LASCIA CHE IO T'AMI
CAPITOLO 06

You can ask for space to yourself and only for yourself and I’ll grant it
You can ask for freedom as well or time to travel and you’ll have it
You can ask to live by yourself or love someone else and I’ll support it
You can ask for anything you want anything at all and I’ll understand it
And there are no strings attached to it

Alanis Morrisette – You owe me nothing in return

Ulrich sfogliò svogliatamente la pagina del libro che stava leggendo. Era un’opera epica minore che i bardi e i cantori avevano composto qualche centinaio di anni dopo la Guerra al Gran Demone e che aveva trovato tra le enormi file di libri della Biblioteca Reale di Saillune. Distolse lo sguardo dalle ordinate terzine in cui il poema era scritto e per un attimo si fermò ad ammirare le piccole miniature disegnate con tanta minuzia da esperte mani negli angoli di ogni pagina. Sbuffò; quello di quella mattina era un semplice palliativo: in realtà la sua mente stava pensando a ben altre cose che non alle gesta di Draghi e Demoni. Subito il pensiero gli corse al giorno precedente, a quando lui e la principessa Amelia avevano conversato piacevolmente; prima alla loro chiacchierata di quella mattina, poi a quando si erano ritrovati la sera stessa davanti al fuoco piacevolmente acceso nella sala comune – per tutto il giorno non aveva fatto altro che piovere. - .
Aveva pensato molto alle parole che si erano scambiati, e l’iniziale reticenza della sovrana nei suoi confronti non aveva fatto altro che accendere in lui la voglia di saperne di più sul suo conto. Certo, Amelia Wil Tesla Saillune era davvero come gliel’avevano descritta: bella (gli piaceva soprattutto come alla luce del sole i suoi capelli corvini mandassero riflessi violacei) , intelligente e sapeva svolgere i suoi impegni diplomatici e politici con diligenza e serietà. Ulrich non aveva mai voluto credere al fatto che una donna sapesse governare bene come un uomo, ma osservandola lavorare il precedente pomeriggio ne aveva avuto la riprova.
Si diceva che avesse viaggiato per tre anni con Lina Inverse, l’Assassina di Demoni, come veniva spesso definita, e si diceva che la stessa Lina Inverse fosse la sua migliore amica e che le facesse spesso visita, ma lui non sapeva se credere o meno a queste dicerie. Di certo, però, la donna che aveva conosciuto era molto più adulta e matura di tante altre sue coetanee che aveva conosciuto, e questo certamente segnava un punto a suo favore.
Ad Ulrich Flaus Cassel non piacevano certo le ragazzine.
Sospirò e decise di mettere da parte il libro, appoggiandolo delicatamente sul tavolo al quale era seduto.
Dopo qualche secondo entrò nel grande locale il Marchese Flaus Cassel, tutto trafelato e con una lettera in mano. Il figlio alzò lo sguardo verso di lui e lo fissò, pensando che per un uomo della sua età non fosse certo un buon segno quello di avere un poderoso affanno come quello che affliggeva il genitore.
“Ebbene?” incominciò, già sapendo che lui avrebbe voluto chiedergli sicuramente qualcosa.
“Ho ricevuto una lettera da tuo fratello Jamie .” Annunciò, agitando il foglio di pergamena su e giù mentre il suo affanno peggiorava.
Ulrich alzò gli occhi; come da piccolo, notizie da Jamie, il fratello primogenito e futuro capofamiglia, significavano un qualche rimprovero pronto per lui. Non era mai andato molto d’accordo con lui, l’esempio di virtù.
“Padre, se quella lettera non reca cattive notizie non vedo perché dovreste agitarvi più di tanto. Alla vostra età questo stress emotivo può essere pericoloso.”
“Ulrich!” lo guardò scandalizzato, mettendosi a sedere a fatica al tavolo occupato dal figlio, che stentava a trattenere una risata. Quest’ultimo ebbe però l’accortenza di risistemare l’antico libro nello scaffale dal quale proveniva.
“Allora?” chiese di nuovo, incitandolo ad andare avanti.
“Seana è incinta.”
Il giovane sbuffò, incrociando le braccia “E allora?Mi sarebbe parso strano il contrario.” Rise sommessamente. Non era affatto insolito che la moglie di suo fratello fosse incinta, stavano cercando da molto di avere un erede maschio. Si agitò nervosamente sulla sedia.
“Beh, questa volta speriamo non sia un’altra femmina….ne hanno già tre….” Incrociò le dita, leggermente a disagio a causa dell’argomento della conversazione; certe volte avrebbe preferito parlare di politica, guerre e quant’altro, argomenti del tutto ‘maschili’ , piuttosto che del numero di figli di suo fratello. Incominciò a passarsi le mani tra i capelli, arruffandoseli involontariamente.
Il marchese sembrò soprassedere al commento del figlio e sospirò “Tu fratello…..mi chiede anche come te la cavi…..con la principessa Amelia, intendo.”
Ulrich strinse gli occhi “Non vedo cosa possa importare, a lui, di Amelia-san e me……”
Il genitore all’improvviso parve illuminarsi, movendosi comicamente sulla propria sedia “Amelia-san? Non Principessa Amelia, non Vostra Maestà? Mi stai nascondendo qualcosa, Ulrich! Dillo che la stai corteggiando come solo alle donne piace essere corteggiate! Fiori, paroline romantiche e carezze…..”
“Padre!” urlò l’altro, allora, battendo furiosamente le mani sul tavolo antistante. Come risposta, sentì un gatto miagolare da qualche parte. “Non farò nulla del genere, capito?” Lo guardò di nuovo negli occhi “Proprio ieri ha scoperto che il suo corteggiatore era ufficialmente fidanzato con altre due donne, come credi che si sentirebbe se io cominciassi a farle la corte?”
“Io credo che le farebbe piacere, figlio. E poi si abituerebbe. Le donne sono estremamente vanitose e….”
“Non Amelia-san!” sospirò “Possibile che tu non capisca?Lei ora ha…..paura di un’altra delusione….e certamente non mi troverebbe molto simpatico se….mi facessi avanti.”
“Vorrei sapere come fai a capire così bene le donne tu…..però mi stai dicendo che ti piace,vero?”
Il figlio lo guardò di nuovo “Mi piace moltissimo…..” di nuovo, sospirò “Per questo non voglio fare nulla che mi rendi antipatico ai suoi occhi….nessun passo falso, con lei….” Volse lo sguardo fuori dall’enorme finestra, ammirando il cielo azzurro di quella mattina. Eh si, pensò, era davvero una bella giornata.
Il padre annuì “Beh, almeno mi fa piacere che tu non ti sia messo a fare il cavalier servente per nulla.”
Ulrich sorrise tra sé.

***

Alzò gli occhi al cielo e il sole di quella mattina di nuovo lo accecò; il colore bianco che predominava nella città di Saillune , a partire dai palazzi nobiliari agli acquedotti che gli davano la tipica configurazione magica a stella, oltre a conferire a tutto un senso più grande di luminosità, staccavano visibilmente col marrone delle strade, che, con la pioggia del giorno e della notte precedente, s’erano trasformate in fango.
Camminavano tutti e tre in silenzio, Zelgadiss avanti e lo spadaccino e la maga indietro, con calma. Lina e Gourry volevano fermarsi a mangiare qualcosa (per la terza volta in quella mattina) ma all’ennesima sfuriata dello sciamano si erano convinti di non avere poi così fame ed erano passati dritti dritti davanti a Lina non sapeva quante taverne e osterie, senza assaggiare neanche un manicaretto locale. Gourry aveva seguito con lo sguardo tutti i venditori ambulanti e bancarelle varie di gelato senza che però si fossero fermati a prenderne uno; Lina lo aveva notato e lo aveva rassicurato sul fatto che Amelia sicuramente avrebbe offerto loro quintali del buonissimo gelato artigianale di Saillune, come del resto faceva ogni qualvolta i due le facessero visita. Gourry sospirò.
Incominciarono a parlare sottovoce di QUANTO quella mattina Zelgadiss fosse STRANAMENTE irritabile, e non avesse proferito parola da quando, quella mattina, lo avevano trovato che faceva colazione solo soletto nella sala comune alla locanda dove avevano alloggiato per quella notte, e il suo saluto era stato un semplice “umphf”.
Per tutta la giornata le uniche frasi che aveva pronunciato erano stati rimproveri contro i suoi due amici o altrettante frasi di incitamento ad andare più veloce. Eh si,aveva concluso innocentemente Lina, quella mattina era davvero intrattabile….e Gourry aveva aggiunto che lo era più del solito.
D’improvviso però Zel si era voltato e aveva urlato che li stava sentendo, e quella era stata l’ultima volta in cui tutti e tre si erano rivolti la parola.
Dal canto suo, quella era stata la prima volta da molto tempo, per Zelgadiss, in cui aveva passato la notte in bianco, in preda all’emozione per il giorno seguente. Il suo pensiero correva a quel crepuscolo, quel tramonto di mezz’estate che aveva visto la sua rovina, l’infrangimento dei suoi buoni propositi…. E pensando a quello era sopraggiunta l’alba. Aveva ascoltato le chiacchiere di Lina e Gourry appena svegliati…..del tutto INVOLONTARIAMENTE….dopotutto che colpa ne aveva lui se le pareti di legno con cui era costruita la locanda erano talmente sottili da lasciar passare le voci dei propri vicini?Ma lui già si riteneva fortunato di non aver sentito nulla di strano… si sarebbe spaventato se avesse sentito strani scricchiolii….per fortuna,almeno questo i suoi due amici glielo avevano risparmiato…si era quasi subito risvegliato da quelle supposizioni ed era sceso per colazione. Aveva stranamente preferito il vino al caffè, e così lo avevano trovato Lina e Gourry quando lo avevano raggiunto nella sala comune. Subito la maga aveva cercato di spezzare la tensione che si era evidentemente creata con una battuta, ma tutto quello che ottenne fu uno sguardo duro da parte di entrambi gli uomini. Così non aveva più parlato, fin quando non erano entrati nel pieno centro Sailluniano, e aveva incominciato di nuovo a fare capricci ogni volta che passavano davanti ad un’osteria. Dopo la sua terza sfuriata, però, non aveva più parlato.
Mentre attraversavano la città, passando sia tra le vie secondarie che tra quelle principali, pensava a come chiedere scusa ai suoi amici, a come chiedere scusa ad Amelia, a come parlarle…..certamente la principessa doveva essere delusa o arrabbiata o entrambi….era davvero comprensibile, come si era ripetuto in continuazione in tutti quei giorni in cui si era messo in viaggio per la Capitale della Magia Bianca e aveva deciso di vedere la donna per la quale sentiva qualcosa, che lei provasse quei sentimenti nei suoi confronti, ma non sapeva come avrebbe reagito LUI di fronte a quell’evidenza.
D’improvviso si fermò; erano quasi giunti alle porte del castello quando la chimera si voltò verso i suoi due amici, squadrandoli come se non li avesse mai visti prima d’allora. Poi parlò.
“Quando saremo dentro, non…fatemi alcuna domanda, qualunque cosa accada….qualunque cosa Amelia dovesse dire.”
Entrambi i suoi amici lo fissarono battendo le palpebre, poi Gourry annuì “D’accordo Zel….”
Lo sciamano lo ringraziò, poi fissò Lina. La maga gli si avvicinò “Credi che….potremo mai sapere cosa ti è successo in questi quattro anni?”
Inaspettatamente, Zel abbassò lo sguardo “Davvero non lo so….Lina,Gourry,perdonatemi……ma non so se potrò mai dirvelo….o quando…..dovrò prima…..valutare la reazione di Amelia, e poi magari….” Fece un gesto con la mano, come per lasciar perdere.
Lina annuì “Certo…..però Zel, se fossi in te non mi illuderei di una reazione positiva da parte della nostra amica…” scosse il capo.
Zelgadiss sorrise, ma a Lina sembrò che a sorridere fosse stato solo la sua bocca. “Certo, questo lo so pure io….ma ho altri piani.” Alzò le spalle e si voltò verso l’ingresso.

***


“Davvero?” chiese Amelia, scostandosi i capelli neri da entrambe le spalle e portandoseli tutti ad un lato. Il vestito color pesca che stava indossando le metteva audacemente in risalto la curva delle spalle, lasciate scoperte anche dalla mancanza del mantello.
Quella mattina suo padre l’aveva lasciata libera, concedendogli l’intero girono di svago; la principessa gli aveva domandato il perché, ma alla sua richiesta il genitore aveva risposto con un enigmatico ghigno affermando che tutti avevano bisogno di un po’ di riposo, ogni tanto.
Amelia non ci aveva creduto molto, sentendosi pure un po’ in colpa per aver lasciato tutto il lavoro sulle sue spalle, ma appena aveva incontrato la compagnia di quel giorno si era dimenticata di tutto.
“Beh, è vero. E’ arrivata la notizia proprio questa mattina, mio padre me l’ha letta mentre eravamo in biblioteca.” Ulrich le sorrise inclinandosi lievemente in avanti. Aveva aspettato Amelia per buona parte della mattinata, lì, nella Sala Comune dove tutti avessero potuto vederli, dato che sapeva che la sovrana, per quell’occasione, aveva tutto il giorno libero, e quando l’aveva vista….dei, aveva sudato freddo. Si ricordò della frase che poco prima aveva rivolto a suo padre: dannazione, le piaceva moltissimo, e lei…sembrava farlo apposta. Si passò la mano tra i capelli.
“Io spero che sia una femmina!”
“No!Per favore….” L’uomo si portò il volto alle mani, sprofondandolo tra i palmi “Altrimenti Jamie farà altri figli!Povera Seana….” Scoppiò a ridere fragorosamente e Amelia l’imitò. Ulrich la trovò adorabile.
“Perché?Hai qualcosa contro le donne?” sorrise innocentemente, e l’uomo si domandò se davvero avesse capito il senso della sua stessa domanda. Ma credeva di no, a giudicare da come lo stava guardando. Distolse gli occhi da lei e decise che era difficile starle vicino.
“No….certo che no……però a mio fratello potrebbe non far piacere.” Notò un’ombra offuscare il suo volto, ma non capì cosa fosse.
“Beh, un figlio non dovrebbe mai essere un peso o cose del genere…..”
Ulrich sospirò, biasimandosi per aver fatto quell’affermazione così sconsiderata poco prima. Aveva dimenticato che le donne avevano una spiccata sensibilità, soprattutto per quanto riguardava i figli…..poteva ben chiamarlo ‘istinto materno ’.
“No, Amelia-san, hai ragione…..ma cerca di capire anche il punto di vista di mio fratello…se non gli nasce un erede maschio dovrà passare le nostre terre a suo nipote, il figlio di nostro fratello, oppure…ad uno dei suoi generi, il che non sembra allettarlo molto…..” vide la principessa annuire, sempre con lo sguardo greve “Ed inoltre, a furia di stare in compagnia di quattro donne potrebbe diventare femmina a sua volta!” Vide Amelia sorridergli di nuovo e trasse un sospiro di sollievo quando lei esclamò
“Salvato per un pelo, Ulrich-san!”
“Bene, allora vuol dire che non morirò oggi.” Prese dal tavolo la bottiglia di vino che si era fatto precedentemente portare e si riempì il bicchiere, poi fece la stessa cosa per Amelia. La principessa aveva insistito affinché gli fosse data una delle migliori coppe, quelle che si usavano durante gli importanti incontri politici, ma Ulrich aveva affermato che sarebbe stato uno spreco usare un tale servizio per lui e si era fatto portare un normale bicchiere di legno, di quelli che si usano nelle taverne. Non poteva dimenticare l’espressione stupita di Amelia, che l’aveva fissato con la bocca aperta per qualche secondo, poi era arrossita abbassando lo sguardo. E Ulrich aveva pensato che se fosse rimasta per qualche secondo di più con la bocca spalancata avrebbe pensato lui a chiudergliela. Con un bacio. Sorrise al pensiero, mentre alzava il calice “A te, Amelia-san.”
Lei scosse la testa “No, a tuo fratello e al futuro nascituro, affinché sia davvero maschio.”
Stavano per bere quando d’improvviso una guardia entrò trafelata nella stanza. S’inchinò frettolosamente, poi fissò Amelia “Vostra Maestà, mi dispiace interrompere, ma….”
La donna si alzò, e così fece anche Ulrich “Cosa c’è? Mio padre mi manda a chiamare?”
L’uomo di fronte a lei scosse il capo “No,ma……”
“ OH, DANNAZIONE, FATEMI ENTRARE!!!” urlò una ben nota voce, e il marchese vide il volto della sovrana illuminarsi.
Subito Amelia scattò in avanti, “Lina-san! Fatela entrare immediatamente!” al che una donna dai lunghi capelli rossi entrò nella sala, abilmente scortata da due guardie.
“Ah, Amelia, c’è sempre bisogno di queste dannate guardie dappertutto?!? Capisco che è per la mia INCOLUMITA’ e ti ringrazio, ma…….non ce n’è bisogno!” si scrollò di dosso i due uomini.
“LINA-SAN!!!” urlò di nuovo Amelia e saltò letteralmente sulla sua migliore amica, soffocandola quasi.
“Amelia…anche a me fa piacere rivederti, ma credo che tu stia esagerando…..”
“Ehi Amelia! Come stai?” Lo spadaccino entrò a passo spedito nella sala e l’amica lasciò la maga e abbracciò anche lui “Sono felice di vederti, Gourry-san…..” anche l’amico ricambiò la sua stretta.
“Ehi ehi ehi ehi EHI! Capisco che tu sia felice di vederlo, ma ALLENTA QUELLA STRETTA!”
“Entrambi risero mentre Amelia ‘mollava’ il suo amico “Beh,Lina-san, mi stai dicendo che sei….gelosa?” sogghignò quando vide la sua amica arrossire terribilmente.
“CERTO CHE NO!Anche perché la medusa qui presente lo sa che FINE FAREBBE se solo PROVASSE a farmi ingelosire!” lo spadaccino si grattò il naso ridacchiando, mentre una goccia di sudore freddo gli scendeva lungo la tempia.
Amelia rise di nuovo. Si sentiva sempre benissimo quando stava con i suoi amici, come rinata. Si scrollava di dosso tutta la fatica di regnante, tutta la finzione che doveva sopportare e ritornava ad essere semplicemente Amelia, e non la principessa di Saillune…. Sorrise, poi si voltò quando sentì Ulrich dare un colpetto di tosse. Si era del tutto dimenticata di lui.
L’uomo si avvicinò al gruppetto, il mantello marrone gli ondeggiava sinuosamente attorno al corpo. Lina lo ammirò per qualche istante: quell’uomo era alto, forse quanto Gourry, i capelli dello stesso colore di quelli del marito e la pelle bianchissima, gli occhi di un indefinibile colore azzurro, quasi grigio. Ma la cosa più particolare, secondo la maga, erano la miriade di efelidi spruzzate sul viso, di una tonalità più scura della sua pelle, che lo facevano sembrare un eterno ragazzino. Era la prima volta che vedeva un uomo adulto con le lentiggini; tutto sommato era estremamente affascinante.
“Amelia-san….mi presenti i tuoi amici?” la sua voce era soffice ma priva di accento, e la maga scoprì la sua amica arrossire.
“Ma certo Ulrich-san…..lei è……Lina Inverse….Gabriev, e lui è suo marito, Gourry Gabriev…..” la maga notò che l’uomo chiamato ‘Ulrich’ aveva avuto un fremito nell’udire il suo nome, e pensò, senza una certa SODDISFAZIONE, che la sua fama (del tutto MERITATA…ehm…) era davvero giunta ovunque…. “…..mentre lui è il marchese Ulrich Flaus Cassel…un mio amico.” Alzò le spalle mentre i tre di loro facevano le presentazioni.
“Sono felice di aver fatto conoscenza di persone…tanto famose, ma ora è meglio che vi lasci, avrete sicuramente molte cose da raccontarvi…” fece spallucce e si avviò fuori dalla sala. La principessa lo seguì con lo sguardo, poi si rivolse ai suoi due amici.
“Allora, che novità ci sono?”
“Non quella che speri….ma ce n’è comunque una.” La maga sorrise.
“Piuttosto, Amelia, chi era quell’uomo?” chiese lo spadaccino, indicando con un gesto del capo la direzione intrapresa dal marchese.
“Ve l’ ho detto, è il marchese Flaus Cassel….l’ultimo di quattro fratelli….ed è un mio amico” fece spallucce “Ditemi la novità, sono troppo curiosa!”
I due amici si guardarono in volto,poi Lina parlò “Certo…come vuoi….ma più che dirtelo dobbiamo fartela vedere…..” fece un cenno col capo a Gourry che uscì prontamente dalla sala. Lina si voltò verso l’amica “Cos’è questo vestito così scollacciato, Amelia?Ti sei messa in mostra per quell’uomo?”
La diretta interessata arrossì istantaneamente “LINA-SAN!!!Questo non è vero, lo sai!E poi…..non chiamare Ulrich-san ‘ quell ’uomo’ , per favore!”
Lina sospirò…aveva l’impressione che le cose non stessero prendendo la giusta piega….
“Amelia….ti abbiamo portato una persona…..” Lo spadaccino entrò nella sala…..e Amelia credette di svenire. Sgranò gli occhi e si portò le mani al volto teatralmente. Il cuore cominciò a batterle più forte e lo stomaco le si contrasse più volte. “Tu….”sussurrò, ma tutto quello che le uscì fu un rantolo.
Zelgadiss le si avvicinò lentamente, quasi tremante. Si fermò a pochi centimetri da lei e Lina pensò che l’amica stesse per svenire.
“Ciao” le disse timidamente, a voce tanto bassa che persino Amelia stentò a capire. “E’…uh…bello, rivederti.”
La principessa credette di avere un capogiro. No, pensò, non era quella la reazione che avrebbe dovuto avere….riguadagnò in fretta la sua compostezza, e compì un gesto che stupì tutti, persino se stessa: abbracciò Zelgadiss Graywords.
“Ciao, Zel-san….” Gli sussurrò in un orecchio “Anche per me è bello rivederti. Davvero.”
La chimera sentì una fievole speranza accendersi in lui: la speranza che non tutto fosse perduto. Cercò a sua volta di abbracciare la sua amica ritrovata, ma questa sgusciò rapidamente fuori dalle sue braccia.
“Ma ora perché non andate a levarvi quei vestiti?Siete tutti pieni di polvere e fango!” sorrise, incominciando ad andare avanti ed indietro per la sala. “Immagino che le strade siano ridotte ad una schifosa poltiglia dopo la pioggia di ieri...Lina-san, Gourry-san, la vostra camera è la solita, mentre per te, Zelgadiss.san…uh….te ne farò assegnare una, non preoccuparti…”
Finalmente si fermò a guardarlo: Zelgadiss non era affatto cambiato….beh, forse un po’ si, ora che lo guardava meglio….era diventato molto più alto, aveva le spalle più larghe e i suoi lineamenti erano leggermente più allungati, più fini….il ciuffo che gli copriva l’occhio era più lungo ora, mentre il resto dei capelli era della sua usuale lunghezza…..questo voleva dire, probabilmente, che Zel aveva lasciato crescere il ciuffo ma che aveva continuato a tagliare la restante capigliatura…Amelia si stupì a pensare che forse l’amico stava diventando VANITOSO…ma il pensiero era troppo assurdo, così lo cacciò immediatamente.
Ah, e ovviamente non aveva trovato la sua cura….strinse i pugni.
“Bene…..vado a dare disposizioni per questo…..e per il pranzo, ovviamente!” sorrise e poi si affrettò ad uscire.
Rimasti soli, Lina e Gourry si guardarono in volto, poi fissarono Zelgadiss che aveva lo sguardo fisso nel vuoto.
“Allora….che ne pensi?” chiese cautamente la maga, mentre con lo sguardo seguiva lo spadaccino che si andava ad accomodare inconsapevolmente al posto dove poco prima era seduto Ulrich.
Zelgadiss le guardò, la solita espressione seria dipinta sul volto, ma a Lina sembrò anche….confuso. “Cosa ne penso?” stette qualche secondo in silenzio “Che sono stato uno stupido, e debole…..sapevo di non dover tornare….” Si portò una mano agli occhi, strofinandoseli come un bambino.
“Zel, non dire così solo perché Amelia non ti è corsa incontro saltandoti addosso, quello si legge solo nei romanzi rosa!” La maga incrociò le braccia. La chimera fece un sorriso amaro “Beh, questo è ciò che immaginavo io….” Anche Lina sorrise: non era facile vedere Zel che faceva dell’auto-ironia.
“Non c’è bisogno di preoccuparsi, amico, vedrai che le cose andranno bene…” entrambi si voltarono verso Gourry, che era placidamente seduto con le dita incrociate, guardandoli entrambi con l’aria di chi la sapeva lunga.
“Vorrei essere anche io così ottimista….” Sospirò.

***


Amelia era ritornata dopo poco tempo assieme ai suoi servitori, che l’accompagnarono nella sala dei banchetti e avevano preparato un tavolo solo per loro quattro, su esplicita richiesta della principessa.
Avevano incominciato a pranzare in silenzio, all’inizio, la principessa sembrava non voler rivolgere lo sguardo a nessuno dei commensali, però dopo poco Lina aveva incominciato a parlare, non potendo sopportare oltre quella situazione, e la loro amica dai capelli corvini sembrava essersi rianimata. Zelgadiss era rimasto a fissare Amelia, non riuscendole a levare gli occhi di dosso per tutta la durata del pranzo, e pensava che Gourry aveva avuto ragione, quando aveva parlato del cambiamento della loro amica. Davvero questi anni l’avevano fatta cambiare, e non solo fisicamente, ma anche caratterialmente. Da quel poco che aveva potuto notare, Amelia sembrava molto più calma di prima e anche molto più…riflessiva, parlava con un tono di voce più basso e lento…
Aveva fatto crescere i capelli e ora li portava sensualmente su una spalla, lasciata scoperta, assieme all’altra, da un semplice vestito color pesca, di quelli che alle donne stanno davvero bene….di quelli che a lui piacevano, pensò involontariamente. Abbassò rapidamente gli occhi quando si accorse che anche lei lo fissava, di tanto in tanto, con brevi sguardi.
Quella situazione lo stava mettendo leggermente in imbarazzo, ma cercò di sopportare la cosa: sapeva che se avesse abbandonato il pranzo a metà Lina, ma soprattutto Amelia, non gliel’avrebbe mai perdonato.
“Così…Zelgadiss-san…dove sei stato in questi quattro anni? O negli ultimi tre?” la voce di Amelia lo colse di sorpresa, costringendolo ad alzare il volto per fronteggiare il suo viso. Anche la maga e lo spadaccino lo stavano guardando, per un attimo interrompendo la loro lotta per il cibo. Tutti e tre avevano un’espressione seria, come se l’esito delle loro vite dipendesse da quella risposta. Lina e Gourry erano semplicemente curiosi, mentre Amelia….beh, poteva facilmente immaginare perché glielo stesso chiedendo. Cercò di sostenere il suo sguardo.
“Io sono stato….in giro.” Strinse fortemente la forchetta.
Vide la principessa annuire, sempre con quell’espressione seria che si era messa in volto. “In giro, eh? Capisco….e scommetto che….non ti sia mai trovato a passare per Saillune, in tutto questo tempo.”
La chimera sospirò, sprofondando la testa nella mano sinistra “In verità no…..” Errore, segnalò la sua mente, sei passato di qui un sacco di volte. “Amelia, per favore….non incominciamo….”
Ora la donna lo stava guardando con odio, con un’espressione che non le aveva mai visto.. “Beh, non incominciamo nulla, allora!” sembrò quasi urlare, ma in realtà il suo tono di voce non si era alzato di molto. Lina scoccò un’occhiata a Gourry, che ricambiò con un’alzata di spalle.
Le guance di Amelia erano arrossate dalla rabbia; e Zel pensò che le piaceva anche in quel momento. “Scusate” incominciò “ma mi sembra di aver sentito mio padre chiamare. Non preoccuparti, però, Lina-san….darò ordine ai camerieri affinché ti portino ciò che desideri. Scusate.” Si precipitò frettolosamente fuori dalla sala.
Dopo qualche secondo di silenzio, Zelgadiss sbuffò, Gourry sospirò e Lina urlò.
“Perché DEVI essere sempre così,perché?” urlò la maga, esasperata e gesticolante come un giocoliere. Aveva appena lasciato a metà il suo terzo piatto di salsicce, la sua amica era uscita di corsa da quella stanza e Zelgadiss incominciava di nuovo a fare il menefreghista bastardo il quale (forse) era.
Che bella giornata l’aspettava.
L’amico si voltò a guardarla, cogliendo un’occhiata di rimprovero da parte dello spadaccino “Beh, che cosa dovevo fare? Dovevo farle dare spettacolo qui facendole elencare tutti i gradevoli soprannomi che ha coniato per me in questi quattro anni? O forse dovevo buttarmi ai suoi piedi, baciare il pavimento su cui cammina e cospargerlo di petali di rosa?”
“Dannazione Zelgadiss! Quello che dovevi fare è lasciare da parte il tuo stupido orgoglio e chiederle ALMENO scusa! Ma vedo che non ci arrivi da solo,eh?”
“Forse dovrei prendere prima consigli da Miss Sensibilità, che ne dici?” sibilò, guardando la maga dritto negli occhi.
“Vado da Amelia” annunciò la rossa, alzandosi bruscamente da tavola tanto da far stridere la sedia sotto di sé contro il pavimento. Uscì anche lei a passo sostenuto.
“Stai superando ogni limite, Zel” sbottò Gourry, appallottolando il tovagliolo sotto il suo piatto e gettandolo bruscamente sul tavolo. Scoccò uno sguardo che alla chimera fece un po’ paura ed uscì a sua volta, inseguendo la moglie.
Rimasto solo, lo sciamano prese a giocherellare con la forchetta del proprio piatto. Ecco, pensò, c’era di nuovo riuscito: come faceva ogni volta ad essere così rude? Lina aveva avuto ragione, come al solito: davvero avrebbe dovuto chiedere subito scusa ad Amelia. Ed invece l’aveva rimproverata. Ma cosa c’era da rimproverare quando la causa di quella tensione era proprio lui?Non lo sapeva. Non avrebbe voluto essere scortese con Amelia, no: solo che si era visto aggredito, e aveva reagito di conseguenza. Certe volte voleva battere la testa nel muro da solo per la sua stupidità, magari lo avrebbe aiutato!In fondo avrebbe sempre voluto vedere se era più dura la sua testa o uno spesso muro di pietra. Sospirò; ora stava rasentando il ridicolo. Loro però non sapevano, non sapevano cos’era successo durante quei quattro anni. Non era venuto a Saillune per chiedere la mano di Amelia e sposarla, anche se quando l’aveva rivista avrebbe voluto stringerla così forte a sé da frantumarle tutte le ossa. Anche se la voleva tutta per sé.
Si costrinse ad ignorare quel dolore al petto che i più chiamano amore.
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