Con un agile balzo e un leggero aiuto
da parte della levitazione, il ragazzo arrivò in alto al
muro di cinta. Uno spesso muro di cemento armato su cui stava un
groviglio di filo spinato.
Con un colpo di polso gettò l'impermeabile di pelle nero
al di là del filo in modo che non si impigliasse. Si guardò
attorno, gettò uno sguardo all'interno del giardino. Tutto
silente e buio. Nessuno in vista. Quello era uno dei pochi punti
in cui le telecamere non riuscivano a riprendere, non più
di un paio di metri quadrati, ma sufficienti per passare. Si era
studiato a memoria tutte le informazioni che Filippo gli aveva dato.
Sorrise.
Con un salto arrivò in ginocchio sull'erba fresca e curata
del giardino interno.
Rimase inginocchiato sempre guardandosi intorno con circospezione.
Da parte a lui Xelloss apparve. Zen ricambiò lo sguardo del
fratello.
-Non facevi prima a teletrasportarti?-
Gli chiese questo a bassa voce
-Mbhè...così fà più figo....-
*gocciolone di Xel*
Nella mano destra aveva una beretta. Una beretta calibro 9. Il metallo
della pistola era opaco, in modo da non riflettere i raggi delle
lampade che illuminavano leggermente il giardino.
Sotto l'impermeabile il ragazzo era vestito con una maglia meno
larga delle solite felpe xxl che portava, di un blu scurissimo,
pantaloni a sigaretta di pelle neri e un paio di grossi anfibi neri
usurati e che probabilmente avevano visto giorni migliori.Tuttavia
ormai si erano perfettamente adattati al piede dando così
libertà nei movimenti nonostante apparissero pesanti con
quel loro carrarmato scolpito.
-Vediamo di non farci beccare...okkey? seguimi, so esattamente dove
mettere i piedi qua dentro-
Zen s'alzò e sempre con circospezione cominciò a camminare
proteggendosi alla vista di alcune guardie di tanto in tanto, nascondendosi
dietro qualche cespuglio o albero. I movimenti di Xelloss erano
silenziosi come quelli del fratello, la differenza stava nella tranquillita
che il fratello maggiore ostentava con quel suo viso sorridente,
Zen invece sembrava un poco più preoccupato della situazione.
-Scusa ma perchè non fai esplodere tutta la villa da distanza
e la facciamo finita?-
-Scusa ma perchè non riesci ad adattarti ai metodi che ci
sono su questo mondo e non la pianti di parlare?? se ci beccano
siamo finiti, ci sono allmeno un centinaio di guardie in questo
giardino e chissà quante all'interno della villa!-
Xelloss si strinse nelle spalle e osservò curioso i movimenti
del fratello.
Stavano dietro ad un'albero, protetti dalla vista di una guardia
che stava passeggiando con una torcia in mano, facendo la ronda
intorno alla villa.
Zendaru si voltò leggermente spiando la guardia e aspettando
che girasse l'angolo della casa per poter arrivare al muro della
villa.
-Zen?-
Zen gli fece un cenno con la mano cercando di farlo stare zitto,
senza voltarsi.
-Ahem...Zen?-
-Che vuoi??-
Disse sempre senza voltarsi. La guardia aveva quasi raggiunto l'angolo.
-Di questo che cosa ne faccio?-
A questo punto Zen si voltò
*gocciolone*
Xel teneva per la collottola un grosso dobermann ringhioso che sperava
solo di avere un poco più di movimenti per scarnificare quei
due intrusi.
-Porca miseria!! O__o ahem...-
-lo faccio fuori?-
-Ahem....no, dopotutto gli animali mi piacciono...-
Detto questo Zen assestò un sonoro colpo in testa alla bestia
con il calcio della pistola. Questo reclinò il capo, svenuto.
Xel lo lasciò cadere per terra con un sonoro tonfo.
La guardia si voltò udendo il rumore,e tornò sui suoi
passi.
Zen la vide. Si guardò velocemente intorno per cercare un
nascondiglio, nulla. L'unica fu uscire allo scoperto e sparare .
Alla distanza di meno di tre metri la pallottola raggiunse l'uomo
in piena fronte. la pistola aveva un silenziatore e non si udì
nulla più che un suono ovattato. L'uomo cadde riverso a terra.
-Muoviti!-
Zen scattò oltre l'albero, non si era accorto che un'altra
guardia stava alla loro destra a meno di cinque metri, puntando
un fucile già nella loro direzione.
-FERMI!!!-
*SBOOOOOOOM!!*
L'uomo esplose
*GOCCIOLONE*
Zen si voltò verso Xel per vederlo ancora con il dito indice
alzato...
-MA CHE CACCHIO!!!! E' ESPLOSO!-
-mbhè, credo sia morto no?...non dobbiamo mica farli fuori
se ci scoprono?-
-Si ma cavolo! non facendoli esplodere così!! -
-morte naturale....-
*classica libellula che passa dietro il capo di Zen*
-Esplosione naturale....certo....-
Da una delle due cinture che il ragazzo aveva attaccate alla vita
di sbieco, tirò fuori un'altra pistola e la diede a Xel
-Toh, usa questa la prossima volta...facciamo meno casino...-
Il demone la guardò
-E come si usa?-
-La punti verso in nemico e spari.-
Disse Zen guardandosi in giro.
Vedeva il raggio di una torcia avvicinarsi velocemente da un'angolo
della casa, l'esplosione aveva attirato per ora solo una guardia
ma presto sarebbero state tutti su di loro.
Un'altra torcia si avvicinò dall'altro angolo della casa,
Zen si tenne pronto puntando la pistola in quella direzione
-Io quello, tu l'altro-
-Ok...-
Disse il demone impugnando la pistola e con ancora parecchi dubbi
in testa
Il colpo prese in pieno la guardia su cui aveva sparato Zen
Dietro di se sentì un'altra esplosione
*GOCCIOLONE GIGANTE....*
Si voltò lentamente.... Xel aveva una faccia angelica
-Mbhè ^^ l'ho puntata come mi avevi detto tu e poi l'ho fatto
fuori ^^-
Zen scosse il capo con un grosso gocciolone.
-lasciamo perdere, fa come vuoi....-
Alex si alzò dal letto su
cui era sdraiato. La televisione continuava a parlare senza l'attenzione
dello spettatore.
Guardò fuori dalla finestra. Nulla.
Gli sembrava d'aver udito qualcosa... Quando stava per tornare a
guardare la tv sentì di nuovo quel rumore ovattato e lontano,
e vide insieme al rumore un bagliore leggero accendersi e spegnersi
quasi subito in lontananza.
-Che diavolo succede a Nerviano...?-
L'anziano uomo grasso indietreggiò
per un paio di passi, tremando, inciampò nel tappeto persiano
al centro della grande sala e cadde seduto.
Continuò a gattonare all'indietro.
Zen liberò la lama del suo coltello dal corpo dell'ultima
guardia. Questo cadde al suolo inerme tingendo il pavimento con
il suo sangue.
Xelloss si guardò attorno. Nessun'altro oltre al vecchio
Zen fece un leggero inchino, sorridendo.
-Buonasera signor Valentini. Scusi l'ora tarda della mia visita,
e sopratutto il caos provocato dalla mia entrata, ma avevo fretta-
-T... ti troveranno!! le mie guardie ti troveranno e ti faranno
fuori!!!!-
-Oh, non c'è problema , credo che se non ci sarà nessuno
che li pagherà per farmi fuori, non lo faranno certo gratis...-
-M..mio figlio Walter...e Laura....loro mi vendicheranno!!-
Zen aveva camminato fino davanti all'anziano, ed ora gli puntava
la pistola in piena fronte
-Walter non aspetta altro che tu schiatti . Sarà difficile
inoltre capire chi è stato, se nessuno è sopravvissuto
per raccontarlo...-
-Aspetta..-
Zen fece indietreggiare Xelloss , che stava già con la mano
sulla maniglia della portiera della macchina.
Zen tirò fuori dalla tasca un rotolo di filo da pesca e sputò
la cicca che aveva in bocca, attaccandola sotto la maniglia della
portiera di guida, insieme ad un capo del filo da pesca... Srotolò
il filo e indietreggiò fino a che non fu dietro ad un'albero...una
dozzina di metri distante dalla macchina. Xelloss stava al suo fianco
con un punto di domanda che gli lampeggiava vicino. Zen tirò
con un colpo secco il filo e quello che seguì fece finire
i due per terra seduti, all'indietro...
La twingo esplose.....
Rimasero un paio di secondi a fissare le fiamme in mezzo a quel
sentiero del parco....
Xel si alzò e si spolverò un poco di terra dai pantaloni
-Suppongo torneremo a casa a piedi...-
Zen era ancora seduto per terra che fissava incredulo le fiamme
-Zen...?-
*nothing*
-....ahem...Zen?-
Zen si voltò lentamente verso Xelloss con due occhioni lacrimosi
-La mia maaaaaaaaaaaaacchinaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ç________________________ç-
*gocciolone viola*
-Ahem...supponevo che dato il giochetto che avevi fatto con il filo,
te lo fossi aspettato....-
-nooooo!!!!!!!!!!!!! lo faccio sempre per precauzione!!!!!!!!!!
non era mai esplosa!!!!!!!!!! GUARDA! non c'è più
niente!!!!! O___ç-
Zen cadde per terra sdraiato pestando pugni e piangendo a dirotto
-LA MIA TWINGO!! LA MIA TWINGO BLUETTE!!!!!! E' ESPLOSA! NON C'E'
PIU!!!!!!!!!!-
*gocciolone gigante*
...
Tornarono a casa a piedi, con Zen che sospirava a capo chino.....
Il giorno seguente...
Una Ducati monster nera comparve
da una curva a gomito ad una velocità assolutamente troppo
alta per essere in un centro abitato
Nonostate tutto non perse il controllo e sfrecciò nel rettilineo
in cui la curva sbucava
Chi la guidava aveva talmente tanta fretta che s'era persino dimenticato
di mettersi il casco e cercava inutilmente proprio in quel momento
d'infilarselo, mentre con una sola mano teneva il manubrio e parlava
da solo come i pazzi ...
NARR: dejavu
ZEN: SMETTILA DI PERSEGUITARMI!! NON VEDI CHE HO FRETTA!?!? SONO
IN RITARDO!!!!!
NARR: tanto per cambiare....
Finalmente riuscì ad infilarselo e...
NARR: tho guarda, la solita vecchietta che attraversa la strada!
-SIGNORA SI TOLGAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!-
La povera donna , ormai abituata, si lanciò dall'altra parte
della strada ed atterrò in ginocchio sul marciapiede. Aspettò
che la moto passasse e poi s'alzò in piedi soddisfatta. Proseguì
per la sua strada sorridente.
Era buona abitudine un po di movimento la mattina....
*GOCCIOLONE*
A quella velocità, come imbroccò
la galleria che dava accesso al cortile interno del liceo, lo seppe
solo lui , fatto sta che riuscì a prenderla e sbucò
nel cortile alla velocità di una monoposto sul circuito di
Imola.
Frenò facendo un giro su se stesso di quasi 360°. Quando
si tolse il casco, il ciuffo blu, schiacciato, esplose in tutta
la sua voluminosità, e il demone s'accorse d'aver davanti
a meno di cinque centimetri un'Alex con qualche valvola mitralica
in meno....
-Ops....per poco non ti prendevo...-
Fu il commento di Zen
-ODDIO!!!!!! CHE FIGO CHE SEI!! HAI PURE LA MOTO!!!!-
*STUMPHT!!!!!!!!!*
naturalmente questo fu il commento di Alex...che fece cadere di
sella Zen....e la moto gli rovinò pure addosso....
*gocciolone*
-Oddio!! e stai bene!??!?!?-
Chiese Alex preoccupato
Zen camminava per il corridoio del liceo con le braccia incrociate
dietro la testa, teneva in mano una cartelletta A3 con i fogli e
un po di roba a casaccio.
-No, io non mi sono fatto niente, ma la macchina è distrutta....-
-Diamine!...ma era colpa tua o dell'altro che t'è venuto
adddosso?-
-oh mbhè..ahem, non mi è venuto addosso nessuno, sono
andato a sbattere io..^^;-
-Che scemo che sei!! a quanto andavi?? potevi ammazzarti!-
-ufh, non andavo veloce....cmq fatto sta che devo prendermi una
macchina nuova...-
-Perchè non usi la moto?-
-Come vedi la uso ma per i viaggi lunghi e d'inverno ho bisogno
della macchina....-
-uh...e hai già una vaga idea di che cosa prendere?-
-Mbhè...le mie finanze non sono molto rosee in questo periodo...dovrebbero
arrivarmi dei soldi ma non so quando...Comunque pensavo ad una Clio...-
-tutte renault?-
-Hanno la linea strana, non so, mi piacciono....sono tonde...-
-Prenditi una smart! ^^-
Lo sguardo che gli lanciò Zen fu più che esplicativo
-Suvvia....scherzavo....-
-Sono a caaaaaaaaaaaaaasaaaaaaaaaaaaaaa-
Urlò Zen mentre lanciava la cartelletta dei fogli sul divano
e le chiavi di casa nel posacenere sopra al muretto d'entrata.
Xelloss sbucò con la testa dalla cucina
-Oilà! ho fatto da mangiare! ^^-
-Oddio...ho paura...-
-Scemo....-
Disse Xelloss uscendo dalla cucina con un mestolo in mano stile
bacchetta magica
-..Guarda che in secoli che faccio da mangiare a Zelas ho imparato
un bel po sulla cucina-
-Scusa, ma perchè fai tu da mangiare per Zelas?...-
-oh mbhè, mi diverto....-
Zen lo guardò stranito
Xelloss fece un cenno col capo
-E poi dice che i cuochi l'attizzano....-
I due risero come deficienti...
Zen dovette ricredersi, Xel sapeva
cucinare e davvero bene..
-uhm, ma come mai hai fatto tuta sta roba?-
Era una cena faraonica, tutto completo dall'antipasto al dessert
e tutto in porzioni giganti
-Mbhè, perchè mangi tu....-
Disse Xelloss sedendosi a tavola
-E poi domani io riparto....è l'ultima cena....-
Disse il demone citando l'ultimo libro della terza dimensione che
aveva letto durante l'assenza di Zen
PUBBLICO: *gocciolone*
Zen rimase con la forchetta a mezza strada tra piatto e bocca
-....-
-Mbhè?....-
-domani?...-
-Già...è una settimana che sono qui ormai, le mie
ferie finiscono domani a mezzogiorno...-
Zen ripose la forchetta sul piatto
-Avanti! non mi dire che sei triste....-
-....scoppio dalla felicità-
Disse Zen con voce bassa