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Sentimentale
Zelgadiss - Amelia

GOING HISTORY

Cara Lina,

Sì, mi sto organizzando molto bene, qui a Seillune, adesso. Apprezzo molto il supporto che mi hai dato alla morte di mio padre e sono felice di riferirti che la gente sembra apprezzare me e il mio lavoro come reggente.
Come sempre, mi chiedo se tu abbia qualche notizia di Zelgadiss. Da quando abbiamo perso le sue tracce, sento un vuoto nella mia vita - so che probabilmente lo sentite anche voi. Sembra che si stia deliberatamente nascondendo da noi. Se mai lo vedeste, per favore scrivetemi. Mi sento veramente molto sola.

Con amore,
Ameria


"Povera ragazza."

"Cos'è?"

"Una lettera di Ameria," spiegò Lina. "Zel non si è più fatto vivo, credo. Continua a comportarsi da stupido."

Gourry raggiunse il tavolo e, presa la lettera dalla ragazza, la lesse. Quando finì, disse, "Dovremmo andare a cercarlo."

"Dopo tutto, forse hai ragione" replicò Lina pensosamente.

"Penso che abbia bisogno di una bella ramanzina" esclamò Gourry con un sogghigno.

"Zel ha sempre avuto bisogno di belle ramanzine. In ogni caso è diventata un abitudine. Andiamo a cercarlo," decise Lina.

"Giusto" replicò Gourry, sempre sorridendo.


Toc, Toc, Toc.

"Zel! Ci sei? Siamo noi! Siamo venuti a trovarti! Hey, Zel!"

"Non è in casa, penso" Lina batteva nervosamente un piede. "Dannazione" Abbiamo seguito le sue tracce per tutta la strada fino a New Zoana e adesso salta fuori che non è in casa. Non è ironia questa?"

"Andiamo al cafè al piano di sotto" propose Gourry, con calma "Almeno possiamo fare uno spuntino mentre aspettiamo."

"Adoro il modo in cui la tua mente ragiona" Lina si incamminò verso la stanza principale, ma si fermò quando si rese conto che Gourry era ancora fermo là davanti. "Vieni?"

"Sì, sì" La seguì, voltandosi indietro ancora una volta.


"Sono già le cinque" sospirò Lina, giocando svogliatamente con un aggeggio per girare le bevande.

"Allora?"

"E questo può significare una cosa sola"

"Cosa?"

"Adesso, Zel, non solo ha un indirizzo fisso ma anche un impiego da qualche parte."

"Questo è terribile" esclamò Gourry di riflesso.

"Lo so. Spero solo che abbia una spiegazione."

Lina era così impegnata a scherzare che non vide la porta aperta.

"Hey!Hey! E' lui!"

"Hmm?"

"Zel! Là, vicino alla porta!" Sussurrò Gourry.

Lina si voltò furtivamente per vedere. Improvvisamente strinse gli occhi.

"Gourry?"

"Cosa?"

"Perchè stiamo sussurrando?"

"Non lo so!"

"Hey Zel! Da questa parte!" Gridò Lina.


Era l'ultima voce che Zel si sarebbe aspettato di sentire in mezzo al salutare delle cameriere. Voltandosi, vide Lina e Gourry che lo salutavano con la mano. Fu come se avese visto un fantasma - era quasi tentato dal correre via, ma si impose severamente di rimanere.

Adesso si erano alzati e gli stavano venendo incontro, nonostante lui non stesse facendo nessun movimento nella loro direzione. Lina lo abbracciò, sembrando non notare il fatto che lui non desse alcun segno di riconoscerla.

"Zel, dì qualcosa" lo incitò Gourry.

"..Ciao.."

"Andiamo, Zel, che ti succede? Non ci vediamo da sei anni!"

"Sono solo molto sorpreso." Non era esattamente quello, ma Zel non voleva dare spiegazioni.

"Sei in ottima forma" Lina stava ancora sorridendo, ma adesso sembrava più che si stesse sforzando di farlo.

Zel si strinse nelle spalle. "Anche voi, ragazzi. Cosa avete fatto?"

"Le solite cose. Oh, e ci siamo sposati." L'ultima arma - lo schock era la funzione di questa rivelazione. Lina sapeva che questo avrebbe funzionato.

"Oh."

Dimentica questo. "Bene, e tu? Cos'hai fatto?"

"E'..una lunga storia."

"Smettila di fare l'evasivo."

"E tu smettila di cercare di farmi credere che tu sia molto felice di vedermi."

"E' sempre il solito Zel," commentò Gourry, sedendosi ad un tavolo vicino.

Lina lasciò perdere il sorriso una volta per tutte. "Ok, d'accordo. Cosa c'è che non và?"

"Te l'ho detto. E' la sorpresa, e -hum-"

"E' un segreto?" Chiese Lina, asciutta.

"Te lo spiegherò più tardi. Volete venire nel mio appartamento, voi due?"

"Questo è un veloce cambiamento di opinione."

"Come ho detto, è una lunga storia. Non voglio passare la giornata qui."


Zelgadiss li condusse al terzo piano, attraversò la sala e bussò ad una porta.

Lina e Gourry si scambiarono delle occhiate. "Um, non è questa la stanza che ci hanno indicato come tua, " disse la ragazza, dubbiosamente.

"Non lo è."

Una donna anziana, con i capelli quasi del tutto bianchi aprì la porta. "Buonasera, Zelgadiss."

"Ciao, Yukie. E' stata brava, oggi?"

"Oh, sì. Ha giocato con gli altri molto bene, non come la prima settimana. Penso che si stia abituando a stare qui tutto il giorno. Vuoi entrare un momento mentre la sveglio dal sonnellino pomeridiano?"

"Vado piuttosto di fretta, stasera" rispose Zelgadiss "Penso che rimarrò qua fuori."

"Allora sarò subito di ritorno" Yukie lasciò la porta.

Durante quella conversazione, Lina e Gourry si erano scambiati ulteriori occhiate, al punto che entrambi avevano un leggero senso di vertigini per via di tutto quel muovere gli occhi.

Yukie riapparve pochi minuti più tardi, con in collo una bambina sui 5 anni ancora assonnata.

"Ciao-ciao, Tori. Ci vediamo domani."

"Ciao," disse la bambina mentre veniva appoggiata a terra. I suoi lunghi e lisci capelli erano di un azzurro molto chiaro, la sua pelle era di un blu leggermente più scuro. Sembrava che quello fosse il suo colore preferito - indossava dei jeans e una camicetta rimboccata, color blu navale.

Una volta che la porta fu richiusa, Zelgadiss s'inginocchiò raggiungendo il livello del viso di Tori. "Com'è stata la tua giornata?"

"Okay. Ho dipinto un disegno e ho avuto un combattimento con Mike, ma adesso sta bene. Chi sono loro?"

"Ci stavo arrivando," disse cautamente Zelgadiss, alzando lo sguardo sui due dall'espressione traumatizzata che in quel momento stavano guardando lui e la bimba con aria intontita. "Questa è Lina Inverse. Lina, mia figlia - Tori Graywords"

"Ciao" disse Lina, con il tono calmo e piatto di quando si è sotto schock.

"Ciao, Tori, io sono Gourry. Che ne dici di un giro a cavalluccio sulle mie spalle?"

"Okay!"

"E' sempre stato bravo con i bambini" esclamò Lina mentre seguivano Gourry e la sua nuova amica verso il pozzo delle scale.


L'appartamento si rivelò essere un monolocale, e quando Zel invocò un incantesimo di luce scoprirono che era un ambiente piuttosto spoglio ma relativamente vivibile.

"Faccio un pò di thè" Ogni scusa era buona per scappare verso il cucinotto per un momento, pensò Zel.

"Ci spiegherà mai dove diavolo ha preso una bambina?" Chiese Lina ad alta voce, una volta che il ragazzo fu sparito.

"Ho l'impressione che sia una storia piuttosto complessa"

Di comune accordo andarono a sedersi sul divano, unico mobile nella stanza oltre ad un piccolo tavolo da caffè e tre sedie esatte.

"Sembra che tu sia un'artista, Tori" notò Gourry, indicando i due dipinti (cioè grandi disegni dipinti su carta da imballaggio) appesi sopra il divano. Questo era difficile perchè Tori era ancora seduta sulle sue spalle. Il ragazzo la tolse di lì, con attenzione.

"Yeah"

"Come si chiamano?"

Tori si sedette sul tavolino da caffè dondolando le gambe. Indicò quello che consisteva in una figura blu stilizzata, con una lunga asta su uno sfondo di macchie blu e rosse. "Questo è il disegno di me che combatto contro draghi cattivi e mazoku e altra roba, con la mia spada." L'altro disegno rappresentava due figure blu stilizzate che sorridevano, con sopra la didascalia: PAPPA' E ME. "E questa qui è la mia famiglia."

"Sono molto belli"

Tori sorrise radiosamente.

Lina sospirò. La gente che era brava con i bambini la terrorizzava. A parte questo, aveva un'altra domanda.
"Dove sono le altre persone della famiglia?"

"Non ci sono altre persone" Tori la guardò confusa.

"Oh. Okay" Lina era troppo occupata a capire perchè la figura stilizzata di Zelgadiss stesse sorridendo per pensare profondamente alle ramificazioni di quella risposta.

Zelgadiss uscì dal cucinotto portando due teiere, una per mano. "Ecco qua."

"Grazie"

"Grazie. Storia?"

"Che storia?" Forse posso ancora far passare tutto questo come un normale stato di cose....se mi comporto da perfetto innocente....

"Perchè ti trovi qui? Perchè non sei a Seillune? Perchè ci stai evitando? Dov'è la MAMMA - M * A * M * M * A *, probabilmente dovresti insegnare alla bambina come scriverlo - nel disegno di Tori?

No. "Bè, è iniziato tutto pochi mesi dopo che ci siamo divisi dopo la faccenda di Dark Star"


"Sai, la vita è come una scatola di cioccolatini"

C'erano due persone sulla panchina del parco, nonostante quella che stava parlando si stesse sforzando di evitare quella che non lo stava facendo.

"Tu cerchi quelli più buoni ma sono già stati scelti, e tutto ciò che è rimasto sono quegli stupidi cioccolatini caramellati che ti fanno incollare i denti, e quelli piccoli alla nocciola che non piacciono a nessuno. Se ne mordi soltanto uno, andrà a finire che avrai fatto la scelta sbagliata e la tua vita sarà triste per un pò. Altrimenti getterai tutto via e morirai di fame" Finalmente la persona che stava parlando lasciò cadere il discorso e incrociò le braccia.

"Hey, qual'è il tuo nome?" chiese l'altra occupante della panchina, una donna dai capelli neri che teneva tra le braccia un piccolo cane.

"Zelgadiss"

"Io sono Carmine"

"Ciao" Zel fece del suo meglio per trasmettere il messaggio: sono depresso. Lasciami stare.

"Scusa se te lo chiedo: ma sei libero stasera?"

Questo confuse completamente il suo ritmo. "Cosa?"


"Ti ha chiesto di uscire? Una perfetta sconosciuta?"

"Sì"

"Perchè?"

"Scoprii in seguito che il suo ragazzo l'aveva appena lasciata, e lei voleva essere vista in giro con qualcun altro"

"Oh. Allora non è stato il tuo aspetto, eh?" Esclamò la ragazza per coprire l'imbarazzo.

"Stai zitta, Lina"


Zelgadiss non se la passava tanto bene ultimamente.

Si chiedeva se, dopotutto, non avesse fatto la scelta sbagliata a starsene per la strada. Ogni giorno guardava il braccialetto di Ameria e si faceva la solita domanda.

C'era anche che, sembrava sempre meno probabile che trovasse la sua cura. Anni di lavoro e di scontri. Sembravano essere completamente inutili.

Negli ultimi tre mesi era rimasto a New Zoana, convivendo con l'infelicità e il dubbio come meglio poteva, cioè poco.

In questa situazione era inevitabile che qualcosa di terribile sarebbe successa.


"Per alcuni mesi fummo inseparabili" disse Zelgadiss, tornato al presente. "Pensavo realmente di essere innamorato di Carmine. Non lo ero."

"Eri solo disperatamente alla ricerca di compagnia umana e pateticamente troppo debole emozionalmente per resistere a qualcuno a cui piacevi poco ma che flirtava con te lo stesso"

Con grande sopresa di Lina, Zel non negò la sua schietta diagnosi. Forse non quando dici le cose così come stanno.

"Um, Zel?"

"Sì?"

"Questa relazione si è conclusa con un bambino?"

"Già"

"Come possiamo evitare di esporre i nostri gentili lettori alle parti "forti" di questa storia?"

"Facciamo come facevano i novellisti Vittoriani. Usiamo un sacco di asterischi"


Zel e Carmine uscirono insieme per alcuni mesi.

***

***

***

"Ed ecco come è andata"

"Ok. Adesso, com'è successo che Tori è venuta a vivere con te?"


Zelgadiss non aveva visto Carmine per quasi un anno.

Aveva semplicemente smesso di rispondere alle sue chiamate, ai suoi biglietti, quando bussava alla porta e a qualsiasi altro trucco che si usa per trovare le persone.

Zel, naturalmente, si era sentito da cani per questo. Anche se, in ogni caso, non aveva potuto deprimersi per tutto il tempo e costantemente. Questo era in parte dovuto al fatto che, essendo finiti i suoi risparmi, si era trovato un lavoro al laboratorio magico del luogo. Questo gli portava via una buona parte della sua giornata, lasciandogli solo le ore serali per fissare in catalessi il soffitto.

Una di quelle sere, stava fissando una crepa sul muro della camera da letto quando sentì bussare alla porta.

"Carmine!"

"Non stringere. E' delicata"

"Cosa?"

Adesso gli sembrava di aver trascorso la maggior parte della loro relazione dicendo questo.

"Ecco" Carmine gli passò il fagotto che portava con sè. "E' tua. Abbi cura di lei"

Schoccato, non potè far altro che fissarla. "Una bambina? Ma come-"

"Probabilmente è stato quella notte in cui andammo in quel bar e quel tipo mi vomitò sulle scarpe." Carmine evitò i suoi occhi. Quando finalmente lui la costrinse a guardarlo negli occhi, lei disse lentamente "Mi dispiace, non sapevo come interromperla e poi non volevo vederti, alla fine era troppo tardi per dirtelo. Adesso ho trovato qualcun altro e non posso dirglielo. Lui vuole sposarmi."

"Oh"

Questo era tutto ciò che c'era da dire. Zelgadiss prese la bambina in casa, la chiamò Tori e fu costretto dalle esigenze della paternità a sistemarsi una volta per tutte.


"Questo è tutto ciò che c'è da dire. Presi la bambina in casa, la chiamai Tori e fui costretto dalle esigenze della paternità a sistemarmi una volta per tutte."

"Questa tizia, Carmine.....hai mai ricevuto dal manicomio un biglietto di ringraziamento per esserti preso cura di una paziente evasa?" fu l'unico commento di Lina.

"No. E in ogni caso, non penso più a lei" rispose Zel, secco. "Era una lunatica. Ma mi ha salvato"

"Come? E da cosa?"

"Mi ha dato Tori. Adesso non mi sentirà mai più solo."

"Oh"

"L'hai detto un sacco di volte ultimamente, non è così?"

"Zel..."

"Comunque, perchè siete venuti qui?"

"Siamo venuti per riportarti a Seillune" rispose Gourry.

"Io non voglio tornare a Seillune" disse Zel, semplicemente. "Questa è la mia vita adesso. Voi due avete già provato a distruggerla."

"Quindi hai intenzione di dimenticare il tuo passato completamente?" Chiese Lina, piuttosto sarcastica.

"Se posso, assolutamente"

"Perchè?"

"Per quale ragione dovrebbe piacermi?"

"Per quale ragione non dovrebbe?"

"Vediamo" Zel si alzò e iniziò a camminare avanti e indietro. "Allora, non avevo una vita, ero sempre depresso, non mi comportavo razionalmente come un adulto e tutta la mia intera esistenza era giustificata solo da una serie di atti 'eroici' che un qualunque idiota con una spada poteva compiere." Per la sua stima, non lanciò occhiate in direzione di Gourry quando disse la frase 'idiota con la spada'.

"Però avevi Ameria"

"Adesso ho qualcun'altro. E' andata così"

"Leggi questa" Lina gli passò la lettera di Ameria. Dopo un momento, lui alzò lo sguardo dal foglio. "Questo è terribile, ma dovrebbe trovare qualcun'altro. Io non sono disponibile, ora"

Lina si strinse nelle spalle. "Forse non lo sei. Personalmente, penso che tu abbia solo paura di guardarla in faccia, adesso che hai quella bambina"

"Io penso che questo sia discutibile"

"Io penso che tu stia mentendo"

"Penso che dobbiate uscire da casa mia!"

"Penso che forse tu abbia ragione"

Lina si alzò è uscì. Gourry si alzò, lanciò un'occhiata alla porta, poi una a Zel e infine uscì anche lui.

Sbatterono la porta leggermente più forte del necessario.


Quando se ne furono andati, Zel si sedette per un momento a finire il suo thè.

"Papà? Papaà? Sembri un pò strano. E' tutto okay?"

"In verità no" rispose calmo, prendendo in collo Tori. "Ma è così che vanno le cose"

"Cosa c'è che non va?"

"Vogliono che io vada a Seillune"

"Che cos'è?"

"E' una grande città a Est di qui." Come spiegarle questo? "Là vive...qualcuno che conoscevo"

"Chi?"

"Una mia amica. Probabilmente lei ti piacerebbe"

"Mia madre?"

"Chi ti ha parlato delle madri?"

"Gli altri bambini all'asilo"

Dannazione. "Oh. No, non è lei"

"Oh. C'è mia madre a Seillune?"

"Ti sei fissata su queste cose stasera, non è così? Comunque no, probabilmente non c'è" Aggiunse poi, ripensando al carattere di Carmine.

"Bè, voglio conoscerla lo stesso"

"Tua...madre?"

"No, la signora che vive a Seillune"

Zelgadiss Greywords, questa è la tua vita. Pensaci. "Ne sei sicura?"

"E poi vuoi vederla anche tu, giusto?"

"Sei troppo furba per avere sei anni. Sei sicura di non averne già sette?" Le chiese scherzando.

"Sicuro! Non ho ancora ricevuto nessuno regalo!"

"Comunque, per qualcuno è ora di andare a letto"

"Ma ci andremo?" Chiese lei, prendendolo per un braccio mentre la posava a terra.

"Bè, forse. Forse potremo farlo. Ma ad una condizione"

"Che cosa?"

"Ti faccio il solletico?"

"No! Hee hee hee hee hee! Basta!"


La mattina dopo Lina e Gourry stavano discutendo, fermi davanti alla porta di Zel.

"Ci ha buttati fuori a calci" stava dicendo Gourry. "Non vedo come ci lascerà entrare di nuovo."

"Forse, ma sono venuta lo stesso" Disse Lina fermamente, si preparò un momento e poi bussò.

La porta sembrò aprirsi da sola. "Zel?" chiamò Lina, un pò troppo timidamente per i suoi gusti.

"Guarda in basso" Disse Gourry, sorridendo.

"Oh, ciao Tori. Tu padre è a lavoro?" Lina si chinò in avanti per parlare a Tori, che sembrava molto felice.

"No, sta facendo le valige. Andiamo a trovare una signora a Seillune!" La bambina tornò velocemente nell'appartamento. Lina e Gourry si scambiarono un'altra occhiata, questa volta una più felice, poi entrarono e chiusero la porta dietro di loro.

Zelgadiss era in camera da letto. Stava mettendo l'ultima delle sue camice nel sacco dei vestiti, quando sentì dei passi all'esterno. "Hey Tori, chi è?"

"Lina-san e Gourry-san" Tori si affacciò, rimanendo sulla soglia. "Ho preso tutto, papà!"

"Fammi controllare la tua valigia, allora" Lei gliela passò e lui l'aprì. "Hmm..forse un pò più di vestiti e un pò meno giocattoli, Tori. Penso che avrai bisogno di più che di una sola maglietta di ricambio e poi, avrai un sacco di cose da fare a Seillune"

"Okay" La bambina corse all'armadio e tirò fuori qualche paio di Jeans mentre Zelgadiss si dirigeva, esitante, nella sala principale.

"Zel. Hai deciso di tornare, allora?" Chiese Lina.

"Già"

Nessuno si scusò. Il solo fatto che Zel avesse cambiato idea parlava per tutti.

"Ameria sarà molto felice"

"Speriamo"

"Mostra un pò meno entusiasmo. La stanza sta diventando accecante con tutta questa felicità"

"Scusa, scusa"

Tori uscì di nuovo dalla camera da letto. "Ho messo più vestiti dentro, papà. Adesso possiamo andare?"

"Non è una decisione un pò improvvisa Zel?" Disse Lina con aria stupita.

"Bè, Tori vuole andare"

"Vuole incontrare Ameria?"

"Potrebbe essere mia madre!" Esclamò Tori, allegramente.

"Um....no, Tori, ti ho detto ieri sera che tu e Ameria non siete parenti" Disse Zel.

"Potrebbe iniziare ad essere mia madre, intendo"

"Ok, d'accordo" Zelgadiss optò per darle ragione, piuttosto che spiegare a Tori i fatti della vita.

"Bè, andiamo?"

La mente di Zel si ribellò. La sua bocca, in ogni caso, disse "Sì. Andiamo"


Per Ameria Will Tesla, la giovane Regina di Seillune, la giornata era iniziata normalmente.

Come normalmente faceva, si era svegliata ed era rimasta a letto per dieci minuti prima di alzarsi e fare il bagno. Il cibo era stato assolutamente normale. Tornata in camera, aveva indossato un vestito normale, si era pettinata normalmente i capelli e si era diretta nel suo ufficio per un normale giorno di lavoro.

Ma quello che trovò era decisamente anormale e, infatti, le fece cadere di mano i fogli che stava portando.

"Oh, mio Dio" fu tutto quello che riuscì a dire. Era come un sogno - Lina, Gourry e Zelgadiss tutti seduti in fila sul suo divano. Di solito quando Ameria faceva questo sogno era vestita di pelle, ma andava bene lo stesso.

"Zel! Dì qualcosa!" Sibilò Lina.

Zelgadiss e Ameria si fissarono l'un l'altra ancora per qualche minuto, e infine il ragazzo decise di prendere l'iniziativa.

"..Ciao.." Disse.

"Ciao" Rispose lei.

"Che bella runione" Disse Lina sarcastica a Gourry. Sembrò che Zel e Ameria non l'avessero sentita.

"Dove sei stato tutto questo tempo?"

"New Zoana. Ero - bè, Io - Io" Mi sto rendendo ridicolo?

"Lascia che ti spieghi, Ameria!" Interruppe Lina. Nonostante Zel agitasse le mani freneticamente per dirle 'no! no!', Lina disse ad Ameria "Okay. Ha vissuto relativamente bene a New Zoana con sua figlia, Tori, che è una bambina molto carina e gentile e alla quale lui sembra volere un gran bene. Il problema è: lui non voleva darti questa notizia perchè era troppo preoccupato di avere una figlia che non è tua, per dire qualcosa"

"E' la verità?" Ameria era schoccata.

"Sì, è la verità." Confermò Zel.

"Oh" Ameria abbassò lo sguardo.

Fu allora che, finalmente, Zel intervenne. "Ascolta, è stato uno stupido errore a portarmi Tori. Non vedo l'altra, hum, persona, da quando mi ha lasciato la bambina" provò a spiegare, sollevando gentilmente la testa di Ameria, così che potessero guardarsi negli occhi. "Se vuoi, possiamo trasferirci qui a Seillune, così potrai conoscerla meglio."

Tori era uscita fuori da dietro il divano e si era aggrappata a Zel. Questo servì a Zel per il suo seguente supporto visivo. Sollevò la bambina. "Tori, questa è Ameria"

"Ciao Ameria-san" esclamò Tori solennemente.

"Ciao" sussurrò Ameria.

"Vuoi che ce ne andiamo? Non sembri molto felice"

"No, um, Tori. Sono felice. Davvero" Ameria sorrise, per la prima volta da quando erano arrivati. Il cuore di Zel riprese a battere.

"Allora, Zelgadis-san?"

"Cosa?"

"Che programmi avete voi due per l'ora di cena, stasera?"

THE END

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NOTE:

Carmine: Si pronuncia esattamente come "Carmen". L'autrice ha usato questa variante solo perchè "Carmen" non dava l'impressione di essere un nome di Slayers.

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