ESILIO
capitolo 07
MORNING
Le prime luci dell'alba
Un soffitto fu la prima cosa che vide.
Un soffitto bianco,nella penombra, oscurato, striato da bianche linee orizzontali che andavano sfumando mano a mano che si allontanavano dalla finestra.
La luce filtrava dalle poche fessure lasciate quando si era abbassata la tapparella.
Che giorno era?
giovedi
si alzò a sedere nel letto e senza il minimo rumore il lenzuolo leggero gli scivolò fin al bacino scoprendo il petto nudo
Le dita della mano destra si fecero strada nei folti capelli blu del ciuffo ribelle.
Rumore di qualche macchina lontana.
nient'altro
Si alzò e uscì dalla camera, richiudendo silenziosamente la porta dietro di se e non degnando di uno sguardo l'altro occupante del letto, ancora dormiente.

Camminò da solo per le strade ancora deserte.
Unica cosa che si muoveva vicino a lui era il flebile fumo della sigaretta.
Di frequente ormai camminava all'alba per le strade della città , senza nessuno al fianco e con una forte sensazione di solitudine nel cuore.
Era estremamente egoistico quello che faceva e lo riconosceva , ma era troppo pieno del suo dolore per pensare anche a quello altrui
Estremamente egoistico
Ma non gli importava
Altrove erano i suoi pensieri

-DOVE CAVOLO SEI STATO?!?!??? PENSAVO FOSSI MORTO!-
Zen con un calcio chiuse dietro di se la porta e lanciò le chiavi nel posacenere vuoto in anticamera.
-mbhè....che ti sarebbe importato?-
Xelloss rimase interdetto in mezzo all'anticamera. Zen gli passò tranquillamente a fianco per dirigersi in camera.
-In effetti........-
Disse a nessuno in particolare
Poi si voltò di scatto
-PERO' POTEVI ALMENO AVVERT-
Non finì la frase che Zen diede un calcio anche alla porta della camera, lasciando di nuovo solo Xelloss nell'anticamera
*gocciolone*
-...di cattivo umore?...-
Chiese il demone come se stesse parlando con la porta chiusa.

-Si può?....-
Xelloss fece capolino dalla porta della camera
La porta finestra era aperta, le tende svolazzavano sospinte leggermente dal vento mattutino.
Aria fresca e pulita
Zen se ne stava appoggiato al parapetto del balcone, fumando una sigaretta e fissando assente la lontana statale del sempione, attraversata da sporadiche macchine mattutine
-Zen?...-
Xelloss si affacciò sul balcone
Zen non si voltò.
Xelloss si mise di fianco a lui a rimirare il panorama.
-Vuoi?...-
Zen porse un pacchetto di sigarette a Xelloss e il demone ne prese una , accendendosela con una fiammella volatilizzatasi dal nulla.
Rimasero così in silenzo per qualche minuto, osservando un panorama che davvero non li interessava
-Quando te ne andrai...portami con te.-
Xelloss si voltò verso Zen
-Cosa?....-
Zen allora si voltò, fissando Xelloss negli occhi, ora aperti.
-Voglio venire con te, nella seconda dimensione-
-Non dire cavolate.....-
-Non stò scherzando!!-
Xelloss osservò il fratello
Sembrava risoluto, lo percepiva anche dai pensieri che riusciva ad afferrare a sprazzi nel cervello del fratello.
-No-
-Ma perchè???-
-Che domande idiote fai!???????-
Zen sobbalzò
Xelloss non aggiunse altro
Fissò per qualche attimo il pavimento del balcone
Poi buttò il mozzicone della sigaretta di sotto e rientrò in casa
Xelloss finì la sua sigaretta
-Deficiente...-
Disse a nessuno in particolare....
Una mezz'oretta dopo anche Xelloss rientrò dal balcone
-Che fai?-
Chiese il demone guardando il fratello in larghi pantaloni con le tasche neri e con la testa nell'armadio
-Non lo vedi?-
Disse questo mettendosi una maglietta bluette della nike che gli andava parecchio larga
-Mi preparo per andare a scuola.-
-Mah, è presto, non hai nemmeno dormito-
-Un paio d'ore si....-
Si strofinò i capelli ancora umidi con un grosso asciugamano azzurro
scosse la testa un paio di volte e i capelli ricaddero nella sua solita pettinatura
Come i cani...
Pensò Xel...
Passò in soggiorno e Xelloss lo seguì. Zen afferrò dal divano una camicia leggera blu, la indossò e si mise in spalla il tubo contenitore dei fogli.
Guardò velocemente il foglietto attaccato sull'antina del frigorifero e afferrò un paio di matite.
Prima di uscire, dal portaombrelli, afferrò una riga a T di ferro e le chiavi di casa e della macchina dal posacenere in anticamera
Uscì senza dire una parola.
Xelloss mise le braccia incrociate al petto, imbronciato
-Mbhè, non sto di certo a casa da solo ad aspettare che lui torni chissà quando!-

Ore 10:45, Liceo artistico statale di Busto Arsizio. Aula 19, architettura
-You spin me right round, baby Right round !!! like a record, baby Right round round round.... -(*)
Zen se ne stava nei pressi del suo tecnigravo, imbracciando la riga a T come fosse una chitarra elettrica e, con il walkman a palla nelle orecchie, dava spettacolo al centro dell'aula. Il prof era fuori a fumare una delle sue solite sigarette all'alloro...o almeno così diceva lui......chissà che si fumava....
*SPAM!!!!*
Velocemente un grosso bernoccolone si fece strada nel ciuffo azzurro.
Zen si voltò con due lacrimoni agli occhi e una vena pulsante sula tempia destra
-Lidia!!!!!-
-ECCHECCACCHIO!!!!! Domani abbiamo la consegna del ciclo di tavole e tu ti metti a cantare in mezzo all'aula?!?!-
Zen si massaggiò il bernoccolo
-Mbhè, abbiamo avuto 4 giorni per farle.... un totale di 8 ore in aula e più il tempo a casa....senza contare che sto progetto dovevamo consegnarlo alla fine dell'anno scorso.....quindi anche l'estate-
-Parli proprio tu!!!! che te lo sei fatto fare da chissàchi durante l'estate!-
Zen si grattò la testa con un gocciolone
-Mbhè ^^; se ho tante donne che mi fanno i piaceri più disparati-
-Chissà in che consistono gli altri piaceri...-
Alex era passato loro a fianco dicendo solo questo e sparendo fuori dall'aula. Sui capi di Zen e Lidia comparvero due goccioloni....
-Hey Alex!-
Zen lo raggiunse correndo, Lidia rimase sola con la riga a t in mano che aveva usato per bastonarlo.
Zen raggiunse Alex alle macchinette del caffè.
-Incavolato?....-
Alex mise 500 lire nella macchinetta e scelse una cioccolata con extra zucchero
-No-
-Sicuro...?-
Chiese Zen cercando di squadrarlo per bene in faccia
-ZENDARU LOCATELLI!!!!-
Zen s'irrigidì all'istante mettendosi sull'attenti, ma non ebbe il coraggio di voltarsi, riconoscendo la voce femminile alle sue spalle
Alex squadrò la ragazza dietro a Zen
Una bella ragazza dai lunghi capelli neri , occhi verdi e forme perfette.
-Ahem...-
-BASTARDO CHE NON SEI ALTRO!!!!!-
Zen a quell'epiteto si voltò di scatto con un sorriso a 36 denti e grattandosi nervosamente la testa
-Ciao micetta ^^ che piacere vederti qui ^^; ma tu non fai la ragioneria???? ^^;;;;;;;;;;;;;-
La ragazza era determinata e incazzata nera...almeno così la classificò Alex a prima vista
-SI!!,faccio la ragioneria, ma questo non mi ha impedito di marinare stamattina per venire qui e beccarti!! forse era l'unico modo per vederti ancora! dato che non so nemmeno dove abiti e il numero che mi hai dato era sbagliato!!!!!-
-Ah...aheh...eh....dici davvero? ^^; devo aver sbagliato a scriverlo.....^^; che piacere vederti ^^;;;-
-Se mi avessi svegliata o avessi aspettato un'orario decente mi avresti visto stamattina! a letto!!!!! NEL MIO LETTO!!!!!-
Zen deglutì
Alex invece se ne stava dietro i due, appoggiato alla macchinetta, seguendo l'interessante la scena mentre tranquillamente si beveva la sua cioccolata calda...
-Si ma ecco, vedi, io sono un tipo mattiniero e-
-NON SPARARE CAZZATE!!!-
A quella frase la ragazza, al limite dell'incazzatura estrema, gli assestò un potente calcio all'inguine e se ne andò marciando come un troll
Zen si piegò in due dal dolore e cadde in ginocchio nell'atrio a capo chino, con due lacrimoni agli occhi.
Alex, finita la sua cioccolata , lo sorpassò per tornarsene in aula....
Zen protendette una mano
-Alex, aspettaaaahiaaa...che male cribbio!!!!!!!-
-Io non centro, le tue palle non sono affar mio...-
Disse tranquillo senza voltarsi.
Ore 13: 45 , intervallo lungo.
Zen camminava tranquillo per i corridoi della scuola. Tra la massa di alunni cercava Alex, appena era suonata la campanella era uscito dalla classe e lo aveva perso di vista.
Lo incontrò sotto la grande arcata per l'uscita dall'istituto, che si avviava alla piscina davanti la scuola, probabilmente per pranzare al suo self service. Si affiancò al ragazzo che camminava tranquillo.
-Oilà, ti ho perso di vista-
-...tutto ok?...-
-Oh si, non è il primo che calcio da quelle parti che mi prendo...non so perchè ma le donne hanno questa mania dei calci nelle palle.....forse dovrei cominciare ad andare in giro con il sospensorio...-
Alex non replicò intento ad attraversare la strada. A quell'ora i primini uscivano per tornare a casa e i loro genitori in macchina avevano una fretta del diavolo di tornarsene a casa con i pargoli.
Alex prese il suo vassoio e lo poggiò sulla mensola di ferro , facendolo scorrere verso sinistra e passando di fronte agli antipasti ed ai primi. Lo stesso fece Zen che però chissà come mai, scorreva moooolto più lento di lui....
Arrivato ai dessert in totale sul vassoio di Alex v'era una bottiglietta d'acqua, un piatto di pasta e un budino...sui due vassoi di Zen c'erano due bottiglie di coca cola, tre primi, quattro secondi , 5 porzioni di budino , una fetta di torta alle mele e un piattone di patate fritte con ketchup.
*gocciolone di Alex*
SI sedettero tranquillamente a mangiare ad uno dei tavoli del sef service della piscina. Da parte a loro c'era una vetrata che dava alla piscina coperta, a quell'ora non c'erano corsi e la piscina dsi pagava a ore.
Alex non finì tutto quello che aveva nel piatto e guardava assente oltre il vetro della piscina, mentre Zen si affogava nel cibo come se fossero 6 mesi che non mangiava.
Zen trangugiò il budino versandoselo direttamente in bocca, l'uso del cucchaio per una porzione così piccola era superfluo, tracannò l'ultimo sorso di coca e si mise a ondeggiare sulle gambe posteriori della sedia, tenendosi la pancia finalmente contenta.
Zen fissò l'amico davanti a se.
Aveva sicuramente qualcosa che non andava, era deciso a parlargli quando lo stesso Alex prese per primo la parola
Senza guardarlo disse:
-Perchè ti comporti così? non ti interessa qualcuno d'amare?-
Zen rimase bloccato da quelle parole
Alex notò il silenzio e si voltò verso di lui
Zen fissava il tavolo assente, sorridendo leggermente
-Zen...?-
-Io ho già amato.....e perso...ora non credo d'esserne più capace-
Alex lo guardò, quelle parole le aveva sentite proferire con un tono che Zen non aveva mai usato con lui, un tono dolce , forse per il ricordo della persona che amava, ma anche rassegnato e permeato di una tristezza infinita.
-...sei stato lasciato...?-
Zen sorrise e lo guardò
-oh no, ti potrà sembrare strano ma come lei amava me io amavo lei, e..non l'ho mai tradita....-
Disse enfatizzando le ultime parole come se fosse una confessione sconvolgente
Ed in effetti alle orecchie di Alex lo era...

(*) La canzone è' You spin me round' dei Dope, una canzone che per l'appunto oggi, imbracciando una scopa, mi son messa a cantare a squarciagola in mezzo al mio reparto mentre pulivo intorno alla mia scrivania al lavoro ^^;; (tanto ormai m'hanno assunta, non si potranno mai più liberare di me BWWWWAAAAHAHAHAHAHAHAHAA!!!!!)

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