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Quanto erano belle le stelle
il cielo blu terso
la tranquillità, il silenzio che avvolgeva quel periodo del giorno
La notte era sempre stata così affascinante?
L'aria era tiepida, scaldata dal sole che aveva troneggiato in cielo
per tutto il giorno, fino al suo calare dietro le montagne della catena
Kataart
Si vedevano già in lontananza
con le loro vette aguzze come denti di un demone feroce
con il sole del tramonto che le tingeva di sangue
ora tutto era quieto e i "denti " immaginari delle montagne
sembravano più aguzzi nella fredda luce lunare
Zendaru era sdraiato sull'ancora calda erba verde di una collinetta,
appena fuori dalla locanda in cui tutti alloggiavano
Stava rimirando l'astro lunare mentre il fumo della sua sigaretta saliva
in alto sino a disperdersi dopo innumerevoli volute
-Perchè sei qui fuori?-
Zen si era ormai abituato a non percepire la presenza di suo fratello
quando si avvicinava e la sua frase non lo scosse
-Sai che sono claustrofobico...-
-Non penso sia per questo....-
Un refolo di vento scompiglò un pò l'erba
-Ho deciso che domani arriveremo direttamente ai Kataart, siamo molto
in ritardo, e Kei ha detto che con il teletrasporto ce la può
fare...per te non c'è nessun problema se ti teletrasporto io
...vero?-
Xelloss , non avendo ricevuto risposta, si sedette di fianco al fratello,
sull'erba , e si mise a guardare anche lui il cielo
Passarono minuti di silenzio
Zen finì la sua sigaretta e con l'indice e il pollice lanciò
il mozzicone lontano nel campo, poi rimise entrambe le braccia incrociate
dietro la nuca
-Allora?....ti sei deciso a dirle qualcosa?...-
Un'altra domanda cadde nel silenzio della notte
Zen scattò seduto nell'erba, arrabbiato, e si avventò
su Xel
Xel sgranò gli occhi
-Che diav-
Zendaru aveva afferrato un'angolo del mantello di suo fratello e aveva
fatto un grosso nodo
Xel, con un tic al sopracciglio sinistro, alzò leggermente il
suo mantello con la mano e guardò il nodo
-ma che hai fatto? poi rimane tutto spiegazzato!-
Il demone si ritròovò l'indice del fratello davanti al
naso
-Sei un demone! sei un bugiardo! sei un'assassino e sai essere stronzo
come non mai, ma quando prometti una cosa la mantieni vero!?-
Sul capo di Xel apparve un gocciolone
-Si...si....peccato che non prometto mai nulla ^^;;;-
-Ed ora invece mi fai una promessa!!-
-Cosa...?-
-Promettimi che non ti scioglierai questo nodo fino a che non dirai
a Philia che l'ami!-
Zen era risoluto e serio
Xel ebbe un'altro scatto al sopracciglio sinistro
-Ma che razza di promessa è?-
-Se avessi cercato di farti promettere di dirglielo , non lo avresti
mai fatto, ma questa è più semplice no?-
Xel si alzò in piedi, con la mano destra alzò leggermente
l'angolo del mantello destro, annodato
-Ma guarda come cade male.......è brutto così...-
Zen calò il capo sotto un gocciolone, poi lo rialzò immediatamente
-Prometti!!!-
Xel tentennò
-uffh.....e va bene.....ok...prometto...-
Zen sorrise ampiamente
-Ok ^^ mi fido della tua promessa eh? ^^-
FINE DELL'AGONIA, FINALMENTE
SU MONTI KATAART
Quella mattina tutti si alzarono presto,
all'alba, quando il sole era da poco sorto, erano già in gruppo
poco distanti dalla locanda, pronti a teletrasportarsi.
Xel mise una mano sulla spalla del fratello, Zen si voltò, ma
Xel non contraccambiò lo sguardo
L'angolo destro del suo mantello era ancora annodato.
Keifer prese un lungo respiro e chiuse gli occhi
Era il teletrasporto più lungo che aveva mai affrontato
Tutti scomparvero nello stesso istante
Dietro il punto in cui erano, un raggio di sole si riflettè per
un'istante su una delle vette dei monti...
..beffardo
Erano ormai le 10 passate quando sii ritrovarono tutti in gruppo su
una sporgenza innevata
La luce abbagliante del sole che si rifletteva sulla candida neve, abbacinò
per qualche istante i componenti del gruppo viaggiante.
Leena si mise a correre verso lo splendido panorama che si poteva gustare
da quella sporgenza ghiacciata
-Guadda pà!!!! le montagne sono tutte rosa!!-
Luce abbagliante
Zendaru sgranò gli occhi
Bianco che si colora di rosso
istintivamente corse verso di lei, sfrecciando da parte a Xelloss
Flash back
Philia rimase pietrificata quando, contemporaneamente, Xelloss urlò
un "no!" e una decina di sfere magiche si scaraventarono verso
Zendaru
Zen fece appena in tempo a voltarsi alla sua destra, a vedere le sfere
ad un metro da lui, e a scorgere, dietro all'attacco, una lastra di
ghiaccio con un monaco imprigionatovi dentro
L'unico tassello mancante al suo sogno
4 sfere lo rasentarono, una lo colpì al petto, due allo stomaco,
una alla gamba destra,fratturandogliela, una alla spalla destra , disintegrando
lo spallaccio di ferro, ed una...alla testa..
Philia urlò e chiuse gli occhi portandosi le mani al viso, e
voltandosi dall'altra parte, per non vedere, le sfere trapassare da
parte a parte il corpo di Zendaru.
Xel era in piedi, da parte a Philia, con gli occhi aperti, mentre guardava
il fratello. Xenia era rimasta attonita, senza fiato, senza coscienza
di ciò che accadeva.
Sembrarono minuti, ore, ed invece furono brevissimi istanti, nei quali
Zen rimase in piedi, barcollando, poi ricadde indietro, al suolo.
Il viso voltato di lato, verso Leena.
Le pupille azzurre scomparvero alla vista.
Velocemente il suo sangue colorò di scarlatto la neve candida
del nord polacco.
Un'urlo eccheggiò per le montagne, le sue gambe avevano ceduto
sotto il peso del corpo e Xenia era finita in ginocchio sulla neve,
urlando il nome del marito
Philia singhiozzava aggrappata alla mantellina di Xelloss
Xel non si era mosso, ancora rivolto verso il fratello, disteso al suolo,
ma percepì nella mente la macanza di qualcosa....
....della presenza di Zen.
Subito un'altra sfera si diresse verso Leena che era rimasta pietrificata
ad osservare il padre
Xelloss si teletrasportò immediatamente al fianco della bambina
per portarla via, ma non fece tempo a teletrasportarsi una seconda volta
che la sfera lo colpì alla spalla , e , trapassando il corpo
del demone, colpì a sua volta la bambina.
-XELLOSS!!!!!!!!-
Philia fece per correre verso di lui ma Xel si teletrasportò
prima, comparendole al fianco, con la bambina in braccio.
Philia prese la bambina, che sanguinava ed era svenuta, la distese al
suolo e gettò immediatamente un recovery su di lei.
Xelloss si portò la mano alla spalla, e guardò il corpo
di Zen al centro di una pozzanghera di sangue.
La sfera non aveva fatto danni seri
...a lui.
Keifer, che aveva osservato svolgersi il tutto insieme a Xel e Philia,
superò i genitori, caminando verso Zendaru
Philia sgranò gli occhi vedendo il figlio camminare verso la
traiettoria che avevano compiuto le sfere di energia di Lei Magnus.
-Kei!!!! Kei fermati!!!!!-
Keifer non la ascoltò nemmeno, sembrò non sentirla
Xelloss si stava velocemente rigenerando la spalla e guardò il
figlio procedere verso Zen.
Non disse nulla, ma si poteva leggere nei suoi occhi la preoccupazione
cosa strana in Xelloss...
Arrivato innanzi al corpo di Zen, quattro sfere di energia si avventarono
alle sue spalle
Philia urlò
Keifer non si voltò
Le sfere si infransero su uno scudo invisibile che avvolgeva il ragazzo,
alzando neve e detriti nell'aria che oscurarono a tutti la vista
Un refolo di vento disperse la neve alzata in aria,al centro dell'unico
punto non attaccato v'era un ragazzo diciassettenne, che guardava, impassibile,
il punto dove le sfere erano state lanciate.
Keifer si voltò di nuovo verso il corpo di Zendaru
Come se nulla fosse accaduto vi si inginocchiò da parte
Il suo volto non tradiva alcuna emozione
Philia rimase esterefatta ed immobile, poi le sembrò che Xelloss
sussurrasse qualcosa, ma quando si voltò verso di lui potè
vedere sul suo viso solo un sorriso sadico ma compiaciuto
-L'allievo supera il maestro-
Questo sussurrò in quel momento Xelloss Metallium.
Altrove, su di un trono di marmo nero, una donna dalla carnagione abbronzata
e lunghi capelli biondi sorrise.
Stream, dietro a Xenia, ancora in ginocchio e con tra le braccia la
figlia svenuta, sorrise e strinse la mano destra sull'elsa della sua
arma.
Ho trovato il mio padrone.
Keifer raccolse il corpo di Zen e si alzò in piedi.
Il vento gli spettinò un pò i capelli mentre dirigeva
uno sguardo di puro odio verso Lei Magnus.
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