GLI ELEMENTI DELLA FINE
capitolo 23
ESSERE O NON ESSERE
La battaglia col Fuoco infuriava incessante. Gli attacchi combinati delle forze in gioco producevano esplosioni tremende e danni terrificanti ma il Fuoco sembrava assorbire tutto senza accusare, ed i suoi attacchi erano sempre più potenti e precisi.
Xellos e Zelas sollevarono le mani sopra la testa e generarono due sfere oscure del diametro di qualche decina di metri che poi si concentrarono con un tremendo sibilo in due più piccole ed infine in una unica non più grande di una biglia.
Insieme la scagliarono contro la creatura e appena la biglia si avvicinò collassò su se stessa risucchiando più della metà della creatura.
<< Colpito!>> Esultò Zelas.
Ma il Fuoco si rigenerò quasi subito facendo avvampare nuovamente le fiamme del suo potere.
Fu Gourry in seguito a farsi sotto, fece indietreggiare la creatura con la Blast Sword che risucchiava le fiamme e riuscì a portare un attacco a segno. Nella piccola falla aperta Lina scatenò al massimo della potenza un Freeze Bullett che fiaccò le fiamme dell'Elemento per qualche manciata di secondi.
<< Non sembra tanto semplice da sconfiggere eh?>> Chiese Gourry.
Lina lo guardò storto.
Anche il Sandman si fece sotto con foga. Il suo zambatoh vorticava respingendo le fiamme come se fossero tanti serpenti che cercassero di morderlo. Era quello che poteva attaccare con più sicurezza di tutti per via dell’armatura Zenafa.
Schivò due pugni con tremenda agilità, poi si produsse in un affondo proprio all'altezza del petto della creatura.
Una volta che la lama della lancia fu penetrata scatenò i suoi poteri fissando la creatura con un sorriso beffardo.
<< Caothic Disintegration!>> E dal petto della creatura esplose l'incantesimo. La figura del Fuoco traballò come infastidita dal vento per qualche istante. Ma in una manciata di secondi la creatura riprese coraggio e afferrò con la mano destra il Generale dei Draghi del Cielo. L'armatura Zenafa lampeggiò e fumò sinistra allentando la presa del Fuoco. In quella frazione di secondo il Sandman si teletrasportò via...venne anche il momento di Luna che a mani nude attaccò con violenza distruttrice l'Elemento.

Il Sandman si sorprese a guardare la scena del combattimento in maniera distaccata. Presto non avrebbe più preso parte a quello scontro. Non lui.
Era una scelta difficile...
Essere o non essere?
A quanto pare questa scelta non spettava a lui ma era stato il destino a decidere.
Si scosse. Era proprio contro il destino che combattevano. Era stato lui a scegliere e sarebbe stato lui a far girare la ruota.
Xellos venne scaraventato a terra dalla forza disumana dell'avversario, poi ancora Luna e Zelas provarono ad intercettarlo. La forza del Cavaliere di Chiephed era qualcosa di sovrannaturale. Colpiva con tale foga da sbilanciare persino l'Elemento... ma...come tutti del resto non otteneva grandi risultati...
<< Che la sua energia sia infinita?>>
<< Beh è così che dovrebbe essere...>> rispose Xellos alla domanda che si era posta Lina.
Passandosi il dorso della mano sulle labbra asciugò un rivoletto di sangue violaceo.
<< Lina usa di nuovo la Laguna Blade!>> Incalzò Gourry.
<< Non posso! L.o.N. non mi presterà più i suoi poteri in uno scontro contro i suoi tirapiedi!>>
Gourry sorrise amaramente prima di scagliarsi nuovamente contro l'Elemento. La Blast Sword continuò il dialogo con le fiamme incantate, le risucchiava e alla fine l'arma e la creatura non si incontravano mai. Era come vedere una spada che lottasse contro una serie di veli di seta rossa che svolazzavano ad ogni fendente senza essere mai colpiti.
<< Questa qui va bene solo per difendersi in queste condizioni!>> Gridò Gourry mentre cambiava svelto la mano sull'impugnatura divenuta incandescente. Si strappò un pezzo di maglia e la avvolse attorno all'elsa per rinforzare lo strato isolante.
L'elemento attaccò ancora Luna stavolta, ma Loki si frappose con l'armatura Zenafa.
I due volarono a terra.
<< Qualche strategia in mente?>> Chiese il cavaliere al drago, ma Loki non rispose continuando a fissare quasi ipnotizzato le fiamme della creatura.

<< Credo che il Sandman abbia qualcosa in mente...>> disse Xellos al superiore...<< sta combattendo in modo strano...come se fosse...>>
<< ..rassegnato... >> lo interruppe Zelas. E ancora attacchi.

<< Zel! NO! >> Urlò Ameria.
Lo spirito si distolse da lei per rivolgere la propria attenzione alla chimera. Chiamò a se le proprie forze per poi scatenarle contro Zelgadiss. L'esercito dello spirito, le dame fatate e le creature eteree vennero come risucchiate verso un unico punto all'interno dell'Elemento. Il campo di battaglia era improvvisamente svuotato di un sesto dei presenti.
La regina di Saillune corse verso il marito in preda alle lacrime.
La sua mente allontanava il pensiero ma ormai era diventato talmente palese ed evidente da non permetterle di scacciarlo ancora. Zelgadiss probabilmente non sarebbe uscito vivo da quello scontro. Si gettò verso il marito senza saper bene cosa fare ma venne bloccata dal braccio fermo di Zanon che la sollevò in aria.
<< Via! Va via schifoso demone! >> Gridò con la voce rotta, mentre Zanon guardava distante con sguardo perso.
Fu Malenuae ad intervenire. La schiaffeggiò *ehm controllando la forza...* troncando le sue parole sdegnose verso Zanon.
<< Menomale che in questo momento c'è chi ha più cuore di te dal non permetterti di fare sciocchezze.>> Disse fredda fissandola coi suoi occhi castani chiari.
Zanon rimase ancora silente.
La regina provò a divincolarsi dalla presa ma non vi riuscì, il demone sembrava risoluto.
<< Non rimarrò qui a fissare la morte di mio marito!>> Gridò ancora fuori di se. La rabbia e la disperazione diventavano forza e volontà di lottare contro chi la bloccava. << E' quello che ha fatto anche lui! Perché io non posso sacrificarmi!?>>
<< Lui è l'unico che abbia poteri e capacità per tentare una cosa simile... e comunque non te lo avrebbe permesso.>>
<< Lasciatemi morire! E' la mia ultima richiesta ...>> Disse ora con un tono diverso. Il dolore iniziava a piegarla lentamente ed inesorabilmente svuotandola di ogni emozione. Supplicò i due. Ma poi riprese a scalciare nel tentativo di fuggire. Allora Zanon liberò tutte le sue energie Avvolgendola in una oscurità densa di oblio.
Il demone fissò Malenuae con occhi distanti, il drago ricambiò lo sguardo stupita.
Quale demone avrebbe mantenuto un comportamento simile? La regina dei Draghi della Terra si convinse che Zanon avesse qualche oscuro fine...
Il demone sembrò leggerle nel pensiero e si rivoltò quasi offeso verso Zelgadiss. Infine i due diedero il meglio di loro per il gran finale.
Il re si scagliò contro l'Elemento poi una esplosione tremenda avvolse tutto il campo di battaglia. L'onda d'urto mandò a terra entrambi gli eserciti. La terra divenuta come un oceano ribollente di onde si muoveva in maniera sinistra ed incontrollabile. E la luce avvolse tutto.
Quando Malenuae riaprì gli occhi vide che Zanon reggeva in braccio la principessa Ameria svenuta.
Davanti ai due protetti dall'incantesimo si ergeva una colonna di luce e nebbie.

Il Sandman si rialzò a fatica e tossì sangue. I suoi occhi lampeggiarono ancora una volta mentre l'armatura ridiveniva incandescente.
Infine, rialzatosi in piedi, trasse un profondo respiro e si alzò in volo.

"Loki...i tuoi poteri come drago sono grandi...ma più cresceranno e più sarai in pericolo..." era la voce di Valwin che gli rimbombava ovattata nella testa.
" Non possiamo permettere che questo elemento di instabilità rimanga nelle nostre fila..." aveva allora detto Vrabazard.
" Loki in combattimento è il migliore drago che abbia mai visto. Forse addirittura superiore a Malenuae in tecnica anche se non in potenza. Non possiamo abbandonare così uno dei nostri." Questo era Rangort.
" Ho io la soluzione... chiamate qui il maestro dei fabbri elfici. Darò io le disposizioni se voi non avete nulla in contrario." Disse allora Ragardia.
" Ragardia... il gioco vale la candela?" Riprese Valwin.
" Indubbiamente si." Aveva risposto secca la divinità.


Forse Ragardia aveva avuto torto...forse sarebbe stato meglio che l'avessero ucciso non appena gli Dei Draghi avevano avuto i primi sospetti. Il campo di battaglia era incredibilmente deturpato…sembrava territorio lunare... e Loki lo fissava rapito.
Erano tutti colpevoli della situazione in cui versava ora il mondo. Il drago non era sicuro che la decisione di L.o.N. dipendesse dal predominio del bene sul male; semplicemente perché ormai una distinzione fra bene e male era impossibile, ne aveva avuto prova quando era stato coinvolto nelle tremende macchinazioni di Valwin contro Lina qualche anno fa. Ne aveva prova ora che i Draghi rispondevano mollemente all'ultimo grido disperato di aiuto della terra. Gli uomini come specie da troppo tempo non influivano più nella storia del globo. Corrosi dalle lotte intestine. Il gioco era lasciato in mano a qualche umano eletto o a Demoni e Draghi. Fra le due fazioni opposte poi non avrebbe saputo dire quale fosse la più diabolica. Quella che si macchia di genocidio o quella che punta semplicemente al governo con eventuale distruzione del pianeta?
Ma le cose forse stavano cambiando. Gli uomini in alleanza sotto la guida di un sovrano illuminato partecipavano in prima linea all'ultima battaglia responsabilizzandosi e facendosi carico del destino del pianeta. Gli Dei Draghi avevano mollato la presa ma lui ed altri avevano fatto di tutto per sostituirli, quanto ai demoni… iniziava a pensare che la loro esistenza sulla terra li avesse cambiati da quello che erano millenni fa, altrimenti Xellos e Zelas non sarebbero ancora insieme dopo quello che era successo qualche anno fa con Dynast e Dolphin, e probabilmente ora uno di loro due sarebbe rimasto sovrano indiscusso di tutti i demoni.
Era in questo barlume di speranza che Loki si decideva a giocare la sua ultima carta.
Quella carta che lo tormentava ogni notte ed ogni giorno.
Il pensiero oscuro che lo ossessionava dalla nascita, e che comprese bene solamente quando furono gli Dei Draghi a spiegarglielo.
La bestia che gli ruggiva dentro era affamata. E forse ora sarebbe stato un buon momento per liberarla. A costo della vita.

Il Fuoco era impegnato nell'inseguire Lina e Gourry quando venne richiamato dalle parole del Generale dei Draghi del Cielo.
<< Qui bestiaccia! Non farmi aspettare ancora!>> Gridò mentre senza preavviso una enorme colonna di luce si alzava a sud. In direzione del palazzo di Dolphin.
Quando l'Elemento si voltò rimase un attimo interdetto. Il Sandman si era privato del corpetto superiore e ben presto slacciò il gonnellino rimanendo vestito solo della sua tunica bianca. I capelli svolazzavano al vento.
<< Che diavolo fai Loki! Quell'armatura è l'unica protezione che abbiamo contro il Fuoco! >> Sbraitò Luna. << L'unica difesa che valga!>>
Ma Xellos le fu presto vicino.
<< Ora forse inizio a capire. Non percepisci nessuna aura Luna?>>
<< Lo sai che io e la magia siamo come l’ombra e la notte...quando c’è l’ombra non c’è la notte, quando c'è la notte non esiste ombra.>>
Xellos si grattò la testa sorridendo, ma ridivenne subito serio, << Forse ho capito come mai il Generale non toglie mai l'armatura nemmeno ..."a cena da amici"...>> disse.
<< Cosa...?>>
Il Fuoco sorrise subdolo e si scagliò all'attacco.

<< Abitanti della terra, mortali e non, Terra, Mari... Cieli e nuvole belle...io vi saluto... è stato un piacere essere parte di voi...>> Disse mentre attendeva la creatura.
Gourry provò ad intervenire ma non avrebbe mai fatto in tempo.
<< Loki!>>
L'Elemento lo trapassò da parte a parte con il grosso pugno incandescente, aprendo un buco nel suo torace.
<< Loki!>> Disse Luna scattando verso il compagno, ma Xellos la bloccò.
<< Ora comprendo... quell'armatura era si una difesa...ma una difesa dall'interno una difesa da se stesso... il Sandman ha giocato tutti noi demoni tenendo celato così bene questo incredibile segreto.>>
Il cielo di tinse di rosso mentre il drago veniva trapassato dal Fuoco.
Il Sandman fissò la creatura grottesca e sorrise rassegnato.
Numerosi strali oscuri partirono dal corpo del Generale andando a forare il Fuoco che si lamentò con un sordo boato contorcendosi.
Le miriadi di aculei perforarono il suo corpo rimanendo bene infisse all'interno. Poi la creatura iniziò a pulsare.
<< Cosa... cosa mi sta succedendo!>> Ruggì.
<< Semplice... stai morendo.>> Rispose il Sandman...ma la voce non era più la sua.
I suoi occhi si tinsero definitivamente di rosso mentre, per l'ultima volta, dall'alto del cielo guardava le terre per le quali aveva tanto combattuto.
Il Fuoco crebbe di dimensioni, risucchiò inesorabilmente i pezzi del suo esercito fino a perdere la propria forma umanoide per diventare una enorme sfera. La sfera pulsava e piccole esplosioni costellavano la superficie.
<< Ora capo!>> Gridò Xel scomparendo da vicino a Luna che si guardò intorno cercando di capire dove fosse andato.

I due demoni giunsero sotto la sfera. Provarono a sollevarla scatenando i loro poteri ma sembrava non essere ancora abbastanza. Fu mentre i due stavano per soccombere all'incredibile aumento di potere della bestia che una colonna di energia rossa si alzò da terra forando la sfera. Il ribollire della sfera ebbe una qualche esitazione e Xellos e Zelas ne approfittarono per scagliare la sfera lontano sul picco di uno dei monti più alti. Mentre il Sandman precipitava a terra percepì l'esplosione e le energie che si liberavano... Il suo corpo si contorceva innaturale e numerosi tentacoli presero a fuoriuscire lacerandolo in più parti...il suo urlo di dolore fu disperato.
Poi in un momento di folle lucidità concluse:
<< Potrete mai perdonarmi?>>
E non vide più nulla.

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