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capitolo 06
UNO SBAGLIO NON COSI' PREFERITO
Il silenzio allibito che aveva invaso la stanza fu rotto dall'improvviso battere di mani e dal suono dell'aria che si muoveva intorno a persone immobili.

"Ah!! Che peccato, ma oserei dire che Amelia vorrebbe che la festa continuasse, no?"

"NATURALMENTE NO!" ringhiò Timbre -- il che era insolito per lui. Tutti si voltarono in direzione dell'uomo improvvisamente serio che arrossì leggermente. "Signore -- sembrava che fossimo quasi riusciti a riportarla a casa! Com'è potuto succedere quando eravamo proprio qui!"

Zelgadiss si strinse nelle spalle. "Francamente mi aspettavo una cosa simile prima o poi e Amelia può prendersi cura di se stessa."

Timbre riuscì ad esprimere il suo disprezzo per quel commento con un "Signore" sussurrato aspramente e la pesantezza della sua disapprovazione era così palese e forte che il tono avrebbe potuto facilmente accompagnare anche un più tradizionale rimprovero. "Ma proprio nel mezzo della tua festa?!"

Zelgadiss alzò nuovamente le spalle. "Questo era il momento più adatto. In un altro momento, se noi fossimo stati in guardia, questo non sarebbe successo. Quindi il momento più logico per agire era questo."

"Signore, allora organizzando una festa per TE, Amelia ha rischiato se stessa."

Timbre fece un altro passo verso Zel, agitando il pugno e poi si voltò e uscì dalla porta.

"Zelgadiss -- tu vieni?" Chiese Rory, voltandosi indetro verso Zelgadiss che stava ancora fissando il suo bicchiere di vino pensosamente.

Zelgadiss alzò lo sguardo, sorpreso. Solitamente i suoi pensieri scorrevano alla stessa velocità che caratterizzava i suoi movimenti. Naturalmente avrebbe dovuto immaginare che, adesso che il suo corpo era umano, lo era anche la sua mente. Semplicemente non poteva pensare così velocemente.

Annuì.

"Bene, allora, FALLO!" urlò Rory.

Questo avrebbe richiesto del tempo prima che ci si abituasse, Zelgadiss sospirò mentre correva per raggiungerli.

"OH, OH OH OH" il tono squillante di un'orribile risata coprì, fortunatamente, il suono dello sballonzolare di carne eccessivamente scoperta. "Se pensate che vi permetterò di precipitarvi al salvataggio senza di me, la grande White Serpent, allora siete così, così, così ingenui!"

Sfortunatamente per Naga, questo era esattamente ciò che pensavano i nostri eroi, i quali non erano molto ingenui dopotutto. Visto che aveva smesso di ridere per così tanto tempo, non fu difficile seminarla, sgattaiolando dietro al debole segnale del dispositivo di rintracciamento magico che Rory aveva messo su Ameria.


Ameria controllò la propria mente e si concentrò più che potè nel puntare l'indice contro la sua rapitrice. E questo non era semplice con le mani legate da un qualche genere di strano metallo che preveniva qualsiasi gesto magico. "TU -- SEI L'ANCELLA DEL DEMONIO E LA GIUSTIZIA TRIONFERA' SU DI TE!" Annunciò.

"Non hai bisogno di urlare" disse la donna, roteando gli occhi a quel discorso. "Il mio udito è eccezionale, così come ogni altra mia parte. E io non sono l'ancella del demonio. L'ho conosciuta e non c'è sfida. No, in verità io sono solo come il tuo amico Rory Gabriev" iniziò a leccare la punta di un pugnale.

"Rory non è malvagio" borbottò Ameria "lui non è come te."

"Non ho detto che è malvagio, ma se non è come me, bè.....a chi altro potrebbe assomigliare?" La donna si strinse nella spalle.

"Chi sei tu!!!" Chiese Ameria.

"Ah, questo è un classico, non è vero? Una volta che mi sono assicurata che sei in buone condizioni e completamente immobilizzata, io ti dico chi sono! Allora è a questo punto che tu inizi a temporeggiare in modo che i tuoi amici possano venire a salvarti. Facciamo così, saltiamola questa parte, ok?" La donna ammiccò dietro la maschera e la salutò con la mano. "Bye bye."

Ameria guardò la cella buia. "COSA -- mi lascerai in questo posto spaventoso?!"

La donna annuì e camminò intorno al muro della cella rotonda. "Assolutamente. Cosa c'è che non va? E' solo una caverna!"

"Ma non dovevi riportarmi a Seillune?!" Chiese Ameria. "Perchè mi trovo in una caverna!?"

La donna rise. "Esattamente -- chi ti cercherebbe qui? Ti consegnerò sana e salva a Sawpht, portando lui qui. Non preoccuparti, non rischierà di perderti, quindi verrà e tu starai al sicuro qui."

La donna s'insinuò attraverso una piccola apertura nel soffitto rotondo e poi inserì alcuni mattoni dietro di lei. Il muro divenne brillante e poi tornò trasparente, lasciando un piccolo lucernario in quella cella altrimenti buia.

Ameria sospirò. E così, di nuovo, si ritrovava in una situazione difficile.


Rory, Timbre e Zelgadiss sedevano intorno ad un fuoco, le facce più lunghe delle ombre serali che scivolavano loro intorno.

"L'ABBIAMO PERSA." Disse Rory, la testa fra le mani. "E PER COLPA SUA! Fra tutta la gente...."

Zel aggrottò la fronte. "Volevo chiedertelo prima -- tu conosci la donna che ha rapito Ameria?"

"Sì, signore.....lei è qualcos'altro!" Commentò Timbre.

Rory non rispose.

Zel sospirò, bussò sulla testa di Rory e fece di nuovo la domanda. "Lei ti conosce. Chi è?"
"Ti avevo sentito la prima volta." Si lamentò Rory. "Stavo solo pensando a come raccontarti questa storia."

"E' complicata? Ti ho solo chiesto chi era, o forse non lo sai?" Disse Zel, alquanto frustrato.

Rory fece una smorfia.
Zel iniziò a concentrarsi sulla sua zuppa, iniziando a pensare che di lì a poco non sarebbe arrivata nessuna risposta.

"Signore, dillo e basta." Disse Timbre, un pò frustrato anche lui. "Che male potrà esserci? Voglio dire, ho conosciuto la tua ex-ragazza ed era più spaventosa --" Si fermò un attimo, sapendo che menzionare l'ex-ragazza di Rory faceva sì che Rory sputasse fuori le cose, di solito cibo, ma alle volte anche parole.

"E' mia madre." Esclamò velocemente Rory.

Zelgadiss sputò la zuppa che stava sorseggiando. "Tua madre?" Spostò lo sguardo da Rory a Timbre.

"CAVOLO!" Esclamò Timbre. "Quella pupa è tua MADRE?!"

Rory prese Timbre per la gola. "SI. E NON CHIAMARLA PUPA!!!"

"Scusa amico, ma andiamo, è difficile da credere!" Disse Timbre nel mezzo dello strozzamento.

"Indossava una maschera." Aggiunse Zelgadiss pensosamente, richiamando alla mente la donna. "Naturalmente, quel vestito --"

Zel gorgogliò a Rory di fermarsi quando quello gli strinse la mano intorno al collo.

"Cosa dicevi riguardo al vestito?" Chiese Rory in un pericoloso e rude sussurro.
"Niente.....niente.." riuscì a dire Zel. Un altro svantaggio dell'essere tornato umano, pensò, era sentire dolore molto più velocemente quando la gente faceva cose come questa.

Rory sospirò e poi lasciò andare gli altri due. "Non voglio parlare di questo. So che vi state chiedendo perchè lei sembri così giovane, e forse anche perchè è così strana. Ma non posso dirvelo. Quale uomo capisce sua madre? Tutto quello che so è che sparì nella terra degli elfi per parecchi anni e che quando tornò aveva l'aspetto che ha adesso. Non so perchè sta gareggiando con me."

"Signore, questa non è competizione -- lei è...." Timbre sbattè le palpebre, un pò di buon senso s'insinuò nella sua testa convincendolo a non dire ciò che stava per dire. "Uh, non importa."

Rory si sistemò indietro una ciocca di capelli. "Ecco perchè mi conosce. Perchè sta interferendo? Non lo so."

"Signore, questo è.....questo è.....pesante." Commentò Timbre.

"Sebbene sia irrilevante." Disse Zelgadiss, la sua voce era ancora raschiante per via del fatto che la sua gola era stat strinta. "Noi dobbiamo salvare Ameria."

"Sto lavorando ad un piano." Disse Rory.

"Ebbene?" Lo incitò Zelgadiss.

Rory afferrò la sua spada e tracciò nella polvere delle figure. Ne venne fuori un percorso, che rappresentava le montagne di Lost Bay Gaws in cui si trovavano.
"Subito dopo la cresta c'è una serie di Montagne, le Lower Ridges, che si dice siano composte da un tipo di roccia insensibile alla magia. E visto che la traccia del mio incantesimo è stata bloccata, ne ho concluso che mia madre la tiene nascosta là."

"Signore, se quella è tua madre, non potresti semplicemente..chiederlo a lei?" Disse Timbre.

"Stai zitto" rispose Rory. Colpì il terreno con la lama. "Non è passato molto tempo e non può averla portata molto lontano. Quindi questo è l'unico posto logico."

Zelgadiss fu d'accordo. "Quindi, se quello è il posto in cui si trova, come la trovremo?"

"Ovviamente, Mamma ha capito che se partisse per riportare Ameria a Seillune, noi la troveremmo. Quindi lei...."

"sta facendo venire qui Sawpht." Disse Zelgadiss. "Perfetto."

Timbre sbattè le palpebre. "Signore.....cos'è perfetto? Non capisco!"

Gli altri due si scambiarono un'occhiata e poi guardarono Timbre. "Ti interessa?" Disse Rory.

Timbre si strinse nelle spalle. "Scusa."

"Quindi adesso, il miglior piano d'attacco sarebbe..."Iniziò Rory.

"NON HO CAPITO." Gridò Timbre.

Zelgadiss sospirò. "Tra un pò, Sawpht verrà tra queste montagne e andrà dritto nel posto in cui è rinchiusa Ameria. Noi attaccheremo Sawpht prima di allora e scambieremo lui per Ameria. Semplice."

"In verità, pensavo che avremmo sostituite Sawpht con te e avremmo ingannato la Mamma facendoci consegnare Ameria."

Zelgadiss annuì. "Anche questo potrebbe funzionare -- ma che aspetto ha Sawpht?"

"Veramente, ti assomiglia molto." Disse Rory. Studiò Zelgadiss in modo critico.

Timbre corrugò la fronte. "Già, ha ragione, mi pareva che somigliassi a qualcuno che conoscevo. Assomigli anche a quel ragazzo blu che conosco."

"Idiota. Lui è quel ragazzo blu." Disse Rory.

"Oh, già" esclamò Timbre. "In ogni caso, se tu avessi un paio di occhiali, bè, saresti proprio uguale a lui. E la barba."

"La barba?" Chiese Zelgadiss, pensosamente.

"Non una intera, solo un pizzetto." Spiegò Timbre.

"Questo potrebbe andare." Disse Zelgadiss, accarezzandosi il mento.
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