| GLI ELEMENTI DELLA FINE | |||
| capitolo
16b L'IRA DI LOKI |
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Xel imboccò la porta dello
chalet che aveva costruito senza minimamente curarsi di aprire la
maniglia e mollò una colossale craniata sulla solida porta di legno
venendo scaraventato a terra. << Credo che tu non abbia ancora messo l'incantesimo di riconsocimento sulle porte della casa vero?>> Esaminò la Dark Lady. << Ehm pare di no..>> Disse Xellos massaggiandosi la testa sulla parte lesa. Zanon si affrettò ad aprire la porta facendo entrare Zelas che rideva sommessamente. << Ora non dobbiamo fare altro che attendere la decisione dei Draghi. >> Spiegò Xellos a Zanon. << Beh non vedo che altra decisione potrebbero prendere se non quella di combattere...>> Ragionò il demone subordinato uscito male... Zanon: Grazie Scrittore... ...ma Xellos non rispose e nemmeno rispose Zelas...evidentemente avevano previsto qualcos'altro... Le due rimanenti parti di Cheiphed erano via con Milgatia. Erano intente a decidere il da farsi. Loki giocava distrattamente con Valgarv che non gli si staccava di dosso nemmeno un secondo. Malenuae e la Regina dei Draghi del Cielo si guardavano in cagnesco e poi guardavano Loki. Dopo qualche instante tornavano a fissarsi inferocite, e poi riguardavano il Sandman. Philia in tutto ciò gironzolava nervosa per casa facendo avanti e indietro davanti al grosso tavolo d'esposizione. Quando finalmente la porta della sala delle riunioni segrete... * ehm ovvero la camera da letto ^^;* ...dove si erano ritirati i pezzi grossi a deliberare si aprì, da essa ne uscirono i tre. Tutti cessarono di fare quello che stavano facendo e seguirono con uno sguardo pieno d'apprensione le due divinità con il rappresentante dei Draghi dell'Acqua che si andavano a sedere al tavolo. Vrabazard spostò la sedia per Valwin e Milgatia che si sedette non senza una punta di imbarazzo per i continui gesti non proprio comuni del Dio. Il volto del drago che Lina e compagnia bella avevano incontrato sui monti Kataart svariato tempo addietro, era teso, tremendamente teso e nervoso. Philia si meravigliò, non aveva mai visto Lord Milgatia in quelle condizioni. Gli occhi del drago erano come spossati da una lunga e snervante discussione e da essi traspariva l'amaro sapore della sconfitta e della disperazione. Furono necessarie comunque le parole di Vrabzard per fugare ogni dubbio sulla decisione presa. << Noi Draghi ci rimettiamo alla volontà di L.o.N.>> Disse in tono perentorio il Dio Drago del Fuoco. << C...come?>> Chiese Malenuae credendo di non aver capito bene. << Noi Draghi, creature generate da L.o.N. per vegliare su questo mondo, ci rimettiamo alla volontà del creatore, se L.o.N. ha deciso che questo mondo deve terminare così come lo conosciamo e forse per sempre, noi non ci opporremo, L.o.N. sola con la sua onniscienza può sapere cosa vada fatto e cosa non vada fatto in questo mondo, e se decide di finirlo, noi Draghi, assolto il nostro compito possiamo solo ritirarci, felici di aver svolto la nostra missione di pastori.>> Ma non finì le parole che Loki, furibondo con un altro pugno sul tavolo lo interruppe,("interrompendo" anche il tavolo in due metà precise stavolta lungo il lato maggiore). Milgatia non provò nemmeno a ripararlo. Philia non degnò il rottame di un occhiata, i suoi battiti del cuore erano rallentati, sentiva poco di quello che le accadeva intorno, i sensi ovattati, le pupille dilatate. Non poteva credere alle sue orecchie allungate da drago. Cosa era successo ai difensori del mondo? Che la loro follia fosse alla fine giunta a piena maturazione? E se i draghi decidevano di agire così non aveva forse ragione L.o.N. a volerli terminare insieme al mondo che proteggevano? Come potevano i draghi governare un mondo al quale erano legati solo da un compito assegnato loro più di cinquemila anni fa? Era veramente questa la volontà di Cheiphed? Era sicura che i draghi nati e cresciuti su questo mondo non la pensavano così...loro erano estranei ed alieni a questi ragionamenti... ragionamenti da creature antiche ...da demoni. Come poteva lei, ex vestale dei Draghi del fuoco, solo lontanamente pensare di gettare la spugna senza nemmeno combattere? Senza contare che non era una semplice rinuncia quella, ma era la presa di coscienza di un atto per loro giustificato. << E così alla fine il vostro cuore marcio e vecchio è venuto fuori!>> << Loki! >> Esclamò la Regina dei Draghi del Cielo. << Moderate i vostri toni Generale>> Lo rimproverò Valwin, ma il Sandman era inferocito, più di quanto Philia lo avesse mai visto. Le sedie e i pezzi del tavolo iniziarono a tremare come se la rabbia del drago fosse così incontenibile da scaricarsi sull'ambiente che lo circondava. << Voi! Pezzi di un essere che sarebbe dovuto morire e sparire definitivamente tanti anni fa assieme al proprio antagonista! In una battaglia che fin da troppo tempo non appartiene più a questo mondo! Senza la vostra guida, la conoscenza di Aqua, non valete nemmeno l'unghia di un umano! Avete perso il senno in millenni di vegetazione!>> Le parole del Sandman suonavano come una frusta in quel luogo così composto con gente composta seduta compostamente. La sua voce resa sdegnosa dall'ira, fu come una sveglia per Philia che uscì dal turbine di domande e spostò la sua attenzione sul drago. Il Sandman bruciava d'ira. Era ormai evidente la spaccatura fra le parti di Cheiphed, esseri antichi che ragionavano come divinità di un mondo passato, e Loki, rappresentante della progenie di draghi, nati e cresciuti su questa terra. Questi ultimi ormai avevano poco in comune con le battaglie e le missioni di L.o.N. e si basavano più sull'amore incondizionato per la terra che difendevano che non su vecchi ordini. << E tu Milgatia! Sei nato qui, come puoi dar loro ragione?>> << E' stata eseguita una votazione fra di noi cui Milgatia ha preso parte votando contrariamente alla nostra decisione se vuoi saperlo Loki.>> Disse calmo Vrabazard. << E non chiamarmi Loki! >> Si sorprese il Drago a rispondere a Vrabazard come soleva fare con Xellos. << Io sono il Sandman! Lo sterminatore di demoni e continuerò a sterminare chiunque minacci la nostra terra.>> E detto questo fece per andarsene a grandi passi. << Dove vai Loki? Rinneghi forse i tuoi superiori e le tue origini?>> Tuonò la vecchietta Dea dei Draghi del Cielo diventando improvvisamente imponente e forte nell'aspetto. << Le mie origini...Non sono le vostre.>> Disse freddo, e mentre diceva queste parole i suoi occhi lampeggiarono del colore del sangue mentre l'armatura Zenafa fumò con un sinistro sibilo. Voltò le spalle al consiglio uscendo dalla stanza, i capelli celesti svolazzavano a destra e a sinistra infuriati anch'essi. Malenuae e Philia dopo qualche secondo di silenzio assoluto in cui risuonò solo il sibilo del teletrasporto del drago, si alzarono e imboccarono la porta. Milgatia prese la testa fra le mani. |
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