>> XELLOS METALLIUM >>

Dati
Pubblicata il: 14.10.2001
Drammatico
Xellos

THE END

Il timido suono di una goccia che cade.
* E’ finita *
Era lì, seduto, a fissare lo specchio d’acqua sereno e immobile, ora turbato dalla goccia.
Erano occhi spenti i suoi, occhi che non avevano più nulla da dire.
Occhi che non volevano ricordare, ma che erano costretti a farlo, che scivolavano nei pensieri di un tempo, per quanto lui tentasse invano di non farlo.
Occhi d’ametista, occhi tersi, che conoscevano qualunque tipo di dolore, tranne il proprio, rotti come un fuscello dalla bufera che gli si era scatenata contro.
Non parlava, non muoveva un muscolo da ore, o attimi, non importava più o forse non ricordava più quanto.
La fredda roccia sulla quale giaceva gli ricordava col suo gelido tocco che era ancora in qualche modo vivo, ma questa e il suono delle gocce che scandivano il tempo erano le uniche due ancore che lo facevano sentire vivo.
Non voleva.
* Non servi più*
Echeggiò nuovamente nella sua testa quella voce.
Era la voce che aveva sentito più volte e meno volte nella sua vita. Con quella voce bastava comunicare col pensiero, non parlavano mai tanto come facevano i mortali.
Ancora il suono della goccia, rimbombò nell’ampia grotta che se ne stava lì eterna da secoli. Non era turbata, come potrebbe? La natura è estranea a cose come i sentimenti.. e fino a poco fa credeva di esserlo anche lui.
Fino a poco fa.
* Sei libero, va dove vuoi, qui non ho più bisogno di te. *
Tornò come una lama a lacerare la sua mente quella voce, femminile.
Le piccole onde concentriche della goccia scomparvero poco a poco, ricreando quella stasi che l’attraeva.
Perché il tempo non poteva fermarsi a prima di quell’evento.
Il tempo scorreva come le gocce continuavano a cadere dalla volta della grotta.
Non poteva fermare tutto, tornare a “prima” e la piena coscienza di ciò si fece strada in lui a poco a poco precipitandolo nell’abisso del più sconfinato dolore.
Cercava oblio.
* E’ finita*
Non era possibile.
Ancora quella voce.
Era finita veramente.
Si alzò, era etereo, non avrebbe potuto più bere la cioccolata calda del mondo dei mortali.
Aveva con se il suo bastone di legno con incastonata una sfera rossa.
Quando l’arma cadde nello specchio d’acqua turbò per qualche secondo quella perfezione.
Poi le onde concentriche scomparvero poco a poco e tutto tornò come prima.

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