| GLI ELEMENTI DELLA FINE | |||
| capitolo
18 LA SCELTA DEL SANDMAN |
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Non voleva credere a quello
che era successo. Alla decisione che era stata presa, prima da L.o.N. in persona, e poi dagli Dei Draghi. Serrò i pugni, fino a sanguinare. Le pupille ridotte un puntino. I suoi guanti si macchiarono di rosso. L'armatura Zenafa era diventata incandescente. Aveva ragione Gourry, questo mondo era stato sbagliato sin dall'inizio. Che senso aveva costruire una terra in cui due forze in gioco dovevano combattersi senza però mai prevalere l'una sull'altra? La terra tremava e si lamentava sommessamente della sua ira, a centinaia di metri sotto di lui. Non aveva senso, era paradossale, e l'umano con la sua ingenuità c'era arrivato prima degli altri, non era facile contraddire Dio. Il Sandman scosse la testa, ormai cominciava a pensare che quando si parlava di divinità lo si faceva solo in termini di potere poiché il loro carattere prescindeva dalla perfezione magica e fisica. Che L.o.N. abbia compreso di aver sbagliato e voglia porre fine a questo mondo? Si calmò. L'armatura Zenafa smise di scottare. La lancia piantata davanti a se. Aveva scelto un posto tranquillo per fissare la sua terra, era come stare nel suo palazzo...che era caduto fra i primi quando questa brutta storia era cominciata. Se ne stava in piedi sul bordo di una nuvola a guardare la terra che L.o.N. nella sua infinita saggezza o stoltezza voleva distruggere. Per lui non era difficile stare in piedi su una nuvola, era un Drago del Cielo. I monti Kataart, freddi e severi, dove aveva assaggiato per la prima volta la sconfitta, il mare dei demoni, dove tempo addietro risiedeva il suo più acerrimo rivale... la Saillune distrutta ora un lago immobile e statico del freddo della morte, il Flagoon che vicino Sailargue si ergeva ancora possente e maestoso, le distese di deserti e gli oceani, che scintillavano da lontano come se fossero imperlati di brillanti. << Se continua così... dovrò morire.>> Si disse, mentre si teletrasportava via. << Dovevamo ucciderlo molto tempo addietro quando lo venimmo a sapere.>> Commentò Vrabazard. << Non credo sarebbe stata la scelta giusta, Loki ci ha servito lealmente per secoli ed è il nostro miglior combattente, capace di mettere in scacco persino il Dragon Slayer.>> << Ho sempre pensato che fosse un pericolo avere uno come lui fra le nostre fila.>> << Sai Vrabazard... inizio a pensare che noi non siamo più adatti a questo mondo... se questa terra sopravvivesse anche grazie anche a Loki... direi che il nostro compito su questo mondo si estinguerebbe... non credi?>> Vrabazard rimase silenzioso, era delicato ed elegante nella sua posizione, aveva la testa appoggiata sopra una mano, il tavolo era stato ripristinato, fissava con occhi persi le cianfrusaglie di Philia che appezzavano la casa un po' ovunque. Giras e Gourabos erano tornati a commerciare nel negozio, era inutile stare li. Milgatia era tornato nella sua sede sui monti Kataart ora che il suo compito era terminato. Milgatia si teletrasportò nel suo ufficio. Una figura in un angolo della stanza avvolta nell'ombra ma grande e possente lo guardò in maniera interrogativa. << E' la fine.>> Disse il Drago dell'Acqua. << Capisco...>> rispose la figura. La porta risuonò di poderosi colpi. << Aprite! Sono il Sandman! >> Ancora possenti colpi. La porta riconosciuta l'aura di drago si decise a rimanere solida e chiusa davanti alle incessanti pressioni. << Andiamo Dragon Slayer! Sono qui per ...>> La sua ultima frase venne interrotta, la porta si aprì senza il minimo cigolio e venne accolto da Xellos vestito del suo caratteristico grembiule rosa con un fazzoletto in testa che gli raccoglieva i capelli. Aveva in mano una padella sfrigolante. << Andiamo entra che mi si rovina la carne!>> Loki entrò frettolosamente richiudendo la porta alle spalle, poi dopo averci pensato su un po' mollò un pugno sul capo di Xel che per poco non fece cadere la carne. << Imbecille cosa fai qui a cucinare tu che non ne hai nemmeno bisogno per vivere? E col casino che succede!>> << La cucina è uno dei piaceri della vita...>> intervenne una voce melodiosa e suadente, << immagino tu sappia quali sono gli altri vero?>> Concluse. < << Vedo che almeno un drago si ricorda ancora le buone maniere e non mi chiama signora. Entra Loki, qui nella sala da pranzo.>> Il Sandman entrò nel sala, la tavola era imbandita per il pranzo. Per tre. Xellos scomparve in cucina. Zelas vedendo che il Sandman indugiava non sapendo dove sedersi disse: << Siediti pure accanto a me, Zanon doveva mangiare con noi oggi ma ha detto che deve mantenere la promessa data e deve continuare a pagare i pasti a Lina e Gourry perciò siamo solo in due...>> << Strano demone...>> Commentò Loki rimanendo colpito dalla bellezza magnetica della Dark Lady. I capelli biondi ondulati, la pelle vellutata, il vestito appena decente che lasciava scoperte le gambe flessuose con uno spacco fin su ai fianchi, e con una scollatura che lo fece deglutire. Infine i suoi occhi, celesti e freddi come laghi di montagna. << Non vedo il tuo "affare lungo"...>> Constatò Zelas. << Che cos?>> Il Sandman si guardò addosso temendo il peggio, poi afferrò il concetto avvampando di rosso sulle guance. Tossicchiò imbarazzato per essere caduto nel gioco di parole, << lo zambatoh qui non mi servirà,>> disse facendolo apparire e posandolo su di un divano accanto al tavolo posto al centro della stanza. Zelas sorrise maliziosa, divertita che anche il Sandman avesse ceduto ai suoi inganni di seduzione femminile. Entrò Xellos e il drago sussultò cercando di tornare calmo e compassato. Servì un antipasto di uova di lompo su pane abbrustolito e imburrato. Mostrò al Sandman una bottiglia di bianco secco per pasteggiare con l'antipasto. Il drago annuì, il demone si versò il primo calice, e dopo aver annusato il tappo assaggiò il vino. Infine lo versò al Sandman che acconsentì a sua volta. Sandman: Ma che diavolo ci sto facendo qui! Scrittore: Dai che stai andando fortissimo! Xellos: Ti piace il vino? Sandman: ehm..s..si grazie #^^#;;;;;;;;; Scrittore: *Gocciolone* << Perché non te la togli?>> Chiese Xellos riferendosi all'armatura. << Oh…questa è meglio che mi rimane addosso… non si sa mai…>> rispose il Drago sorridendogli in maniera poco rassicurante. Xellos ricambiò il sorriso con qualche gocciolina sul capo… Iniziarono a mangiare compostamente, l'armatura Zenafa non impacciava minimamente il Sandman nei movimenti ed il drago era elegante anche nel mangiare. << Dunque... di cosa voleva parlarci Generale dei Draghi del Cielo?>> Domandò infine Zelas quando il pasto fu terminato. Sorseggiò l'ultima coppa di rosso di Zefilia e il Sandman si affrettò a riempire nuovamente il calice. << Della scelta dei miei superiori.>> << E così hanno deciso di rimanere con le mani in mano.>> Continuò Zelas. << Già.>> Rispose atono il Sandman. << C'era d'aspettarselo... comunque cosa vuole da noi Loki?>> << So che potrà sembrarvi stupido...ma credo che voi non siate dell'idea di far finire tutto così in questo modo.>> << Sei saggio Loki, per quale motivo sei convinto di ciò?>> intervenne Xellos. << Per lo stesso motivo per il quale tu non cercasti di assorbire Zelas non appena ne avesti l'opportunità.>> << Touchè.>> |
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