GLI ELEMENTI DELLA FINE
capitolo 10
XEL E I SANDMAN
<< Niente da fare… questo palazzo non riesce a piacermi… così greve e grossolano, sotto terra… sembra più un labirinto che la residenza di un Dio Drago…>> Commentò Xellos guardandosi intorno. Il Dragon Slayer e il Sandman camminavano appaiati per un lungo corridoio avvolto nell’oscurità. Xellos riusciva ovviamente a vedere costruzione e ogni scultura in quell’ambiente così tetro.
<< Chissà che questo bel posto non diventi la tua tomba Dragon Slayer…>> Ribatté stizzito il Sandman.
<< Be’ è possibile…prima o poi tocca a tutti non credi? >> Rispose sorridendo pacato il demone.
Doveva abbassare di molto lo sguardo data la statura del de-
Xellos era messo in soggezione dall’altezza e dal portamento regale del Sandman, dagli occhi grigi calmi e sereni come montagne.

Scrittore: UN MOMENTO! CHE CI FAI TU QUA PUSSA VIA!
Sandman: E tu smettila di infamare il mio nome!
Scrittore: Non sarà che te la prendi perché sei veramente basso? Ora che sei qui posso misurare l’altezza…vieni avvicinati…
Sandman: Vado…Xel è di la da solo…

Camminavano a passo spedito per le caverne conosciute come il Palazzo del Dio dei Draghi della Terra.
<< Parlando di cose serie…non avverti nessuna presenza? >> Domandò il drago.
<< Tu che chiedi una cosa a me? Ma come…pensavo che i tuoi poteri fossero in grado di fartela cavare da solo no?>>
<< Idiota era solo per sapere se anche per te c’era calma piatta… certo che mi fido dei miei poteri sacco di immondizia…>>
In fondo Xellos gli aveva praticamente sterminato il clan… non si potevano nemmeno definire nemici solo perché erano in fazioni diverse. Il Sandman odiava con tutto il cuore Xellos.
<< Come sei permaloso… mi tratti come se io fossi un nemico di sempre…>> Xellos arrestò il passo guardando indietro per vedere che fine aveva fatto il Sandman. Il drago imbracciava lo zambatoh bruciante d’ira. << Ehm…forse non ho fatto il paragone adatto…>> Commentò il demone prima di proseguire.

Era più di un’ora che vagavano per i cunicoli del palazzo del Dio dei Draghi della Terra, una costruzione interamente scavata nella roccia in profondità, nelle radici di una imponente montagna con la vetta che si perdeva fra le nuvole. Tutto era grandioso, colonne di dimensioni titaniche, scarne di decorazioni, di massa imponente. Ogni ambiente era in grado di togliere il respiro per la maestosità e la grandezza che trasmetteva.
<< Di’ un po’ non è che ti sei perso? >> Chiese il demone aprendo un occhio con sfiducia.
Il Sandman era appoggiato tremante con una mano alla fredda roccia di una colonna di una ventina di metri d’altezza. Poi si scosse e superò Xellos con lunghe falcate.
<< No! Non mi sono perso, è di qua.>>
<< Possibile che ogni volta che sono in un labirinto con me c’è un drago orgoglioso e testardo?>>
<< Zitto e seguimi.>>
Dopo un’altra ora abbondante di vagabondaggio per le aule vuote del palazzo, giunsero finalmente in un enorme ambiente del quale a stento si distingueva il soffitto, distante forse due o trecento metri. Al centro della sala torreggiava una statua di dimensioni colossali raffigurante un drago dormiente su un monte, la creatura era talmente grossa da costituire più dei due terzi dell’enorme monte sul quale riposava.
<< Quello è Rangort? Ehm… ERA Rangort?>> domandò il demone.
<< Già lo sapete eh? Suppongo sia stato facile per voi avvertire uno scompenso di energia talmente grosso dalle nostre parti…>>
<< Già…come è stato facile per voi avvertire la scomparsa dei Dark Lord dalle nostre parti…>>
<< Già… anzi, direi meglio di due Dark Lord, anche se uno in realtà è ancora vivo. >> Loki rifletté per qualche secondo poi continuò, << mi domandavo come mai non sentissi in te tutto il potere che hai guadagnato… mi sembri in tutto simile a quello di qualche anno fa…>>
<< Mai fidarsi delle apparenze… e mai fidarsi di un demone.>>
<< Hai bluffato già troppe volte per poter ingannarmi così facilmente…tu SEI come prima… hai forse creato un subordinato?>>
<< Sore wa himitsu desu!>>
Il Sandman stette in silenzio per qualche secondo.
<< Dobbiamo andare oltre quella statua…per arrivare alle stanze di Rangort. Di questo passo ci impiegheremo un paio di ore.>> Spiegò il drago contenendo la voglia di cambiare i connotati del demone che aveva vicino. Erano in una sala talmente sconfinata che per aggirare quella statua ed arrivare sul “luogo del delitto” avrebbero impiegato addirittura due ore.
Ad ogni modo, la statua di enormi dimensioni esplose in mille pezzi lasciando libera la via. Quando il polverone si fu sedato, al posto della scultura c’era una bella voragine.
<< Cosa hai fatto! >> Urlò incredulo il Sandman con le pupille dilatate a Xellos che se ne stava placido col dito alzato i direzione dell’ex-statua.
Il demone si girò e con aria innocua disse: << Be’…così accorciamo la strada… tanto qui non credo ci verrà più qualcuno ad abitare…>>
<< Era una statua di inestimabile valore! >> Lo zambatoh comparve nelle mani del Sandman che mollò un paio di fendenti di una velocità spaventosa. Per lo spostamento d’aria altre due statue ai margini della sala andarono in pezzi.
<< Ehm… guarda che pasticcio…non mi sembra il caso di->> Lo zambatoh passò talmente vicino a Xel da non lasciarli finire la frase.
<< Lo sapevo che non avrebbe funzionato con un demone!>> Sibilò il drago continuando ad attaccare.

<< Toh è iniziato a piovere…>> Si disse Lina finendo la torta.
Il pasto luculliano gentilmente offerto dalla casata dei reali di Saillune volgeva stancamente al tramonto.
<< Di un po’ Lina chi sono quei due?>> Chiese infine Zelgadis vedendo Zanon giocare amabilmente con Chey e Kain i suoi due figli.
<< Ehm quel ragazzo si è offerto di pagarci i pasti per poter essere nostro apprendista… è un po’ svitato ma non è male… la ragazza sembra essere una sua amica di vecchia data che abbiamo raccolto per strada… doveva venire a Saillune e visto che noi appena arrivati siamo venuti subito da voi ci ha seguito… credo che prima o poi se ne andrà…>>

Malenuae: Col cavolo!

Era un vero e proprio acquazzone senza precedenti.
<< Che strano era così una bella giornata…>> Si disse Ameria pensosa…camminando verso la finestra della sala da pranzo, << avrei potuto andare a fare la paladina della legge….>> Proclamò serrando il pugno salendo con un piede sul davanzale con sguardo risoluto.
<< Peccato che piova…con la pioggia i banditi se ne stanno al coperto…>> Concluse facendo spallucce.
Zelgadiss Lina e Gourry la guardarono sconsolati…ma appena lei li fissò tornarono normali…
<< Un momento! >> Urlò la ragazza. << Il cielo!>>

Il Sandman continuava ad attaccare Xellos che si limitava a schivare i colpi. Ormai il grande salone pieno di statue era in pezzi, e il combattimento, spostandosi da una parte all’altra del palazzo ne aveva praticamente raso al suolo una buona parte… ovviamente era Xellos che decideva “dove” scappare distruggendo quanto di più pregiato ci fosse in quel dedalo di caverne…
Improvvisamente il terreno attorno a loro tremò. Inizialmente non se ne accorsero perché volteggiavano a mezz’aria scambiandosi fragorosi colpi…ma fu questione di attimi che entrambi cessassero le ostilità.
<< E così si è svegliato… mi domandavo quando sarebbe venuto a farci visita…>>
<< Chi?>>
<< Ah…non lo so….credo sia quello che ha ucciso Rangort…oppure uno dei suoi scagnozzi…>>
Un fascio di energia venne scatenato contro di loro dal basso, si teletrasportarono. L’energia penetrò nella roccia come fosse burro e arrivò presto in superficie perdendosi nel nulla.
Un raggio solare fece capolino dal foro illuminando l’attuale arena.
<< Maledizione! >> Gridò il Sandman fissando il buco perfetto creato nella roccia col volto imperlato di sudore.
<< Eccolo.>> Commentò Xellos sereno.
<< E lo dici con questa tranquillità?>> Il Sandman era pietrificato da quella spaventosa energia, anche se per pochi istanti, era stato in grado di intuire le capacità di chi avevano contro. Nulla che conoscesse, nonostante la sua età ed esperienza. Si guardò intorno cercando la fonte di quella energia, ma non vide nulla, solo il silenzio e la roccia, roccia ovunque.
Un altro attacco lo mancò di qualche centimetro. Riuscito a salvarsi, guardò Xellos che ne evitava uno a sua volta rimanendo assolutamente quieto.
<< Difficile uscirne vivi.>> Disse il demone al drago in quei pochi istanti di tregua.
Loki continuò a far guizzare impazziti gli occhi intorno a se ma non percepiva ne vedeva nulla, se non quando l’attacco veniva effettuato. Era nervoso, troppo.
Guardò Xellos, se ne stava tranquillo con in mano il suo bastone, gli occhi chiusi e il volto serio. Non un particolare che potesse far credere che fosse agitato.
Il drago tirò un sospiro di sollievo e si rilassò.
<< Che senso ha preoccuparsi?>> Si disse mentre faceva scorrere la mano destra sul suo zambatoh quasi carezzandolo. Poi la roccia si animò e come un pugno del diametro di qualche metro, lo attaccò con una forza spaventosa da un fianco.
Frappose la sua arma sicuro di distruggere la roccia, ma non riuscì a scalfirla. Venne scaraventato sulla parete opposta infossandola in una depressione sferica di qualche metro lasciandovi la propria impronta. Il drago cercò di tirarsene via ma venne afferrato da colonne di terra animate che sbucavano dalla parete.
Non perse la calma.
Si teletrasportò.
Sputò sangue e fece un cenno del capo a Xellos.
<< Io mi sono fatto una idea e tu?>> Disse ironico.
<< Già…direi che l’indagine può considerarsi chi- >> senza dare a Xellos il tempo di finire la frase, il soffitto precipitò dall’alto schiacciando i due come una pressa.

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