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Romantico - Drammatico
Amelia - Zelgadiss - Xellos

ESILIO INASPETTATO

Zelgadiss e Amelia erano sdraiati, abbracciati l'uno all'altra nell'erba che nascondeva il loro dolcissimo segreto: la principessa di Saylun era da molto innamorata dell'affascinante chimera ed egli la ricambiava oramai con tenerezza e passione, ma nel suo regno il loro amore era ostacolato da ragion di stato tanto che il padre le aveva proibito di vedere il suo innamorato costringendo, anche se senza saperlo, la figlia a disobbedirgli. Per la giovane fanciulla non vedere Zel sarebbe stato come… Amelia ci pensò a lungo ma non riuscì a trovare qualcosa di altrettanto terribile.

Gli occhi di lui erano seri mentre le accarezzava i morbidi capelli neri: "Amelia, penso che tutto questo sia pericoloso… forse dovrei andarmene."

Gli occhi azzurri di lei fissarono i suoi e Zel fu grato di essere sdraiato perché la loro profondità gli aveva fatto tremare le gambe "Cosa devo portare con me?", la principessa sorrise nel pronunciare quella frase, poi si fece più seria: "Ascoltami Zelgadiss Greywers, tu non andrai da nessuna parte senza di me! Hai promesso che saremmo rimasti sempre insieme e che nessuno ci avrebbe mai separato! Non puoi tirarti indietro perché tutto sembra essere diventato un po’ più pericoloso"

La baciò, i suoi occhi talmente gentili da farla piangere debolmente: "Fosse pericoloso solo per me non sarei preoccupato ma la sola idea che qualcuno possa farti del male mi terrorizza!"

"Sono forte, lo sai! In grado di difendermi e solo un avvenimento potrebbe spaventare me: perderti!"

Zelgadiss voleva continuare a provare a convincerla ma lei disse quell'unica frase che l'avrebbe bloccato: "Ti amo!". La chimera si chiedeva come aveva guadagnato l'amore di questa splendida creatura ogni volta che la guardava negli occhi: "Anch'io!" mormorò poco prima di baciarla nel fuoco appassionato che stava bruciando entrambi

Nell'ombra occhi felini osservavano l'amplesso con un misto di gelosia e di nausea. Xelloss Metallium odiava Zelgadiss di un odio feroce a causa dell'interesse che Amelia nutriva nei suoi confronti. Aveva sempre amato la giovane ed allegra principessa e proprio per questo aveva fatto in modo di incentrare l'attenzione su Lina o su Philia cosicché lei avesse sempre una vita tranquilla e serena come possibile viaggiando con la dra-mata e la chimera.

E Zel me l'ha rubata… credo che sia il caso di vendicarmi! il suo sorriso si fece malizioso su entrambi!

Con questo usò le proprie capacità mentali per chiamare due guardie in modo che queste pensassero di aver visto nei dintorni qualcosa di sospetto, dopo si sistemò ad osservare lo spettacolo.

Zel e Amelia sentirono dei passi avvicinarsi e fecero appena in tempo a districarsi prima che due guardie di palazzo li vedessero. "Ohi, ohi, problemi in vista!"

Zelgadiss portò la mano alla spada, pronto ad uccidere per proteggere l'onore della sua principessa, le guardie puntarono le loro inutili lance verso di lui, quando Amelia, ancora nuda si frappose tra loro, i due abbassarono le armi per non ferirla inconsapevoli che si fosse messa in mezzo per proteggerli: "Dateci tempo per vestirci, poi vi seguiremo!"

"Principessa, noi… Noi non possiamo darvi la privacy di cui avreste bisogno, vi porgo le nostre scuse."

Li ignorò completamente mentre cominciava a vestirsi, Zel l'aiutò dove non riusciva da sola lasciando le guardie a chiedersi se ammirarla per il suo coraggio in una situazione tanto imbarazzante o disprezzarla perché si era gettato fra le braccia di un'amante come una qualsiasi paesana senza aspettare di giacere col legittimo sposo scelto dal padre.

Le guardie li scortarono fino al castello, le persone osservavano incuriosite la scena e spaventate il demone che teneva la mano della principessa protettivamente.

Il principe Phil stava lavorando nel suo ufficio quando una guardia entrò di corsa e lo informò con aria affannata che la principessa era stata trovata tra le braccia di una mostruosa creatura, non comprese subito o forse non volle comprendere subito: "Sta bene? È ferita?"

La guardia scosse la testa preoccupandolo, poi parlò: "Sua Altezza Amelia è stata trovata mentre giaceva nell'erba con quella… creatura. Un demone o non so cosa, l'avevamo già visto altre volte in compagnia della principessa e di Lina Inverse…", qui s'interruppe, sebbene Lina avesse salvato una volta il principe, era comunque famosa per aver distrutto Sailarg e in un altro continente i draghi di fuoco. Le voci raccontavano che Amelia fosse con lei ma gli abitanti di Saylun erano stati leali verso la loro principessa e non vi avevano mai creduto.

Il principe si alzò, gli occhi addolorati mentre fissava il ritratto suo e della sua bambina posato sulla scrivania Oh Amelia, perché? Era così importante per te? Cosa devo fare? Cosa devo fare? Uscì dalla stanza inconsapevole del proprio viso piangente e delle occhiate impietosite che gli venivano lanciate, sapeva solo di aver perso sua figlia.

Le guardie accompagnarono la principessa e il suo amante nelle stanze della ragazza, li fecero entrare, chiusero a chiave la porta dietro di loro, Zel sorrise: "Prendi quello che ti serve, da quella finestra sarà un gioco da ragazzi scappare."

Il viso di Amelia era calmo: "Ma noi non vogliamo scappare"

"Ah no?!"

Scosse la testa: "Zel, se fuggissimo i nostri guardiani sarebbero incolpati di questo e verrebbero puniti, questo non deve accadere. Fossimo in pericolo di vita sarei pronta a scappare ma al massimo rischiamo l'esilio".

"Pensi troppo agli altri ma agiremo come preferisci", con questo l'abbracciò teneramente, Amelia sorrise: "Forse è meglio che mi cambi. Ho l'impressione che dovremmo viaggiare ed è meglio che lo faccia con gli abiti adatti!"

Zel ebbe un sorriso insolitamente malizioso: "Ti aiuto!"

Fuori dalla stanza si sentirono solo delle risatine ed alcuni ansimi.

Il giorno dopo furono condotti al salone delle udienze, a presenziare c'era lo stesso principe Phil.

"Oggi quinto giorno dal primo raccolto, siamo qui riuniti per giudicare la condotta di Amelia Wil Tesla Saylun erede al trono. Amelia, sei accusata di aver giaciuto con quella creatura almeno una volta nonostante l'esplicito ordine a non vederlo più. È vietato dalle leggi di Saylun, soprattutto per la principessa giacere con i non umani. Sono ben accolti e possono stare con la loro gente, ma non devono mischiarsi con gli umani. Ti dichiari colpevole od innocente?"

La principessa dibatté fra sé e sé, se discutere sul significato della parola colpevole od innocente oltre alla giustizia ed all'equità della legge, ma decise che non avrebbe cambiato niente: "Mi dichiaro colpevole del 'crimine' se crimine vi è stato. Zel non è una creatura, è una chimera, 1/3 umano, 1/3 golem ed 1/3 mazoku."

Il consiglio al commento della ragazza si agitò irrequieto e suo padre la guardò con aria corrucciata: "Tu sai quale è l'unica condanna possibile?!"

Lei sorrise e chinò il capo, poi con una riverenza quasi offensiva aggiunse: "Se questa è la mia strada!"

Zel si mise protettivo di fianco a lei, gli avevano lasciato le armi, tutti a Saylun sapevano che l'unica maga presente in grado, forse, di tenergli testa era proprio Amelia ed un'arma non avrebbe cambiato molto le cose in quella situazione.

Philionel chinò il capo come se le sue responsabilità fossero diventate improvvisamente troppo pesanti poi alzò lo sguardo verso di lei: "Quanto sei cambiata, bambina mia!", ad alta voce "Io principe Philionel di Saylun condanno Amelia ed il suo compagno all'esilio, mai le porte di Saylun si riapriranno per loro. La principessa sarà inoltre privata del suo titolo, delle sue terre e di tutti i privilegi concessi al suo rango, il suo nome verrà da ora e per sempre cancellato dagli annali. Potete andare!"

Amelia sentì che alle gambe mancava improvvisamente la forza e si appoggiò, grata, a Zelgadiss che si era fatto avanti per sostenerla. Poi si staccò, i suoi occhi guardarono gelidi il principe, uno sguardo strano in una fanciulla tanto dolce: "Principe Philionel, la legge è sbagliata spero ve ne accorgiate prima che sia troppo tardi, questo regno sta stagnando e alla fine questa sarà la sua rovina!", poi se ne andò. Uscirono dal palazzo, scortati dalle guardie e dagli abitanti della città che non sapevano se piangere il fato della principessa o condannarla per il suo amante demone.

Era sera, i due esiliati cercarono un luogo dove accamparsi: "Potremmo avere problemi. Non ho soldi. Tu Amelia come sei messa?"

"Te lo dico alla prima tana di banditi che troviamo?"

"Pensavo che considerassi quello contro i princìpi della giustizia", il sorriso di Zel era gentile e lei lo ricambiò: "Non mi faccio illusioni. Nel bene o nel male rimarrò nota come amante di demoni e compagna d'assassini, molte delle possibilità che sono diritto di tutti mi sono negate. Nessuno mi accetterebbe mai come guaritrice o roba del genere. I lavori che mi verrebbero offerti non mi piacerebbero, puoi scommetterci! E così mi conviene guadagnare soldi in altro modo… derubando i banditi per esempio!"

"E' tutta colpa mia, me ne sarei dovuto andare. Ma non potevo lasciarti, senza di te sono perduto in più di un senso. A volte penso che Rezo non cambiò solo il mio corpo ma anche la mia anima, avrei voluto distruggerli, farli soffrire per come ti hanno trattato."

Lo abbracciò, il suo commento l'aveva intenerita ed intimorita allo stesso tempo, probabilmente era l'unica che potesse capire quell'affermazione: "Zel, stai attento! Non lasciare che il tuo sangue mazoku distrugga la tua anima."

"Finchè sarai al mio fianco questo non può accadere!"

Xelloss sorrise… Amelia non credo possa più essere mia ma ho appena visto un modo per portarli sul nostro fianco, e forse una volta che due dei suoi migliori amici saranno dalla parte dei mazoku, anche Lina-chan passerà dalla nostra parte. Credo proprio sia ora di adempiere alla missione del mio capo.

"Interessante, molto interessante!"

I due si guardarono attorno, cercando la sorgente della voce, dietro di loro era apparso improvvisamente Xelloss.

Amelia che sul momento si era spaventata si tranquillizzò al viso familiare del sacerdote mazoku e gli urlò: XELLOSS, NON APPARIRE MAI PIU' COSI' IMPROVVISAMENTE, MI HAI SPAVENTATO!"

Zelgadiss era ancora irrigidito, non gli era mai piaciuto a causa dei suoi continui imbrogli ma sperava che non fosse venuto da loro con intenzioni ostili, altrimenti si sarebbero trovati in enorme svantaggio senza Lina, Gourry e la spada di luce.

Xelloss ebbe un arrogante inchino: "Chiedo scusa a vostra Altezza."

La ragazza s'irrigidì nuovamente: "Non sono più una principessa, sono stata esiliata!", il suo corpo tremava, le lacrime minacciavano di scendere dalle sue guance.

"Su, su Amelia, le cose potrebbero andare peggio."

Sorprendentemente e contro le sue intenzioni questo la rasserenò: "lo so! Potrei essere senza Zel!"

Il sorriso del mazoku divenne più cupo, Zel come avvisato da un sesto senso mise mano alla spada solo per trovare il fodero vuoto: "Amelia attenta!"

Lei stava per girarsi verso di lui quando sentì un dolore lancinante nello stomaco, guardò e vide che la spada di Zelgadiss era stata spinta fino all'elsa ma era Xelloss a tenerla in mano.

"Perché?", la voce soffocata nel suo stesso sangue chiese al demone.

"Sore wa himitsu desu! Errore tuo innamorarti di lui!", si chinò e la baciò sulle labbra gustando la morbidezza delle sue labbra, la dolcezza del suo sangue ed il suo dolore in un unico feroce bacio: "ma sono un uomo generoso e ti concederò lo stesso di stare con lui".

Zelgadiss furioso cercò di attaccarlo, voleva distruggerlo, i suoi occhi che erano sempre stati di un tenue azzurro scintillavano rossi mentre si buttava sul demone solo per essere respinto da un invisibile barriera. Urlò di rabbia, qualunque razionalità sparita dagli occhi fiammeggianti, solo il desiderio di ucciderlo traspariva da essi, l'equilibrio che era sempre riuscito a mantenere grazie all'amore di Amelia era svanito nell'istante in cui la chimera aveva capito che la ferita che era stata inferta alla sua amata era letale.

Xelloss ignorando con aria arrogante i continui attacchi di Zel, stava mormorando un antico canto che fece gelare Amelia mentre il suo sangue sgocciolava dal petto portando via lentamente e dolorosamente la sua vita tanto che cominciò a piangere, cominciava ad intuire cosa il destino avesse in mente per lei.

Il sacerdote sorrise più ampiamente all'aria impaurita e consapevole della morente ex-principessa e all'odio dell'impazzita chimera ma continuò il suo sortilegio, la sua voce fredda e profonda in essa una qualità inumana che dichiarava persino più dell'aura nera che lo circondava la sua razza di appartenenza: "nel sangue e nella morte consegno quest'anima innocente alle tenebre, nell'odio e nella violenza do la nascita ad un nuovo servo dell'oscurità, nella paura e nel dolore chiamo a me i poteri più remoti dell'oscurità perché benedicano con i loro poteri il nuovo nato"

Ogni frase venne pronunciata molto lentamente, ed il cuore di Amelia smise di battere nel momento stesso in cui Xelloss finì il sortilegio. Zel continuava ad attaccare, non si rendeva conto di quello che stava succedendo una nebbia rossa oscurava tutti i suoi sensi. Poi all'improvviso anche lui fu costretto a fermarsi, sembrò che tutto si fermasse mentre delle oscure energie penetravano nel corpo della fanciulla raggiungendo la sua anima che ancora non si era staccata del corpo per corromperla, pervertirla… ed Amelia riaprì gli occhi sul mondo poco dopo averli richiusi ma non erano più azzurri ma di uno scintillante ametista ed avevano in essi così tanta oscurità eppure nelle loro profondità, quasi sconvolgenti vi era ancora una strana inquietante innocenza, l'ultimo resto della fanciulla che era stata prima di morire.

Amelia si guardò intorno, sfiorandosi il ventre da cui era scomparsa ogni ferita, vide Zel e ne sentì la rabbia e la sorpresa, vide Xelloss in piedi di fianco a lei: "Zelgadiss!", pianse e corse ad abbracciarlo.

Il corpo di Zel si tese nell'abbraccio poi si rilassò: "Credevo che tu fossi morta!"

"Ti amo ancora così tanto, credo di non essere più la ragazza che tu amavi ma non lasciarmi, non lasciarmi!"

Non potè fare altro che baciarla, poi sussurrò: "Ho promesso, insieme per sempre".

Il demone intervenne: "Per quanto mi dispiaccia rovinare questa graziosa scenetta, ti ricordo che sei mazoku adesso!"

"E questo, cosa vuol dire?"

"Intanto che mi devi rispetto…", Amelia cominciò ad urlare, il suo corpo bruciava come fosse fuoco e si rotolò per terra chiedendogli perdono.

Zel vedendo questo fu sul punto di attaccarlo quando un gelido commento lo fermò: "Sfiorami con un solo dito e lei sentirà la mancanza di quello che le sto facendo adesso!", raccolse Amelia e la strinse al petto cercando in qualche modo di calmare il dolore.

Dopo un po' Xelloss fermò qualunque cosa stesse facendo: "Poi, per adesso devi giurarmi fedeltà, e lui con te se non volete ritrovarvi a combattere uno contro l'altro."

Amelia piagnucolava tra le braccia di Zelgadiss ed il suo giuramento fu soltanto un debole mormorio, la chimera lo fissava con odio, la fiamma rossastra mai completamente spenta, ma aveva lei tra le braccia e non poteva nemmeno concepire di attaccarla anche se adesso era un mazoku e presumibilmente malvagia.

"D'accordo, hai la mia fedeltà per quello che ti può servire, adesso lasciaci soli… per favore!"

Xelloss sorrise anche se avrebbe preferito che la chimera rifiutasse, sarebbe stato uno scontro interessante, poi se ne andò.

La voce sommessa e debole di lei attirò l'attenzione di Zel: "Perdonami!"

"Non devi preoccuparti… ce la fai ad alzarti?"

Si alzò in piedi, era ancora un po’ debole ma molto meglio rispetto a prima, gli sorrise: "Sembrerebbe che le mie capacità di ripresa siano migliorate. Ti amo"

"Anch'io, più della mia stessa vita!", nel calore dei loro baci riuscirono a dimenticare il passato ed il futuro. Ci sarebbero state guerre e battaglie ma almeno ognuno avrebbe avuto ancora l'altro, nessuno dei due sarebbe mai stato solo.

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