ANOTHER HOLY WAR

capitolo 45
PROMISES

Il locandiere si prese un gancio destro in piena faccia.
Stream era davvero inkazzato.
-E' così che si trattano i clienti!?!?!?-
L'oste, di costituzione piuttosto massiccia, si asciugò un rivolo di sangue che gli colava dalla bocca e si rialzò da terra.
-Questa locanda è per i clienti vivi!! non per i morti!!! Non è una camera mortuaria!!-
Si ritrovò un sacchetto di monete in faccia
Stream, con la faccia schifata, si allontanò
-Questo vi farà dimenticare che non è vivo!-
Xelloss entrò nella camera di Xenia
Philia e Xenia erano inginocchiate da parte al letto dove giaceva Leena
La sua vita era appesa ad un filo
Philia scosse la testa quando Xel la raggiunse
-Se non supera la notte ....-
Non ebbe la forza di continuare.
Xel rimase impassibile , li fermo per qualche minuto, poi se ne andò così come era arrivato.
Quel giorno il suoi occhi erano chusi ma non sorridenti
Stream si lasciò andare, ancora arrabbiato, su una poltroncina al lato della stanza.
Le persiane erano chiuse e le finestre sprangate, anche se era pomeriggio ed il sole fuori illuminava ancora.
La stanza era illuminata da candele sparse negli angoli e su alcuni candelabri intorno al feretro.
Keifer era in piedi davanti al corpo di suo zio
Era stato lui a portarlo li
Era stato lui a prendere quella stanza , sprangare le finestre e anche a procurarsi una bara. Aveva chiesto che fosse imbottita internamente di seta blu.
Ed era lui a vegliare il corpo senza mai muoversi da quella posizione.
Teneva nella mano destra la spada di Dynast
Stream se ne accorse.
-Non è quella la tua arma-
Keifer non replicò
Mise la spada nella bara e serrò la mano destra di Zen sull'impugnatura.
L'occhio si mosse
-Sei la sua spada ed è giusto che tu vada con lui-
-Io sono un'entità a parte, anche se lui è morto io non lo sono ancora, devo trovarmi un nuovo padrone.-
-Un nuovo padrone non ti servirà-
Keifer si voltò ed uscì dalla stanza
La spada non replicò e rimase dove Keifer l'aveva messa.
Stream rimase nella stanza e guardò il feretro.
Sospirò
Gli occhi le bruciavano
Avevano pianto troppo quel giorno
Erano intorpiditi e con la mano se li sfregò un poco per rimanere ancora a vegliare.
Ormai la notte era calata.
Philia sentì un'ululato all'esterno.
Rimase col fiato sospeso per qualche secondo.
I suoi occhi piansero ancora, in silenzio.
Entrò in camera stropicciandosi ancora gli occhi
era l'una passata
La camera era buia e la candela che aveva portato non le bastò per farle scorgere chi già l'abitava.
Quando si avvicinò al comodino quasi sobbalzò vedendo una figura sdraiata supina in mezzo al letto matrimoniale.
La riconobbe.
Accese la lampada ad olio sul comodino e Xelloss chiuse gli occhi
La luce dopo tanto buio gli dava fastidio.
Philia fece il giro del letto ed accese anche l'altra lampada sull'altro comodino, poi si sedette sul letto.
-Xenia mi ha mandata via, ha detto che rimaneva lei vicino a Leena e che io dovevo riposare.-
Xelloss non parlò
Rimase a fissare il soffitto dietro le palpebre chiuse.
Philia lo guardò per qualche istante.
Poi si alzò ed andò in bagno.
Quando ne riuscì già in camicia da notte, Xelloss non si era mosso.
Aveva le braccia incrociate dietro la nuca e le gambe acavallate.
Fissava ancora il soffitto con gli occhi chiusi.
Philia si sedette sul letto, si tolse le ciabatte ed entrò sotto le coperte.
Xel si alzò e se ne andò in bagno ricomparendo in pigiama poco dopo.
Fece lo stesso, si mise sotto le coperte, poi si girò sul fianco destro, dando le spalle a Philia che lo osservò triste.
Fece per dire qualcosa, ma si fermò.
Abbassò un pò il capo e si voltò verso il suo comodino.
Spense la sua lampada e anche Xel in qualche modo, senza muoversi, spense quella sul suo comodino.
Philia si girò sul fianco sinistro e fissò il buio innanzi a lei.
Dopo qualche minuto parlò.
-Perchè ti tieni sempre tutto dentro.....?-
Non ebbe risposta.
Xelloss fissava, senza impedimenti dal buio della stanza, davanti a se.
L'appendiabiti su cui aveva poggiato i suoi abiti
Il suo mantello
-Sei un demone! sei un bugiardo! sei un'assassino e sai essere stronzo come non mai, ma quando prometti una cosa la mantieni vero!?-
Il suo sguardo si fermò sull'angolo destro
Un grosso nodo stropicciava la pelle nera che lo componeva.
-Promettimi che non ti scioglierai questo nodo fino a che non dirai a Philia che l'ami!-
-Non mi è rimasto niente-
Philia si portò la mano destra alla bocca
Non voleva piangere
-niente per cui.... -
Si bloccò
-niente-
Concluse.
Philia represse il nodo che aveva in gola
-Hai molte persone intorno a te-
-Di cui non mi importa niente-
Philia rimase ferita da questa sua frase ma non era tempo per pensare certe cose
-ma a loro importa di te-
Il silenzio cadde di nuovo nella stanza
dopo qualche minuto Xel parlò ancora
-Su tre persone, solo tre persone. Non mi è rimasto nessuno ora.-
-Chi...?-
Domandò titubante la draghetta
Parlavano voltati l'uno dalla parte opposta dell'altro
nel buio della stanza
-Mia madre, Zen e Zelas. I primi due sono morti e la terza mi ha ripudiato.-
Philia scattò seduta nel letto , voltata verso Xelloss
Piangeva senza singhiozzi
-Zelas non ti ha ripudiato!! è una cosa che non posso credere!-
Xelloss fece lo stesso voltandosi di scatto verso la draghetta
-Cosa ne vuoi sapere tu di Zelas!?!?!?!? io la conosco bene!!! più di qualsiasi altra persona!! più di se stessa!!!!!! -
-proprio per questo non dovresti credere una cosa del genere!!!!!-
Di nuovo il silenzio cadde nella stanza
Xelloss la vedeva benissimo
Philia aveva solo una vaga idea di dove il demone fosse
A pochi centimetri dal suo viso
Sapeva che poteva benissimo vedere le sue lacrime ma non le importava.
Philia reclinò il capo
-Quando Zen perse Scheela tu andasti da lui, quella sera. Anche lui stava male, non tanto fisicamente quanto sentimentalmente.
Cosa gli dissi?-
Xelloss fece mente locale, non capendo dove volesse arrivare
-Cosa.....non...non lo so, non mi ricordo-
Il demone scosse il capo, leggermente infastidito
-Ricordati-
-MI pare...non so, la prima cosa che mi disse fu ...-
Xelloss si bloccò
-E' una situazione diversa-
Disse più a bassa voce
Philia scosse il capo
-Parla-
Il demone sospirò
-Mi disse 'Per cosa vivo ora?..'-
-E tu cosa gli risposi?-
Xelloss sorrise appena appena, trovando le sue parole di allora molto stupide
-Per te stesso-
Philia sorrise appena, chiudendo gli occhi
-Tipico da parte tua, ma penso che a lui non diede alcun sollievo questa frase....vero?-
-in effetti no, rispose con una smorfia-
-Cosa gli diede secondo te la forze per andare avanti?-
-aveva fatto una promessa a Scheel....-
Xelloss si bloccò
Si voltò verso il suo mantello
Verso l'angolo annodato
-no...-
Philia non capì
-Cosa...?-
Xelloss rimase a fissare l'angolo del suo mantello
-Sapeva. Sapeva che andava a morire...-
Philia sgranò gli occhi
-Cosa stai dicendo?-
-MI fece promettere una cosa ieri notte, che non avrei più sciolto quel nodo sul mantello finchè non avessi fatto una determinata cosa....-
Philia accese la lampada sul suo comodino, poi si voltò per vedere il nodo sull'angolo destro del mantello di Xelloss.
-hai una promessa per cui andare avanti.....-
Disse Philia
Xelloss fissava ancora il mantello
-La vera cosa che gli diede il coraggio di andare avanti fù l'innamorarsi di Xenia...-
-E questo cosa centra?-
Disse Philia
Xelloss si voltò verso la draghetta
nella luce tremolante di quella lampada era davvero bella
Sorrise appena
-Nulla.-

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