GLI ELEMENTI DELLA FINE
capitolo 22
LA FINE DEL RE
La battaglia continuava ad infuriare finché i Dark Lord il Sandman e gli altri "pezzi grossi" dell'esercito non decisero di entrare in gioco scagliandosi sui rispettivi Leader degli eserciti. Da una parte Luna e Zelas lottavano contro il Vento, dall'altra parte Xellos il Sandman e gli altri contro la Terra.
La battaglia sembrò andare più bene di quanto non sperassero. Zelas e Luna combinavano attacchi di potenza smisurata in tempi brevissimi e lo stesso si poteva dire di Xellos e del Sandman...
<< Quanto resisterai di questo passo?>> Chiese la voce di una ragazza elfica dai capelli a caschetto che brandiva un'arma particolare.
<< Beh questo se lo chiedono tutti quelli che combattono questa battaglia Deneb... farò il possibile...per guadagnare tempo...>> rispose Wedo mentre controllava le illusioni più difficili che gli erano mai capitate di utilizzare nella sua lunga vita. I Leader dell'esercito non si trovavano in quella battaglia e tutto era stato affidato a Zelgadiss, Zanon e Malenuae.

L'elemento del fuoco aveva creato attorno a se un deserto di sterpaglie bruciate mentre attendeva irrequieto la fine dei giochi e del suo compito. Uno dei suoi fratelli era stato sconfitto per caso, mentre gli altri tre impegnavano battaglia sott'acqua con i residui delle forze di questo mondo. L'acqua non era il suo campo e si era visto costretto a dire addio all'ultimo divertimento. Attorno a se un esercito sterminato di creature di fuoco attendeva nella sua stessa condizione l'esito dell'ultima battaglia per la distruzione della terra. Intorno, il nuovo deserto.
Il sole era alto in cielo quando una catena incredibile di esplosioni di abbatté sul suo esercito. Prima una miriade di filamenti luminosi colpirono e trapassarono irrimediabilmente le sue forze, poi lungo una striscia che tagliava tutta la truppa in diagonale si aprì un corridoio di morte per un tremendo spostamento d'aria. Infine due colossali esplosioni oscure seguite da una rossa come gli occhi di Shabranigudo completarono l'opera.
In poco meno di una manciata di secondi l'esercito era stato più che dimezzato da un tremendo attacco a sorpresa.
L'Elemento alzò la testa infuriato vedendo sopra di se apparire numerose figure.
I Draghi dell'Acqua di Milgatia avevano utilizzato il loro soffio letale, la lancia del Sandman e i poteri di Xellos, Zelas e non ultima Lina avevano fatto il resto.
Un ruggito scosse la terra e un vulcano si innalzò dal nulla esplodendo sotto l'Elemento come risvegliato dalla sua ira.
In men che non si dica fu in aria davanti alle facce spaventate di Lina e Gourry.
<< Interessante... i moscerini puntano il tutto per tutto su di me ... >> Rombò la sua voce.
<< Fatevi sotto!>> Concluse mentre spazzava l'aria con una possente mano cercando di colpire i due umani.

L'elemento dello Spirito era troppo forte per Malenuae e Zanon. Il demone era particolarmente in difficoltà contro quel tipo di energia, e Malenuae era stanca per il lunghissimo combattimento che aveva già sostenuto.
<< E' stato bello anche se è durato poco...>> provò a dire Zanon fra un respiro e l'altro.
<< Piantala...lo so che stai mentendo.>>
<< Dovrò creare un sindacato o una lega per la protezione per demoni subordinati... perchè tutti pensano sempre male di me?>> Ma non concluse che fu costretto di nuovo a schivare.
La sua falce guizzava a destra e sinistra ma i danni che infliggeva erano nulla rispetto all'energia complessiva dell'avversario... la particolare creazione dell'arma da parte di Xellos gli permetteva di sfruttare con la falce poteri che non fossero necessariamente i suoi demoniaci. Il subordinato di Zelas si era dimostrato ancora una volta lungimirante avendo già dal primo attacco intuito la natura dell'avversario più pericoloso, e aveva di conseguenza dotato Zanon di un'arma adatta...ma anche con questi accorgimenti il giovane subordinato era ugualmente troppo poco potente. Probabilmente nemmeno lo stesso Xellos o Zelas avrebbero potuto nulla.
Infine l'Elemento decise di chiudere la partita. Circondò i due capitani con una sfera di energia astrale attraverso la quale non potevano telerasporatarsi e si preparò a sferrare l'assalto finale.
<< Siamo in trappola!>>
<< Siamo mai stati liberi? In questo mondo governato dalla logica del gioco di un bambino?>> Ribatté Zanon.
Malenuae strinse i denti, Zanon alzò la falce in ultima difesa. Aveva vissuto poco ma si era divertito... altri demoni non avrebbero pensato lo stesso ma per Zanon il concetto di divertimento era abbastanza atipico per la sua razza.
Attese.
Ma non vi fu impatto. La Regina dei Draghi della Terra trovò un varco nell'accerchiamento e prima che Zanon potesse fare qualcosa si lanciò verso di lui portandolo con se.
Sbucarono fuori dalla falla davanti ad Ameria e Zelgadiss.
<< Ora siamo pari demone-straccio!>> Gridò Malenuae.
<< Meglio pari che morti!>>
<< Si e voi due dovete un favore a noi...>> si affrettò a precisare Zelgadiss. I due sovrani avevano evocato le energie dall'elementale aprendo un leggero varco.
<< E ora a noi due.>> Disse il Re di Saillune alzando la spada in segno di sfida verso le orbite cave del nemico.
<< Zel...hai solo posticipato l'inevitabile...>> Constatò la Regina dei Draghi della Terra.

Ameria, Maleuae e Zanon finirono di nuovo al tappeto. Nonostante una carica degli uomini dell'est in sella alle gigantesche creature grigie dalla pelle dura, l'elemento continuava ad avere vita facile. Si scagliò su Ameria tentando di finirla ma Zelgadiss con un balzo fulmineo la trasse in salvo. Il re si muoveva a velocità altissime tanto che la stessa Malenuae ne era rimasta impressionata, gli attacchi venivano sempre portati a segno col massimo della forza.
<< Zanon, Malenuae, ho un piano.>> Disse secco la chimera.

Il Fuoco iniziò ad incalzare i nemici mentre i Draghi d'acqua di Milgatia bersagliavano da lontano il suo esercito senza permettergli di intervenire. Fu così che l'ultima spiaggia della terra cominciò una battaglia in cui v'era, nonostante tutto, ancora disparità di forze.
Il combattimento si spostava velocemente lungo la penisola dei demoni seminando morte e distruzione. Lina utilizzava tutti gli incantesimi dell'acqua tornati potenti dopo la morte dell'elemento.
<< Portiamolo in un posto isolato!>> Disse il cavaliere di Cheiphed mentre (a piedi con Gourry) seguiva gli spostamenti aerei degli altri con balzi anche di cento metri di lunghezza.
<< Bene>> disse Xellos mentre evitava un assalto di fuoco.
<< Xel ma il fuoco elementale a voi demoni non dovrebbe fare nulla no?>> Lo interrogò Lina cambiando discorso.
<< Beh qua si parla di energie risalenti allo scontro fra Cheiphed e Shabranigudo non è proprio la stessa cosa di oggi Lina...>>
I due vennero di nuovo interrotti.
E mentre combattevano i picchi aguzzi dei monti Kataart iniziarono a scintillare all'orizzonte.
<< Perfetto! I Monti Kataart sono un posto isolato...senza contare che li fa freddo e di sicuro darà fastidio al coso rosso! >> Commentò Gourry.
Luna si fermò nella sua corsa rimanendo un attimo inebetita a guardare...poi riprese l'inseguimento.

Luna: Anf anf! Bavoso scrittore non potevi farci scontrare subito la sopra invece di farmi fare tutta 'sta strada! Al massimo potevi avvertirmi prima così ci arrivavo con comodo!
Scrittore: Ehm Luna ...non è che siano così predestinate le cose qua dentro eh...
Luna: Anf anf...Ma vallo a raccontare a qualcun'altro...

<< Che cosa? Ma è assurdo!>> Protestò Malenuae dopo la spiegazione sommaria.
<< Andiamo! Se c’è riuscita Lina con l'Arco di Luce non vedo perché non dovrei riuscirci io con questa ...spada da… quattro soldi...>> Provò a farsi coraggio Zel fissando la sua spada che l'aveva accompagnato in tante avventure.
L'Elemento si fece di nuovo sotto.
Zanon iniziò a roteare sopra la testa la falce mentre scatenava le sue forze. Un turbine di energie negative iniziò a sovrastarli gettando ombre su tutta la battaglia.
Malenuae invece fece sparire le sue armi e portò le mani sulle spalle incrociandole. I capelli iniziarono a svolazzare impazziti mentre sopra di lei una colonna di luce finissima e luminosissima si innalzava al cielo forando l'oscurità di Zanon.
Zelgadiss si guardò attorno cercando qualche aiuto degno di nota...ma non c'era nessuno all'altezza del compito che doveva ordinare... così senza pensarci troppo su disse:<< Ameria! Guadagna tempo!>> ed iniziò a concentrarsi.
Sapeva che la sua richiesta era assurda, ma al momento non c'era nessun'altro che potesse usare un incantesimo simile al suo posto e quella era forse l'unica via d'uscita se ne esisteva una. D'altra parte loro dovevano solo perdere tempo... la "paladina della giustizia" non si fece ripetere la richiesta e conscia del pericolo che correva si posizionò davanti all'Elemento attaccandolo con le sue armi migliori.
<< Tu! Essere senza coscienza! Come osi attentare al nostro mondo palpitante di così tante forme di vita splendide? Non ami forse anche tu l'alba che...>>

io non ce la faccio a scrivere...immaginate voi... -_-

A nulla servirono le parole di Ameria mentre la creatura si precipitava verso di lei in un impeto di oscura e animale ferocia.

Il tempo sembrò rallentare intorno a Zelgadiss mentre vedeva il frutto delle sue parole.

Perché proprio lui aveva dovuto emettere la condanna a morte? Perché dopo tanti sforzi per condurre una vita lunga con la donna che amava alla fine era stato costretto ad ucciderla con le sue stesse mani? Quale oscuro scherzo del destino gli aveva attirato contro le peggiori sciagure della vita compresa la sentenza di morte volontaria per colei che amava?
<< Ameria... perché proprio io dovevo condannarti a morte?>> Si disse, mentre la coscienza che fosse troppo tardi si faceva strada nella sua mente come le sue lacrime nell'acqua dell'oceano.
La chimera tremò mentre fissava la creatura colpire la sua donna, ma non poteva perdere proprio ora la concentrazione. Non si permise nemmeno un urlo... ma non durò più di qualche attimo, e il dolore accecò anche il suo animo così calcolatore.
<< Se il nostro regno... non avrà più una regina... non avrà nemmeno un re>> sussurrò.
Innalzò la spada iniziando a pronunciare una formula in un antico linguaggio, forse dei draghi, e le due energie iniziarono a mischiarsi l'una nell'altra sopra la sua testa. Poi si condensarono tutte nella sua spada. La pelle di pietra della mano che impugnava l'arma iniziò a sollevarsi lasciando scoperti i muscoli e le ossa, ma il grido di dolore che si fece scappare non derivava da quel dolore fisico. La roccia della sua pelle veniva ridotta in frantumi e polvere dall'accumulo di energia, mentre l'incantesimo lo consumava dall'interno. Infine il suo sguardo da addolorato e sconfitto divenne deciso. E deciso com'era a riporre tutto il suo odio nell'ultimo colpo che sferrava. Si scagliò con la spada che lampeggiava impazzita verso l'avversario.
<< Se devo morire. >> Iniziò a dire con un alito di voce, << almeno servirà a regalare qualche altro istante di vita a lei. Ameria! >> e la fine della frase si trasformò in un terrificante urlo di guerra. Lo scontro avvenne a metà strada mentre Zanon e Malenuae sprigionavano la massima energia di cui erano capaci. La lama squarciò oceano, fondale e creatura facendo zampillare dal sottosuolo un ondata di lava. Il braccio dell'Elemento penetrò senza incontrare resistenza, in profondità nel torace del ragazzo arrivando ad afferrare il suo cuore. Gli occhi di Zelgadiss ormai languidi si fissarono nelle orbite cave dell'Elemento. Sentì le forze abbandonarlo, mentre la morte lo sfiorava ancora con delicatezza.
Poi tutto cessò.
Mentre il suo sguardo di faceva quasi supplichevole per la coscienza della fine vicina, le dita della creatura si serrarono attorno al suo cuore stritolandolo con forza sovrumana.
Il dolore fu enorme ma non urlò nemmeno... anzi...già sentiva dei corni squillare argentini fuori dalla sua testa.
Che fosse alla fine giunta la fine delle sue pene? O doveva dire della sua finalmente raggiunta felicità? Il suo ultimo pensiero volò ad Ameria...forse aveva evitato il peggio per lei, per qualche secondo. Poi tutto si sbiadì, perdendosi in un oceano di rimpianti.
L'esplosione fu tremenda.

<< capitolo precedente >> capitolo successivo

<< HOME