| GLI ELEMENTI DELLA FINE | |||
| capitolo
20 ADDII |
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<< Stavo arrivando
sparata al vostro chalet su un drago prestatomi da Milgatia quando Zanon
mi è comparso davanti prendendo il drago in pieno! Un vero
inetto!>> Zanon se ne stava sdraiato su un divano fasciato come una mummia con una pezza umida sulla testa. Xellos era seduto vicino al divano e stava con una mano appoggiata sulla sua testa. Il demone ferito mugugnava e rantolava sommessamente. << Diciamo che è stato vittima del tuo tatto Luna. >> Provò a rispondere Xel, ma il Sandman tagliò corto prima che la ragazza potesse ribattere. << Bando alle ciance, dobbiamo parlare del modo di salvare la terra.>> Il vento gli scompigliava i capelli... o doveva definirla corrente? Mosse timidamente le mani intorno a se cercando di prendere familiarità con l'ambiente in cui si trovava. I capelli si muovevano armoniosi con lentezza. La falce era ben stretta nella mano destra. Aveva imparato a maneggiarla bene durante il tirocinio con Gourry, e ora era diventato abbastanza sicuro di se. Doveva molto anche a Lina, non fosse stato per lei non avrebbe mai capito come usufruire degli spaventosi poteri che il suo capo gli aveva conferito. Il mantello e i vestiti si erano rigenerati intatti quando era stato ferito, e si era dovuto prendere la briga di strapparli nuovamente indossandoli come piaceva a lui. Il colletto alto si legava coi laccetti sul collo, le maniche lunghe erano strappate all'altezza delle spalle come anche la parte finale della maglia verde. Con quella stoffa aveva fatto una bandana e l'aveva legata alla testa. Iniziò a sentirsi un po' emozionato. Come Xellos anni addietro anche il nuovo subordinato si apprestava ad affrontare qualcosa di più grande di lui, era a lui che avevano affidato la missione più difficile, e per quanto potesse contare sull'aiuto di molta altra gente, non poteva fare altro che preoccuparsi del il terrificante potere cui andavano incontro. Controllò che gli umani presenti respirassero correttamente e che non avessero problemi con la pressione, gli incantesimi dei draghi avevano funzionato bene, non c'era dubbio, si chiese poi se tutto quello che avevano pensato sarebbe servito a qualcosa... avevano trovato anche il modo di parlare nell'acqua... Ad ogni modo i mortali attendevano silenziosi l'ora assieme a draghi dorati e demoni. Già questo gli sembrava un grosso risultato. Al suo fianco Zelgadiss scrutava imperturbabile l'oscurità che balenava loro davanti. Zanon si voltò. Era bellissimo, il palazzo di Dolphin Deep Sea. Una Dark Lady della vecchia guardia come soleva dire lui. Aveva saputo dallo stesso Xellos che Deep Sea dopo un tentativo di tradimento, se tale si poteva chiamare, era stata assorbita dallo stesso subordinato di Zelas. Il palazzo da allora era rimasto intatto, una meraviglia naturale. Imponenti bastioni di basalti sorreggevano una gigantesca costruzione corallina che saliva in diverse volute sino a centinaia di metri d'altezza, intrecciandosi e avvolgendosi con strutture costruite dai più grandi artisti immortali e malvagi della loro epoca. Ovviamente Demoni. L'effetto reso era tale da lasciare a bocca aperta, un gioco infinito di riflessioni della luce solare filtrata dall'acqua, incredibilmente limpida attorno al palazzo, dava alla costruzione una mobilità che la faceva sembrare animata. Acqua, acqua tutt'intorno. Demoni draghi e umani, protetti da un incantesimo, solo per draghi e umani quest'ultimo, occupavano la pianura di alghe ai piedi delle mura del castello. Una distesa sterminata di creature, giunte da ogni angolo della terra per dar vita all'ultima grande battaglia contro l'ennesimo nemico comune. Zanon pensò che il loro mondo ne aveva vissuti di momenti divertenti come quelli nella sua relativamente breve esistenza. C'erano anche alcune truppe provenienti da fuori la barriera, alcuni uomini di colore con enormi creature dal lungo naso tubolare e pelle più dura della roccia. Zelgadiss era serio e immobile. Ameria si avvicinò a lui. << Sei pronto Zel?>> << A cosa? Alla carneficina che ci attende? Non si è mai pronti alle guerre, tanto meno con tali forze in gioco.>> Ameria rimase silenziosa per qualche tempo. Era stata una domanda stupida ma non sapeva cosa dire... sentiva di dover parlare a suo marito in un momento come quello ma trovare le parole non sarebbe stato facile nemmeno per il poeta migliore dell'intera penisola dei demoni. Un nodo le strinse la gola. Abbassò lo sguardo, ma il gelido tocco di Zelgadiss la riscaldò improvvisamente. La chimera la strinse a se, sempre attento a non farle male, tremando quasi per paura di ferirla. Lei lo abbracciò con tutta la forza di cui era capace senza poter fare altro che stringere roccia dura. Ma una cosa la sentiva, il battito del suo cuore sotto la pietra. Si aggrappò a quel rumore lento e costante, e per qualche istante fu l'unica cosa che sentì. Fin troppe volte ci si trova senza parole che servano a qualcosa. Ed è in quei momenti che più che pensare a trovare parole, addirittura utili, bisogna semplicemente essere li, vicini a chi si ama, una volta tanto Zelgadiss sembrava più profondo di quanto non sembrasse anche nella sfera dei sentimenti. Infine Ameria decise di lasciarlo andare, non potevano lasciarsi andare a troppi sentimentalismi, il mondo attendeva i paladini della giustizia. *gocciolone* Malenuae si passò una mano fra i riccioluti capelli che non perdevano volume nemmeno nel bel mezzo dell'oceano. Fece scorrere le labbra sul dorso della mano destra chiusa, e quando arrivò alle nocche, proseguì in linea retta, mentre sotto la bocca si generavano tre artigli argentati. Fece lo stesso con l'altra mano, quasi una gatta che si lecca la zampa, e in pochi istanti le due armi adornavano le sue braccia. Erano dei bracciali con guanti artigliati, sembravano affilatissimi e coprivano la mano fino all'avambraccio per fare si che durante il combattimento gli attacchi non facessero perno sul polso ma sul gomito. Non aveva nessuno da salutare lei, Rangort l'unico drago al quale aveva voluto bene come un padre, era morto per primo salvandola nel suo ultimo istante di vita. I tre battaglioni di Draghi della Terra, rimasti sotto il suo diretto controllo alla morte del Dio Drago, erano per lei poco più che sconosciuti. Fece scorrere un'artiglio sull'altro e generò una serie di scintille. Sbuffò soddisfatta che le sue armi fossero ancora in ottimo stato. Presto le sarebbero servite e da esse sarebbe dipeso il suo futuro. Zanon le posò una mano sulla spalla cercando di farle coraggio, sentiva la tensione nella ragazza: << Beh..."se non altro ci abbiamo provato", potremo dire a L.o.N.>> le disse il demone. Malenuae si scrollò di dosso la mano e lo guardò male ma dopo qualche istante afferrò la sdrammatizzazione gli diede una pacca sulla spalla per fargli a sua volta coraggio. *cinque costole incrinate e Zanon in ginocchio dolorante...* << Avanti demone da strapazzo... se superi questa battaglia chissà che io decida di risparmiarti la vita dopo lo scherzetto della toppa sul mantello...>> Il demone deglutì. Zelas, Xellos, Lina, Gourry, il Sandman, e Luna se ne stavano silenziosi dietro l'esercito. Non fiatavano ne battevano ciglio forse tesi e concentrati per la battaglia. Tutti i Clan di Elfi del Cielo avevano fornito un plotone di mille combattenti esperti, divisi in manipoli di una ventina di guerrieri, per fare da corrieri nell'esercito e per intervenire dove più fosse necessario, elfi e folletti. I Draghi della Terra costituivano lo zoccolo duro, erano pesantemente armati con cotte di maglia lucenti e corazze di piastre ed erano la truppa più pesante dell'esercito. Ai due lati la cavalleria demoniaca di Dynast, avrebbero costituito il primo impatto. Di sicuro la truppa più potente dell'armata, erano pesanti armature demoniache, all'apparenza vuote, fuse a delle possenti zampe posteriori di creature più simili a velociraptor che a cavalli. Avevano una velocità sbalorditiva e giungevano sull'avversario con tale violenza da fare impallidire le solidissime corazze dei Draghi della Terra. A fianco alla cavalleria demoniaca v'erano gli eserciti di Saillune ed Elmekia, alabardieri, lancieri, e spadaccini. Avrebbero fatto da scudo una volta che fosse finito l'impeto della carica della cavalleria, dando ai demoni l'opportunità di riorganizzarsi e di portare a segno un'altro attacco. La truppa di Dolphin, capitanata da Xenia Deep Sea, convocata da Zelas in persona, era costituita da affascinanti creature acquatiche... sirene, munite di archi magici sui quali scintillavano frecce più nere della pece. Assieme agli arceri umani di Zefeeria e Dils costituivano la potenza di fuoco offensiva dell'esercito. Le ali dell'esercito erano lasciate alle bestie di Zelas, demoni dalle fattezze animalesche, di dimensioni terrificanti. Affiancavano il centro dell'esercito e sarebbe spettato a loro aggirare e circondare l'esercito avversario, oppure tentare la via del emzzo con gli altri sperando in una rottura dello schieramento nemico. Erano al pari dei Draghi della Terra, truppe resistenti e solide con una agilità superiore e una resistenza leggermente inferiore, seconde a nessuno per ferocia in battaglia. I restanti demoni minori, creature comunque pericolose anche se non potenti come Kanjel e Mazenda, comandavano orde di Brass Demon che attendevano impazienti di catapultarsi in battaglia dai cieli per decimare l'esercito nemico. Le truppe di Vrabazard non erano state impegnate, per quanto esigue fossero ormai, quelle di Valwin decimate nella Kouma Sensou erano state trattenute sempre per volere dei Dragon Lord, che non avevano potuto imporre il veto su quelle di Malenuae e su gli Elfi del Cielo. Lo schieramento era pronto. La strategia anche. Aspettavano l'arrivo dei nemici. E non avrebbero tardato a farsi vedere. |
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