ANOTHER HOLY WAR

capitolo 42
EMOTION

Si appoggiò con la mano destra al muro del corridoio
Lottò internamente con le sue gambe perchè compissero il loro lavoro, ma queste cedettero tremanti
Finì in ginocchio sul parquet del lungo corridoio che portava alle camere da letto
Ansava velocemente e stringeva i denti per reprimere il dolore
non ce l'aveva fatta
Usare il teletrasporto era deleterio, gli portava via poca energia ma ormai...anche quel poco era necessario per la sua sopravvivenza
-un demone che si sposta solo camminando...-
sorrise assente mentre si riportava in posizione eretta
Era ancora dolorante, le fitte non erano ancora cessate, ma erano un poco diminuite, se fosse passato di li qualcuno e lo avesse visto....doveva evitare che si sapesse a che punto si trovava di quella ...
di quella sua agonia
Rimase qualche attimo in piedi a fissare il pavimento sotto di se
poi riprese lentamente a camminare
qualcosa spostò i suoi capelli
Si voltò di scatto
Xelloss!
non aveva percepito la sua aura
-Belle...-
Disse il demone riportando l'estremità del bastone a terra
Con la punta aveva spostato alcune ciocche della capigliatura di Zen
Il demone riprese a camminare superando il fratello che lo fissava spaventato
Spaventato da come non lo avesse percepito sopraggiungere
Spaventato da ciò che il fratello aveva potuto vedere dato che non sapeva da quanto tempo si trovava alle sue spalle
Spaventato da come tutte le doti demoniache su cui aveva affidato la sua vita negli ultimi mille anni, stessero svanendo
-Co...cosa..?-
Disse Zen senza dare un timbro definito alla voce
Xel fece un cenno assente con il bastone, mentre si allontanava, non si voltò
-Le ciocche bianche....stanno bene sui capelli azzurri...-
L'indice di Zen giocherellò con una delle ciocche bianche che gli ricadevano sulla spalla destra
Guardò il fratello allontanarsi nel corridoio
-COSA NE DICI SE MI FACCIO LE MECHES BLU? ^__^-
Xelloss, in lontananza, cadde per terra con un grosso gocciolone.
Si rialzò lentamente e si guardò indietro
Zen sorrideva come un deficiente
Xel afferrò il bastone e si teletrasportò davanti al fratello, spingendolo con il bastone contro il muro
Zen picchiò duramente con la schiena contro il muro dietro di se
-Cos-
-Ma hai capito che stai per morire!??!?!?-
Zen fissò il fratello in volto, aveva gli occhi aperti, ed era piuttosto arrabbiato
Zen sorrise leggermente
-Penso di saperlo meglio di te...-
Si fissarono
Poi Xel con un'ampio gesto della mano destra, liberò il fratello dalla presa e fece un passo indietro
-Come fai a scherzare e comportarti in questo modo pur sapendo a cosa vai incontro?-
Zen guardò per terra, sempre sorridendo appena
-io mi comporto così...se dovessi essere triste per tutte le cose che mi sono successe o che mi succederanno, vivrei depresso....anzi-
Zen guardò il fratello
-Credo che non riuscirei mai a vivere in quel modo, la vita non è bella di per se, bisogna solo prenderla bene ed essere ottimisti-
-In questo discorso non c'è capo ne coda, il tuo comportamento non è altro che un modo per sfuggire ai tuoi problemi, sei solo un codardo....-
Xel s'incamminò per il corridoio, verso la direzione in cui stava andando
Zen rimase in silenzio per qualche secondo, fissandolo allontanarsi, poi lo fermò parlandogli
-sai già la direzione verso cui stai andando.....ma non sai cosa succederebbe se tentassi di migliorarla...perchè non lo fai?......-
Xel si fermò di camminare
-chi è il codardo della famiglia?-
Aggiunse Zen
Xel si voltò verso di lui
-Di cosa stai parlando....?-
Anche se il demone già intuiva
-Philia-
Rispose semplicemente Zen
-e si può sapere che centra Philia con la tua energia che stà finendo?-
-non cercare di variare il discorso, si parlava di codardia, e il tuo mi sembra un'esempio calzante. Vuoi continuare a vivere così, aspettando che lei ti fugga dalle mani, o cercherai di tenerla al tuo fianco?-
-Un demone non ha bisogno di nessuno se non del suo superiore-
-E ora che ti verrà a mancare Zelas ...che farai?-
Xelloss strinse la presa sul suo bastone
-Devi smetterla di andartene in giro per la mia mente......-
Xel emanò senza volerlo un pò della sua aura nera come la notte
Zen sospirò
-Non puoi farci nulla....è il tuo senso di impotenza nei confronti di questa vicenda che ti fà stare così male....vero?-
Xel riprese a camminare verso la sua camera
-io sto benissimo-
Zen sorrise
-Anche io , sono in ottima forma-
Xel non ribattè all'allusione e voltò per uno dei rami del corridoio, scomparendo alla vista del fratello.
Il respiro ritmico della ragazza drago scandiva il tempo in quella camera di locanda, immersa nel buio
Xel fissava il soffitto, scorgendone ogni venatura del legno che lo componeva, grazie alla sua natura che gli permetteva di vedere benissimo anche nel buio più completo.
Vuoi continuare a vivere così, aspettando che lei ti fugga dalle mani, o cercherai di tenerla al tuo fianco?
Xel mentre era immerso nei suoi pensieri, si era voltato involontariamente verso Philia che giaceva al suo fianco.
L'osservò dormire
Il lunghi capelli dorati giacevano lisci e morbidi, scomposti sul guanciale
Sul suo viso un'espressione beata di tranquillità e riposo
Sorrideva appena
Forse stava sognando qualcosa di piacevole
Una mano era sotto il cuscino, l'altra abbandonata sopra il guanciale, da parte al viso
La mattina successiva la prima a svegliarsi fu proprio lei
Rimase piacevolmente stupita di come il demone al suo fianco si era assopito
Stringendole dolcemente la mano.
Non si mosse e l'osservò dormire nella luce del mattino.
-Xel?-
Xel fece capolino con la testa dalla porta del bagno
Il suo eterno sorriso in volto
-Si Philia-chan?-
Philia era seduta sulla sponda del letto e si guardava assente le ginocchia
Era arrossita leggermente
-Mbhè...ecco....io mi domandavo a fine missione....cosa farai?-
Il demone uscì del tutto dal bagno, si stava asciugando i capelli con un'asciugamano
-In che senso...?-
-In generale...dove andrai......?-
Xel sospirò leggermente , senza farsi notare, ma il suo sorriso non vacillò
-Non so-
_ Silenzio _
-Ecco....-
Philia era arrossita ancora un pò, per quanto la sua pelle glie lo permettesse
-Io....pensavo che ...ecco, potresti venire da me e Keifer...-
Ok ce l'aveva fatta
L'aveva detto
Sinceramente la draghetta ci pensava su da un bel po di tempo, sin da quando, quella sera, Xel le aveva detto di Zelas.
Xelloss aggrottò un pò le sopracciglia e si tolse l'asciugamano dalla testa, ormai i capelli erano quasi asciutti
-Intendi...mi stai chiedendo di convivere con te?-
CONVIVERE
quella parola calò come un'incudine sulla testa di Philia
-NO!..cioè...ecco, non so, per un breve periodo...ecco, almeno sino a quando non troverai un posto dove stare....-
Xelloss divenne pensieroso
-Potrebbe essere divertente...ma anche alquanto pericoloso, potrei venire attaccato dalla tua mazza chiodata in qualsiasi momento della giornata....-
Un gocciolone si formò sul capo di Philia
Accidenti ai demoni!
Philia scattò in piedi, gli passò di fianco e entrò nel bagno sbattendo la porta.
Da dietro la porta la draghetta urlò
-NON MI INTERESSA UN TUBO DI DOVE ANDRAI!!! ANCHE SOTTO UN PONTE PER QUEL CHE ME NE RIGUARDA!!!-
Xelloss rise divertito
Quella mattina si teletrasportarono in massa sino alla prossima città pattuita nella tabella di marcia.
Vezendy, nel ducato di Kalmaart.
Questa volta Xenia venne teletrasportata da Philia e Zen da Xelloss, per decisione di quest'ultimo.
Nessuno disse nulla sui suoi capelli, ormai di un'azzurro chiarissimo, quasi bianchi...


 

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