| SLAYERS CHRONICLES | |||
| capitolo 01: DEMON CALL |
|||
|
Lina alzò gli occhi dal libro che teneva aperto in mano. Osservò il portale che si ergeva immenso di fronte a lei. Era alto più o meno una decina di metri e si trovava proprio nel bel mezzo del sentiero, affiancato da due pini dall'aria piuttosto antica. Nessun'altra architettura era presente nei paraggi e non c'era traccia di rovine. Quel portale sembrava caduto lì dal cielo. Era fatto di un materiale a lei sconosciuto, bianco e lucente. Motivi floreali ornavano i due lati, mentre sull'arco a tutto sesto che sormontava il portale c'era una scritta.
La maga tornò ad osservare il libro, sopra vi era disegnato il portale che aveva davanti.
"Bene" esclamò all'improvviso, rivolta ai suoi compagni che stavano dietro di lei "Sembra proprio che siamo arrivati" "E' questo il portale di Nimes?" chiese Amelia affiancando l'amica. Lina annuì e iniziò a leggere: ".....Niente si sa sul territorio sigillato dal portale, se non che nasconde inestimabili tesori. Le poche notizie giunte fino a noi sono incomplete e incomprensibili, come frutto di una mente alienata. Una volta attraversato il sigillo, nessuno è mai tornato........vivo. Questo Libro è molto consolante..." commentò ironica Lina. "Nessuno è..è mai tornato vivo?" ripetè Amelia "MA LINA?! PERCHE' NON ME L'HAI DETTO PRIMA?" "Perchè altrimenti non saresti venuta......e qui c'è scritto che serve un catalizzatore di magia bianca per aprire il portale. E tu sei perfetta!!" "MA LINA...." piagnucolò la Principessa. "Lina..." iniziò Zelgadiss, ignorando completamente la piccola discussione fra le due ragazze. La Chimera era arrivato davanti alla porta e stava analizzando la scritta sull'arco. "C'è una scritta qua, sai cosa significa?" Lina scosse la testa "No, sono caratteri antichi. Rune, se non sbaglio...." "Esatto Lina-chan!" esclamò una voce maschile alle loro spalle. Il gruppo si girò, anche se tutti avevano già capito di chi si trattava "Eccezionalmente intelligente....come al solito" aggiunse poi il demone, con una voce leggermente più calda. "Cosa diavolo ci fai qui, verme??" chiese subito Zelgadiss, in tono inquisitorio. Xellos sorrise. "Grazie del complimento, Zel. E' gentile da parte tua darmi il benvenuto......comunque potrei farti la stessa domanda!!" "Comincia a dircelo prima tu..." intervenì Lina, leggermente irritata da quell'apparizione improvvisa. "Mi dispiace" il demone fluttuò davanti a lei "Non posso dirtelo. Ordini superiori." "Già, Già, come sempre" commentò Lina, annoiata. E poi rivolta agli altri aggiunse "Ignoriamolo e basta". "Ok, ma come facciamo con quella scritta?" Chiese Zelgadiss, avvicinandosi al portale per osservare meglio quella fila di simboli. "In effetti è un bel problema" annuì Lina. "Fammi vedere......" La rossa inclinò la testa di lato e strinse gli occhi, concentrandosi sulla scritta. Sperava di poter comprendere almeno qualche parola, magari per somiglianza con qualche altro tipo di scrittura che conosceva. Quelle però non erano lettere, ma segni, messi uno dietro l'altro senza nessun ordine apparente. "Uff...accidenti! E tutto inutile! Non ci capisco un accidente....tutta questa fatica per niente!" Avevano trovato quel libro per caso, dopo aver sconfitto un gruppo di banditi. O meglio, quando Lina li aveva fatti saltare in aria. Lina e Zelgadiss si erano incontrati lungo la strada che portava a Seillune, entrambi diretti dalla Principessa. Mentre si avvicinavano alla città avevano trovato Amelia, in piedi sul ramo di un albero, che spiegava al totalmente disinteressato gruppo di banditi sotto di lei, la bellezza della giustizia e del non essere malvagi. Inutile dire che Lina non aveva neanche sprecato tempo a tentare di far ragionare Amelia. Aveva lanciato direttamente un Dragon Slave facendo l'arrosto. Dopodichè si era, letteralmente, lanciata fra i tesori acquisiti e aveva trovato quel libro sul quale era scritto che il portale che avevano davanti poteva condurre alle leggendarie Terre Perdute, lontani regni ricchi di inimmaginabili tesori. Così Lina aveva costretto tutti quanti a seguirla in una nuova avventura. Adesso che erano lì, però, non sapevano come attivare il portale per colpa di quella incisione. "Interessante" la voce di Xellos fece sì che Lina riportasse gli occhi sul portale. "E' il portale di Nimes, non lo vedevo da secoli!" esclamò, col suo solito tono gioviale. "Tu lo conosci?" Chiese Lina. "Naturalmente" Rispose il demone. "Tutti i demoni lo conoscono. E' il nostro modo per--" "Quindi tu sapresti anche attivarlo, non è così?" Lo interruppe Lina con gli occhioni da povera fanciulla indifesa puntati su Xellos. Un gocciolone si formò sulla testa del demone. "Ahem..certo, anche se non lo uso da tantissimo tempo. Ma Lina io non credo che-" "Ok ok!! Poche chiacchere" gridò Lina, tornata ai suoi soliti modi abituali, spingendolo verso il portale. "Forza datti da fare e apri quel portale! I tesori delle Terre Perdute devono essere miei!" "Ok ok...." Xellos acconsentì, sebbene di malavoglia. "Amelia, tu sei il catalizzatore di magia bianca, giusto?..Vieni qui" disse il demone alla Principessa. Amelia non era molto convinta, ad ogni modo obbedì visto lo sguardo omicidia che Lina le aveva lanciato. "Metti le mani vicino al portale e chiudi gli occhi. Concentrati e cerca di incanalare l'energia nel portale attraverso le tue mani. Io farò lo stesso, sfruttando i poteri della magia nera". Amelia annuì e avvicinò le mani al portale, chiudendo gli occhi. Xellos si mise accanto a lei e iniziò la propria concentrazione. Improvvisamente fu silenzio. Lina e Zelgadiss osservavano il portale, adesso circondato dalle due energie. I due fasci di luce divennero uno e poi la nuova energia venne assorbita dalla scritta sulla sommità del portale. L'incisione iniziò a brillare e in quel momento Xellos pronunciò qualche parola dal suono arcaico che rieccheggiò per un attimo nell'aria, divenuta improvvisamente tiepida. Il portale si accese con un lampo. Amelia gridò e balzò all'indietro, spaventata dalla luce improvvisa. Lina osservò il portale preoccupata: adesso non era più tanto sicura che fosse una grande idea. "TA-DAN!" esclamò Xellos, dopo aver finalmente riaperto gli occhi. "Ecco che il portale di Nimes è tornato alla vita davanti ai vostri occhi!" il demone fluttuò accanto a Lina, sorridendo. Lei lo guardò apatica poi, senza dirgli una parola, tornò a guardare il portale che adesso emanava bagliori rossastri. "Hey verme" saltò su all'improvviso la Chimera "cosa diavolo sono quei bagliori? Spero che non sia uno dei tuoi solito scherzi!" "Tsk...tsk...tsk" Xellos agitò il dito in faccia all'acerrimo rivale. "Dovresti essere un pò più gentile sai Zel! Non è così che ci si comporta con.....ugh!" Zelgadiss si era alzato di scatto prendendo il demone per il collo. "Ok...coff...sei stato piuttosto esplicito...coff..." riuscì a gorgogliare Xellos. "Così va meglio" sibilò Zelgadiss, senza mollare la presa. "Allora, forza, rispondi!" "Hem, Zel" s'intromise Lina "Forse dovresti lasciarlo andare: sta diventando blu!" Zel lasciò la presa riluttante. Xellos si massaggiò il collo e tossì. "Q-quei bagliori sono soltanto eccessi di energia che si sfogano all'esterno del portale. Non sono pericolosi. Io usavo questo passaggio quasi ogni giorno e, come vedi, non ho subito alcun danno!" "Su questo avrei dei dubbi" sogghignò Zel, mentre lo superava avvicinandosi al portale "Allora, che aspettiamo? Andiamo?" Lina annuì. "Andiamo! Terre Perdute: sto arrivando!!!!" I quattro varcarono l'arco quasi all'unisono. Nessuno seppe dire, in seguito, quanto durò quel viaggio, nè cosa fosse successo durante il tragitto. Quando si svegliarono, l'unica cosa di cui furono certi erano le leggere contusioni che avevano un pò ovunque. Tutti tranne Xellos, ovviamente. Il demone era illeso e fluttuava in attesa che gli altri riprendessero completamente conoscenza. "Accidenti che botta!" si lamentò Lina, massaggiandosi il fondoschiena. "Ma che diavolo è successo?" "Ahhhh ben sveglia Lina-chan! Hai appena passato il portale senza problemi...." Lina strizzò gli occhi e mise a fuoco. "Questa è una buona notizia ma..." Xellos inclinò la testa verso Lina, incuriosito. "Ma?" "SMETTILA DI CHIAMARMI LINA-CHAN!!!!!!!!!!!!!!!!" "Lina, cosa c'è da strillare?" Zel si massaggiò la testa e si guardò intorno. "Hum, sembra che siamo riusciti nell'impresa, ma dove siamo?" "Bella domanda Zel" mormorò Amelia mentre l'amico l'aiutava a rialzarsi. "Xellos, tu ne sai niente?" Lina si girò verso il demone. "Xellos?" Xellos era in piedi, non molto distante dal gruppo. Teneva gli occhi chiusi e i palmi della mani uniti. "Cosa sta facendo?" mormorò Lina. "Forse sta pregando!" suggerì Amelia. "Ma cosa dici Amelia! I Demoni non pregano! Sono demoni!" "Sembra che stia cercando di percepire qualcosa..." disse Zelgadiss perplesso. Xelloss piegò un angolo della bocca in un mezzo sorriso e senza voltarsi disse: "Un segnale, sto cercando un segnale..." "Un segnale?" Chiese Amelia. "Già! Una traccia che ci riveli la nostra posizione" rispose calmo il demone, voltandosi con i piccoli occhi ametista aperti e puntati sulla giovane principessa di Seillune. "E allora?" Chiese Lina. "E allora cosa?" Rispose il demone, uscendo improvvisamente da quello stato di trance. Lina sospirò. "A volte ho dei dubbi su di te sai? Allora, cos'hai scoperto?" Xellos levitò a mezz'aria e incrociò le gambe. Poi si spostò fluttuando fino all'altezza del viso di Lina e sorrise. "Sembra che non siamo esattamente nel posto in cui volevamo essere" spiegò. Gli occhi di Lina divennero due piccole fessure nere. "Spiegati meglio" ringhiò. "..Ahem..un qualche, come dire, imprevisto ha deviato la nostra rotta originaria e siamo finiti da un'altra parte..." Per qualche strana congiunzione astrale, Lina decise di non spaccargli subito tutte le ossa e chiese "Quale altra parte?" ma la vena sul suo sopracciglio cominciava già a pulsare. Xellos deglutì. "Questo è un discorso un pò complicato Lina-chan. Vedi, credo che siamo finiti in quello che voi chiamareste un futuro imprecisato. Ecco sì. Diciamo che ci troviamo in un anno non meglio precisato del vostro futuro" sorrise debolmente. Lina sorrise. "L'ha presa bene" sussurrò Zelgadiss ad Amelia. "Già, non ti sembra un pò stra--" "TU! COME HAI POTUTO! GIURO CHE STAVOLTA ME LA PAGHERAI!!!!!" "Ok, come non detto" senteziò Zelgadiss. Amelia annuì, poi si precipitò a fermare Lina che stava tentando di strozzare Xellos a mani nude e, sorprendentemente, ci stava riuscendo. "Lina, calmati adesso! In fondo cosa c'entra lui..." disse Amelia, tentando di farle mollare la presa. "Che cosa c'entra? Che cosa c'entra mi chiedi?" Urlò la Rossa, ancora più inviperita, sballottando il demone in su e in giù. "Non lo so cosa c'entra! Ma puoi stare certa che prima o poi salterà fuori che è tutta opera sua! E allora tanto vale ammazzarlo adesso!" Xellos si smaterializzò e ricomparve alle spalle di Amelia. La Principessa si chiese perchè non l'avesse fatto prima, evitandosi così quello strozzamento... "Andiamo Lina, non esagerare! Non direi che ho sabotato io le coordinate, diciamo che ho solo favorito il loro spostamento. Tutto qui!" Xellos sorrise "E poi non sareste mai arrivati al portale se io non vi avessi fatto trovare il libro, debitamente rivisto e corretto, s'intende!" Lina balzò in avanti, pronta a disintegrarlo con le proprie mani, ma Zel la trattenne prontamente. "Buona Lina, a cuccia!" "Ecco, hai visto Amelia! E' un subdolo, schifoso, viscido verme!" Ringhiò Lina, incurante dell'esclamazione di Zel (per la quale, in altre circostanze, lo avrebbe arrostito!). "Adesso ESIGO che tu ci riporti indietro! Adesso!!" Xellos continuò a sorridere, per nulla turbato dal comportamento della maga. "Anche se volessi, non potrei Lina-chan. Come vedi, il portale è andato distrutto!" Xellos indicò un ammasso di pietre e calcinacci ammassati nel punto in cui prima si trovava il portale. Lina spalancò gli occhi e per alcuni istanti rimase in silenzio a fissare il punto indicatole. "Ma quello è un puzzle! Come diavolo ha fatto a ridursi così?" "Sovraccarico, presumo" riflettè il demone, con il suo solito tono pacato. "E adesso come facciamo a tornare a casa?" Piagnucolò Amelia, già con le lacrime agli occhi. "Suvvia Amelia, non c'è motivo di disperarsi. Tutto ciò di cui avete bisogno è la pietra di Nimes!" Lina inclinò la testa di lato e lo guardò con occhi indagatori. "Sarebbe?" "E' una piccola pietra bianca, fatta con lo stesso materiale di cui è fatto..hem..era fatto il portale" spiegò Xellos. "Ha un forza impareggiabile che potrebbe riportarvi al vostro tempo" Lina lo fissò dritto negli occhi per alcuni interminabili istanti. "E a te cosa serve quella pietra?" Sibilò piano. Silenzio. "Oh andiamo Xellos! Non vorrai farmi credere che ci vuoi soltanto aiutare! Tu non fai mai niente per niente! E' chiaro che ti serviamo a qualcosa....o non ci avresti mai fatti finire qui!" Xellos chiuse gli occhi e sorrise in quel suo modo irritante. "Mi dispiace ma è un se-ugh" Zelgadiss lo aveva tirato di nuovo su per il bavero e adesso lo teneva sospeso a mezz'aria. "Credo di non aver sentito bene. Puoi ripetere?" Xellos si materializzò accanto a Lina. "Sempre violento eh?" "Allora?" Lo incalzò Lina. Xellos sospirò. "Diciamo che c'è qualcuno, in questo futuro, che vuole impadronirsi della pietra e voi dovrete aiutarmi ad impedirglielo. Il resto lo capirete da voi. Adesso andiamo, o arriveremo troppo tardi!" E si avviò, senza aspettare ulteriori commenti. "Troppo tardi per cosa?" Gridò Lina, correndogli accanto. "Guarda là" esclamò Xellos, invece di risponderle. "Hu? Cosa c'è?" Chiese la ragazza. Dal fondo della strada videro arrivare un gruppo di soldati. Erano più o meno una ventina ed indossavano la divisa bianca dell'esercito del regno di Seillune. In testa al gruppo c'erano due paggi che portavano le bandiere del regno di Seillune e due ufficiali in alta uniforme che cavalcavano due elganti stalloni bianchi. "E' una rappresentanza dell'esercito di Seillune" esclamò Amelia, nascostasi insieme agli altri dietro un cespuglio sotto ordine di Xellos. "Sembra un'ambasceria" "Esatto Amelia" rispose Xellos. "Questo dev'essere il drappello che il Re ha inviato a Sailarg per chiedere ufficialmente consiglio alla Grande Sacerdotessa della città". "Hai detto il Re?" Esclamò Amelia stupita. "Vuol dire che il Nonno è tornato a comandare Seillune?" Xellos sorrise divertito. "Non esattamente Amelia. Ma sta tranquilla, capirai presto..." Rise di nuovo, il che fece confondere ancora di più la Principessa. "E chi è la Grande Sacerdotessa di Sailarg?" Chiese Lina, poi ci pensò su un attimo e un brivido di terrore le attraversò la schiena "Non starai mica parlando di....Shilfiell??!?" Xellos annuì. "Già, proprio lei. Nel vostro futuro, cioè in questo presente, è considerata una delle donne più saggie della penisola. Tutti vanno a chiederle consiglio, sopratutto riguardo ad artefatti magici" "A Shilfiell?" Ripetè sempre più incredula, poi la parola 'artefatto magico' le arrivò al cervello e allora Shilfiell ed il suo improvviso aumento di popolarità passarono immediatamente in secondo piano. "Artefatto magico? Quale artefatto magico?" Chiese interessatissima, pensando già a quanto avrebbe potuto mangiare rivendendo quell'oggetto, qualsiasi cosa fosse. Sulla testa del demone si formò un enorme gocciolone. "Ci stavo arrivando" disse leggermente irritato. "Si tratta della pietra di Nimes della quale vi stavo parlando prima. Qui nel futuro, i reali di Seillune l'hanno dissotterata e..." "Dissotterrata?" Chiese Zelgadiss, che aveva seguito tutta la conversazione con gli occhi fissi al drappello che stava sfilando loro davanti. "La pietra è incastonata in una statua di Lon che si trova in un antico tempio rimasto sepolto per secoli. Una settimana fa..." Xellos fece una pausa, facendo un breve calcolo con le dita "...sì, dev'essere successo più o meno una settimana fa rispetto al tempo in cui ci troviamo adesso.....alcuni minatori hanno accidentalmente riportato alla luce il tempio e, con esso, la statua. Adesso è solo una questione di tempo, poi la Stirpe di Grausherra darà inizio alla guerra" "GRAUSHERRA???" Gli altri esclamarono all'unisono, impauriti dal nome del Dark Lord. Poi Lina riprese il controllo. "Pietre magiche dalla straordinaria potenza, Portali che riescono a trasportare la gente nel proprio futuro e ora pure un Dark Lord! Credo che tu ci debba delle spiegazioni Xellos!" Disse Lina, decisa, mentre uscivano da dietro il cespuglio e si fermavano sulla strada. Xellos non rispose. "Io non farò un passo senza prima aver capito in che guaio ci hai cacciati, Xellos!" Poi la maga incrociò le braccia e volse la testa dalla parte opposta, stizzita. Xellos sospirò ed osservò Lina in maniera quasi tenera. "Ok, d'accordo. E' impossibile tenerti nascosto qualcosa" Sorrise di nuovo. "Venite vi racconterò tutto mentre andiamo in città" disse mentre s'incamminava lungo la strada, seguito subito dagli altri. In lontananza si vedevano già le mura di Seillune. Amelia si guardò intorno, riconoscendo il posto. Sembrava tutto uguale. Possibile che fossero davvero finiti nel futuro? I suoi pensieri furono interrotti da Xellos che aveva ripreso a parlare. "Allora, innanzi tutto dovete sapere che la pietra di Nimes non ha solo incredibili poteri temporali ma è anche un potente amuleto capace di catalizzare qualsiasi tipo di magia e di moltiplicarla in maniera considerevole, trasformandola in energia. Abbiamo saputo che Grausherra vuole impadronirsi di quella pietra ed utilizzarla per richiamare contemporaneamente in vita tutti e sei i pezzi rimasti di Shabranigdo" "COSA?!!" Gli altri tre gridarono schockati. "Ma...ma come, cioè.....hey, aspetta un attimo" Esclamò Lina " Ma questo non dovrebbe essere un bene per te?" Zel e Amelia arrivarono alla stessa conclusione e si misero a fissare il demone curiosi. Xellos sorrise e si grattò la nuca. "Hem...fra Zelas e Grausherra non è mai corso buon sangue e così...." "E così Grausherra vuole riportare in vita il Demon King che l'ha creato e sfruttare il fatto di averlo risvegliato per allearsi con lui e sottomettere la sua rivale. Un piano ingegnoso" ragionò Zelgadiss. "Anche troppo" mugugnò Xellos fra i denti. "Ad ogni modo dobbiamo intervenire prima che lo risvegli o non ci sarà più modo di fermarlo" "E cosa possiamo fare?" Chiese Amelia. "Dobbiamo prendere la pietra prima che lo faccia Grausherra" rispose Xellos. "..Anche perchè quella pietra ci serve per tornare a casa" aggiunse Lina. "C'è solo una cosa che non ho capito" intervenne Zelgadiss. "Perchè questo passaggio temporale?" Xellos si girò verso la Chimera. "Perchè era molto più semplice venire nel futuro e prendere la pietra, piuttosto che aspettare il momento in cui voi umani l'avreste trovata nel presente" "Eccoci alle porte di Seillune" esclamò poi, allegramente il demone. Davanti a loro c'erano le mura che circondavano il regno e l'immensa porta che ne indicava l'entrata. All'interno potevano scorgere il mercato ed il via vai di gente intorno alle bancarelle. C'erano carri trainati da cavalli che percorrevano insieme a loro la strada principale, erano quelli dei contadini che portavano le proprie merci al mercato. Amelia guardava aldilà della porta, quel paesaggio che le era così familiare, chiedendosi ancora una volta se quello era realmente il futuro o se Xellos li stava solo prendendo in giro. "C'è una cosa che dovete sapere prima di entrare. Ognuno di voi ha, in questo futuro, un alter ego: una specie di controparte del futuro, per intenderci" spiegò Xellos. "Nessuno di voi dovrà mai, per nessuna ragione al mondo, farsi riconoscere dal proprio alterego." "E se questo accadesse?" Chiese Zelgadiss. Un sorrisetto, fra il maligno e il divertito, comparve sul volto di Xellos. "Creereste una serie di futuri paralleli e verreste scaraventati in tempi differenti dai quali, poi, sarebbe impossibile tirarvi fuori". Amelia sussultò spaventata. "Succederebbe davvero una tragedia simile?" Chiese, già preoccupata per il fatto che, se si trovavano a Seillune che era il suo regno, lei aveva il doppio delle probabilità di incontrare la sè stessa del futuro. "Anche di più" Xellos rispose con aria misteriosa. Poi però sorrise. "Ad ogni modo questo non v'impedisce di incontrare gli alter ego degli altri!" "Ugh...consolante" commentò ironica Amelia, ancora sconvolta dalla rivelazione precedente. "Ok, adesso sapete tutto ciò che vi serve. Possiamo andare..." "No aspetta! Frena un attimo!" Lo interruppe Lina. "C'è una cosa che ancora non mi è chiara: perchè hai chiamato noi in questo pasticcio? Perchè non hai chiesto aiuto direttamente ai nostri alter ego del futuro?" Una vena di tristezza attraversò gli occhi di Xellos. Il demone rimase per qualche minuto immobile a fissare il vuoto di fronte a lui. Poi si riscosse improvvisamente dai suoi pensieri. Guardò Lina e le sorrise debolmente "Voi avrete una vita piena di avventure. Ma le cose cambiano col tempo Lina" spiegò Xellos. "Ognuno di voi cambierà. E nel futuro in cui siamo adesso la situazione è molto diversa da come siete abituati a vederla. Sarebbe stato difficile, e in alcuni casi impossibile, convincere i vostri alterego a collaborare. Ve ne accorgerete da soli, se li incontrerete...." Lina era confusa dalla reazione del demone. Sembrava intristito e turbato. Xellos fece un profondo sospiro malinconico, cosa veramente insolita per lui...che confuse ancora di più la maga dai capelli rossi. Poi improvvisamente il demone riprese il suo sorriso gioviale ed esclamò "Allora, vogliamo andare?" Gli altri annuirono e lo seguirono in città.... |
|||
|