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| capitolo 05 (seconda parte) CAMBIARE TI FARA' BENE |
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Zelgadiss fissò il boccale blu che gli veniva offerto da Xellos. "Una cura?" ripetè. Xellos sorrise leggermente e annuì. Zelgadiss annusò, curioso. I fumi dell'alcool o qualcosa di molto simile ad esso lo fecero quasi ritrarre. "Cosa!?" Disse, assaporandolo con un nuovo sospetto in mente. "Questo è solo sake." Xellos annuì. "Ho pensato che potesse aiutarti a rilassarti. Per un sacco di voi umani questa bevanda è la cura per i loro problemi." "Bè non per i miei!" esclamò Zelgadiss. "Il mio problema è che non sono UMANO!" "Amico, hai intenzione di bere QUELLO?" chiese Timbre mentre lui e il demone Triste finalmente si avvicinavano. Senza aspettare una risposta, il musico afferrò il boccale e lo buttò giù. Se avete mai bevuto del sake, allora saprete che tradizionalemente la bevanda è servita in picolissime tazzine, e uno deve sorseggiarlo lentamente per assaporarne il gusto. Il motivo di tutto ciò è che il sake è piuttosto forte. "AMICO!" esclamò Timbre mentre sentiva la testa svuotarsi completamente. "WHOOOOSH" Il demone Triste rise. "Vai avanti ragazzo, stai rovinando il mio malumore." Lentamente gli occhi di Timbre tornarono a posto. "Allora non ti dispiacerà lasciarmi fare un assolo." Il Demone si strinse nelle spalle e indicò il palco. Timbre sollevò la sua chitarra e prese uno sgabello, poi iniziò a suonare e cantare con una voce bassa e profonda. "Then you really might know what its like to sing the blues" Prima che Zelgadiss potesse decidere cosa fare a Xellos (o almeno tentare), il Demone Triste si girò verso di lui e parlò. In verità non si girò nel vero senso della parola, perchè si limitò a chiudere un gruppo di occhi e ad aprire quelli sul retro della sua testa. "Quindi tu sei in parte un Demone Triste? Vuoi sapere come sono diventato così e vuoi conoscere l'incantesimo?" Zelgadiss sollevò un sopracciglio. "Sì, ma come lo sai?" il Demone Trise ridacchiò. "Xellos" Fece una pausa. "Quindi conosco anche il tuo nome, ma lascia che ti dica il mio. Io sono Louie." Nel frattempo Ameria si stringeva le mani molto forte per fermare l'inizio di uno dei suoi attacchi di paura. Certo Louie era un demone dall'aspetto spaventoso, ma nessuno capace di cantare così meravigliosamente poteva essere del tutto cattivo. Anche la sua voce era un suono gentile, roco certo, ma lieve. "Io...io.." si morse un labbro per fermare il balbettio. "Io sono Ameria." disse. "Signorina Ameria, non sono già abbastanza triste?" Ameria arrossì. "Cosa intende dire?" "Adesso, così carina, vieni e mi spezzi il cuore, ecco cosa intendo. E io diventerò molto più triste" Amelia sorrise e arrossì. Zelgadiss era meno divertito. "Allora sai qualcosa sull'incantesimo per trasformare le persone in Demoni Tristi, usato da Rezo il Monaco Rosso?" chiese, andando diretto al punto. "Sicuramente ero contento quando è morto" Il Demone spostò uno dei suoi bracci sulla testa, chiuse l'occhio che guardava Ameria e aprì quello più vicino a Zelgadiss. "Ma perchè vuoi l'incantesimo di Rezo?" "Perchè Rezo mi ha maledetto, rendendomi così, ed io voglio rompere l'incantesimo." "E così mi ha detto Xellos. Io voglio solo sapere: perchè tu vuoi una cura?" Zelgadiss strinse i pugni. "Lo voglio e basta." "Ragazzo, sei giovane. E quando ero giovane non ascoltavo nessuno, e neanche adesso. Ma prendilo come un consiglio da un vecchio Demone Triste, per quel che vale, una cura non è mai decantata com'è veramente. "Correrò i miei rischi" replicò Zelgadiss. Louie si strinse nelle spalle (una scena impressionante considerando quante braccia aveva) e da qualche parte tirò fuori un libro. "Bene, se hai deciso, hai deciso. Allora, vai" Zelgadiss guardò il libro, ed estrasse gli altri due incantesimi che aveva raccolto. "AH!" esclamò Xellos, agguantandoli dalle sue mani. "Allora, hai tutte le componenti per l'incantesimo?" "RESTITUISCILI" gridarono Ameria e Zelgadiss. Istantaneamente le braccia di Louie riportarono il libro degli incantesimi. "Suvvia, Xellos. Non è il momento per i tuoi scherzi se il ragazzo ha già deciso. In ogni caso, non nel mio bar" Xellos sorrise. "Mi stavo semplicemente offrendo di eseguire l'incantesimo, il che sarebbe utile, no?" Louie annuì. "Questo è, sicuramente, un incantesimo complicato. Guarda cosa mi è successo quando ho tentato di curarmi." "Intende dire che lei — " Ameria si fermò, temendo di dire qualcosa di offensivo. "Ma mi ci sono abituato. Questa forma ha i suoi vantaggi. Veramente" disse Louie "Prima ero solo uno di quegli ordinari, semplici ragazzini, ma adesso bè...." Louie ridacchiò "E' una casa fantastica, quando puoi abbracciarti da solo." Amelia fece un passo indietro. Avrebbe voluto essere lei l'unica a liberare Zel, ma naturalmente non poteva pretendere di essere più potente di Xellos in fatto di incantesimi demoniaci. Zel pensò più o meno la stessa cosa, cioè che Xellos, sfortunatamente, era, con ogni probabilità, l'unico di cui aveva bisogno per invocare la cura. "BENE!" disse Xellos sorridendo, i suoi violacei occhi felini leggermente aperti. "Quando vogliamo cominciare?" Zelgadiss si limitò a fissare Xellos, a braccia incrociate. Forse Louie aveva ragione — il gioco poteva non valere la candela. Scosse quel pensiero dalla testa, fece un profondo respiro e disse. "Quando vuoi." Si rifiutò di farsi intimidire da Xellos. "Allora, come funziona?" "Posso essere d'aiuto?" Chiese Ameria, un pò troppo ansiosamente. Xellos abbassò la testa e sorrise ancora di più. Alzò un dito nella sua solita posizione mentre si voltava verso Amelia. "Ho paura che questo incantesimo debba rimanere un s - e - g - r - e - t - o" Ameria, in qualche modo delusa, annuì. "Capisco" Rory alzò la testa. "Quanto tempo ci vorrà?" "Non molto!" rispose Xellos "Torneremo in uno 'splash'!" concluse e afferrò uno Zelgadiss piuttosto riluttante. "Non era 'flash'?" si chiese Rory, ma non fece in tempo a finire la frase che Xellos riapparve con uno Zelgadiss, molto bagnato, ma umano. Ameria rimase stupita, osservando il ragazzo dai capelli castani che sembrava contemporaneamente familiare e non. "Zelgadiss?" disse, fissandolo ancora di più. Gli abiti erano gli stessi. Lentamente le sue guance arrossirono quando si rese conto che i vestiti del ragazzo erano molto bagnati e quasi trasparenti. Delicatamente abbassò lo sguardo. Zelgadiss incespicò in avanti, dalla stretta di Xellos. "Ha..ha funzionato" "Ma naturalmente" disse Xellos sorridendo. "Non ci credo!" disse Zelgadis "Quel Bast—" "Suvvia" lo interruppe Xellos sollevando una mano "Uno: dovresti essermi grato" sollevò un'altro dito "Due: senza la tua maledizione sei molto più debole." Xellos sorrise. "Tre: Bè...lo terrò segreto per il momento." Zelgadiss si strinse nelle spalle. Per una volta doveva dar ragione a Xellos. Perchè arrabbiarsi? Aveva trovato una cura! Tutto ciò che aveva sempre voluto gli era stato semplicemente consegnato. Era quasi troppo per capirlo. Cos'avrebbe fatto adesso?! Il sorriso di Ameria sbocciò dalla felicità. "Oh, Zelgadiss!" Esclamò, incapace di pensare a qualcos' altro da dire. Rory si fece scuro in volto, i suoi occhi analizzarono la nuova forma di Zelgadiss e la reazione che aveva provocato in Ameria. Timbre, concluso il suo lungo assolo di chitarra, uscì dal palco. "Signore, siete identico ad un mio amico" disse "Non riesco a ricordarmi quale." Zelgadiss fece qualcosa di strano. Sogghignò. "Davvero?" "A parte il fatto che non sorride" annuì Timbre. "Dite...dov'è andato Zel?" Zelgadis iniziò a ridere. "Non è divertente, amico. Qui intorno, se qualcuno viene portato via, potrebbe essere un bel problema" disse Timbre Ameria mise una mano sulla spalla del chitarrista. "Timbre, questo è Zelgadiss." "IN NESSUN MODO!" esclamò Timbre saltando indietro, e facendo retrocedere Ameria leggermente. "OH, che fiasco!" Tutti lo guardarono perplessi. Rory si fece scuro in volto. "Ha cercato una cura per anni. Dopo anni di lotte ci riesce ed è un male perchè?" s'interruppe, trattenendo il proprio sarcasmo. "Già, bè, penso...cosa farà adesso?" disse Timbre "Almeno prima, aveva una missione." Zel rimase a bocca aperta. In verità non aveva mai pensato a questo. Non aveva mai pensato a tutto ciò che avrebbe significato essere umano. Sapeva cosa non avrebbe comportato — essere cacciato, odiato, evitato. Ma cosa oltre a questo? Uno dei tentacoli di Louie chiuse la mandibola per lui. "Suvvia. Non lasciare che questo ti spaventi. Hai qualcosa di più importante di una missione adesso." "Di cosa stai parlando?" chiese Ameria. "Ha una poss-ibi-lità adesso" disse Louie con un sorriso. Zelgadiss fissò lo specchio appeso al muro. Quello era lui. Quella faccia col suo sottile strato di pelle. Nessuna roccia che protendeva dalla superfice o contornava i suoi occhi. Le sue mani potevano sentire le cose, la soffice struttura dei suoi capelli, il rozzo tessuto dei suoi vestiti (bagnati). Realmente aveva una possibilità. Era meraviglioso. Adesso poteva appena comprendere tutto ciò. Era un essere umano. Lo era completamente. Era libero. Aveva freddo. "Per quanto continuerà a fissare se stesso?" commentò asciutto Rory. "Non così a lungo come potrei fare io" pensò Ameria fra sè e sè. Arrossì e incrociò le mani. "Dobbiamo festeggiare!" Zelgadiss si voltò. "Festeggiare?" indietreggiò. "Naturalmente!" rispose lei, facendo un passo nella sua direzione. "Se qualche città sa come far festa, allora è questa" esclamò Timbre. "Esattamente" disse Xellos. "Festa?" Per la verità, Zelgadiss sembrava spaventato. "NATURALMENTE!" Ameria battè un piede con l'altro e girò intorno. "Sarà il più grande colpo — che noi —" "Frena signorina. Non penso che il signore ne abbia voglia." rise Louie. "Una festa non è divertente se il festeggiato non la vuole." Ameria scattò in direzione di Zel. "Non vuoi una festa?" "AAAAAACHOOOOOO." rispose starnutendo. Aveva veramente freddo. "Uh oh. Penso di sapere dov'è andato a finire il mio raffreddore." disse Timbre "Amico, questo è un fiasco per te" "E' per i suoi vestiti.....dobbiamo trovarne alcuni asciutti." esclamò Ameria. Xellos s'inchinò. "Questo lo lascio a voi. E' stato e sarà moto divertente. Forse farò un salto per la festa, ok?" Gli altri notarono a mala pena che se ne stava andando. "Bè, qui ci sono un sacco di negozi" disse Rory "Andiamo a comprargli qualcosa." Ameria annuì e sorresse Zelgadiss che aveva un leggero capogiro. Ore dopo Zelgadiss arrivò alla conclusione che fare shopping era un'abilità o un'arte, e una delle quali in cui Ameria naturalmente eccelleva. Lui non avrebbe mai scelto la camicia di seta bianca o i pantaloni grigi di seta lavata. Questi non erano abiti dietro cui nascondersi. Erano ornati, festosi e, come Ameria gli aveva spiegato, molto pratici. "Oltre al fatto che è leggero, asciutto....E' FANTASTICO!!! "Signore, sono stufo" si lamentò Timbre. Lo shopping non era proprio il suo forte. Rory era rimasto a lungo in silenzio, appoggiato pigramente ad un muro, apparentemente fuori da quella situzione. In verità doveva ammettere che il nuovo completo donava molto al nuovo Zel umano. Osservò come modificare quell'abito per migliorarlo. I vestiti di Rory avevano molte tasche segrete per le cose necessarie, erano fatte di una stoffa magica ed erano cucite in un certo modo. I vestiti, sebbene non in tutti i casi, facevano l'uomo, pensò. Ma allora, non era sicuro di voler offrire a Zelgadiss quel tipo di aiuto. "Abbiamo finito?" chiese. "Ho finito" Zelgadiss si strinse nelle spalle. Ma quando nessuno lo stava guardando, un leggero sorriso apparve nel suo riflesso. "Te l'ho detto, non ritornerò" disse Naga arrogantemente, quando Ameria saltò all'interno del suo camerino da una finestra. "Lo so!" disse Ameria "Volevo solo invitarti ad una festa." "Oh!?" Esclamò Naga. Sollevò un sopracciglio. "Una festa? Perchè?" "Per Zelgadiss......ha trovato una cura." "E chi è Zelgadiss?" Chiese Naga "Ma non importa. Una festa è una festa." "Signore, questa è una strana festa." "Non mi piacciono le feste" disse Zelgadiss. Adesso che era umano, era strano. Assimilava il vino molto più velocemente, e la sua tasta stava già girando. "Zel, sei leggermente blu" disse Naga. Gli poggiò una mano sulla schiena e lui cadde a terra. "NAGA!" Esclamò Amelia, smettendo improvvisamente di ballare con Rory e correndo da Zelgadiss. "Io non ho fatto niente" rispose lei, tirando su col naso. "Stavamo solo facendo una piccola gara." "Cavoli, stavano giocando a 'chi beve di più'!" Amelia lanciò alla sorella un'occhiata di disapprovazione, l'altra si limitò a reclinare la testa all'indietro e a...........ridere. Zelgadiss alzò lo sguardo, esausto. "Sto per sentirmi male." "NAGA...piantala di ridere! O ci sentiremo tutti male" mormorò Rory. "Suvvia, è proprio una festa, no?" Rise Xellos apparso, come al solito, dal nulla. "Chi ti ha invitato?" disse Zelgadiss. "Ad ogni modo, è questo il modo di parlare a quello che ti ha curato?" Xellos rimproverò Zel, ancora per terra. Ameria sospirò. "Questa è veramente una festa e suppongo tu sia il benvenuto. Solo, non provare a fare niente." "Io? Provare a fare qualcosa?" Esclamò Xellos, i suoi occhi felini si aprirono di scatto per un istante. "perchè, non lo farei mai." "Continua così" replicò Rory. "Quelle persone, dall'altra parte...." Disse Xellos mentre spariva "Potrebbero." Improvvisamente l'atmosfera festiva fu rovinata, non appena un'alta donna, vestita con una abito rosso, bianco e blu così attillato da sembrare una seconda pelle, saltò su. I suoi occhi erano coperti da una maschera. "Sono venuta per riportarti indietro, Ameria. Il gioco è finito." "Signorina, sta mettendo scompiglio nella festa. Balliamo!" disse Timbre, raggiungendola. Lei lo scaraventò via con un'enorme flusso di energia color arcobaleno. "NESSUNO intralcia la mia missione." "Bè, io non tornerò" disse Ameria. "E' compito mio riportarla indietro!" Protesto Rory. "Signore.." disse Timbre debolmente. Zelgadiss si alzò a fatica e affiancò Amelia, per proteggerla. "Lei non vuole venire" proclamò. "Ragazzino, non t'immischiare negli affari che non ti riguardano. Rory, sei licenziato." disse la nuova arrivata, passandosi una mano fra i lunghi capelli biondi. "Ti riporterò indietro con qualsiasi mezzo necessario. Se questo significa che dovrò utilizzare i tuoi amici, be allora è questo che farò." "Licenziato?" Esclamò Rory incredulo "Nessuno può licenziarmi" "Bè, il Principe Sawpht non è 'nessuno'. E' il sovrano dell'impero più forte della nazione. Quindi, quando vuole qualcosa la ottiene." Disse la donna. Allungò una mano dentro uno dei due alti stivali. "Ne ho abbastanza." Improvvisamente la stanza divenne un miscuglio di fumo blu, rosso e bianco. Quando tutti alzarono la testa, e la nebbia si fu schiarita, Amelia era scomparsa. |
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| NOTE: |
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"Ma non era 'flash'?": Allora, questa frase sembra un pò assurda ma ora vi spiego perchè non ho tradotto queste due parole inglesi ('flash', e lo 'splash' della frase precedente). All'inizio avevo tradotto lo 'splash' come 'in un lampo'...poi ho capito che faceva parte della battuta (scusate sono un pò tarda ^^;;). Infatti Xellos dice 'splash' riferendosi al fatto che poco dopo Zelgadiss tornerà completamente bagnato. E ciò che dice Rory, cioè "Ma non era 'flash'?" si riferisce al fatto che la frase di Xellos avrebbe dovuto essere "Be back in a 'flash' (appunto: torneremo in un lampo)...e quindi pensa che Xellos abbia sbagliato. E' evidente, quindi, il motivo per cui non ho tradotto le due parole..la battuta sarebbe stata un pò strana..perchè sarebbe venuta fuori più o meno così:
Xellos: Torneremo in un tuffo (oppure..."nel tempo di uno sputo"..ma faceva più schifo) O, almeno io, la penso così...anche perchè non credo (se sbaglio correggetemi) che in italiano esista un'espressione simile a "tornare in un tuffo". |