mancano solo pochi minuti allo spettacolo e tu non sei ancora sves...hem..vestita!" "Cosa?!" Disse Ameria al piccolo omino tarchiato che le si era avvicinato. Indossava un buffissimo cilindro nero e uno smoking turchino. "Perchè sei così vestita?" Continuò quello, strattonandole l'abito. "Non penso che questa roba funzioni bene addosso a te, a meno che tu non voglia togliertela durante lo spettacolo?!" "Toglimi le mani di dosso!" Gridò lei con le guance rosse per l'imbarazzo. Sfortunatamente non aveva sciolto l'incantesimo e quindi, appena colpì l'uomo, quello finì piuttosto violentemente su una delle insegne. La sua testa cercava di sostituire quella della show-girl raffigurata sopra l'annuncio pubblicitario. Quindi, quando l'uomo si voltò, Zelgadiss si trattenne dallo sghignazzare. "Questo non è divertente! Naga, vuoi forse che ti licenzi? Tu sei la sola che si possa vestire così!" Insistè, indicando in basso il corpo nell'insegna. "Comunque sia, perchè indossi quel completo sciatto?" "IL MIO COMPLETO DA MAGA NON E' SCIATTO!!!!!" Ameria si battè un pugno sul palmo della mano. La sua irritazione cresceva sempre di più. Lasciato andare, velocemente, il freno del suo vocabolario. Zelgadiss sbattè le palpebre. Se c'era una cosa che aveva imparato sulle donne era che non dovevi mai insultare il loro modo di vestire. Era successo quando aveva risposto alla domanda "Sembro grassa in questo vestito?" con un "Sì" noncurante. Zelgadiss era saggiamente uscito dalla traiettoria dei colpi di Ameria. Poichè non succedeva niente, Zelgadiss rimase in tensione. Ameria poteva trattenere la sua collera molto più di Lina, ma Zelgadiss prevedeva che sarebbe scoppiata da un momento all'altro. "Ma quest'aria innocente non è tua." Continuò il manager mentre eliminava il cartello. "Ai clienti non piacerà." Sollevò alcune piccole strisce di pelle legate insieme. "Adesso, indossa questo." Ameria indietreggiò confusa. "Indossare cosa?! Questo non è un vestito! Che razza di pazzo indosserebbe una cosa simile?!" "OH OH OH OH OH." Una donna rise presuntuosamente, con la stessa indifferente arroganza che marcava ogni suo movimento, mentre prendeva le strisce di pelle. La luce del sole che stava svanendo dietro la sua testa, creava un'ombra che le copriva il viso. Al contrario, il suo corpo era mostrato chiaramente dal suo vestito -- poche strisce di pelle simili a quelle che l'uomo aveva mostrato ad Ameria. "Solo quelli che capiscono il vero stile possono apprezzare questo design!" Dichiarò quella. I suoi occhi analizzarono di sfuggita le forme di Ameria. "E poi il tuo corpo non è abbastanza sviluppato per indossare un vestito simile.." La mascella di Ameria si aprì di scatto. "Come osi dire una cosa simile?!" La nuova arrivata si limitò ad esibirsi di nuovo in quella strana risata. "Perchè è vero e io, Naga, non ho vergogna della verità!" Il piccolo uomo girava la testa da un lato all'altro, confuso. "Una Naga e.....un'altra Naga?? Cosa sta succedendo?" Naga rise e mise le mani sui fianchi. Fece un passo avanti, rivelando il su volto. "Non mi insultare. Io non sono come questa tizia priva di stile.." La replica morì in gola ad Ameria. Ebbe un sussulto nel riconoscere la donna di fronte a lei. "Sorella?" Naga si guardò intorno. "Ameria? Cosa ci fai qui?" "Finalmente ti ho trovata!" Gridò Ameria mentre apriva le braccia per abbracciare sua sorella da tempo perduta. "Ora puoi tornare a Seillune con me e -- " Naga sollevò una mano per fermarla, piantandola sulla fronte della sorella più piccola. "Ameria, mi dispiace se ti sei messa in qualche guaio per trovarmi, ma io non tornerò mai." "Non ti preoccupare! Ti libererò dall'incantesimo! Romperò la maledizione che ti costringe a rimanere in questa terra abbandonata -- la giustizia, no, il legame tra sorelle vuole così!" Gli occhi di Ameria divennero più dolci ed erano sul punto di riempirsi di lacrime. "Io ti salverò!" "Salvarmi?!" Naga roteò gli occhi "Non ho bisogno di essere salvata. Nessuno cattura la grande White Serpent! Oh, Ho ho ho ho." Ameria fissò shoccata la sorella. "COSA?" "Scusateci, ma ha uno spettacolo da fare." Il piccolo uomo tarchiato in smocking spinse Naga nell'edificio, in qualche modo inaccessibile per quella tizia dalla risata strana. Zelgadiss mise una mano sulla spalla di Ameria, e gentilmente le chiuse la mascella. "Non penso che tua sorella lascerà questo posto. La tua missione è conclusa." Ameria scosse decisamente la testa. "No. No. NO. Questo è imossibile." "Quella era tua sorella, no?" "Sì" "E ha detto che rimarrà qui, giusto?" Ameria annuì. "Non è dunque finita la tua ricerca?" Disse Zelgadiss. "Ah! Brillante logica, come sempre, Zelgadiss-san." Disse Xellos, apparendo dal nulla. Sia Zelgadiss che Ameria sollevarono un piede in aria, assumendo la posizione d'attacco. Gli occhi di Xellos si aprirono per la sorpresa mentre alzava entrambe le mani in difesa, sorridendo in modo strano. "Sono commosso dal fatto che abbiate pensato ad un'accoglienza speciale, ma avete un pò esagerato, non vi pare?" Zelgadiss abbassò la testa. "Quando arrivi tu, un'esagerazione non è mai abbastanza." Ameria annuì ma quando Xellos chinò la testa, si pentì leggermente. "Zel, andiamo. Xellos ci aiutato in precedenza, e non dovremmo sospettare di lui automaticamente.." Fece una pausa per respirare. Xellos sfoderò il suo pacifico sorriso, i suoi occhi erano completamente nascosti. Annuì. Ameria inclinò la testa di lato e continuò. "Almeno finchè non ci avrà detto cosa ci fa qui e cosa vuole da noi." Xellos battè le palpebre. "Io?! Volere qualcosa dai miei vecchi amici?! Mi dispiace che voi sospettiate di me in questo modo...ma non voglio niente, davvero. E' una pura coincidenza che io vi abbia incontrati. Ma forse posso farvi un favore, sì!" "Non abbiamo bisogno di favori, Mazoku!" Disse Zel bruscamente "Non cadremo in una delle tue macchinazioni." Xellos sollevò le mani, i palmi aperti per fargli segno di calmarsi. "A parte gli scherzi. Seriamente, sono qui in vacanza." "In vacanza?" chiese Ameria guardandolo con occhio vigile. "Sì', noi Mazoku ci prendiamo delle pause di tanto in tanto. Noi torturiamo gli altri, non noi stessi........a meno che non ci divertiamo" Sorrise misteriosamente "Inoltre, non avete realizzato che da quando non viaggiate più con Lina io, in quanto Mazoku, non ho nessun interesse nei vostri piccoli piani?" Zelgadiss battè le palpebre. "Piccoli piani?" "Il tuo desiderio di trovare una cura è irrilevante per un Mazoku. Le avventure di Lina-san nel nuovo mondo...bè --" Sospirò "Ma io sono in vacanza e non voglio parlare di lavoro. Allora, cosa vi ha portato qui a Lost Bay Gaws?" "Pensavo lo sapessi, avendolo ascoltato dalle nostre conversazioni" osservò Ameria. Xellos sorrise ancora di più. "Vero, vero. Cercavo solo di essere educato. Quindi tua sorella non vuole tornare con te a Seillune?!" Ameria annuì. "Allora è più furba di quanto sembri." Replicò Xellos. Ameria si fece scura in volto mentre faceva un passo avanti verso Xellos. "Cosa vuoi dire con questo?! Cosa c'è di male nel diventare la Principessa di Seillune?" Xellos scosse la mano rapidamente. "Calma, Calma! Non prenderla dal verso sbagliato, ma probabilmente lei ha solo paura della maledizione!" Ameria balzò in avanti e riuscì ad afferrare Xellos (o forse lui si lasciò afferrare), scuotendolo mentre gridava "QUALE MALEDIZIONE!!!!" Xellos sospirò. svanì e riapparve dietro ad Ameria. "La maledizione delle donne del casato di Seillune, naturalmente. Ma non so molto al riguardo. In verità, quando ho detto che potevo farvi un favore stavo pensando più a qualcosa del tipo: mostrarvi la città....." "Tu non puoi parlare di una cosa importante come questa e poi dimenticartente!!" Protestò Ameria. "Perchè no?!" Disse Xellos allegramente "E poi, si sta facendo notte...e ci sono un sacco di posti interessanti per voi da visitare --" "Io non andrò da nessuna parte con te Mazoku" Disse Zelgadiss ostinatamente. "Quindi, in definitiva, ti perderai ogni cosa" Disse Rory apparendo, trascinandosi dietro un Timbre piuttosto malconcio. "Xellos, cosa ci fai qui?!" "Da quanto tempo non ci vediamo!" Esclamò Xellos "Dove sei stato?" "E'un segreto" Disse Rory con un sogghigno. Xellos si materializzò di nuovo a fianco dello spadaccino e gli tirò una leggera pacca sulla spalla. "Allora, come sta Lu..." "Abbiamo rotto" Disse Rory, depresso. "Veramente?!" Esclamò Xellos, evidentemente sorpreso "Questo rende le cose un tantino, come potremmo dire, imbarazzanti?" "Solo se qualcuno ne parla" Commentò Rory "Forse questo cambia il modo in cui mi vedi tu, ma non cambia il modo in cui ti vedo io. Non posso fidarmi di te eccetto che per non fidarmi di te." Xellos alzò le spalle. "Questa è una tua decisione. Se ti fidi per le cose giuste, sono affidabile." Sorrise leggermente. "E' solo che non ti puoi fidare di me per sapere quali siano queste cose!" Rory rise. "In ogni caso, abbiamo una missione da portare a termine. Io so dov'è tua sorella, Ameria, e posso fartela incontrare." Ameria scosse la testa. "L'ho già fatto! Lei non viene. Penso che adesso tu mi costringerai a tornare a Seillune!?" Rory sollevò le sopracciglia. "Costringerti? Pensavo che avessi promesso di tornare a Seillune non appena avresti trovato tua sorella. Una principessa mantiene sempre la sua parola, quindi perchè dovrei costringerti?" "Ma pensavo che lei sarebbe venuta con me!" Protestò Ameria. "Hey, hey...ti stai arrendendo troppo facilmente." Disse Xellos. "CHI TI HA INTERPELLATO?" Gridò Ameria, tutta la sua frustrazione esplose dritta verso Xellos. Lui sorrise scherzosamente. "Nessuno..perchè? Questo avrebbe dovuto fermarmi? Ameria si voltò stizzita. "Comunque, Ameria, non partiremo stanotte" Disse Rory facendo un passo avanti per avvicinarsi a lei. "Perchè non provi a parlarle di nuovo, e poi partiamo domattina?" "Aveva un'idea piuttosto chiara di cosa voleva" Disse Ameria. "Bè, le faremo semplicemente cambiare idea. Sono bravo a far cambiare idea alle persone." Rory sorrise. "Dopotutto, non dobbiamo per forza partire in mattinata. Se anche Xellos può prendersi una vacanza, forse lo dovrei fare anche io." Xellos sollevò un sopracciglio. "Stai forse insinuando che lavoro troppo?" "No. Non sto insinuando questo. Dico solo che -- anche quando sei in vacanza, sospetto che tu non lo sia veramente." "Adoro quello che faccio." Xellos sorrise. "Bè, non fai ninet'altro....quindi dovresti." Disse Rory con indifferenza. "Ma comunque, come stavo dicendo --" Xellos lo interruppe. "Io faccio anche altre cose" "Per favore! In fin dei conti sei un Mazoku. Tu prendi ordini e li porti a termine. Puoi giocare sul modo in cui li compierai, ma alla fine, tu non hai nessuna scelta." Rory sollevò le spalle. "E neanche tempo libero." "E'così? Adesso non sto seguendo Lina --" Rispose Xellos. "Probabilmente perchè lei ti ha perso." Replicò Rory "Sei qui solo perchè stai aspettando ordini. In pratica sei disoccupato." Xellos esitò per qualche istante prima che la sua giovialità ritornasse. "Preferirei che tu la considerassi una vacanza". "Giusto. E'quello che stavo dicendo. Me ne vado in vacanza." Rory sorrise. "Quindi Ameria, non ti costringerò a tornare a casa adesso. Allora Xellos, qual'è un buon posto per divertirsi un pò?" Xellos sorrise, i suoi occhi chiusi. "Consiglierei il Blue Demon Lounge" Timbre battè le palpebre. "Signore, non vorrai mica starlo a sentire, vero?" Rory scosse la testa. "No, gliel'ho chiesto solo per sapere quali posti dobbiamo evitare completamente." Timbre sospirò sollevato. "Bene amico, perchè quel posto non mi convince per niente." Xellos e Rory si guardarono l'un l'altro confusi. Qualcosa colpì Zelgadis. "Blue Demon Lounge?" "Yeah, è una specie di 'bar per turisti'. Quelli che vivono qui non lo frequentano. E'tutto finto." Disse Timbre mentre si tirava indietro i capelli. "Comunque il tipo che lo gestisce è a posto. Forse dovrei passare a salutarlo." Ameria notò l'espressione di Zelgadiss. Qualcosa scattò nella sua testa, e prima che potesse rendersene conto, si lasciò scappare: "La tua cura -- se là ci sono dei demoni blu, allora possiamo fare l'incantesimo." "Hey, hey...cos'è questo?" Disse Xellos interessato. Improvvisamente Ameria si rese conto che parlare dei recenti progressi di Zelgadiss davanti a Xellos forse non era stata una buona idea, bene o male, comunque, indietreggiò ed evitò di pensarci. "Hai scoperto l'incantesimo di Rezo?" Chiese Xellos. "Meraviglioso! Quante componenti hai? Aspetta, lascia che indovini....non hai ancora incontrato un demone blu, quindi non puoi disfare l'ultima parte!!?!" Zelgadiss pensò per un attimo di arrabbiarsi con Xellos. "Per tutto questo tempo tu hai saputo come effettuare la mia cura?" Xellos sorrise. "Dove credi che Rezo abbia preso l'idea?" Zelgadiss perse quel briciolo di pazienza che aveva e si gettò dritto sul monaco. Xellos si scansò abilmente di lato, giusto in tempo per dare a Zelgadiss un pacchina piuttosto sminuente sul capo. "Muori". Zelgadiss si girò rabbioso e raccolse l'energia per un attacco. "Calma, calma...non hai bisogno di essere così sgarbato." Xellos si sedette a gambe incrociate, a mezz'aria. "Rifletti, Zelgadiss. Io sono troppo potente per allearmi con qualsiasi umano e poi perchè avrei dovuto insegnare qualcosa ad un essere umano? No, Rezo riuscì ad allearsi con un demone minore che mi aveva visto lavorare a quell'incantesimo. Ha imparato da solo, ma l'idea originale è mia." "Lavoro brillante, amico. Zelgadiss è dannatamente forte." Disse Timbre. "Allora, come si scioglie l'incantesimo?" "Ah!" Xellos sollevò un dito. "Questo è un -- " "Non lo sa" Interruppe Rory. Xellos si parò davanti allo spadaccino, che dondolava pigramente in piedi. "Cosa?" "Ho detto, che non lo sai. Dici sempre quella frase noiosa quando non sai qualcosa." "Questo non è vero!" Protestò Xellos, sembrando in qualche modo imbarazzato. "Bene, se lo sai, allora puoi invertirlo ma, a meno che tu non possa, dico che non lo sai fare." Xellos sollevò le sopracciglia. "Vuoi che lo inverta?" "No, sto solo dicendo che tu non sai come fare. Non mi interessa in che stato è Zelgadiss. Probabilmente è molto più utile così." Zelgadiss lanciò a Rory uno di quegli sguardi che, a buon diritto, avrebbero dovuto fargli del male fisico. Contemporaneamente Xellos aveva raccolto il suo bastone. "Blue Demon Lounge allora?" Rory si strinse nelle spalle. "Se paghi tu." Pochi minuti dopo erano nella stanza color indaco brillante, illuminata dalle luci pendenti sul soffitto quasi fin sul pavimento. Questo creava strane ombre ovunque. Xellos sorrise e salutò con la mano una gigantesca creatura blu che era quasi più terrificante di quanto Ameria volesse vedere. "Quello è un demone blu?" Chiese, semi-nascosta dietro Zelgadiss. "No, che cosa te lo fa pensare?" Disse Xellos. "Ora arriva un demone blu." Un groviglio di arti e zanne si sedette suonando un sassofono luccicante. Lo strumento ruggì attraverso le note in un lamento di triste, triste e malinconica musica. Sembrava che la creatura stesse suonando anche un basso, estraendo con alcuni dei suoi bracci il ritmo racchiuso in esso contro il vortice di note dello strumento principale. Poi il demone aprì la bocca per cantare. "I've got the blues...yeah, you know the kind I mean. Those low down deep blues, the worst I've ever seen I'm so down, so low, I'm past blue and turning green." Timbre sorrise e tirò fuori la chitarra. Iniziò a suonare l'accompagnamento. Il demone si fermò nel mezzo della melodia, la sua testa (o piuttosto, la sua testa principale) si voltò verso Timbre. "BRE!" Cantò. "Amico" Annuì Timbre. Poi i due ripresero a suonare. "Mentre aspettiamo, potremo ordinare qualcosa da bere." Disse Rory. Xellos annuì. Riempì un boccale sotto una delle cascate che ornavano il muro. "Credo che Zelgadiss voglia il Blue Demon Special, no?" Zelgadiss guardò con sospetto la tazza blu creata da Xellos. "Perchè? Cosa c'è dentro?" Xellos sorrise. "Nel tuo caso, direi 'una cura'" |
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| NOTE: |
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Lost Bay Gaws: Avrei potuto tradurlo anche La Baia Perduta di Gaws...ma sinceramente suonava peggio. Giochi Liberi - Gente Socievole -- Non perdetelo!: Questo era un gioco di parole che non sono riuscita a rendere. Infatti in inglese è: Loose Games, Loose people--don't lose out. "Loose" significa "sciolto, libero" e "to lose" significa "perdere"...come vedete le due parole hanno quasi la stessa pronuncia. In Italiano non ho trovato un verbo e un aggettivo che potessero rendere un effetto simile. TUTTO CIO' CHE POTETE MANGIARE!!: In inglese è "All you can eat" che significa praticamente la stessa cosa. In pratica si tratta di locali che hanno un buffet a prezzo fisso (come verrà spiegato dopo nel testo), cioè uno entra e mangia tutto quello che riesce a mangiare spedendo un prezzo prefissato che non è in rapporto con la quantità di cibo consumata. White Serpent: Certe volte il nome intero di Naga viene tradotto anche in italiano (Naga del serpente bianco) ma ho preferito lasciarlo in inglese perchè suonava meglio, secondo me. I've got the blues etc..: Questa canzone l'ho lasciata in inglese perchè sinceramente la sua traduzione non aveva molto senso. Comunque non è molto complicata da comprendere e non penso che, lasciata in originale, creerà dei problemi di comprensione nelle puntate seguenti. (In questo caso la tradurrò, ma non penso ce ne sarà bisogno). |