ESILIO
capitolo 08
SOLITUDINE...
-Vi siete lasciati?..-
Zen appoggiò il mento sulla mano destra e il gomito destro sul piano del tavolo, poi fissò oltre al vetro della piscina
-in un certo senso si, non potremo più vederci-
Alex si sporse leggermente sul tavolo
-mah, allora sei solo lontano da lei, non vi siete mollati-
-Già-
-E' successo quando ti sei trasferito in questa scuola due anni fà vero? e perchè non torni da lei? che te lo impedisce?-
Zen sorrise un poco
-E' una situazione difficile, sappi solo che non posso tornare e lei non può venire qui...lei crede che io sia morto-
-Cosa!????-
Alex si azò in piedi di scatto e gli altri clienti del self service lo guardarono per un paio di secondi, poi ripresero quello che stavano facendo
-Cavolo! telefonale! mandale una lettera! dalle appuntamento su internet!-
Zen rise leggermente
-Ah eh, magari fosse così facile, Alex, non mi chiedere altro, sappi solo che ho vagliato tutte le ipotesi ma non potrò più vederla ne sentirla....-
Alex a quel punto si fece serio e si avvicinò a Zen
-Non è che ti sei invaghito della figlia di un mafioso?-
*GOCCIOLONE AZZURRO*
-Ahem...no no..^^;-
-Hey uomini di mondo, alzate le chiappe e fatemi un pò di posto-
Aex e Zen alzarono lo sguardo, davanti a loro stava Emanuela, loro compagna di classe e ragazza che aveva dato festa il lunedi a casa sua.
Zen si spostò leggermente e lei gli si sedette da parte , poggiando il suo vassoio sul tavolo
-Quel grandissimo testone fumato del prof mi ha tenuto in classe un quarto d'ora del mio intervallo parlandomi della linfa delle foglie, MACHECACCHIOMENEFREGAAME!?-
*gocciolone dei due*
-Sai com'è fatto, imprevedibile e fuori dalla norma-
RIspose Alex sorridendo
-Si ma la linfa! dove diavolo le và a pigliare ste....HEY! giù le mani dal mio vassoio tu!!!!-
Zen aveva la bocca piena e da questa usciva ancora una patatina fritta
-ho prescio holo uha pahahina....-
-UNA!??-
*glom*
-Ahem, diciamo due ^^;-
-NON HAI CHIESTO NEMMENO IL PERMESSO!-
Guardando i due litigare lo sguardo di Alex si fissò su Zen. Aveva una grande tristezza nel cuore ma non tradiva nulla all'esterno. Il suo modo di fare era sempre gioviale, felice e positivo....
era quello che gli piaceva tanto.

Era sera ormai, aveva ritardato ancora, era sicuro che Xelloss si sarebbe arrabbiato.
Era alla guida della sua macchina, lungo l'alberato viale Stelvio i lampioni gettavano gialle luci sui colori sbiaditi delle cose.
Schienale leggermente più basso del normale, mano destra sul volante, gomito sinistro poggiato sul finestrino abbassato.
L'aria era ancora calda, il leggero venticello causato dallo spostamento della macchina gli muoveva il ciuffo bluette.

-Sono in ritardo lo sò! -
Entrò in casa e richiuse la porta dietro di se con un calcio, aveva le mani impegnate da una quantità di scatole infinita, cibo d'asporto cinese.
Poggiò le chiavi nel solito posacenere e spiò nella cucina/salotto.
Lasciò le scatole sul tavolo.
Di Xel nemmeno l'ombra.
Entrò in camera e controllò il balcone, niente.
-Xel...?-
La casa era in penombra, dalla porta finestra del soggiorno entrava la luce dei lampioni nel giardino del palazzo.
Rimase fermo dov'era, sentendo un peso al petto.
Intorno a lui la casa muta e deserta.
-Xelloss....?..-
Fu in quel momento che vide un foglio di carta sul basso muretto dell'anticamera che divideva l'ambiente dal soggiorno.
lesse velocemente le due righe.
" Ne ho piene le scatole di aspettarti in casa da solo come un deficiente, che razza di vacanze mi fai fare!? non sei per nulla un buon ospite."
Tutto li, seguiva una semplice sigla come firma
Rilesse a tratti le due frasi più e più volte
Tutto li quello che aveva da digli?
Era solo quello che gli aveva lasciato prima di andarsene??
Una sensazione mista a rabbia e a solitudine lo afferrò di colpo
Strinse le mani sul foglio fino a spiegazzarlo , poi urlò al foglio
-XELLOSS!!!!!! e' tutto qui quello che hai da dirmi?!???????-
-Che?...-
Alzò lo sguardo e lo vide sulla porta , aveva due borse della spesa per mano.
-Che cavolo hai da urlare da solo come i pazzi?-
Chiese il demone mentre richiudeva dietro di se la porta.
Fu preso alla sprovvista quando Zen gli saltò letteralmente addosso abbracciandolo da dietro
Rimase immobile, non capendo che diavolo gli fosse preso d'improvviso
-Pensavo che te ne fossi andato, pensavo...che mi avesti lasciato di nuovo solo.....-
Disse a bassa voce
Xel sorrise leggermente

Xelloss fece di tutto per riprenderlo al volo ma il gamberetto sfuggì un'altra volta alla presa dei suoi bastoncini, fu in quel momento, mentre il gamberetto era sospeso per aria che altre due bacchette guizzarono in suo soccorso prima che finisse irrimediabilmente per terra, leste lo bloccarono e sparirono così com'erano apparse...dirette alla bocca di Zen
Zendaru masticava contento
-BASTARDO! quello era mio! è già il quarto che mi soffi!!-
-Mbhè, *chomp* cerca di imparare in fretta, altrimenti rimarrai a dieta stasera ^^-
Se ne stavano seduti sul divano a guardare la televisione, circondati da scatolette piene o vuote di cibo d'asporto cinese.
Tre colpi ritmici colpirono leggermente la porta di casa.
Zen , che se ne stava seduto al contrario , gambe sullo schienale e testa che penzolava dal sedile, rimase con le bacchette del cinese in bocca e guardò l'orologio appeso in soggiorno
-Chi cavolo è a quest'ora?-
Xelloss si alzò ed andò ad aprire
Si trovò davanti un ragazzo alto e magro, sul metro e ottantacinque, lunghi capelli castano scuri ondulati ricadevano in un taglio simile a Xelloss, ma senza frangetta. Indossava un lungo spolverino nero leggero , jeans neri e maglietta in tinta senza nulla disegnato.
-...si?-
Il ragazzo spiò leggermente oltre al demone, dentro la casa
-Stavo cercando Zendaru...-
-Zen?..qualcuno ti vuole-
Zen con una capriola scese dal divano e con ancora in mano la scatoletta del cinese e le bacchette andò alla porta
-FIl!, entra!-
Disse Zen appena vide il ragazzo sull'uscio
Il ragazzo entrò e Xelloss richiuse la porta
-AHem, Fil, questo è Xelloss, mio fratello maggiore...-
-Piacere ^^-
-..piacere, io sono Filippo, un'amico di Zen....-
Si voltò verso Zendaru, che di par suo aveva ricominciato a mangiare il contenuto della scatoletta che aveva in mano
-Zen, ho bisogno di un lavoretto-
Zen sospirò e si grattò la testa
-Che palle....-
-E' urgente....-
Guardò Xelloss
-oh, non ti preoccupare, lui può ascoltare...-
Disse Zen ondeggiando la mano destra e appoggiando la scatoletta sul tavolo.
Filippo guardò il demone dai capelli viola
-Non per essere scortese, ma preferirei di no-
Zen si appoggiò al tavolo della cucina e incrociò le braccia
-Come sei diffidente, è mio fratello-
-A meno che non siate fratelli siamesi, preferisco che non senta..cerca di capire...-
Zen sbuffò leggermente
-fà nulla ^^ vado sul balcone a prendere un pò d'aria -
Disse Xelloss avviandosi verso la camera da letto
-Allora....? di cosa hai bisogno?-
Chiese Zen accendendosi una sigaretta
-di un'omicidio-
Zen fissò il ragazzo da sopra la sigaretta, in silenzio
Filippo vide il suo sguardo
-Lo so che non fai di questi lavori , ma stavolta è per un favore personale...-
Zen aspirò un pò di fumo dalla sigaretta
-Se lo sai perchè me lo chiedi-
-Ne ho bisogno, i casi son due, o la vita di quell'uomo o la mia-
Zen fissò Fil
Il ragazzo si lasciò cadere seduto sul divano e fissò Zendaru
-mi sono messo un pò nei guai ^^;-
-Più di quelli in cui eri già...?...che diavolo hai fatto? ti sei portato a letto la figlia del capo?-
Disse Zen sorridendo e alludendo alla simpatia che la ragazza in questione aveva per Filippo
-Esatto.-
*STUMPHT*
Zen scivolò disteso per terra a faccia in giù
-COSA!? ma sei un suicida!!-
Filippo si grattò il capo
-AHem...-
Zen scattò in piedi
-Ed io dovrei far fuori quell'uomo!? con 13000 guardie armate sino a denti ovunque!?? tu sei pazzo , equivalrebbe a tentar di far fuori Dynast-
Fil agrottò le sopracciglia
-Chi è DYnast?...-
-AHem....il mio vecchio capo....-
-Anche tu nei casini eh..?-
-Mbhè, per lo meno quella che mi son portato a letto non era sua figlia, ma l'ha presa comunque male-
Filippo si alzò
-Se eri anche tu in una situazione simile mi puoi capire...-
-Si , cioè, no, insomma...-
-Zen?...mi aiuterai?-
Zen scosse la testa
-Non lo so, insomma, Laura come la prenderebbe?-
-La prenderebbe bene, suo padre l'ha sempre tenuta chiusa in casa , trattata con distacco, insomma, lei lo detesta...-
Zen guardò Fil
-E così con la morte del vecchio gli affari passerebbero a lei....-
-So cosa stai pensando....credi che abbia fatto tutto ciò per scopo personale, ma non è così...il comando passerà secondo testamento al fratello minore e solo per una piccola parte a lei-
-Sempre meglio di niente...-
-non giudicarla in questo modo, tu non la conosci bene.-
Zen si strinse nelle spalle. fissando il paesaggio fuori dalla finestra
-Allora...mi aiuterai Zen?-
-Quanto..?-
-25 milioni-
Il sopracciglio di Zen guizzò un poco ma Fil non lo vide perchè voltato
Era una bella cifra....
e poi quel tizio stava sulle palle anche a lui.....

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