<< Niente da fare…
questo palazzo non riesce a piacermi… così greve e grossolano, sotto
terra… sembra più un labirinto che la residenza di un Dio
Drago…>> Commentò Xellos guardandosi intorno. Il Dragon Slayer
e il Sandman camminavano appaiati per un lungo corridoio avvolto
nell’oscurità. Xellos riusciva ovviamente a vedere costruzione e ogni
scultura in quell’ambiente così tetro.
<< Chissà che questo bel posto non diventi la tua tomba Dragon
Slayer…>> Ribatté stizzito il Sandman.
<< Be’ è possibile…prima o poi tocca a tutti non credi?
>> Rispose sorridendo pacato il demone.
Doveva abbassare di molto lo sguardo data la statura del de-
Xellos era messo in soggezione dall’altezza e dal portamento regale
del Sandman, dagli occhi grigi calmi e sereni come montagne.
Scrittore: UN MOMENTO! CHE CI FAI TU QUA PUSSA VIA!
Sandman: E tu smettila di infamare il mio nome!
Scrittore: Non sarà che te la prendi perché sei veramente basso? Ora
che sei qui posso misurare l’altezza…vieni avvicinati…
Sandman: Vado…Xel è di la da solo…
Camminavano a passo spedito per le caverne conosciute come il Palazzo
del Dio dei Draghi della Terra.
<< Parlando di cose serie…non avverti nessuna presenza? >>
Domandò il drago.
<< Tu che chiedi una cosa a me? Ma come…pensavo che i tuoi
poteri fossero in grado di fartela cavare da solo no?>>
<< Idiota era solo per sapere se anche per te c’era calma
piatta… certo che mi fido dei miei poteri sacco di
immondizia…>>
In fondo Xellos gli aveva praticamente sterminato il clan… non si
potevano nemmeno definire nemici solo perché erano in fazioni diverse.
Il Sandman odiava con tutto il cuore Xellos.
<< Come sei permaloso… mi tratti come se io fossi un nemico di
sempre…>> Xellos arrestò il passo guardando indietro per vedere
che fine aveva fatto il Sandman. Il drago imbracciava lo zambatoh
bruciante d’ira. << Ehm…forse non ho fatto il paragone
adatto…>> Commentò il demone prima di proseguire.
Era più di un’ora che vagavano per i cunicoli del palazzo del Dio
dei Draghi della Terra, una costruzione interamente scavata nella roccia
in profondità, nelle radici di una imponente montagna con la vetta che
si perdeva fra le nuvole. Tutto era grandioso, colonne di dimensioni
titaniche, scarne di decorazioni, di massa imponente. Ogni ambiente era
in grado di togliere il respiro per la maestosità e la grandezza che
trasmetteva.
<< Di’ un po’ non è che ti sei perso? >> Chiese il
demone aprendo un occhio con sfiducia.
Il Sandman era appoggiato tremante con una mano alla fredda roccia di
una colonna di una ventina di metri d’altezza. Poi si scosse e superò
Xellos con lunghe falcate.
<< No! Non mi sono perso, è di qua.>>
<< Possibile che ogni volta che sono in un labirinto con me c’è
un drago orgoglioso e testardo?>>
<< Zitto e seguimi.>>
Dopo un’altra ora abbondante di vagabondaggio per le aule vuote del
palazzo, giunsero finalmente in un enorme ambiente del quale a stento si
distingueva il soffitto, distante forse due o trecento metri. Al centro
della sala torreggiava una statua di dimensioni colossali raffigurante
un drago dormiente su un monte, la creatura era talmente grossa da
costituire più dei due terzi dell’enorme monte sul quale riposava.
<< Quello è Rangort? Ehm… ERA Rangort?>> domandò
il demone.
<< Già lo sapete eh? Suppongo sia stato facile per voi avvertire
uno scompenso di energia talmente grosso dalle nostre parti…>>
<< Già…come è stato facile per voi avvertire la scomparsa dei
Dark Lord dalle nostre parti…>>
<< Già… anzi, direi meglio di due Dark Lord, anche se uno in
realtà è ancora vivo. >> Loki rifletté per qualche secondo poi
continuò, << mi domandavo come mai non sentissi in te tutto il
potere che hai guadagnato… mi sembri in tutto simile a quello di
qualche anno fa…>>
<< Mai fidarsi delle apparenze… e mai fidarsi di un
demone.>>
<< Hai bluffato già troppe volte per poter ingannarmi così
facilmente…tu SEI come prima… hai forse creato un
subordinato?>>
<< Sore wa himitsu desu!>>
Il Sandman stette in silenzio per qualche secondo.
<< Dobbiamo andare oltre quella statua…per arrivare alle stanze
di Rangort. Di questo passo ci impiegheremo un paio di ore.>>
Spiegò il drago contenendo la voglia di cambiare i connotati del demone
che aveva vicino. Erano in una sala talmente sconfinata che per aggirare
quella statua ed arrivare sul “luogo del delitto” avrebbero
impiegato addirittura due ore.
Ad ogni modo, la statua di enormi dimensioni esplose in mille pezzi
lasciando libera la via. Quando il polverone si fu sedato, al posto
della scultura c’era una bella voragine.
<< Cosa hai fatto! >> Urlò incredulo il Sandman con le
pupille dilatate a Xellos che se ne stava placido col dito alzato i
direzione dell’ex-statua.
Il demone si girò e con aria innocua disse: << Be’…così
accorciamo la strada… tanto qui non credo ci verrà più qualcuno ad
abitare…>>
<< Era una statua di inestimabile valore! >> Lo zambatoh
comparve nelle mani del Sandman che mollò un paio di fendenti di una
velocità spaventosa. Per lo spostamento d’aria altre due statue ai
margini della sala andarono in pezzi.
<< Ehm… guarda che pasticcio…non mi sembra il caso di->>
Lo zambatoh passò talmente vicino a Xel da non lasciarli finire la
frase.
<< Lo sapevo che non avrebbe funzionato con un demone!>>
Sibilò il drago continuando ad attaccare.
<< Toh è iniziato a piovere…>> Si disse Lina finendo
la torta.
Il pasto luculliano gentilmente offerto dalla casata dei reali di
Saillune volgeva stancamente al tramonto.
<< Di un po’ Lina chi sono quei due?>> Chiese infine
Zelgadis vedendo Zanon giocare amabilmente con Chey e Kain i suoi due
figli.
<< Ehm quel ragazzo si è offerto di pagarci i pasti per poter
essere nostro apprendista… è un po’ svitato ma non è male… la
ragazza sembra essere una sua amica di vecchia data che abbiamo raccolto
per strada… doveva venire a Saillune e visto che noi appena arrivati
siamo venuti subito da voi ci ha seguito… credo che prima o poi se ne
andrà…>>
Malenuae: Col cavolo!
Era un vero e proprio acquazzone senza precedenti.
<< Che strano era così una bella giornata…>> Si disse
Ameria pensosa…camminando verso la finestra della sala da pranzo,
<< avrei potuto andare a fare la paladina della legge….>>
Proclamò serrando il pugno salendo con un piede sul davanzale con
sguardo risoluto.
<< Peccato che piova…con la pioggia i banditi se ne stanno al
coperto…>> Concluse facendo spallucce.
Zelgadiss Lina e Gourry la guardarono sconsolati…ma appena lei li
fissò tornarono normali…
<< Un momento! >> Urlò la ragazza. << Il
cielo!>>
Il Sandman continuava ad attaccare Xellos che si limitava a schivare
i colpi. Ormai il grande salone pieno di statue era in pezzi, e il
combattimento, spostandosi da una parte all’altra del palazzo ne aveva
praticamente raso al suolo una buona parte… ovviamente era Xellos che
decideva “dove” scappare distruggendo quanto di più pregiato ci
fosse in quel dedalo di caverne…
Improvvisamente il terreno attorno a loro tremò. Inizialmente non se ne
accorsero perché volteggiavano a mezz’aria scambiandosi fragorosi
colpi…ma fu questione di attimi che entrambi cessassero le ostilità.
<< E così si è svegliato… mi domandavo quando sarebbe venuto a
farci visita…>>
<< Chi?>>
<< Ah…non lo so….credo sia quello che ha ucciso Rangort…oppure
uno dei suoi scagnozzi…>>
Un fascio di energia venne scatenato contro di loro dal basso, si
teletrasportarono. L’energia penetrò nella roccia come fosse burro e
arrivò presto in superficie perdendosi nel nulla.
Un raggio solare fece capolino dal foro illuminando l’attuale arena.
<< Maledizione! >> Gridò il Sandman fissando il buco
perfetto creato nella roccia col volto imperlato di sudore.
<< Eccolo.>> Commentò Xellos sereno.
<< E lo dici con questa tranquillità?>> Il Sandman era
pietrificato da quella spaventosa energia, anche se per pochi istanti,
era stato in grado di intuire le capacità di chi avevano contro. Nulla
che conoscesse, nonostante la sua età ed esperienza. Si guardò intorno
cercando la fonte di quella energia, ma non vide nulla, solo il silenzio
e la roccia, roccia ovunque.
Un altro attacco lo mancò di qualche centimetro. Riuscito a salvarsi,
guardò Xellos che ne evitava uno a sua volta rimanendo assolutamente
quieto.
<< Difficile uscirne vivi.>> Disse il demone al drago in
quei pochi istanti di tregua.
Loki continuò a far guizzare impazziti gli occhi intorno a se ma non
percepiva ne vedeva nulla, se non quando l’attacco veniva effettuato.
Era nervoso, troppo.
Guardò Xellos, se ne stava tranquillo con in mano il suo bastone, gli
occhi chiusi e il volto serio. Non un particolare che potesse far
credere che fosse agitato.
Il drago tirò un sospiro di sollievo e si rilassò.
<< Che senso ha preoccuparsi?>> Si disse mentre faceva
scorrere la mano destra sul suo zambatoh quasi carezzandolo. Poi la
roccia si animò e come un pugno del diametro di qualche metro, lo
attaccò con una forza spaventosa da un fianco.
Frappose la sua arma sicuro di distruggere la roccia, ma non riuscì a
scalfirla. Venne scaraventato sulla parete opposta infossandola in una
depressione sferica di qualche metro lasciandovi la propria impronta. Il
drago cercò di tirarsene via ma venne afferrato da colonne di terra
animate che sbucavano dalla parete.
Non perse la calma.
Si teletrasportò.
Sputò sangue e fece un cenno del capo a Xellos.
<< Io mi sono fatto una idea e tu?>> Disse ironico.
<< Già…direi che l’indagine può considerarsi chi- >>
senza dare a Xellos il tempo di finire la frase, il soffitto precipitò
dall’alto schiacciando i due come una pressa.