ANOTHER HOLY WAR

capitolo 53
DOLORE E PROMESSE

Zen aprì la porta della loro camera, aveva in mano una tazzona di un liquido fumante con la quale si scaldava le mani.
-Comincia a fare freddino di questi tempi...-
Disse mentre teneva aperta la porta e faceva entrare Xenia.
Richiuse la porta quando lei fu passata e tracannò l'ultimo sorso di tisana.
-Davvero buona ^^-
Disse leccandosi le labbra
_pensavo che Philia fosse brava solo a fare il the e invece se la cava egregiamente anche con le tisane alla frutta ^^-
Xenia si sedette silenziosamente sulla sponda del letto matrimoniale
Zen la guardò, poi poggiò la tazza vuota su una scrivania poggiata al lato sinistro della stanza.
-Xenia-chan, che c'è?...sei silenziosa questa sera...-
Disse mentre le si avvicinava lentamente
Xenia trattene le lacrime stringendo le palpebre, come per ricacciarle indietro....non ebbe molto successo...
Zen cominciò a preoccuparsi. Gli si inginocchiò davanti e la guardò in viso
-Xenia...?...cosa c'è?-
Xenia scosse il capo e si strofinò via le lacrime con il dorso della mano destra.
Non rispose.
Lui le poggiò il palmo della mano destra sulla guancia
-Xenia-chan...-
La folletta strinse le labbra, mordendosele.
Poi lentamente voltò il capo verso la porticina che dava alla stanza accanto, comunicante con la loro.
Zen a sua volta si voltò verso la porta.
Trattenne il respiro
Da quanto gli aveva detto Xenia , quella era la cameretta di Leena.
Voltò di nuovo il capo verso Xenia, cercò di guardarla negli occhi ma lei fuggì al suo sguardo.
Zen si alzò , sempre fissando la folletta, dopodichè si voltò e corse verso la stanza comunicante.
Aprì la porta, quello che gli si presentò fu una camera completamente immersa nella penombra.
la luce tremolante delle candele sparse sui lati giocava con le ombre sbiadite sui muri, facendole danzare .
In mezzo alla stanza v'era un piccolo lettino, sopra il corpo minuto di Leena. Immobile.
Rimase fermo sulla soglia, fissando l'ombra in controluce di sua figlia, supina su quel letto.
Con le braccia abbandonate ai fianchi, senza forza apparente, si avvicinò con passi lenti verso il lettino.
Gli occhi spalancati
Poteva udire chiaramente solo il suo cuore battere e un peso interno, come se qualcuno gli stesse schiacciando l'anima senza pietà.
Xenia comparve sulla soglia, fissando tra le lacrime Zen, davanti al corpo di Leena. Si appoggiò allo stipite e continuò a piangere in silenzio.
Zen cadde in ginocchio,davanti al letto, abbandonato dalla forza nelle ginocchia.
Continuò a fissare con occhi vaqui il corpicino della bimba, pallido e inerme, una volta pieno di colore e gioia.
Alzò lentamente la mano destra e prese nella sua quella fredda della bimba, con la delicatezza che si potrebbe usare afferrando una farfalla.
Appoggiò la guancia sulla candida pelle fredda della minuta mano

Philia, già perfettamente vestita per la notte , guardava fuori dalla finestra.
nel paesaggio notturno, illuminato solo dalla pallida luce della luna, si distinguevano chiare le luci di una battaglia feroce sui monti di cui la cittadina era circondata.
D'un tratto si voltò, Xelloss era da parte a lei, e come lei fissava le luci sui monti.
Philia si appoggiò alla spalla del demone con il capo.
Xelloss sospirò e poi si diresse verso il letto, ad un tratto spalancò gli occhi e d'istinto si portò le mani alle orecchie, come a bloccare un suono che solo lui poteva udire.
Nella sua camera Keifer si piegò in due e si mise entrambe le mani sulle orecchie.
Poi entrambi i demoni poterono sentire un dolore interno lacerarli, non fisico, dolore morale.
-NOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!-
Xenia singhiozzò più forte, si lasciò scivolare a terra piangendo tutte le lacrime che non aveva ancora versato in quei giorni.
Xelloss rimase a fissare il parquet della stanza, con gli occhi aperti, tristi.
Keifer pianse inignocchiato a terra.
Stream, seduto a osservare la notte nel giardino antistante la locanda, fissò la finestra della stanza in cui avevano messo il corpo di Leena.
Come tutti nella locanda aveva potuto udire l'urlo di Zen
Riportò la sua ettenzione alle stelle
-Povero ibrido....-
Sussurrò, sicuro che nessuno lo sentisse.
Xenia si trascinò gattonando goffamente verso Zen.
Si attaccò a lui con entrabe le mani e continuò a piangere con il viso premuto contro il suo petto
Zen guardava vaquo ancora il corpo di Leena
Lacrime gli scendevano copiose sulle guancie ma non se ne accorse
non poteva
non doveva
non lei
perchè?
cosa aveva fatto lei?
-COSA CENTRAVA LEI IN TUTTO QUESTO!??!?!? PERCHE'?!??!?!?-
Urlò d'un tratto stringendo i pugni e le palpebre
-COSA CENTRAVA LEI!?????!?!?!??!-
Urlò di nuovo, ora abbracciando stretta Xenia a se.
Keifer continuò a piangere, più velocemente ora scendevano le sue lacrime, picchiettando sul parquet
Battè entrambi i pugni, una volta, due , sul pavimento
-NIENTE! NIENTE!! LEI NON CENTRAVA NIENTE!! E' COLPA MIA!!! SOLO MIA!!!!!!-
Si lasciò cadere con il viso tra le braccia conserte, sul pavimento
-lei non centrava niente...è colpa mia...scusami...scusami zio...-
Disse con voce implorante e strozzata tra le lacrime.
-Scusami...-
Xelloss gli apparve a fianco, inginocchiato sul pavimento
Keifer alzò il capo e lo guardò, con gli occhi annebbiati dalle lacrime
Poi gli si buttò tra le braccia, ricominciando a piangere
-PERCHE'!?!?!? PERCHE'!??!?!?!??!?!?-
Xelloss lo abbracciò
Erano passate alcune ore, tutti nella locanda dormivano..o quasi.
Philia era accoccolata da parte a Xelloss, sdraiata sul fianco e con il capo poggiato sulla sua spalla.
Il demone fissava distrattamente il soffitto, distinguendone ogni imperfezione anche se immerso nel buio.
Keifer era nel suo letto, raggomitolato su un fianco, in posizione fetale. Ancora gli occhi gli bruciavano e fissava il pavimento senza realmente vederlo.
Stream dormiva della grossa russando come un martello pneumatico , stravaccato alla ben e meglio nel letto mentre il vicino di stanza continuava a bussargli imperterrito sul muro.
Zen e Xenia erano a letto.
Xenia era ancora scossa da singhiozzi sporadici, immersa con il viso nel cuscino.
Zen, supino, fissava vaquo il soffitto.
Xelloss scosse il capo
Zen non voleva rispondergli.
-.....vuoi fare come quando è morta mamma? startene zitto per anni??-
Zen ancora non rispose ai richiami mentali del fratello.
-Zio?...posso venire li da te?...-
Disse titubante Kei, intromettendosi nella comunicazione.
Zen non rispose
padre e figlio rimasero in attesa
-...vieni Kei...-
Keifer si alzò di scatto , ancora raggomitolato nelle coperte e si diresse velocemente verso la porta.
Xel decise di non interpellarlo più mentalmente e chiuse il contatto.
-Và al diavolo....-
Disse mentre si voltava di lato, verso Philia.
Zen si voltò verso Xenia
-Arriva Kei...-
Disse con voce bassa e monotona.
Xenia alzò il viso dal cuscino e si asciugò alla ben e meglio le lacrime che aveva sulle guancie.
Zen si mise seduto nel letto, poi poggiò i piedi giù dalla sponda, non fece in tempo ad alzarsi che Kei, raggomitolato nelle coperte, entrò dalla porta e gli si lanciò contro abbracciandolo.
Zen perse l'equilibrio e cadde sdraiato sul letto.
-Scusami Zio!! scusami!!-
Zen sorrise appena e lo abbracciò, lisciandogli i capelli con la mano destra.
-non è colpa tua Kei....-
Keifer lo guardò con le lacrime agli occhi
-Si che è colpa mia! tutta questa storia è colpa mia! non dovevo nascere!!-
Zen si fece serio e lo guardò dritto negli occhi
-non dovevi nascere? che diamine stai dicendo Kei-chan!? -
Keifer abbassò il capo
-porto solo guai...-
-non è vero....per chi ti vuole bene sei importante...e questa faccenda non è colpa tua....-
Kei sentì la stretta di Zen sulle coperte farsi più salda
-ho insistito io per portare Leena con noi-
Xenia scattò, dietro di loro
-NON COMINCIARE A COLPEVOLIZZARTI!!-
Disse perentoria
i due si voltarono verso la folletta
-Ogni volta che succede qualcosa di brutto intorno a te te ne fai una colpa!! devi smetterla!! ci hai rimesso la vita per proteggerla! non ti pare abbastanza!?!? quello che è successo è ...è successo... E NON E' COLPA DI NESSUNO!!-
Zen e Keifer abbassarono il capo
Era vero
Tutti avevano fatto del loro meglio
Anche se non era servito...
Keifer si alzò liberandosi lentamente dalle presa di Zen, poi si sedette in fondo al letto e guardò suo zio.
-Zio...io...voglio che tu diventi mio subordinato...-
Zen lo fissò senza parlare
Xenia voltò lo sguardo da Keifer a Zen
Sapeva che Zen non si sarebbe mai sottomesso a nessuno
Era uno spirito libero, non ubbidiva mai a nessuno, agiva solo come gli diceva la sua testa....e solitamente d'impulso, senza riflettere.
KeIfer fece una pausa, poi lo fissò di nuovo
-Io....io voglio qualcuno su cui fare affidamento e tu sei la persona a cui voglio più bene e con cui mi sento più al sicuro...-
Zen inclinò leggermente il capo
Pensieroso
-E' per quello che mi hai fatto resucitare.....-
-No! -
Si affrettò a dire Kei
-Zio! io ti ho fatto resuscitare da lei magnus perchè ti voglio bene! non importa! se non vorrai diventare mio subordinato, non importa...-
Disse finendo la frase squotendo il capo
Zen rimase in silenzio
Xenia gli mise una mano sull'avambraccio
Lui si voltò verso di lei
-Zen...Dynast così ti lascerebbe in pace....non dovresti più vivere nel terrore che a lui salti l'idea di venire ad ucciderti....-
Zen fissò vaquo le coperte
Xenia continuò
-Torneresti legalmente tra le fila demoniache, e come subordinato di uno dei sette pezzi di Shabranigdo, Dynast non avrebbe più il diritto di attaccarti...-
-Kei....-
Keifer guardò Zen
-Tu sei buono...e anche se dentro di te c'è una delle sette parti di Shabranigdo, ragioni con il cuore e con il cervello....-
Zen alzò il capo e gli sorrise
-a volte ti comporti frettolosamente e dici cose che non dovresti , ma probabilmente è perchè sei stato troppo a contatto con un'esempio sbagliato..^^;-
Disse grattandosi la testa in segno di colpevolezza.
- Posso giurarti....che farò di tutto per proteggerti e per far si che il potere sopito dentro di te non debba mai risvegliarsi...se questo giuramento può bastarti per prendermi come subordinato...-
Kei scattò
-Si zio!!! è proprio quello che voglio! non ho scelto io di avere una parte del grande demone dentro di me e non tengo affatto al suo risveglio! solo che ogni tanto prende su di me il sopravvento e ho bisogno di qualcuno che mi fermi dal fare ciò che non vorrei....-
Kei abbassò il capo
-E stream...mbhè...come demone non alzerebbe un dito trovando finalmente i miei comportamenti sensati...-
Stream starnutì nel sonno, e nella posizione precaria in cui si trovava cadde pesantemente a terra risvegliandosi di scatto e mettendosi in posizione d'attacco
-CHI E' LA?!??!?!?! O__o -
Nella stanza vuota si accorse di aver sognato...
Si grattò la chioma rossa, libera dal laccio della coda che solitamente portava e sonnolento si rimise a letto.....
Zen sorrise e gli porse la mano destra
Keifer sorrise di rimando e gli strinse la mano
Zen gli bloccò la mano e alzò l'indice verso il nipote
-Mettiamo in chiaro....io non ti chiamerò mai capo o simili e tu non mi chiamerai mai schiavo o cose del genere...ok?...-
Keifer sorrise ampiamente
-Certo zio, non cambierà praticamente nulla -




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