IL DRAGO E LA CHIMERA
interludio
DOLPHIN
Ho sognato.

Nel mio dormiveglia millenario, cullata dalle dolci correnti che scorrono nel mio regno sottomarino, beatamente ignaro delle passioni che agitano la superficie e che si spengono non appena la luce si stempera in un morbido chiaroscuro diluita nelle profondità.

Per la prima volta dopo secoli io, Dolphin Deep Sea, Dark Lady degli Abissi marini, ho sognato, e sognando mi sono risvegliata.

Ho sognato un mare diverso dal mio: l’acqua è gelata, bianca, una distesa infinita di ghiaccio, che riflette per pochi istanti la luce di un pallido sole che mai si alza sopra l’orizzonte e che cede subito il passo alla notte polare. Un’algida brezza agita eleganti fiocchi di neve in quell’aria tersa, in quel cielo di un azzurro così chiaro e freddo…

Come i tuoi occhi.

Ti riconosco, Fratello. Non mostri mai il tuo volto, ma io ti vedo rispecchiato nel tuo Regno, perché siete una cosa sola. Ugualmente gelidi, impietosi, distaccati; e contemporaneamente colmi di bellezza austera e maestosa, di un mistero che si cela nel candore di un manto di neve, la semplice purezza di un cristallo così complesso che nessuna parola può descrivere meglio del silenzio.

Dynast Graushella.

È il tuo silenzio che mi parla, Fratello? Qual è il messaggio che affidi al tuo respiro, quel vento che scivola come un brivido sul mio corpo? Mi chino e sfioro la tua neve eterna, e mi sembra di accarezzare la tua pelle, altrettanto bianca e fredda.

Dimmi. Sono qui, ti ascolto.

Siamo simili, noi due. Forse ti sei rivolto a me proprio per questo; perché io, sola tra i Dark Lords, condivido il tuo disinteresse per il mondo e la sua affannata disarmonia. Cosa significa il frenetico miscuglio dei mortali per creature come noi, il cui tempo è scandito lentamente dal ritmo delle maree o dall’estendersi e ritrarsi delle glaciazioni? Eterni, immobili, immutabili. Eppure ora la tua anima mi sta chiamando, e io avverto un turbamento nuovo che mi fa presagire l’avvento di un cambiamento, qualcosa che coinvolgerà anche noi, da tempo immemorabile ai margini della Storia.

Ai miei piedi il ghiaccio si divide e nella spaccatura vedo agitarsi e spumeggiare le acque polari, tanto cupe da sembrare nere… il loro moto ricorda il vento tra i tuoi capelli corvini costellati di brina che mandano bagliori d’azzurro sotto la cerulea luce del Nord. Ma ora il tuo cielo è coperto di nubi e il vento un gemito di dolore… il ghiaccio s’incrina ancora, si frantuma… comincio davvero ad avere paura…

Paura? Per te?

Cosa mai potrebbe minacciare l’inavvicinabile Ha-ou (Re Supremo), il primogenito del Maou Sabranigdu? Eppure è già accaduto che i figli del Dio-Demone cadessero davanti a un nemico insidioso o semplicemente troppo più forte…
Dal buio orizzonte altre due presenze s’avvicinano…

Un fuoco rosso come il rubino, come il sangue umano appena versato, impetuoso nella sua forza, ardente di coraggio, fiero e bramoso di battaglie; ad un tratto s’innalza in una colonna che si divide in tre fiamme ruggenti.

Garv. Maryu-ou. Re Demone Drago.

Una pozza d’oscurità impenetrabile, insidiosa, polimorfica; indecifrabile enigma assetato di vita e di distruzione ad un tempo, guarda il mondo attraverso verdi occhi felini che uniscono innocenza e inarrivabile malvagità.

Fibrizio. Mei-ou. Re dell’Oltretomba.

I nostri fratelli perduti. Perché sono qui? Hanno ancora un ruolo da ricoprire nella Storia? O forse significa che ti unirai a loro tornando all’eterno nulla primigenio da cui siamo stati creati?

No. Non ci voglio neppure pensare.

La prospettiva mi spaventa più di quanto avrei potuto credere. Sono una Dark Lady schiva e solitaria, ma l’idea di restare veramente sola mi fa paura. Se anche tu te ne andassi, chi mi resterebbe? Zelas? …preferirei essere l’ultima demone al mondo…

Tutto si oscura intorno a me: non abbandonarmi, Dynast! In tutti questi millenni la tua presenza invisibile ma costante è stata una delle poche certezze che ho in questo mondo. Non sopporterei di perderla…

Mi sveglio.

Sono desta, assolutamente desta per la prima volta in tanti secoli. La prima cosa che faccio è cercare lui. Con sollievo percepisco la sua aura inconfondibile, potente e gelida come sempre, che splende come una stella polare, fissa ed immota. Nascondo un sospiro di sollievo.
M’insulto, dicendomi che solo una stupida vestale crede ai sogni…
Eppure so, nel profondo della mia anima, che oggi per la prima volta dopo secoli lascerò il mio palazzo negli abissi del Mare dei Demoni e nuoterò a nord fino alla banchisa, il confine tra il tuo Regno e il mio… e sento che ti vedrò, per la prima volta dopo secoli vedrò il tuo volto e resterò nascosta a osservarti… a vegliare su di te… finché il sogno non sarà svanito nella mia memoria, nella certezza che tu esisti e non mi lascerai.

Dolphin Deep Sea
Kai-ou
(Re/regina dell’Oceano)

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