| DI NUOVO INSIEME |
Anche quella notte la ragazza, simile ad un fantasma evanescente nel buio fitto che la circondava, sedeva sul davanzale della finestra, contemplando il mondo addormentato e silenzioso che si stendeva di fronte a lei, mentre il suo giovane cuore piangeva per quel grande amore che credeva di aver perduto per sempre.
'Oh tesoro mio... perché te ne sei andato via quel giorno? Perché mi hai lasciato sola? Cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?... Il destino è stato sempre crudele con me... non ha voluto che tu stessi al mio fianco... ma io spero ancora nel tuo ritorno... mi hai detto che saresti tornato e io ti credo... ti devo credere... anche se so bene che noi non possiamo lottare contro ciò che è già stato scritto... solo lei può farlo... noi no... non ne abbiamo la forza...'
Nella stanza tenebrosa filtrò un raggio di luna che illuminò la testa bruna della giovane, reclinata sul petto e il viso segnato dalle tante lacrime versate per lui.
Sotto quella luce argentea, che sembrava quasi una promessa di felicità, i singhiozzi convulsi della ragazza si acquietarono lentamente e lei si abbandonò con fatica ad un sonno agitato, in cui affiorava continuamente lo stesso nome.
Ma la triste fanciulla non era la sola a soffrire quella notte. Infatti, ai piedi della sua finestra, un uomo incappucciato guardava in alto, per scorgere l'esile figura di lei, baciata dal chiarore delle stelle, stagliarsi luminosa nel buio, mentre dormiva, col guanciale bianco stretto tra le braccia nude.
'Sono tornato, mia piccola cara, sono qui... Ho viaggiato e lottato a lungo, ma ora finalmente ho ottenuto vendetta e posso tornare da te a testa alta... Immagino la tua tristezza durante questi due lunghi anni... anch'io ho patito tanto standoti lontano... ma adesso per fortuna è tutto finito e domattina sarò lì accanto a te... pazienta ancora un poco, amore mio, ancora un poco...'
Appena il cielo si tinse dei primi bagliori dorati del sole nascente, il giovanotto si avvicinò alla porta della casa dell'amata e bussò.
Venne ad aprirgli un uomo anziano, che lo scrutò con diffidenza per alcuni istanti. Comprendendo i dubbi del vecchio circa la sua strana visita, il misterioso e mattiniero visitatore gli mostrò un piccolo bracciale, donatogli tempo prima dalla ragazza, quale segno del loro reciproco affetto.
"Lo riconosce, buon uomo? Adesso ha capito chi sono e cosa voglio a quest'ora del mattino"?
Il custode annuì e lo condusse in casa. Quindi gli impose silenzio e iniziò a salire con passo veloce la rampa di scale che conduceva al piano superiore, dove c'erano le stanze dei padroni.
"Mademoiselle sarà felice del suo ritorno, signore! Vado a svegliarla, lei mi aspetti qui..." disse con un sorriso.
Al ricevere la notizia, i grandi occhi azzurri della giovane si riempirono di gioia e una lacrima di commozione le scivolò sulla guancia.
"Fallo salire subito, te ne prego... sono due anni che aspetto di riabbracciarlo..." chiese poi con voce tremante e rotta dall'emozione.
L'uomo sorrise e tornò in fretta dall'ospite, che lo aspettava nell'atrio, in spasmodica attesa.
Il ragazzo, alto, slanciato, dallo sguardo freddo, quasi glaciale, ma non cattivo, che sembrava spesso perso nel vuoto, intento a contemplare qualcosa di invisibile, passeggiava nervosamente su e giù per l'ampia stanza.
"Allora?" domandò ansiosamente al vecchio, appena lo vide.
"Il signore può salire anche subito, se lo desidera" rispose questo "Anzi, mademoiselle mi ha detto che è impaziente di rivederla"
Il giovanotto non se lo fece ripetere e, dopo un istante, era già arrivato di sopra.
Tuttavia, quando fu davanti alla porta ancora chiusa, esitò un attimo prima di entrare. 'Mi amerà ancora dopo che l'ho abbandonata così egoisticamente? Di sicuro in questi due anni più di un pretendente avrà chiesto la sua mano... perché mai, giovane e ricca com'è, avrebbe dovuto rimanere fedele ad uno squattrinato vagabondo quale sono io? Forse ha chiesto di vedermi solo per dirmi in faccia che ama un altro... ho fatto un errore nel tornare qui... sono stato un illuso, avrei dovuto rassegnarmi all'idea di non essere adatto ad una creatura straordinaria come lei tanto tempo fa, invece di ostinarmi a credere che i miei sentimenti potessero venir ricambiati per sempre...'
Tormentato da questi dubbi, il ragazzo stava per andarsene, ma poi il desiderio di rivedere, anche se forse solo per un istante, colei che amava più di sé stesso, si rivelò più forte della paura di essere respinto e, facendosi coraggio, bussò alla porta.
Da dentro rispose la voce di lei, melodiosa e cristallina, come lui la ricordava; il giovane prese un profondo respiro, aprì l'uscio e varcò la soglia della stanza.
Quando vide la fanciulla, che ormai era diventata l'unico orizzonte della sua vita e per la quale non avrebbe esitato a dare tutto, nella luce dell'alba, questa gli apparve bella come mai prima d'allora: quanto era cambiata in quei due lunghi anni! Era più donna, ora, ma aveva ancora il fascino e la bellezza di un tempo.
Lei lo accolse con un sorriso dolcissimo, di incredula felicità, e subito gli corse incontro, buttandogli le braccia al collo, senza riuscire a trattenere le lacrime.
"Oh amore mio! Finalmente sei qui insieme a me! Ho aspettato l'ora del tuo ritorno per tanto tempo... giorno dopo giorno pregavo perché tu tornassi da me e la notte piangevo e guardavo la luna, sperando di poterti riabbracciare..."
"Amelia... anch'io ho sofferto tanto... a volte credevo addirittura che non ce l'avrei fatta ed ero sul punto di mollare tutto, ma poi pensavo a te e nel tuo ricordo trovavo la forza di continuare ad andare avanti... E alla fine ci sono riuscito... ho trovato una cura per l'incantesimo di Zeno che mi aveva tramutato in una chimera... ora sono di nuovo umano... non dovrò più nascondermi e potrò vivere accanto a te per l'eternità, se tu lo vuoi..."
"Sì Zel, lo voglio, lo voglio più di qualsiasi altra cosa. Niente al mondo potrà più separarci: abbiamo tutta una vita davanti... tutta una vita per essere felici insieme..."
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