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(un pò) Drammatico
Zelgadiss - Amelia

COSA AVREBBE POTUTO ESSERE

Nota dell'autrice: *Sniff* Non so perchè ho scritto questa storia, a parte il fatto che sono una di quelle inguaribili romantiche che adorano gli amori tragici. Cose alla Romeo e Giulietta per intenderci. Se avete qualche domanda o commento, vi prego, mandatemi un'e-mail a questo indirizzo: AkashaElfy@aol.com Divertitevi!

Il sole pomeridiano brilla davanti ai miei occhi mentre mi rilasso al suono ritmico degli zoccoli dei cavalli sulla strada polverosa. Mi lascio scivolare nel carro pieno di paglia morbida, chiudo gli occhi pensando a lei. Sono passati quasi sette anni da quando ci siamo visti l'ultima volta, molto meno rispetto all'ultima volta che le ho parlato. Gioco con il piccolo braccialetto nella mia tasca. Ricordo ancora quando mi ha lanciato, ridacchiando, quell'amuleto da polso dicendomi di non dimenticarla. Io le ho sorriso e ho annuito, mentre lei mi salutava con la mano raggiungendo Lina e Gourry, tornando a Seillune, il suo regno. Non sono mai stato capace di non pensare a lei completamente da quel giorno in cui ci siamo divisi e ognuno è andato per la sua strada. Il pensiero che lei stesse diventando preziosa per me, mi spaventava, ma nello stesso tempo era eccitante. Sette lunghi, solitari anni. Ora ho 25 anni. Sono sempre timido e forse ancora freddo all'apparenza. Lina, che ho visto il mese scorso, ha detto che sono più o meno lo stesso. Non sono sicuro se quello sia o no un complimento, ma presumo che non importi. Sembrava che Lina e Gourry fossero ormai diventati una coppia.

Non sono ancora umano. Ho dedicato la maggior parte della mia vita e della mia anima a cercare una cura per il mio corpo di chimera. Inutilmente. Presumo che sia stato questo ad avermi condotto da lei, il fatto che a lei sembrava non importare che io fossi un mostro. Un demone. Sento la mia mano stringersi intorno al braccialetto, stringo i denti. Un mostro....questo è quello che sono. Il mio nome è Zelgadiss Greywords. Un tempo burattino di Rezo, adesso soltanto un mostro. Avevo sentito la mia anima venir inghiottita nelle tenebre, dal profondo e quando avevo scoperto che Amelia provava qualcosa di...'romantico'...per 'me'....avevo iniziato a sentirmi illuminato e inaspettatamente caldo. Pensavo che fosse impossibile per la gente preoccuparsi per me. Non in quel modo. Forse...solo forse, lei avrebbe potuto portare dentro di me quella luce di cui avevo bisogno per cacciare le tenebre.

"hey, ragazzo, è questa la tua fermata?"

I miei pensieri vengono interrotti dal proprietario del carro e del cavallo. Mi siedo, guardando il paesaggio intorno a me. Quasi sicuramente, i cancelli del regno di Seillune sono davanti ai miei occhi. Comincio a sentire giù per la schiena dei brividi nervosi che mi fanno deglutire. Non posso tornare indietro adesso. E se i suoi sentimenti sono cambiati -- No, sono venuto fin qui e non tornerò indietro.

"Sì, grazie"

"Nessun problema, abbi cura di te ragazzo!"

Salto giù dal carro e mi tolgo la paglia dalle spalle e dalla schiena. Fisso la folla e i negozi intorno a me. Comincio a sentirmi teso.

"Dille solo quello che provi, ragazzo..."

Mi guardo alle spalle mentre l'uomo fà schioccare le briglie e i cavalli iniziano a camminare passandomi accanto. Lo spettro di un sorriso appare sulle mie labbra.

"Lo farò, grazie"

L'uomo alza la mano e la scuote semplicemente per salutarmi. Non era così evidente, oppure sì? Alzo le spalle e riporto la mia attenzione sull'entrata di Seillune. Sospiro mentre infilo le mani in tasca. La mia mano entra in contatto con il braccialetto di Amelia. Lo giro nella mia mano, accarezzandolo con le dita come ho fatto tante altre volte, mi conforta come sempre quando ne ho più bisogno. C'è un vento leggero che scuote e mi porta sul viso alcune ciocche di capelli color lavanda. Con questa brezza c'è un profumo famigliare di fiori in boccio. Il profumo mi porta indietro nel tempo...

"“Zelgadis~San, Zelgadis~Saaaaaan!”
Sento la voce chiara di Amelia mentre scuote la mano in aria, correndo verso di me. Mi giro per guardarla in faccia, sta ansimando. La fisso curioso nei suoi splendenti occhi azzurri.
"Cosa c'è?"
"Non mi hai nemmeno detto ciao" Amelia mette il broncio, con le mani sui fianchi. Io sbatto le palpebre, mi giro e ricomincio a camminare.
"Ciao Amelia..." Sento Amelia sussultare, poi mi mette una mano sulla spalla facendomi voltare.
"Così non vale! E poi ho una cosa da chiederti!"
"Bè, cosa c'è?"
"Bè, non avevo dubbi che saresti partito immediatamente per andare a cercare la tua cura, quindi mi stavo chiedendo se....bè..se ti piacerebbe tornare a Seillune con me, potremmo localizzare la tua-"
Alzo una mano e chiudo gli occhi.
"Grazie, ma no....ho altri piani"
"Oh, OK...bè allora.."
"Tutto qui?" Chiedo annoiato. Mi giro e la guardo oltre le mie spalle. Lei si limita ad annuire, guardandosi i piedi.
"Bè allora, ciao.."
Mi sistemo il cappuccio dietro le spalle e inizio ad allontanarmi da lei ancora una volta.

"Zelgadiss-san!" Grida di nuovo Amelia, sospiro a voce alta e roteo gli occhi, girandomi quando sento Amelia sbattermi contro e stringermi le braccia intorno alla vita. Sbatto le palpebre un paio di volte prima di recuperare i miei pensieri. Rimango lì, rigido e immobile. Non so cosa pensare dell'intera faccenda. Ascolto il respiro pesante di Amelia contro il mio petto. Le metto una mano sulla spalla. Lei si scosta velocemente, arrossendo come non mai e guardando il terreno sottostante. Sembra che stia per scoppiare a piangere. La osservo, sentendo le mie guance arrossarsi.

"Non dimenticarmi, Zelgadiss-san"

Apro la bocca per rispondere ma lei invece si toglie un braccialetto e me lo tira. Lo afferro e lo esamino. Torno a guardarla.

"Andiamo Amelia!" Lina la sta chiamando.

Amelia si gira, poi però si volta di nuovo verso di me. Ridacchia e poi inizia ad allontanarsi salutandomi con la mano.

"Arrivederci Zelgadiss-san!"

"...Ciao..." rispondo piano, girandomi e continuando a camminare. Osservo il braccialetto.

Interrompo i miei pensieri e torno al presente, mentre cammino verso l'enorme regno di Seillune. Due guardie mi fermano non appena cerco di passare l'entrata della casa di Amelia.

"Sono qui per vedere la Principessa"

"Sua Altezza è..."

"Cosa c'è Sabbastian? Quest'uomo voleva vedermi?"

Rimango sorpreso dalla voce familiare e al tempo stesso strana che proviene da dietro le mie spalle. Che sia..? Mi giro per trovare un'Amelia più alta e *ahem* più formosa. Indossa un lungo abito bianco. I suoi capelli sono lunghi e di un perfetto color corvino, con riflessi violacei. Osservo i suoi splendenti occhi azzurri. Sì, è lei. I suoi occhi sono ancora grandi ed innocenti. Due profondi zaffiri. La brezza riprende a soffiare, mentre Amelia si sposta le lunghe ciocche di capelli neri dal viso, osservandomi. Sono totalmente stupefatto da come sia cambiata.

"Amelia....da quanto tempo non ci vediamo" riesco finalmente a balbettare.

"Mi scusi ma non credo di.....per gli Dei, ZELGADIS?!"

Sento gli esili bracci di Amelia cingermi il collo e abbracciarmi. La mia mente si offusca, sentendo il suo calore e la luce filtra nel mio corpo. Sì...era così che doveva andare. Esattamente così.

"Come te la sei passata?"

Ride, scostandosi dentro l'abbraccio. Lascio che le mie mani la sorreggano, in una stretta per troppo tempo attesa.

"Bene..." rispondo piano, assaporando il profumo dei suoi capelli.

"E tu?"

"Benone! Ho molti impegni.....Dio, saranno almeno 6 anni!"

"Sette"

"Wow....è tanto"

"Troppo"

Raccogliendo il mio coraggio, intreccio le dita nei suoi lunghi capelli e la bacio delicatamente sulla fronte. Amelia alza lo sguardo e mi sorride. Sento il mio cuore battere fortissimo, come se avessi corso da Sailarg a Seillune. La fisso timidamente negli occhi, lanciandole un'occhiata profonda.

"Ancora non ci credo che tu sia qui"

"Nemmeno io....Amelia?"

"Sì?" Sorride, alzando lo sguardo su di me.

"Devo dirti una cosa..."

"Bè, vai avanti...cos'é?"

Chiudo gli occhi raccogliendo tutto il mio coraggio per trovare la maniera per dirglielo.

"Mamma, Mamma!"

Sbatto gli occhi sorpreso, in direzione della bambina, che sembra avere più o meno 4 anni, che corre verso Amelia e le si attacca ad una gamba. Somiglia incredibilmente ad Amelia, solo che i suoi occhi sono verdi. Guardo Amelia che sta ridendo mentre prende in braccio la bambina.

"Chastity, questo è Zelgadiss, un mio vecchio amico"

"E' un piacere conoscerla Sig. Zelgadiss" la bimba ridacchia rigirandosi fra le piccole dita una ciocca di capelli della madre. Questo è un colpo duro per me. Ha....dei bambini? Improvvisamente un uomo, trascinato da un'altra bambina leggermente più grande, corre vicino ad Amelia. L'uomo ride e bacia Amelia sulla guancia.

"Scusami tesoro, non sapevo che avessimo ospiti"

L'uomo mi osserva con un sorriso. Mi volto verso Amelia con uno sguardo confuso. Amelia mi osserva a sua volta, e mi guarda negli occhi con uno sguardo quasi colpevole.

"Daelynn, questo è un mio caro amico: Zelgadiss. Zelgadiss questo è.....mio marito, Daelynn"

"E' un piacere. Ogni amico di Amelia è amico mio"

Mi porge la mano. Io allungo il braccio, riluttante, e la stringo. Suo marito. Sento una stretta terriblmente dolorosa allo stomaco. Oh Dio......sono arrivato troppo tardi.

"Tesoro, potresti tenere tu i bambini mentre io e Zelgadiss chiacchieriamo un pò?"

"Nessun problema. Piacere di averti conosciuto, Zelgadiss!"

Annuisco e poi guardo in basso mentre la bimba più grande mi tira la maglietta. Mi piego in avanti e le sorrido. Lei arrossisce e ridacchia, correndo dietro a suo padre che la tira su e la porta via. Io rimango immobile e guardo Amelia che sta sorridendo a suo marito e alle sue figlie che si allontanano.

"Sposta con figli, eh?"

"Mmmmm.....sì"

Rimango in silenzio per alcuni istanti e sento gli occhi bruciare. Faccio un respiro profondo. La stretta continua, sempre più dolorosa. Sento le tenebre invadere di nuovo il mio corpo.

"Zelgadiss?"

Torno a guardare Amelia.

"Stavi per dirmi qualcosa?"

Non posso dirglielo adesso...non adesso che è felice. Questa è colpa mia, non avrei neanche mai dovuto farmi coinvolgere da questa storia. E' colpa mia, ho aspettato troppo.

"Non è niente....è solo.."

Rovisto nelle mie tasche e stringo i denti per quanto mi fa male il cuore. Le mie mani sfiorano il braccialetto, lo tiro fuori, tenendolo davanti al suo viso. I suoi occhi iniziano ad intristirsi.

"Volevo solo farti sapere che non ti ho dimenticata e credo che questo ti appartenga"

"Ecco io...Grazie"

Le metto l'amuleto nella mano aperta e le faccio un leggero sorriso. Naturalmente sto fingendo. Allontano lo sguardo, ho paura delle lacrime che mi stanno riempiendo gli occhi.

"Bè, adesso dovrei andare..."

"Oh, non vuoi rimanere per un pò....per cena ad esempio?"

"Non posso davvero, ho....altri piani"

Amelia annuisce, avvicinandosi e premendo le labbra contro la mia guancia. Sento le mie lacrime uscire dagli occhi e scendermi lungo le guance.

"Mi disp-" inizia lei. Le passo accanto e velocemente mi allontano, nel tramonto, via da Seillune.

"Zelgadiss-san!"

Sento che mi chiama.......continuo a camminare, lasciando che le lacrime escano liberamente dai miei occhi. Pronuncio il suo nome, soffocato dai singhiozzi, mentre passo velocemente tra la gente. Lontano dagli occhi, lontano da Seillune....lontano da lei. Comincio a correre, a correre attraverso quell'entrata per passare attraverso la quale avevo dato tutto. Il tramonto, di un arancione infuocato, mi acceca mentre corro attraverso la fitta foresta, sentendo la mia gola infiammata. Mi fermo, cado in ginocchio, prendendomi la testa fra le mani. Le lacrime mi scorrono lungo le guance, come cascate: è passato così tanto dall'ultima volta che ho pianto. Non avrebbe dovuto andare così....senza di lei...prenderanno il sopravvento...le tenebre. Amelia...continuo a mormorare. Chiedendomi perchè? Perchè ha fatto questo? Perchè sono stato così stupido da credere che a lei importasse? Perchè...? Sono uno STUPIDO! Tiro un pugno al terreno duro, singhiozzando come un bambino.....ho bisogno di lei come le piante hanno bisogno d'acqua....non lasciare che succeda......Io..Io Io Io Io sento la luce scomparire dentro di me....lei è felice. Questa è la cosa importante. Lei è felice....senza di me. Posso sopravvivere sapendo che lei è felice e che le importa.....starò BENE. Dico a me stesso. Posso sopravvivere sapendo che li mi ha insegnato ad amare. Mi alzo in piedi e mi appoggio ad un albero, guardando Seillune.

"Ti amo....Amelia" sussurro. Le lacrime continuano a scendere lungo il mio viso. Cammino, tornando da dove sono arrivato poco fa, lontano da lei.....lontano da Amelia. Desidero la sua felicità. Ho paura che le tenebre possano vincere, ma non mi arrenderò senza lottare. Mi asciugo le lacrime dalle guance. Me ne andrò...ma non dimenticherò mai..e non rimpiangerò mai quello che avrebbe potuto essere....

THE END

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