Note dell'autrice:
Verrà nominato un certo "Rasputin". A chiunque venisse in mente lo stregone legato alla famiglia russa dei Romanov.....bè non è lui (anche se il nome deriva proprio dalla storia di Anastasia).
Lyrid, Laisha e il regno di Sharis sono ovviamente inventati.
E, in fine, le parti scritte in corsivo sono quelle in cui Xellos parla in prima persona.
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Eccola che si rannicchia fra le sue braccia e sospira. E' tranquilla adesso, la Principessina. C'è il suo Zelgadiss a proteggerla. E lui? Cosa ne pensa lui? La Chimera ha le mani inchiodate alla vita della ragazzina. Sorride, anche se lei non lo può vedere. E' felice dunque.
Interessante.
Lei gira lentamente la testa, volgendo il viso verso la Chimera. Lui si abbassa e la bacia sulle labbra. Il bacio è piuttosto lungo.
Fa sul serio, allora.
Molto interessante.
Amelia dice qualcosa. Non riesco a capire però, perchè le sue parole sono un mormorio diretto solo al suo Zelgadiss. Lui le sorride.
La Chimera sembra aver trovato la propria pace. Ha un'aria così rilassata, tranquilla e serena.
Dio, che aggettivi terribili.
Dov'è finito il tuo tormento Zelgadiss? Quella rabbia insostenibile che ti rodeva dentro, inesorabile? Tutte le tue emozioni negative che turbinavano così piacevolmente intense, ora non sono diventate altro che carezze per la Principessina?
Sorrido e un alito gelido gli attraversa la schiena. Percepisce la mia presenza, lo so. E ha paura.
Stringe Amelia a se.
Diventerò un incubo per te Zelgadiss Greywars. Conoscerai la mia essenza, quella più profonda e cattiva. Ti assalirò con una tale ferocia da renderti pazzo. Ogni cosa che credevi sicura crollerà sotto i tuoi occhi. Ogni nuova ragione che troverai per vivere, io la spazzerò via.
Ti stupirò Zelgadiss.
"Non trovate che siano carini?" Chiese Lina agli altri lanciando un'occhiata ad Amelia e Zelgadiss, seduti pochi metri più in là. Gourry annuì, pur non avendo capito bene a cosa l'amica si riferisse.
Xellos si limitò a sollevare le sopracciglia, completamente assorto nei suoi pensieri. Lina li guardò entrambi contrariata, possibile che solo lei fosse sensibile ad una scena come quella?
Bè, a pensarci bene, Xellos non poteva certo gioirne. Era un demone, lui. E Gourry? Oh, bè. Lui era quello che era. Lina sospirò. Meglio lasciar perdere.
"Hey Xellos!" esclamò dopo alcuni secondi di insopportabile silenzio "Come mai così taciturno stasera?? Perchè non ci racconti qualcuna delle tue assurde leggende?".
Il demone si volse verso di lei con aria leggermente intontita, come se si fosse svegliato in quel momento. Sbattè le palpebre un paio di volte. "Leggende? Fammi pensare....." Rispose infine con la sua voce calma e tranquilla. "Ci sono!"
Si alzò in piedi e sorrise a Lina. "Mille anni or sono, Lyrid, uno dei più importanti generali del Regno di Sharis s'invaghì di una bellissima ragazza: Laisha. La ragazza lo ricambiava ma sfortunatamente ella apparteneva ad uno dei maghi più potenti che siano mai esistiti sulla terra: Rasputin.
Lyrid però, non si diede per vinto. E spinto da quell'assurda e controproducente tenacia che voi esseri umani chiamate amore--"
"Critica meno e vai avanti" lo ammonì Lina ormai incuriosita dalla storia dei due giovani amanti. Gourry invece si era già addormentato e adesso russava leggermente con la testa appoggiata alle braccia incrociate.
"...hem....quindi...come spesso succede rapì Laisha. I due scapparono per giorni e giorni attraverso i boschi qui intorno. Quando poi, stanchi e affamati, credevano ormai di dover morire giunsero a questa locanda...."
"Qui?" Chiese Lina incredula lanciando un'occhiata alla squallida stanza dove si trovavano. Non era certo un posto fiabesco, concluse."Ma sei sicuro? Non è che magari era un castello, un tempio o che so io?"
"No, era proprio questa locanda". Rispose Xellos leggermente contrariato.
"Ma è così...così..poco....romantica...." Esclamò Lina.
"Bè però fu qui che si fermarono."
"Ok. Se lo dici tu. Vai avanti".
Senza voltarmi sento che quei due si stanno alzando. Lascio a Lina una perfetta copia di me stesso. Tornerò da lei più tardi, ora ho di meglio da fare.
Seguo i due colombi al piano superiore. Zel le tiene la mano mentre percorrono il corridoio. Non si sono detti una parola. E' tutto un gioco di sguardi e di carezze, il loro. Cominciano a diventare monotoni.
Finalmente si fermano. Lei lo saluta con un bacio e poi sparisce nella sua stanza. Ingenua e pura, la ragazzina. E' divertente vedere come il mio caro amico Zel ci sia rimasto male. Cosa ti aspettavi, Chimera? Non mi dire che anche tu fai dei pensieri maliziosi sulla tua dolce e indifesa compagna!!! Non la toccheresti neanche con un dito senza il suo permesso, non è vero?
Già, tu non sei come me.
Lo osservo mentre si volta verso la sua stanza che si trova esattamente di fronte a quella di Amelia. Entra. Io scivolo fra le ombre e lo seguo.
Adesso sei solo.
"La collera di Rasputin era sul punto di scoppiare. Fece un patto con i demoni per avere più potere e così riuscì a scoprire dove Lyrid e Laisha erano nascosti.
Entrambi, decise, sarebbero stati puniti. Ma ci voleva qualcosa di lento e tremendamente doloroso. La sua mente contorta dette vita ad un piano terribile e pieno di odio.
Uccidere Lyrid non sarebbe stato divertente e Rasputin era troppo intelligente per architettare un piano così poco entusiasmante--"
"XELLOS!!!..La pianti o no di cantare le lodi del cattivo!!!" urlò Lina inviperita. Ora che la storia si faceva più interessante, i commenti di Xellos le davano sui nervi.
"...hem...deformazione professionale..." si difese Xellos. Lina gli lanciò uno sguardo omicida.
"Vai avanti!! Cosa fece Rasputin al povero Lyrid?" Chiese appoggiandosi nuovamente allo schienale della sedia. Gourry sussultò a quella piccola lite, ma senza svegliarsi.
"Lo fece cadere in un sonno profondo" Rispose Xellos assumendo un tono misterioso.
Mi nascondo in un angolo buio. E' adesso che comincia il divertimento. Manovrerò il gioco in maniera perfetta. Avrai paura, sì, ma lentamente. Scivolerai nel mio incubo e quando ci sarai immerso ti darò il colpo di grazia col quale non ti rialzerai mai più.
Guarda preoccupato la stanza. Gli basta non vedermi per sentirsi al sicuro. Idiota.
S'infila tranquillo fra le coperte. Aspetterò che le sue palpebre si chiudano. E non importa quanto tempo ci vorrà. Posso aspettare per ore senza stancarmi.
Finalmente si addormenta. La stanchezza ha il sopravvento sull'angoscia. Mi avvicino. La mia essenza immateriale non tocca il pavimento e non produce alcun rumore.
Ha la sua spada accanto ma non gli servirà a nulla.
Poggio le dita della mano sulla sua fronte e m'inserisco nel flusso dei suoi pensieri.
Rabbrividisce al mio tocco, ma non si sveglia. Il muscoli del suo viso si contraggono. Tutto ciò che vede adesso sono le tenebre che ho creato nella sua mente. Sente la mia voce, monotonale, che porta con se tutti gli anni che ho vissuto. La mia vera voce.
"Zelgadiss" pronuncio il suo nome e lui sussulta. Mi ha riconosciuto. Non capisce cosa stà accadendo e questo lo irrita.
Vuoi sempre avere tutto sotto controllo, eh Zel? Ma 'sta volta è diverso. E' con me che hai a che fare.
Muove nervosamente la testa sul cuscino.
Vorresti svegliarti, ma non puoi. Non voglio. Devi dormire. Non ti voglio fra i piedi tra qualche minuto, quando passerò alla seconda parte del piano. Perchè sò che mi ostacolersti e questo proprio non posso permettertelo.Posso sentire la tua paura che aumenta ogni secondo di più. Mi è bastato un dito per renderti inerme, ti senti ancora in grado di opporti a me? Nonostante il tuo aspetto sei solo un'insulso essere umano. Sai, Zel-chan, sei quasi una delusione. Ma ora basta, devo andare.
Sorrido e un dubbio sempre più insistente si insinua nella sua mente. Sì Zel, sto per fare esattamente ciò che pensi.
Ma tu continuerai a sognare, amico mio.
"E basta?" Esclamò Lina stupita "Solo questo? E tutti i suoi grandi piani?? Non gli fece del male?".
Xellos sorrise. Si era aspettato una domanda simile. "Ho certo che gli fece male. Tanto da straziargli il cuore."
"Ma se lo addormentò, che razza di dolore può avergli inflitto??" Chiese Lina.
"Oh, Lina-chan. E' semplice. Perchè non provi a pensarci?" Le disse Xellos avvicinandosi fin quasi a sfiorarle il naso. La giovane maga scosse la testa rassegnata.
"Rasputin distrusse la cosa a cui Lyrid teneva di più al mondo, gettandolo così nella più completa disperazione" Xellos pronunciò le ultime parole lentamente, per creare il pathos.
E' ora di lasciarti.
Sparisco dalla stanza tornando nel corridoio.
Fisso la porta che ho davanti. Adesso tocca a te, Principessina.
"LAISHA?!?!?!?!?!?" Gridò Lina quasi sconvolta.
Xellos sorrise. "Sì, esattamente" poi il suo sguardo tornò serio "L'accoltellò allo stomaco con un pugnale d'argento, di rara fattura, imbevuto della forza donatagli direttamente dai demoni ."
Lina lo ascoltava attentamente, i suoi occhi sgranati puntati in quelli del demone. Era così presa da quella storia che non s'interessò neanche, come avrebbe fatto in un altro momento, alla fine che aveva fatto il pregiatissimo pugnale. Era sceso un silenzio quasi macabro nella stanza, interrotto solo dal crepitare del fuoco e dalla voce profonda di Xellos. "La ragazza non ebbe alcuna possibilità di salvarsi. Ma la cosa peggiore fu che Rasputin svegliò Lyrid e lo fece assistere all'agonia della sua tanto amata Laisha."
Lina aprì la bocca, ma non riuscì a dire nulla. Di solito le leggende di Xellos non la turbavano più di tanto. Era Amelia quella che strillava andando a nascondersi sotto ad un tavolo o, negli ultimi tempi, in braccio a Zelgadiss.
Ma 'sta volta c'era qualcosa di diverso, lo sentiva. Qualcosa di cui non voleva parlare, qualcosa che non voleva neanche tentare di sapere da Xellos.
Entro nella stanza. Non mi è difficile oltrepassare la porta chiusa a chiave. La Principessina dorme tranquilla avvolta nelle coperte. Sorride nel sonno. Starà sognando il suo Zelgadiss?
Oh, non preoccuparti Amelia, lo rivedrai prima di quanto immagini.
Mi chino su di lei. "Svegliati" ordino, sibilandole le parole nell'orecchio. E' un sospiro, il mio. Un sussurro che le attraversa la mente. Apre gli occhi. Mi vede. Grida e salta a sedere sul letto.
"Xellos? Cosa diavolo ci fai qui?" mi chiede, respirando profondamente per ritrovare la calma. L'ho colta di sorpresa e questo l'ha leggermente agitata. Ma non ha paura di me. Non ancora.
Sorrido. "Esattamente" le rispondo, riferendomi al diavolo che lei ha nominato. Si fa scura in volto. Apro gli occhi e fisso lo sguardo nel suo. Lei indietreggia, scendendo dal letto. "Co-cosa vuoi da me?" mi chiede, deglutendo.
"Niente di particolare, non preoccuparti" mi avvicino. Lei si appiattisce al muro. Le palme delle sue mani contro i mattoni. Porto il mio viso all'altezza del suo. Sta tremando. "Sai Principessina" inizio mentre gioco con una ciocca dei suoi capelli neri. Con la coda dell'occhio lei osserva spaventata i miei movimenti. "Hai fatto una cosa che non dovevi proprio fare". Le dico, scuotendo la testa. Non la sto guardando ora.
"Io...Io non ti ho fatto niente, Xellos" mormora. Mi volto di scatto e lei sussulta.
"Tu credi?"
Annuisce.
"Bè, non è così" le dico prendendole il mento tra le dita "Non è così. Altrimenti perchè sarei venuto a punirti?"
"Co...." ma non riesce a finire perchè le trafiggo lo stomaco con il pugnale di Zelas. La lama pulsa e risplende del potere della mia Signora. La estraggo velocemente e subito il sangue caldo della ragazzina mi riempie le mani. Mi guarda con gli occhi sbarrati e la bocca aperta. Il dolore è stato così forte che non è riuscita nemmeno a gridare. "Perchè?" mormora con quel poco di fiato che le resta "Perchè l'hai fatto, Xellos?". Sorrido.
"Perchè era necessario" rispondo. La prendo tra le braccia. "Vieni mia cara, dobbiamo aspettare Zelgadiss."
"Lascialo in pace" un colpo di tosse le blocca le parole. Un altro rivolo di sangue le esce dalle labbra.
"Non preoccuparti, non gli farò del male" rispondo annoiato "Almeno non nel senso che intendi tu."
Mi concentro sulla mente di Zelgadiss, che ho tenuta prigioniera per tutto questo tempo. Adesso è venuto il momento di liberarla. Si sveglierà con la certezza che sia successo qualcosa. E saprà che sono stato io. Verrà a controllare che Amelia stia bene. Lo so, è questo che voglio.E infatti.......entra di corsa spalancando la porta. Sul suo volto è dipinta la paura, che diventa vero e proprio orrore quando vede Amelia agonizzare fra le mie braccia.
Sorrido.
"Cose le hai fatto?!" grida rabbioso.
Sì Zel, esprimi tutto il tuo odio, lascia che il dolore s'impadronisca di te come una volta.
Si avvicina e mi strappa Amelia dalle mani. Lei volta lentamente la testa verso di lui con gli occhi semichiusi. La Chimera usa un incantesimo di guarigione.
Sai che non servirà a molto, vero amico mio? Non può parlare e fa fatica anche a respirare. La Principessina se ne sta andando, ma tu non vuoi cedere, eh?
Sei testardo, come ogni essere umano.
Ma questo mi fa venire in mente un nuovo gioco da fare con te.
Mi avvicino.
"Potrei salvarla io" esclamo, rompendo il perfetto silenzio che si è creato nella stanza. Lui solleva la testa. C'è speranza nei suoi occhi. Vorrebbe accettare l'offerta perchè sa che io sono l'unico a poterla salvare. Ma conosce bene il modo in cui la salverei.
Sei combattuto, Zel, o per meglio dire: debole. Adesso la vita della tua cara, piccola Amelia è nelle mie mani. Così come la tua felicità.
Esita.
"Le rimane poco da vivere, guardala: vuoi perderla per sempre?" lo incalzo. E' divertente vedere come stia cercando di decidere la cosa giusta.
Ma non c'è una cosa giusta che tu possa fare, mia cara Chimera. Sei nel mio incubo e sono io a dirigere il gioco. Ogni tua decisione finirà col farti soffrire. E' questo che voglio.
"Allora?" chiedo ancora più impaziente. Apro gli occhi per aumentare il mio potere su di lui e il trucco sembra funzionare. E' incredibile come gli esseri umani siano impressionabili. "La trasformerò in un mazoku e potrai di nuovo stringerla fra le braccia."
La principessina piange e scuote la testa. Ottimo. Bravissima Amelia. Questo tuo ultimo gesto disperato gioca a mio favore.
Lo sta implorando di lasciarla morire.
Che farai adesso Zel? Mi permetterai di salvarla e ti rassegnerai alla sua nuova natura demoniaca oppure aspetterai che muoia, senza muovere un dito, sapendo già da adesso che sarai perseguitato dal rimorso?
Adoro questa situazione. L'aria è satura di dolore e posso fiutare la paura dei due. Il mio gioco è riuscito.
"Vattene" mormora Zelgadiss "Vattene.L'hai già fatta soffrire troppo."
"Allora hai deciso di farla morire. Ottimo." Commento. Zelgadiss alza la testa e i suoi occhi sono gonfi e pieni di rabbia. "VATTENE!!!!"grida. Stringe Amelia al petto e piange.
Sorrido. Come vuoi, Zel. Non ho più bisogno di stare qui adesso che sei tornato come prima.
Soffri Zel.
Quando Xellos finì di raccontare la storia, Lina fece un respiro profondo. Fu allora che si accorse che Amelia e Zel non erano lì. "Che peccato!" esclamò un pò delusa "Zel e Amelia non hanno ascoltato la storia. Sicuramente gli sarebbe piaciuta."
Xellos sorrise. "Non credo proprio Lina-chan.....Non credo proprio...." sussurrò poi, mentre scompariva.......
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