| GLI ELEMENTI DELLA FINE | |||
| capitolo
01 CON L'ACQUA ALLA GOLA |
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Brr… come mi suona strano… eh già…certo che è strano sentirsi moglie di qualcuno ed avere un marito… … alla fine ci eravamo sposati… ALLA FACCIA DELLE AMNESIE! OH! Gourry è un bravo ragazzo.. lo so che l'avete sentito dire tante di quelle volte che ormai ne avrete piene le tasche…ma lasciatemi finire… Gourry ha una intelligenza pratica e un cuore generoso… e magari qualche volta sfigura di fronte alla mia incredibile genialità…ma di certo non è stupido. Ricordo, come ne momenti più importanti ci sia sempre stato con la testa, ed abbia agito bene. Non sono mai stata meglio da quando sto con lui…e abbiamo tanti punti in comune…come il cibo …heheheheh..gheeee Ops, Gourry mi guardò in maniera strana, forse avevo un'espressione da ebete e la bavetta… ahem << A cosa pensi? >> mi chiese. << A dire la verità ripenso al sontuoso banchetto gentilmente offertoci dai reali di Saillune…>> << Chi? >> Mise le mani avanti e sorrise divertito della mia espressione. << Scherzavo scherzavo! Me li ricordo Amelia e Zeldagis! >> Sospirai… a volte fa così… ma comincio a pensare che picchiarlo ogni volta che si comporta in questo modo non faccia che aggravare la situazione… La strada di terra battuta serpeggiava fra due colline, inerpicandosi per una valletta, mi fermai a fare scorta di more mature "prendendole in prestito" da un rovo pieno di spine. Improvvisamente un terremoto seguito da un tremendo boato assordante mi fece rovinare a terra, addio more, mi ci ero seduta sopra nella caduta. Iniziò a piovere, sentì i capelli appiattirsi sulla testa, era un nubifragio, una pioggia torrenziale. La strada battuta divenne un fiumiciattolo di fango e sassi che rotolavano a valle. Gourry mi aiutò a rialzarmi, già ero inzuppata. Ma c'era dell'altro, riuscì a distinguere una sagoma fra gli scrosci d'acqua, me ne accorsi da un lieve baluginio che attirò la mia attenzione. Fu un attimo, e tre punte acuminate sbucarono dalla massa d'acqua talmente fitta da limitare la visibilità. << Maled! >> Non ebbi il tempo di gridare, ne di schivare, ero nel fango fino alle caviglie. Chiusi gli occhi… ma le punte non arrivarono mai a destinazione. Li riaprì e facendo scorrere lo sguardo alla mia sinistra, vidi il braccio teso di Gourry sul quale si infrangevano miriadi di gocce creando un lieve alone. Stringeva saldamente nella mano l'asta di un tridente. Feci qualche passo indietro togliendomi dal pantano, e senza pensarci su due volte scagliai una palla di fuoco in quella direzione. Fui stupefatta, non ero riuscita a scagliare altro che una lieve sfera infuocata che si spense prima di arrivare a destinazione. Per un attimo mi passò per la mente Sylpheel, ma all'avversario bastò proprio un attimo per avvolgerci con decine di lingue d'acqua innalzatesi dal terreno fangoso e formatesi dalla pioggia. Cominciò a mancarmi il fiato, chi o che cosa ci aveva attaccato? Non era il momento di pensarci…bisognava trovare una via d'uscita prima che fosse troppo tardi. I miei pensieri vennero annebbiati da numerose fitte ai fianchi… forse qualche costola incrinata o rotta. Fortunatamente i riflessi avevano permesso a Gourry di sollevare di qualche centimetro la Blast Sword dal fodero, e tanto gli bastò per tagliare prima una e poi tutte le lingue che lo avviluppavano. Con un fendente preciso anche io ero libera, dopo uno sguardo al colore azzurro della lama della sua spada, decisi che qualsiasi cosa fosse non era il caso di andarci per il sottile. Gli scatenai contro la furia del Dragon Slave. Quando l'esplosione si diradò… non c'era più ne il viottolo, ne le collinette ne tantomeno quella creatura. Il cielo era ancora livido. Finalmente il subordinato di Xellos riprese i sensi. Si alzò in piedi, ancora barcollante. I suoi capelli gli ricadevano mossi a ciocche sulle spalle e sul volto. Erano neri con riflessi verdi, verdi come i suoi occhi felini. Ricordava Dolphin. Indossava una maglia verde scura a maniche lunghe, legata con dei laccetti di cuoio sul petto. I pantaloni, lievemente larghi alla caviglia, erano neri come le scarpe. A terra c'era un pezzo di stoffa blu sgualcito… forse un mantello. Si stiracchiò e si lasciò andare ad un lungo e faraonico sbadiglio. Poi, come se gli fosse venuto in mente qualcosa di importante, si voltò di scatto. Dietro di lui Xellos e Zelas, entrambi con un grosso gocciolone sulla testa Cominciamo bene… pensò il subordinato inginocchiandosi il più in fretta possibile. << Perdonatemi per avervi fatto attendere.>> << Benvenuto in famiglia Zanon! >> Rispose Xellos con voce gioviale. Zelas e Zanon andarono lunghi a terra. << Beh? >> Domandò la Dark Lady quando fu di nuovo in piedi. << Beh cosa? >> << Come Beh cosa? E tu crei un subordinato e lo accogli in questo modo?>> Ruggì Zelas. << Ehm… che avrei dovuto dire?>> La Greater Beast distolse lo sguardo andando a fissare gli occhi di Zanon fissi sulle sue gambe lunghe e flessuose. Con un sospiro si lasciò cadere su un trono che comparve sotto di lei. Accavallò le gambe, sotto il tintinnio sensuale delle numerose cavigliere. Davanti alla visione paradisiaca…o demoniaca stampata nelle pupille feline di Zanon, apparve la faccia di Xellos. << Come ti senti?>> Il ragazzo arretrò distogliendo frettolosamente lo sguardo, si rimise in piedi. Era alto all'incirca come Xellos. << B…bene credo >> << I tuoi poteri? >> Zanon guardò le mani come se si aspettasse di veder comparire colombe o mazzi di fiori, sospirò e si strinse nelle spalle, << credo sia tutto a posto.>> Zelas fece apparire una sigaretta e se la portò alle labbra. << Ecco, prova con quella >> Disse Xel a Zanon alludendo alla sigaretta di Zelas. Zanon si affrettò dalla Dark Lady e porgendo una mano richiamò a se il fuoco per accenderla. Da qualche decina di chilometri fu possibile vedere il fumo nero che si innalzava da un punto imprecisato. Xel se ne stava con gli occhi sbarrati a fissare il volto annerito della Greater Beast. Il viso di Zanon era imperlato di sudore e distorto nel sorriso tirato di chi sa di averla fatta grossa, colmo di terrore e pentimento, anche lui gli occhi sbarrati. << M…mi scusi! >> disse con un filo di voce puntando gli occhi a qualche centimetro dalle punte dei suoi piedi. << Xel… >> sibilò Zelas. << Durante l'attacco…qualcosa deve essere andato storto…>> constatò il demone con un sorriso impercettibilmente forzato. << QUALCOSA? >> |
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