ESILIO
capitolo 10
ESPLOSIONI

Con un agile balzo e un leggero aiuto da parte della levitazione, il ragazzo arrivò in alto al muro di cinta. Uno spesso muro di cemento armato su cui stava un groviglio di filo spinato.
Con un colpo di polso gettò l'impermeabile di pelle nero al di là del filo in modo che non si impigliasse. Si guardò attorno, gettò uno sguardo all'interno del giardino. Tutto silente e buio. Nessuno in vista. Quello era uno dei pochi punti in cui le telecamere non riuscivano a riprendere, non più di un paio di metri quadrati, ma sufficienti per passare. Si era studiato a memoria tutte le informazioni che Filippo gli aveva dato.
Sorrise.
Con un salto arrivò in ginocchio sull'erba fresca e curata del giardino interno.
Rimase inginocchiato sempre guardandosi intorno con circospezione.
Da parte a lui Xelloss apparve. Zen ricambiò lo sguardo del fratello.
-Non facevi prima a teletrasportarti?-
Gli chiese questo a bassa voce
-Mbhè...così fà più figo....-
*gocciolone di Xel*
Nella mano destra aveva una beretta. Una beretta calibro 9. Il metallo della pistola era opaco, in modo da non riflettere i raggi delle lampade che illuminavano leggermente il giardino.
Sotto l'impermeabile il ragazzo era vestito con una maglia meno larga delle solite felpe xxl che portava, di un blu scurissimo, pantaloni a sigaretta di pelle neri e un paio di grossi anfibi neri usurati e che probabilmente avevano visto giorni migliori.Tuttavia ormai si erano perfettamente adattati al piede dando così libertà nei movimenti nonostante apparissero pesanti con quel loro carrarmato scolpito.
-Vediamo di non farci beccare...okkey? seguimi, so esattamente dove mettere i piedi qua dentro-
Zen s'alzò e sempre con circospezione cominciò a camminare proteggendosi alla vista di alcune guardie di tanto in tanto, nascondendosi dietro qualche cespuglio o albero. I movimenti di Xelloss erano silenziosi come quelli del fratello, la differenza stava nella tranquillita che il fratello maggiore ostentava con quel suo viso sorridente, Zen invece sembrava un poco più preoccupato della situazione.
-Scusa ma perchè non fai esplodere tutta la villa da distanza e la facciamo finita?-
-Scusa ma perchè non riesci ad adattarti ai metodi che ci sono su questo mondo e non la pianti di parlare?? se ci beccano siamo finiti, ci sono allmeno un centinaio di guardie in questo giardino e chissà quante all'interno della villa!-
Xelloss si strinse nelle spalle e osservò curioso i movimenti del fratello.
Stavano dietro ad un'albero, protetti dalla vista di una guardia che stava passeggiando con una torcia in mano, facendo la ronda intorno alla villa.
Zendaru si voltò leggermente spiando la guardia e aspettando che girasse l'angolo della casa per poter arrivare al muro della villa.
-Zen?-
Zen gli fece un cenno con la mano cercando di farlo stare zitto, senza voltarsi.
-Ahem...Zen?-
-Che vuoi??-
Disse sempre senza voltarsi. La guardia aveva quasi raggiunto l'angolo.
-Di questo che cosa ne faccio?-
A questo punto Zen si voltò
*gocciolone*
Xel teneva per la collottola un grosso dobermann ringhioso che sperava solo di avere un poco più di movimenti per scarnificare quei due intrusi.
-Porca miseria!! O__o ahem...-
-lo faccio fuori?-
-Ahem....no, dopotutto gli animali mi piacciono...-
Detto questo Zen assestò un sonoro colpo in testa alla bestia con il calcio della pistola. Questo reclinò il capo, svenuto.
Xel lo lasciò cadere per terra con un sonoro tonfo.
La guardia si voltò udendo il rumore,e tornò sui suoi passi.
Zen la vide. Si guardò velocemente intorno per cercare un nascondiglio, nulla. L'unica fu uscire allo scoperto e sparare . Alla distanza di meno di tre metri la pallottola raggiunse l'uomo in piena fronte. la pistola aveva un silenziatore e non si udì nulla più che un suono ovattato. L'uomo cadde riverso a terra.
-Muoviti!-
Zen scattò oltre l'albero, non si era accorto che un'altra guardia stava alla loro destra a meno di cinque metri, puntando un fucile già nella loro direzione.
-FERMI!!!-
*SBOOOOOOOM!!*
L'uomo esplose
*GOCCIOLONE*
Zen si voltò verso Xel per vederlo ancora con il dito indice alzato...
-MA CHE CACCHIO!!!! E' ESPLOSO!-
-mbhè, credo sia morto no?...non dobbiamo mica farli fuori se ci scoprono?-
-Si ma cavolo! non facendoli esplodere così!! -
-morte naturale....-
*classica libellula che passa dietro il capo di Zen*
-Esplosione naturale....certo....-
Da una delle due cinture che il ragazzo aveva attaccate alla vita di sbieco, tirò fuori un'altra pistola e la diede a Xel
-Toh, usa questa la prossima volta...facciamo meno casino...-
Il demone la guardò
-E come si usa?-
-La punti verso in nemico e spari.-
Disse Zen guardandosi in giro.
Vedeva il raggio di una torcia avvicinarsi velocemente da un'angolo della casa, l'esplosione aveva attirato per ora solo una guardia ma presto sarebbero state tutti su di loro.
Un'altra torcia si avvicinò dall'altro angolo della casa, Zen si tenne pronto puntando la pistola in quella direzione
-Io quello, tu l'altro-
-Ok...-
Disse il demone impugnando la pistola e con ancora parecchi dubbi in testa
Il colpo prese in pieno la guardia su cui aveva sparato Zen
Dietro di se sentì un'altra esplosione
*GOCCIOLONE GIGANTE....*
Si voltò lentamente.... Xel aveva una faccia angelica
-Mbhè ^^ l'ho puntata come mi avevi detto tu e poi l'ho fatto fuori ^^-
Zen scosse il capo con un grosso gocciolone.
-lasciamo perdere, fa come vuoi....-

Alex si alzò dal letto su cui era sdraiato. La televisione continuava a parlare senza l'attenzione dello spettatore.
Guardò fuori dalla finestra. Nulla.
Gli sembrava d'aver udito qualcosa... Quando stava per tornare a guardare la tv sentì di nuovo quel rumore ovattato e lontano, e vide insieme al rumore un bagliore leggero accendersi e spegnersi quasi subito in lontananza.
-Che diavolo succede a Nerviano...?-

L'anziano uomo grasso indietreggiò per un paio di passi, tremando, inciampò nel tappeto persiano al centro della grande sala e cadde seduto.
Continuò a gattonare all'indietro.
Zen liberò la lama del suo coltello dal corpo dell'ultima guardia. Questo cadde al suolo inerme tingendo il pavimento con il suo sangue.
Xelloss si guardò attorno. Nessun'altro oltre al vecchio
Zen fece un leggero inchino, sorridendo.
-Buonasera signor Valentini. Scusi l'ora tarda della mia visita, e sopratutto il caos provocato dalla mia entrata, ma avevo fretta-
-T... ti troveranno!! le mie guardie ti troveranno e ti faranno fuori!!!!-
-Oh, non c'è problema , credo che se non ci sarà nessuno che li pagherà per farmi fuori, non lo faranno certo gratis...-
-M..mio figlio Walter...e Laura....loro mi vendicheranno!!-
Zen aveva camminato fino davanti all'anziano, ed ora gli puntava la pistola in piena fronte
-Walter non aspetta altro che tu schiatti . Sarà difficile inoltre capire chi è stato, se nessuno è sopravvissuto per raccontarlo...-

-Aspetta..-
Zen fece indietreggiare Xelloss , che stava già con la mano sulla maniglia della portiera della macchina.
Zen tirò fuori dalla tasca un rotolo di filo da pesca e sputò la cicca che aveva in bocca, attaccandola sotto la maniglia della portiera di guida, insieme ad un capo del filo da pesca... Srotolò il filo e indietreggiò fino a che non fu dietro ad un'albero...una dozzina di metri distante dalla macchina. Xelloss stava al suo fianco con un punto di domanda che gli lampeggiava vicino. Zen tirò con un colpo secco il filo e quello che seguì fece finire i due per terra seduti, all'indietro...
La twingo esplose.....
Rimasero un paio di secondi a fissare le fiamme in mezzo a quel sentiero del parco....
Xel si alzò e si spolverò un poco di terra dai pantaloni
-Suppongo torneremo a casa a piedi...-
Zen era ancora seduto per terra che fissava incredulo le fiamme
-Zen...?-
*nothing*
-....ahem...Zen?-
Zen si voltò lentamente verso Xelloss con due occhioni lacrimosi
-La mia maaaaaaaaaaaaacchinaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ç________________________ç-
*gocciolone viola*
-Ahem...supponevo che dato il giochetto che avevi fatto con il filo, te lo fossi aspettato....-
-nooooo!!!!!!!!!!!!! lo faccio sempre per precauzione!!!!!!!!!! non era mai esplosa!!!!!!!!!! GUARDA! non c'è più niente!!!!! O___ç-
Zen cadde per terra sdraiato pestando pugni e piangendo a dirotto
-LA MIA TWINGO!! LA MIA TWINGO BLUETTE!!!!!! E' ESPLOSA! NON C'E' PIU!!!!!!!!!!-
*gocciolone gigante*
...
Tornarono a casa a piedi, con Zen che sospirava a capo chino.....

Il giorno seguente...

Una Ducati monster nera comparve da una curva a gomito ad una velocità assolutamente troppo alta per essere in un centro abitato
Nonostate tutto non perse il controllo e sfrecciò nel rettilineo in cui la curva sbucava
Chi la guidava aveva talmente tanta fretta che s'era persino dimenticato di mettersi il casco e cercava inutilmente proprio in quel momento d'infilarselo, mentre con una sola mano teneva il manubrio e parlava da solo come i pazzi ...
NARR: dejavu
ZEN: SMETTILA DI PERSEGUITARMI!! NON VEDI CHE HO FRETTA!?!? SONO IN RITARDO!!!!!
NARR: tanto per cambiare....
Finalmente riuscì ad infilarselo e...
NARR: tho guarda, la solita vecchietta che attraversa la strada!
-SIGNORA SI TOLGAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!-
La povera donna , ormai abituata, si lanciò dall'altra parte della strada ed atterrò in ginocchio sul marciapiede. Aspettò che la moto passasse e poi s'alzò in piedi soddisfatta. Proseguì per la sua strada sorridente.
Era buona abitudine un po di movimento la mattina....
*GOCCIOLONE*

A quella velocità, come imbroccò la galleria che dava accesso al cortile interno del liceo, lo seppe solo lui , fatto sta che riuscì a prenderla e sbucò nel cortile alla velocità di una monoposto sul circuito di Imola.
Frenò facendo un giro su se stesso di quasi 360°. Quando si tolse il casco, il ciuffo blu, schiacciato, esplose in tutta la sua voluminosità, e il demone s'accorse d'aver davanti a meno di cinque centimetri un'Alex con qualche valvola mitralica in meno....
-Ops....per poco non ti prendevo...-
Fu il commento di Zen
-ODDIO!!!!!! CHE FIGO CHE SEI!! HAI PURE LA MOTO!!!!-
*STUMPHT!!!!!!!!!*
naturalmente questo fu il commento di Alex...che fece cadere di sella Zen....e la moto gli rovinò pure addosso....
*gocciolone*

-Oddio!! e stai bene!??!?!?-
Chiese Alex preoccupato
Zen camminava per il corridoio del liceo con le braccia incrociate dietro la testa, teneva in mano una cartelletta A3 con i fogli e un po di roba a casaccio.
-No, io non mi sono fatto niente, ma la macchina è distrutta....-
-Diamine!...ma era colpa tua o dell'altro che t'è venuto adddosso?-
-oh mbhè..ahem, non mi è venuto addosso nessuno, sono andato a sbattere io..^^;-
-Che scemo che sei!! a quanto andavi?? potevi ammazzarti!-
-ufh, non andavo veloce....cmq fatto sta che devo prendermi una macchina nuova...-
-Perchè non usi la moto?-
-Come vedi la uso ma per i viaggi lunghi e d'inverno ho bisogno della macchina....-
-uh...e hai già una vaga idea di che cosa prendere?-
-Mbhè...le mie finanze non sono molto rosee in questo periodo...dovrebbero arrivarmi dei soldi ma non so quando...Comunque pensavo ad una Clio...-
-tutte renault?-
-Hanno la linea strana, non so, mi piacciono....sono tonde...-
-Prenditi una smart! ^^-
Lo sguardo che gli lanciò Zen fu più che esplicativo
-Suvvia....scherzavo....-

-Sono a caaaaaaaaaaaaaasaaaaaaaaaaaaaaa-
Urlò Zen mentre lanciava la cartelletta dei fogli sul divano e le chiavi di casa nel posacenere sopra al muretto d'entrata.
Xelloss sbucò con la testa dalla cucina
-Oilà! ho fatto da mangiare! ^^-
-Oddio...ho paura...-
-Scemo....-
Disse Xelloss uscendo dalla cucina con un mestolo in mano stile bacchetta magica
-..Guarda che in secoli che faccio da mangiare a Zelas ho imparato un bel po sulla cucina-
-Scusa, ma perchè fai tu da mangiare per Zelas?...-
-oh mbhè, mi diverto....-
Zen lo guardò stranito
Xelloss fece un cenno col capo
-E poi dice che i cuochi l'attizzano....-
I due risero come deficienti...

Zen dovette ricredersi, Xel sapeva cucinare e davvero bene..
-uhm, ma come mai hai fatto tuta sta roba?-
Era una cena faraonica, tutto completo dall'antipasto al dessert e tutto in porzioni giganti
-Mbhè, perchè mangi tu....-
Disse Xelloss sedendosi a tavola
-E poi domani io riparto....è l'ultima cena....-
Disse il demone citando l'ultimo libro della terza dimensione che aveva letto durante l'assenza di Zen
PUBBLICO: *gocciolone*
Zen rimase con la forchetta a mezza strada tra piatto e bocca
-....-
-Mbhè?....-
-domani?...-
-Già...è una settimana che sono qui ormai, le mie ferie finiscono domani a mezzogiorno...-
Zen ripose la forchetta sul piatto
-Avanti! non mi dire che sei triste....-
-....scoppio dalla felicità-
Disse Zen con voce bassa

<< capitolo precedente >> capitolo successivo

<< HOME