ZEN:*Seduto per terra
con le braccia incrociate, leggermente inkakkiato* TSK, interrompe
le scene interessanti a quel modo e poi come fanno tutti i narratori
quando riprende a narrare è già tutto finito o sposta
l'attenzione da un'altra parte
NARR:....non ho ancora cominciato a narrare e già stai rompendo?
ZEN: tsk tsk tsk tsk!!! <-- come un bambino piccolo
NARR: *gocciolone*
Philia spostò il capo sul
lato destro, lasciando spaziare il demone coi suoi baci
Xel ne approfittò e con una serie di delicati baci si stava
lentamente dirigendo verso il suo petto.
Intanto nella mente di Philia si svolgeva una dura lotta con la
coscienza
Non sapeva perchè lo lasciava fare
Forse perchè era ubriaca
Forse perchè non aveva le forze per contrastarlo
la stanza continuava a girare intorno a lei
o forse perchè vuoi che accada
non è vero
quando sei normale il tuo orgoglio te lo impedisce
Lui è un demone, io sono un drago non può succedere
nulla...non può esserci nulla
Lui è un ragazzo e tu sei una ragazza e come puoi notare
stà accadendo
Smossa da quest'ultima frase della coscienza Philia si scostò
leggermente di lato
Xel interruppe la serie di baci e la guardò
Philia aveva il capo reclinato verso la parte destra del letto ,
gli occhi aperti e fissava il vuoto
Xel la fissò per qualche istante nel buio, poi fece scivolare
il braccio destro intorno alle spalle della draghetta, si riportò
supino sul lato sinistro del letto e attirò Philia verso
se, abbracciandola con il braccio destro.
Philia non si aspettava una mossa del genere
Certo non si stava comportando da demone
Aveva intuito la sua titubanza e non aveva approfittato della situazione....
Si appoggiò al suo petto e chiuse gli occhi, sorridendo
Adesso non aveva dubbi, e decise di mandare a nanna quello stupido
orgoglio.
*crik crak crok* questi furono i rumori delle ossa di Zen quando
la mattina successiva si svegliò sul pavimento delle cucine
della locanda
Zendaru si alzò in piedi, con due enormi occhiaie , si stiracchiò
e i rumori non molto rassicuranti delle sue ossa si ripeterono
ZEN: ....ngh....ma ho dormito sul pavimento?
Zen si portò una mano alla tempia destra
ZEN: devo aver bevuto un bel po ieri sera
Poi spostò lo sguardo al muro che aveva davanti a se, la
sua sagoma era impressa in negativo nei mattoni
*gocciolone*
ZEN: e devo aver detto o fatto qualcosa a Philia che l'ha fatta
arrabbiare un pò.......
Xenia sentì qualcosa che le picchiava contro il fianco destro
Aprì gli occhi e vide un soffitto di calce e travi di legno
sopra di se
XENIA. ahia
Dise massaggiandosi la schiena mentre si portava a sedere sul pavimento
della sala da pranzo della locanda
XENIA: ho dormito per terra.......ahi......
Fissò lo spazzolone che le aveva picchiato contro il suo
fianco e alzò lo sguardo allo sguattero della locanda che
lo impugnava
RAGAZZO: si sente bene signorina?
XENIA: mica tanto....
Disse Xenia mentre si teneva la testa in entrambe le mani, aveva
un mal di testa terribile
Zendaru in quel momento apparve sulla porta che dava alle cucine,
occhiaie profondissime e sguardo da ebete
NARR: quello è classico
ZEN: non ho la forza di risponderti....-___-;
Zendaru si diresse lentamente verso uno dei tavoli e si sedette
su una sedia, poi reclinò la testa all'indietro e chiuse
gli occhi.
Xenia con la stessa lentezza si issò in piedi e si sedette
anch'essa allo stesso tavolo, poi poggiò la fronte sul piano
e chiuse gli occhi anch'essa.
Alcune delle persone che alloggiavano nella locanda cominciavano
a popolare la sala da pranzo, in attesa di fare colazione.
I cassettoni di legno che formavano il soffitto furono la prima
cosa che Xelloss vide quella mattina.
Il sole appena sorto si sforzava di penetrare tra le serrande chiuse
e giocava con le ombre della stanza ancora immersa nella penombra.
Aveva un peso sul petto, abbassò leggermente lo sguardo e
vide la bionda chioma di Philia, dormire tranquillamente
Sorrise
Poi spalancò gli occhi
La sua mano destra era poggiata sulla spalla di Philia.......ma
non riusciva a percepire col tatto nessuna stoffa di sorta.....fece
scivolare la mano delicatamente sulla schiena e non incontrò
la resistenza della seta della sua camicia da notte
Si rifiutò di guardare......
Una leggera fitta al capo gli fece capire che la sera precedente
aveva davvero bevuto un pò troppo....ma non lo aiutò
a ricordare cosa era accaduto quella notte......
....la cosa era lampante ma ricordare cos'era successo sarebbe stato
carino.....
Sospirò e aspettò pazientemente che Philia si destasse
da sola.....sarebbe stato inutile e dannoso cercare di alzarsi prima
di lei...
Dopo qualche minuto Philia si mosse e parlottò qualcosa di
impercepibile.
Prima ancora di vedere qualcosa Philia percepì una forte
fitta al capo.
Mugolò in riposta al dolore e si portò una mano alla
tempia
PHILIA:.......ahhh.....che male...
Disse con la voce ancora impastata dal sonno
XEL: Vino di Zephilia, ottimo al gusto, micidiale con il fegato
Philia si sedette nel letto e voltò il capo verso Xel, sempre
tenendosi la tempia destra
PHILIA:......uhh....ma io sono astemia....ah....già...è
stato Zen...ora ricord-
*gocciolone*
Philia aveva notato che Xel non indossava la giubba del pigiama
Un brivido alla schiena l'avvertì che anche lei non doveva
essere molto...ahem...vestita
Vide un sorrisetto e uno sguardo molto interessato sul viso del
demone e lanciò un'urlo quando si accorse che nell'issarsi
seduta le era scivolata la coperta dal petto.
Xelloss a quel punto rise divertito
Philia invece rubò quasi tutte le coperte e vi si avvolse
dentro poi diventò rossa all'istante e restituì lanciandogliele
addosso un pò di coperte al demone perchè si coprisse
anche lui.
Tutto questo in un decimo di secondo, tra urla e strepiti.
Xelloss si tolse le coperte almeno dalla faccia e continuò
a ridere...anzi, non aveva smesso...
Philia era dall'altro capo del letto , mummificata nel lenzuolo
, rossa come un peperone e con due occhi quasi perfettamente sferici,
le pupille erano ridotte a poco più di un puntino.
PHILIA: CHE DIAVOLO HAI DA RIDERE MANIACO?!?!??!?
Xelloss riprese un pò di contegno, gli facevano male i muscoli
facciali ormai a ridere così di gusto
XEL: eheheh Philia-chan ^^ sembra quasi che io stanotte ti abbia
violentata ma non mi pare che tu non fossi daccordo...
In realtà il demone si ricordava poco o niente, ma sapeva
che, ubriaco o no, non si sarebbe mai azzardato a fare una cosa
del genere alla draghetta............se non altro per non farsi
spaccare la testa a suon di mazzate.....
Philia non seppe replicare e di tutta risposta divenne più
rossa ancora in viso. Non poteva nemmeno alzarsi dal letto per afferrare
oggetti e tirarglieli contro, altrimenti le coperte sarebbero scivolate
via rivelando le sue grazie.....
Xel vide questo senso di impotenza di Philia, sorrise e si voltò
dalla parte opposta.
XEL: ok, se vuoi alzarti ed andare in bagno a vestirti fai pure,
non guardo
Philia squadrò le spalle del demone.
PHILIA: N- non ci credo!
XEL: e allora teletrasportatici no?
Xel sospirò come ad ostentare la pazienza che ci voleva con
quella draghetta
Quando sentì che si era teletrasportata non si voltò,
rimase, con gli occhi aperti, a fissare il muro innanzi a se. Poi
si alzò dal letto, fece comparire con un gesto della mano
i suoi vestiti su di se e scomparve.
Riapparve nella sala da pranzo sottostante, davanti a Zen e Xenia,
ancora imbesuiti dall'alcool della sera precedente
-brutto bifolco maniaco, perverso, demone da mercato delle pulci!
come ha osato mettermi le mani addosso, ha approfittato della mia
situazione di ieri sera, ero ubriaca, anche un cieco lo avrebbe
capito, ma lui no, ha solo sfruttato la situazione in base ai suoi
interessi, mi ha messo le mani addosso, lurido verme.....
Queste e molte altre cose simili uscivano dalla bocca della draghetta,
intenta a lavarsi e vestirsi nel bagno della camera da letto....
Si fermò di colpo diventò rossa in volto
A tratti le rivenivano in mente scene della notte appena trascorsa,
poi ricominciava a vestirsi sempre maledicendo un certo demone dagli
occhi d'ametista.
ZEN: come sarebbe a dire che te ne vai?
XEL: mbhè, ormai siete abbastanza vicini ad Adonay no? è
la città seguente, con un paio di ore di cammino vi arriverete
XENIA:ma..e Philia?
XEL: si può benissimo teletrasportare ad Asariel
ZEN: si ma le cose tra voi come rimarranno??
Xelloss si teletrasportò ma la sua voce si udì dal
piano astrale
XEL: come al solito , le mi odierà e io la ignorerò
Zen sentì poi sparire la presenza del fratello, si voltò
verso Xenia, deluso fino all'inverosimile, poi sbuffò e poggiò
il capo sul tavolo
ZEN: e io che pensavo che finalmente si ammogliasse
Xenia sorrise, la sola idea di vedere Xel sposato la faceva ridere,
certo che però anche lei sperava che le cose tra lui e Philia
finissero un pò diversamente....
Philia si sedette sul letto
PHILIA: maledetto! è anche andato a fare colazione senza
aspettar-....
Un foglietto attrasse la sua attenzione, era poggiato sul suo comodino,
lo prese in mano e lesse le poche righe scritte a mano e di fretta
che vi erano sopra.
Questa è stata l'ultima volta che ci vedremo, a meno che
in un futuro non ci sia una guerra, ma in quel caso saremo naturalmente
in fazioni opposte.
Sono già fuggito in modo simile, è il mio modo di
fare in queste situazioni ^^;;, si lo sò, non è un
gran che , ma non le so affrontare, però stò migliorando,
a Xenia non lasciai nessun biglietto di spiegazioni....
Ora devo andare, devo raggiungere Zelas-sama, continua la tua vita
come ogni drago per bene , io continuerò la mia come ad ogni
demone conviene....ossia senza di te, mi spiace.
Philia lesse e rilesse quelle poche righe
Dopo qualche secondo goccie d'acqua salata bagnavano il foglio scolorendo
l'inchiostro.
ZELAS: cosa ci fai qui?
Xelloss si guardò intorno
XEL: Perchè?.....ahem...non ci abito più?
Xelloss si grattò il capo sorridendo al suo master
Zelas lo guardò con sguardo accusatorio, poi scosse il capo
e se ne andò dalla sala del trono
Xelloss sospirò nella sala vuota.