GLI ELEMENTI DELLA FINE
capitolo 05
E' ARTE
NOTA DI CHEYENNE
Questo capitolo contiene situazioni adulte, ma non è "lemon" nel senso in cui generalmente s'intendono le "lemon". Inoltre il capitolo non verte soltanto intorno a QUELLA scena ma parla anche d'altro, fornendo oltretutto informazioni indispensabili per la comprensione della trama. Detto questo e specificato che sarebbe stato troppo complicato dividere il capitolo in due pezzi e metterli in due sezioni diverse, vi avviso che dal primo rigo fino al 57° rigo (in pratica fino al punto in cui interviene Ryo Saeba)....il capitolo E' LEMON, il resto è invece normale.
Pertanto se il genere lemon (e simili) vi da fastidio e/o sopratutto siete minorenni, fatemi il favore di saltare i primi 57 righi e di far finta che non esistano.

Zelas si diresse con brevi passi leggiadri verso le scale, le caviglie sottili fasciate da eleganti sandali, e ornate da numerose cavigliere. Aveva una camminata molto aggraziata, di classe, un incedere delicato e al contempo deciso. Il fondoschiena alto e sodo ondeggiava da una parte e dall'altra in maniera provocante, ma quanto mai naturale.
Iniziò a salire con tale leggerezza che sembrava aleggiare sopra il legno, senza provocare alcun rumore. La mano volteggiava sul corrimano come una vedova nera in cerca di preda. Con una sgambata evitò un foro della grandezza di mezzo metro, e proseguì per il primo piano.

Xel con gocciolone: quello lo riparo domattina ^^;

Le sue gambe abbronzate, lunghe e flessuose facevano capolino continuamente dai due spacchi laterali della veste, scomparendo nuovamente in un gioco delizioso quanto frustrante per Xel che la contemplava rapito.
Il subordinato la superò per andare ad aprire la porta della camera da letto, quando la Dark Lady gli passò vicino oltrepassandolo mentre entrava nella stanza, gli fece scorrere l'unghia dell'indice sotto il mento sorridendo maliziosa. I suoi occhi azzurri tersi si imbatterono per un lungo istante in quelli di Xellos lasciando una specie di filo invisibile fra i due corpi. Il suo profumo la seguiva esercitando già da solo un controllo pressoché completo sull'altro sesso. Rievocava fragranze esotiche con l'impeto del mare e la leggerezza della brezza che aleggia fra le palme delle isole tropicali.
La debole luce di una candela che si rifletteva in un grande specchio al lato del letto, le illuminò i capelli rendendoli d'oro, l'ombra ondeggiava sulla parete opposta in maniera sexy e provocante.
Il letto era costruito a regola d'arte, possenti assi di ebano lisce e profumate costruivano lo scheletro, che culminava in una grande spalliera liscia, il materasso era soffice quanto bastava, e le lenzuola sapevano di pulito candido.
Zelas si fermò in piedi accanto al letto con un lieve tintinnio di braccialetti; Xellos gettò il mantello su una sedia, spegnendo al contempo la candela con lo spostamento d'aria.
Fece scorrere le mani sulla donna con l'apprensione di un uomo posto di fronte ad un regalo ben confezionato, che non vede l'ora di scoprire cosa celi. Le sue dita sfiorarono distrattamente i seni, per poi scivolare sulle spalle. Con carezze furtive e invisibili baci, le spalline scorsero sempre di più verso l'esterno, fino a che non caddero simultaneamente scoprendo il teso corpo nudo del demone.
Dalla finestra semi aperta filtrava la debole e discreta luce delle stelle.
Xellos la baciò profondamente, sapeva di mare e salsedine. Passandole un braccio dietro la vita con leggerezza la adagiò sulle soffici coperte, al sospiro del vento che frusciava fra gli steli d'erba della collina.
I due si fermarono a guardarsi negli occhi, nelle scarlatte pupille si rifletteva la faccia selvaggia e sensuale della Dark Lady, il filo invisibile non si era reciso, Xellos accennò un bacio ma si ritrasse non appena Zelas gli si avvicinò, dopo averla lasciata per qualche attimo nel limbo si avvicinò nuovamente, ma Zelas fece scorrere un dito sulle labbra del demone, lui lo baciò, ma il dito proseguì sul collo e sul pomo d'Adamo fino a toccare il collo alto del lupetto, che, come neve sciolta dall'acqua, scomparve seguendo la direzione del dito, fino a spogliare il torso di Xellos.
Un sorriso divertito. Poi anche i pantaloni scomparvero lasciandolo completamente nudo.
Il demone iniziò a baciarla, prima veloci e serrati, poi lenti e cadenzati, le spalle, il collo, i seni.
Con una mano le sfiorò il bacino piatto che vibrò a quel tocco inaspettato.
Le carezze si fecero sempre più audaci e soavi, delicate e inesorabili, duellando con le mani di Zelas che indagavano lente e sensuali il corpo del demone.
Le gambe si incontrarono e sfiorarono riscaldandosi fino a scottare, accompagnate dal fremere delle cavigliere. La pressione dei seni sul petto riscaldò il subordinato che aumentò il ritmo.
Quindi Zelas si lasciò andare al piacere dell'abbandono totale stendendo le braccia sul letto, il demone dagli occhi d'ametista, libero e inafferrabile.
I baci che sentiva le parevano a volte caldi a volte freddi, certe volte talmente gelati da scottare.
I cuori iniziarono a battere velocemente, alla tenue luce della notte, i due rilucevano lucidi in una danza erotica senza fine.
La Dark Lady iniziò a gemere, prima piccoli e soffocati gridolini, poi sospiri sempre più ravvicinati, fino a veri e propri lamenti di piacere. In preda al desiderio lo attirò a se con forza, ed iniziò il cadenzato movimento simile all'eterno ballo delle onde sulla spiaggia, l'assalto sempre con rinnovato vigore, e il languido ritorno della risacca.
Come l'avvicinarsi di una tempesta il ritmo aumentò di intensità e forza fino a  portare i due a perdersi in un vortice di sensazioni senza fine, come volando con ampie ali sopra distese eterne d'oceani.

Ryo: …
Scittore:  ^______________^;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;
Ryo: beh puoi migliorare…
Scrittore: Ehm gra…grazie…
Ryo: Bene ora descrivi quella di Lina e Gourry.
Scrittore: L…Lina e Gourry?
Kaori: Ryooooooooooooooooooo
Ryo: Ehm ci vediamo "artista" devo scappare! Argh!


Gourabos stava trascinando un pesante tavolo dal negozio alla casa vera e propria. Non poteva sollevarlo per via dell'altezza del soffitto, così era costretto a farlo passare per l'ampio corridoio che congiungeva l'entrata principale con la sala attrezzata per il commercio, fino al soggiorno della casa. Era un tavolo pregiato, intarsiato finemente al quale Philia teneva molto.
Il grosso lucertolone imbroccò la porta del soggiorno al primo tentativo, fece svolazzare la coda contento di non aver smontato la casa proprio mentre Philia arrivava da dietro. Purtroppo con quel gesto inconsulto toccò appena una mensola sulla quale erano adagiati diversi piattini di cristallo e un grosso cigno magnificamente lavorato.
Una gocciolina scivolò sul capo di Gourabos mentre si girava a controllare in che stato fosse la mensola… ma era già troppo tardi. I piattini di cristallo iniziarono la loro precipitosa corsa verso il bordo opposto della mensola superando il cigno in velocità. Il volto di Philia si contorse in un'espressione tesa mentre si precipitava verso la mensola. I piattini le piovvero addosso come grandine, prima ne afferrò due con le mani, poi con un vellutato tocco col piede di destro fece scivolare un terzo piattino sul pavimento facendolo rimbalzare come un sasso sull'acqua senza che si rompesse. Si voltò verso la mensola e altri cinque piattini caddero. Non sapendo più come prenderli spalancò la bocca e li fermò alla meno peggio riempiendosela. Il nono lo raccolse al volo con la parte piatta della coda.
Gourabos la fissò con un enorme gocciolone.
Il drago d'oro sospirò rilassandosi un attimo, poi il volto trasparente del cigno fece capolino dal legno inclinato della mensola. Anch'esso deciso a fare bungee jumping senza elastico.
Cadde.
Philia mollò tutto quanto per prenderlo al volo, e con un piccolo balzo lo abbracciò stringendolo forte al petto.
Poi gli occhi ridotti a due puntini sentì lo scoscio dei piattini di cristallo infrangersi a terra.

*Una libellula passò fra Gourabos e Philia lasciando la scia*

<< Sono in ritardo…>> Constatò il Sandman con un gocciolone sul capo per i rumori che sentiva provenire dal corridoio. Era seduto su una poltrona di pelle con una tazzina di caffè in mano.
<< Già… e chissà quanti ne arriveranno in fondo >> Replicò la Regina dei Draghi del Cielo alla preoccupazione esternata dal Sandman.
<< Valwin…>> iniziò il generale… ma non finì la frase.
Passarono un paio d'ore senza che si avessero notizie degli altri invitati. Poi bussarono alla porta. Loki si voltò di scatto percependo l'aura del nuovo arrivato. La stanza attrezzata per il consiglio non era altro che il salone della casa di Philia. Vi era stato portato l'ampio bancone da esposizione del suo negozio, grazie alla forza meccanica smisurata di Gourabos, ( certo l'impresa era costata un servizio di inutili piattini di cristallo ma escludendo Philia, a nessuno era dispiaciuto più di tanto della cosa…).
Il drago dorato andò ad aprire, si produsse in un profondo inchino, prima di far entrare Vrabazard, Dio dei Draghi del Fuoco, nonché ultimo superiore di Philia dopo lo sterminio ad opera di Elrogos e Searius durante la lunga vigilia dell'avvento di Dark Star.

* Sembra che gente ci prenda gusto a sterminare i draghi…*
Xellos: Ah non sai quanto sia divertente…^^;
Scrittore: ehm immagino…


La Regina dei Draghi del Cielo si inchinò assieme al Sandman, il Dio era vestito di un'ampia tunica rossa che lo ricopriva interamente ed era ornata iscrizioni dorate. Indossava due possenti spallacci sui quali sembravano ardere fiamme eterne, i capelli erano rossi con riflessi biondi, come i suoi occhi.

Voce: Ma va! Hai pensato, " è il Dio Drago del fuoco…facciamogli qualcosa che abbia a che vedere col fuoco nell'aspetto."
Scrittore: Be', che è sbagliato?
Voce: E' un ragionamento da idioti!


<< Salve Regina dei Draghi del Cielo, Ciao Loki, >> disse Vrabazard entrando con passo elegante nella stanza, ed andandosi a sedere dolcemente sulla sedia preparata per lui da Jiras. Aveva una voce alta quasi efebica. Scostò una ciocca di capelli con una mano e rimase pressoché in silenzio.
Dopo una ventina di minuti bussarono nuovamente alla porta, era Valwin, il Dio, o meglio, la Dea dei draghi del Cielo, motore immobile della trappola dalla quale a stento si erano salvati Lina, Gourry, ma specialmente Xellos e Zelas, il suo piano, nonostante avesse aumentato irrimediabilmente i poteri di Xellos, aveva permesso la scomparsa di uno dei tre Dark Lord rimasti.
Era stato un successo per le forze del bene, e questo Xel e Zelas lo sapevano fin troppo bene.
Philia guardò davanti a se ma non vide nessuno. Poi qualcosa le tirò la veste. Abbassando lo sguardo vide una vecchietta dalla pelle di un azzurro delicato e i capelli come tanti fili d'argento… il volto era segnato da innumerevoli rughe ed era dipinto da un sorriso accomodante che ispirava simpatia.
Philia si inchinò ma la vecchietta non ne volle sapere.
<< Lascia perdere Philia! Se avessi vissuto i miei stessi anni ne avresti abbastanza anche tu dei formalismi!>> Esordì facendo sorridere il Sandman e Vrabazard.
<< Piena di spirito come sempre dolce Valwin.>> La salutò Vrabazard.
<< E tu sei sempre più effeminato e delicato… perché non ti fai un look più virile??>>
Il Sandman scivolò sulla sedia, mentre la vecchietta si accomodava al suo fianco sorridendogli divertita.
Jiras iniziò a girare con biscottini preparati in casa, mentre Gourabos versava vino dolce per accompagnamento.
Passarono altri lunghi minuti senza che nessuno dicesse nulla. Gli unici rumori furono quelli prodotti dalla vecchietta…ehm Dea dei Draghi del Cielo che assaltò i biscottini di Jiras.
Dopo un'altra mezz'ora arrivò anche lord Milgatia rappresentante dell'ormai defunto Dio dei Draghi dell'Acqua.

Scrittore: Ehi Milgatia!
Milgatia: Ehm…si?
Scrittore: Tu che ci sei stato per parecchio tempo insieme…non è che sai che fine abbia fatto Br-


Quando, svolti i convenevoli, ormai tutti si stavano chiedendo che fine avesse fatto Rangort; bussarono alla porta con una delicatezza tale da staccare l'intonaco dalle pareti della casa di Philia.

Voce: ci vediamo bello!
Scrittore: ehm c…che?


Philia andò ad aprire la porta, sull'uscio c'era una ragazza dal volto ampio e sorridente, capelli castani che ricadevano ricci e ribelli sul volto e le spalle, occhi marroni chiari. La figura se ne stava sulla porta pronta per scaricare un'altra raffica di pugni sul legno che iniziava a dare segni di cedimento. Era alta pressappoco come Lina ed indossava un vestito cinese, rosso, con contorni verdi che era legato lungo la spalla sinistra da una serie di fiocchi e si produceva in due spacchi allucinanti dalle cosce alle caviglie.
<< Ciao Philia! >> Disse la ragazza con una voce simpatica e gioiosa alzando la mano in cenno di saluto.
<< Ehm ci conosciamo? >> Chiese incerta la proprietaria della casa.
Una vena pulsante comparve e sparì subito dalla tempia della nuova arrivata.
<< Sono qui per la riunione! Sono Malenuae Regina dei Draghi della Terra. >> Disse dimenando le orecchie allungate da drago come in segno di far strada.