LASCIA CHE IO T'AMI
CAPITOLO 07

How long must you wait for it?
How long must you pay for it?
How long must you wait for it? For it?

Coldplay – In My Place

Ed era giunta la sera del loro primo giorno a Saillune.
La cena, di nuovo intima, era stata dominata dal racconto delle ultime avventure della maga e dello spadaccino, unitamente al loro “peculiare” modo di mangiare. Amelia li aveva ascoltati rapita per tutta la durata del loro resoconto, toccando poco o meno della sua cena, commentando spesso, ridendo e facendo spesso delle battute….bizzarre, alle quali Lina non aveva fatto altro che arrossire.
E in tutta questa allegria la principessa non aveva minimamente rivolto la parola a Zelgadiss.
Certo, gli aveva rivolto qualche sguardo di sottecchi, e Zelgadiss non aveva fatto nulla per cambiare o migliorare la situazione. Aveva pure evitato di guardarla, anche se sembrava che i suoi occhi “vagassero” per conto proprio verso di lei: si era cambiata di nuovo per la sera ed ora indossava una semplice tunica bianca da miko, chiusa sul petto da una spilla che recava lo stemma della Casata Reale di Saillune, e fasciata sui fianchi da una cinta azzurra.

Zelgadiss sorrise a se stesso, pensando che la situazione gli sembrava un tantino complicata da risolvere: prima di partire per nuove mete voleva almeno salvare la sua amicizia con la principessa, ma in quel momento gli sembrava tutto piuttosto…..arduo. Vide entrambe le ragazze ridere per un qualcosa che aveva detto lo spadaccino, poi Amelia si voltò per accogliere due camerieri che portavano un enorme vassoio su cui troneggiava un’immensa torta. Gli occhi di Lina cominciarono a splendere.
“Oh, Amelia!” esclamò “Non dovevi prenderti tutto questo disturbo, anche se evidentemente me lo merito per aver trascinato qui quella chimera rompiscatole…..” Alzò di più la voce a quelle ultime parole e Zelgadiss, a cui la frase era chiaramente diretta, alzò lo sguardo proprio in tempo per vedere Amelia mostrare un sorriso di circostanza. Poi ammirò il dolce ricoperto di cioccolato. “Beh, Lina-san, questa torta è anche per Gourry-san e Zelgadiss-san,ovviamente, perché, come hai detto tu, si è fatto rivedere qui in giro…..” . Si voltò a guardarlo poi con un’espressione in bilico tra l’ironico e il rimprovero, che stupì non poco lo sciamano. Si grattò la fronte. “Beh, Amelia….grazie.” incurvò leggermente le labbra e alla principessa questo mise una strana apprensione.
“Allora…..voglio mangiare!!!” urlò la maga, impugnando la forchetta, e i due si scossero dai loro (non tanto) nascosti pensieri. Amelia accennò un sorrisetto e diede l’ordine di tagliare l’enorme dolce. E Zelgadiss ne accettò un pezzo volentieri.

****

Amelia si lasciò andare sul letto della propria camera, tirando le tende del suo baldacchino, come a volersi nascondere. Era stanchissima come quando aveva una giornata fitta di appuntamenti, emozionata come non lo era stata da parecchio tempo, felice per la venuta dei suoi amici e profondamente arrabbiata.
Si voltò annaspando tra le coperte, ancora stretta nel suo abito bianco da miko, la sua mente vagava ripercorrendo tutti gli avvenimenti della giornata: per prima cosa aveva incontrato Ulrich e aveva passato mezza mattinata parlando con lui. All’inizio si era trovata un po’ a disagio alla sua presenza, ma il marchese aveva cominciato a conversare piacevolmente con lei degli argomenti più disparati. Poi all’improvviso quella guardia era piombata nella stanza e aveva annunciato la venuta di Lina e Gourry e quella di …… Zelgadiss. La principessa sospirò. Era certa che la chimera non si sarebbe mai più presentata al castello, nonostante la promessa che le aveva fatto quando si erano visti per l’ultima volta, e stava incominciando lentamente ad abituarsi all’idea….ma ora quella sua apparizione l’aveva sconvolta.
Per tutta la giornata la chimera era rimasta fredda nei suoi confronti, proprio come si era aspettata, e di conseguenza anche lei aveva fatto di tutto per mantenere il distacco, soprattutto quando le aveva risposto in maniera così…..irritante….. beh, doveva ammettere che forse la sua reazione era stata un tantino furiosa ed istintiva……ma era stata anche piacevole e liberatoria…..
Sorrise e si alzò dal letto, portandosi davanti allo specchio: aveva anche l’aria stanca di chi desiderava solamente un letto caldo, i capelli in disordine e un accenno di occhiaie. Sbuffò, liberandosi del mantello e lasciandolo cadere ai suoi piedi (poco male se era bianco e si sporcava, pensò) e incominciò a slacciarsi i nodi della tunica che si stringevano sopra al petto. Doveva farsi assolutamente un bagno, pensò, poi si chiese se Lina e Gourry stessero dormendo nello stesso letto. Ridacchiò e inconsciamente arrossì.
“I miei pensieri diventano sempre più sconclusionati ” asserì ad alta voce “anche se stasera a cena non ho bevuto proprio.” Alzò le spalle e rise un poco.
Ma la sua risata scemò quando sentì due colpi alla porta. Il cuore le balzò in petto, e mentalmente ripassò le tre persone (o categorie di persone) che potevano avere accesso ai suoi appartamenti durante la notte: le sue ancelle personali, suo padre Philionel e Zelgadiss. Questo non fece altro che far aumentare il suo nervosismo e rischiò di quasi di inciampare nel mantello che aveva lasciato a terra, quando sentì di nuovo il tocco alla porta.
“Ma chi è a quest’ora!” sbottò tra sé, nonostante forse conoscesse già la risposta, e dopo un lasso di tempo che le sembrò un’eternità, arrivò all’entrata della camera. Si riavviò velocemente i capelli, lisciò le pieghe sfatte del vestito e cautamente aprì la porta.
“Buonasera…..”salutò cordialmente un uomo diverso da quello che si era immaginata: Ulrich.
La principessa sospirò, appoggiandosi lievemente allo stipite. Forse doveva aggiungere un’altra persona tra quelle che avevano accesso alla sua camera.
“Ulrich-san…..” esclamò, ma senza troppa convinzione. L’uomo sorrise “Amelia-san, capisco che non è né il luogo né l’ora adatta, ma…..”
“Infatti non lo è, Ulrich-san….” Asserì, con una durezza che stupì sia lei che il suo interlocutore. Lo sguardo dell’uomo sembrò adombrarsi per un attimo, ma poi tutto ad un tratto riprese a sorridere.
“Già, capisco.” Annuì. “Passerò domani. In fondo volevo solamente sapere se stessi bene…..” fece per andarsene, ma la principessa spalancò l’entrata. Amelia si sentiva in colpa per essere stata così scorbutica con lui, così d’istinto aveva accettato di ammetterlo nella sua stanza, ed inoltre quella sua frase l’aveva incuriosita……solo che ora si sentiva una stupida.
“Per favore, resta. E….” abbassò lo sguardo “scusa. E’ stata una giornata faticosa.”
Il marchese annuì ma non si mosse dalla soglia. “E’ meglio che non entri, forse. Non vorrei che qualche fantesca, vedendoci, possa equivocare.”
Amelia accennò ad un leggero sorriso ed annuì. In effetti,era quello che aveva pensato anche lei: secondo la morale comune, infatti, non era opportuno lasciare entrare un uomo nella propria camera.
“Prima…ho avuto l’impressione che stessi aspettando qualcun altro….hai davvero cambiato espressione quando mi hai visto…..” il marchese di nuovo sorrise, allungando la mano al volto della principessa. Ma Amelia si voltò rapidamente, in tempo per evitare il suo tocco. Ulrich la guardò di nuovo con lo sguardo greve, ma non disse nulla.
“No….cioè, in realtà stavo aspettando Lina….dovevamo…..parlare.” mentì, e si voltò leggermente sperando di farla franca. Lui continuava a fissarla.
“Così…..nulla a che vedere con…..quell’uomo dall’aspetto strano?” si appoggiò allo stipite della porta, le sopracciglia corrucciate e le braccia incrociate, aspettando una sua reazione. Era davvero uno spettacolo vedere la donna che gli piaceva arrossire e cercare di farfugliare qualcosa senza senso…..aveva capito quella giornata stessa che Amelia aveva un debole per quella….faccia di lucertola del suo amico, in fondo lui era davvero era davvero bravo nello scoprire quelle cose…..ed era anche bravo ad origliare. Aveva dedotto che quei due avessero un qualche conto in sospeso, e la sua ipotesi era stata avallata dai discorsi concitati che aveva sentito tra lei e la sua amica maga quella mattina a pranzo. E aveva ricollegato le cose.
“Ulrich-san….non è vero!” ringhiò la principessa. Stava incominciando ad innervosirsi: se anche fosse stato vero, a lui che importava?!
L’uomo alzò le mano, come per scusarsi “Mi dispiace, Amelia-san. Erano solo mie supposizioni, è evidente che leggo troppi romanzi.”
“Infatti” lo rimbeccò lei “e ora adesso, se vuoi scusarmi, vorrei riposare.”
Il marchese non batté ciglio “D’accordo. Ti auguro buonanotte, allora.” Si avviò perdendosi nell’oscurità.
La principessa chiuse la porta e vi si appoggiò accanto. Sospirò: mica era vero che stava aspettando Zelgadiss?No, certo che no. Ma Ulrich che veniva a ricordarle tutto non le faceva certo bene.
“Dannazione” gemette “ quattro anni e ancora non esci dalla mia testa.”
Di nuovo, saltò su quando sentì un tocco lieve alla porta. Di nuovo passò in rassegna le quattro persone che potevano bussare alla sua camera: le sue ancelle, suo padre, Ulrich e…Zelgadiss. Gettò uno sguardo alla luna, fuori alla finestra: era arrivata quasi al picco massimo, cioè mancava qualche minuto alla mezzanotte.
“Amelia…..sono Zelgadiss.”
Ecco, ci siamo, pensò. Era in dubbio se aprire o meno, e far finta di stare dormendo. Non se la sentiva molto di affrontare Zelgadiss a quell’ora, dopo le emozioni della giornata.
Stai solo fuggendo da lui……gli suggerì la sua mente e poi hai davvero voglia di sentire ciò che ha da dire.
Riuscì a sentire lo sbuffo sommesso dell’amico attraverso la barriera che li separava “D’accordo….” Incominciò “….se hai deciso di non voler neanche più parlarmi…..”
Finalmente la principessa si decise ad aprire la porta, incurante del fatto che era la seconda volta che lo faceva in quella serata. Si trovò davanti uno Zelgadiss con la sua solita espressione indifferente, come se per lui fosse lo stesso trovarsi lì o meno. Certe volte si domandava come facesse a non prenderlo a schiaffi.
“Ciao” le disse infine “Scusa l’ora tarda, magari stavi andando a dormire….” Si grattò la nuca.
“No….no…..entra,per favore.” Al diavolo la morale comune, pensò, mentre la chimera la seguiva silenzioso nella stanza.
Ora si che Amelia era emozionata: se stava d ascoltare poteva sentire il suono del suo cuore impazzito. Ma, dall’altra parte, sapeva bene che doveva dirgli, e anche se non lo voleva ammettere,le dispiaceva.
Sospirò, poi lei e l’amico si sedettero sul suo letto. Incominciò a parlare. “Zelgadiss-san, devi scusarmi tu per oggi, sono stata scortese con te e non mi sono comportata da buona……amica”
La scelta della parola ‘amica’ le venne spontaneo, e aveva quasi incominciato a stupirsi della calma con la quale gli stava esponendo i fatti.
La chimera la guardò battendo le palpebre, poi abbassò lo sguardo verso terra “Non si era detto….che mi avresti chiamato semplicemente Zel?” riprese a fissarla.
Amelia deglutì, poi lo guardò nuovamente “Si, è vero…..ma ora non so come comportarmi, ed inoltre…..”
“E’ colpa mia” annuì “sono stato via per quattro anni, lo so.” Distolse lo sguardo dalla principessa “Mi dispiace.”
Amelia si sentì stordita dalle sue parole: eppure non doveva essere così, se l’era ripromesso….ma non aveva mai visto Zelgadiss scusarsi apertamente di qualcosa, ed inoltre….quella notte le sembrava sensuale come non mai…..gli si avvicinò, poggiandogli entrambe le mani sulle braccia, il volto a pochi centimetri da quello della chimera. Tanto vicino da sentire il respiro di lui sul suo volto.
“Zel-san….cosa è successo in tutto questo tempo….cosa è successo dopo che ci siamo lasciati…..” Rimase in attesa per qualche secondo, nella stanza si sentivano solo i loro due sommessi respiri. Poi lo sciamano sorrise.
“Non…..posso dirtelo.” Disse alla fine, tutto d’un soffio. La principessa si scosse violentemente da lui.
“No, Zelgadiss-san, non puoi dire così!”
“Amelia….”
“Non è una cosa che riguarda solo te, ma anche me! Da quella notte……..tutto quello che riguarda te riguarda anche me…..” si avvicinò di nuovo a lui “Te lo ricordi, almeno, vero?”
Zelgadiss si accigliò, guardandola “Come puoi pensare che non me lo ricordi?” rispose acido, ma poi un live sorriso gli incurvò le labbra “Anche se non è successo nulla….il solo fatto di essere con te in quella radura, di notte, a guardare la luna…..” lasciò la frase in sospeso, e per un attimo Amelia si perse in quell’evocazione insieme a lui. Ma si scosse quasi subito.
“Ed è per questo….che devi dirmi cosa è successo….devi dirmi il perché sei tornato solo ora….invece che dopo un anno, come mi avevi assicurato…..”
Zelgadiss stava ancora sorridendo, forse in balia a quelle emozioni, quando alzò una mano e la passò sul volto della principessa, accarezzandole la guancia. Amelia chiuse gli occhi, assaporando il tocco del suo amico, che le era tanto mancato…..sentì Zelgadiss che prendeva fiato per parlare.
“Sei diventata ancora più bella….in questi anni…..e questi capelli lunghi ti stanno bene….anche se però preferivo quando erano corti….”
La principessa ridacchiò: non lo avrebbe mai immaginato “Però non mi hai ancora risposto.” Gli ricordò poi, sospirando lievemente. Zelgadiss si scostò da lei, guardandola intensamente, e un brivido percorse la schiena della donna. Si sentì un po’ a disagio sotto il suo sguardo, come ai vecchi tempi, quando era una ragazzina e lui aveva l’abilità di farla sentire sempre in imbarazzo. Finalmente i suoi occhi si posarono altrove.
“Lo so, ti avevo promesso che…sarei tornato dopo un anno, qualunque cosa fosse successo, a prescindere….” strinse i pugni “….se io avessi trovato…o no….la mia cura.”
Di nuovo i suoi occhi si posarono su di lei, ma la principessa non parlò, aspettando tenacemente che lui continuasse. Già era un passo avanti che lui si fosse ricordato della loro promessa, pensò un po’ cinicamente, ma pentendosi immediatamente. Anche se aveva preso una decisione già da molto tempo, quello che le stava davanti era pur sempre Zelgadiss, il suo amico, una persona alla quale aveva voluto bene in un modo speciale.
La chimera continuò “Ero intenzionato….davvero, a mantenere la promessa, ma quasi subito ho scoperto alcune cose che…me l’ hanno impedito. Mi hanno imposto una vita diversa….da quella che avevo programmato.”
“Diversa?”
Zelgadiss annuì, e sprofondò la testa in una mano, stancamente. Amelia si rese conto che l’amico era molto stanco, e pure lei lo era, ma voleva anche andare in fondo a quella faccenda, per quanto lui gliel’avrebbe permesso.
“Mi ha costretto ad una vita…che non avrei voluto fare, da quando ti ho conosciuto….la vita a cui credevo di essere destinato, quella di un…derelitto…..”
Le prese una mano stringendogliela forte tra le sue, tremanti appena, e la costrinse a guardarlo negli occhi. Amelia sobbalzò e lo fissò, aveva uno sguardo che non aveva mai visto…..gli occhi quasi….iniettati di sangue……le stava facendo paura…..
“Zel….”
“Credimi, Amelia!ti sto dicendo la verità….guarda, questa è la prova. La prova che…non ti ho mai dimenticata.” La voce gli morì e alla principessa si serrò lo stomaco, alla vista del braccialetto che pendeva inerte dalla mano di Zelgadiss. Il piccolo amuleto che gli aveva affidato al momento della loro separazione.
“L’ hai tenuto?” si meravigliò del tono incredulo della propria voce, e così anche la chimera, che la guardò battendo le palpebre e nascondendo di nuovo l’oggetto alla loro vista.
“Non sono una persona tanto orribile, Amelia. Certo che l’ ho tenuto. Mi ha aiutato a non…..dimenticarti.” arrossì un poco a quelle parole, e anche le guance della diretta interessata divennero rosse per un momento.
Abbassò il capo; quel discorso l’aveva confusa, come d’altronde era sicura che sarebbe successo. Ma doveva portare la scena nei limiti della razionalità, come aveva progettato molte volte, e la sua risolutezza ebbe il sopravvento sulle emozioni.
“Sai….un tempo cosa avrei dato per sentire queste parole da te, Zelgadiss-san?” lui la guardava ancora, sembrava che non riuscisse a staccarle un attimo gli occhi da dosso. “Tutto. Tutto quello che mi hai detto stasera….mi ha fatto piacere, ma nulla più…..Zel-san…..io mi ero rassegnata alla tua scomparsa. Mi ero rassegnata al fatto che tu non saresti più tornato. Mi ero convinta….” Si morse un labbro “…che le tue promesse valessero meno che nulla. Per tutto questo tempo non ti sei fatto né vedere né sentire, non uno straccio di lettera. Anche per avvertirmi che non te ne importava più di me, che ne avevi abbastanza di questa piccola Ossessa con la Giustizia….che avevi deciso di seguire comunque la tua strada senza me…..l’avrei accettato…..mi……mi sarei messa il cuore in pace…..ma il non saperlo, constatare che tu non mi hai nemmeno considerato come una persona degna di essere avvertita…..mi ha fatto più male di tutto. E ora non puoi…presentarti qui venendomi a dire queste paroline dolci come se nulla fosse….non lo accetto….soprattutto se….non vuoi dirmi cosa ti ha spinto…a prendere quella decisione…e poi…non ho capito ancora perché tu sia qui….dato che non te ne importa più di me.”
Di nuovo il silenzio ricadde tra di loro, la verità implicita di quelle parole incominciava a farle di nuovo male, nonostante in quel lasso di tempo le aveva ripetute più volte a se stessa, fino ad autoconvincersene. Ma sentì che tutto quel tempo non le era servito per dimenticare il precedente sentimento. Sentì uno stano dolore al petto, ma non seppe identificarlo.
Si risvegliò quando sentì Zelgadiss stringerle nuovamente la mano, ma lei, con inaspettata freddezza, se ne liberò. Scrutò l’espressione della chimera, che sembrava essere quella di sempre, ma sotto la superficie…..i suoi occhi sembravano…tristi…..disorientati, come quelli di un bambino che cerca e che vuole essere disperatamente guidato…..
“Cosa….cosa mi stai dicendo, Amelia?” incominciò, con un filo di voce.
Questo è Zelgadiss, pensò, un uomo capace di risolvere i ragionamenti più complicati, ma di perdersi in quelli più semplici.
“Ti sto dicendo, Zel….san….” Sospirò “….che da poco ho ritrovato di nuovo la forza in me stessa. Da poco, veramente poco, dopo il periodo passato a chiedermi cosa fosse successo, cosa io avessi sbagliato…. Certo, magari non proverò mai più la felicità di cui ero in balia non appena ci lasciammo….” Sorrise al pensiero “….ma se dopo devo soffrire come ho sofferto durante la tua assenza…beh….allora non voglio più provarla.” Allungò di nuovo una mano al volto della chimera e l’accarezzò dolcemente, mentre l’uomo continuava a guardarla con un’aria interrogativa e triste.
“Zel-san…..sto dicendo che…..non sono più innamorata di te.”
Bene, pensò, l’aveva detto: sentiva ancora dentro di sé la rassicurante presenza del cuore, così come sentiva le innumerevole farfalle che svolazzavano libere nel suo stomaco. Non aveva preventivato che sarebbe stato così facile dire quello a Zelgadiss. Come non aveva preventivato la sua reazione: invece di rimanere impassibile come al solito aveva sgranato entrambi gli occhi, stretto i pugni ad infine aveva abbassato lo sguardo.
Amelia incominciava a sentirti in colpa, ma continuò “Forse è vero, Zelgadiss-san, che quella che avevo nei tuoi confronti era solo una…..stupida cotta….infantile…..” abbassò anche lei lo sguardo, ricordando le parole che Zelgadiss stesso le aveva rivolto la prima volta. Una stupida cotta infantile. “….ma adesso sono cresciuta e credo….di aver capito come sia davvero l’amore. E non è quello che provavo per te.”
Alzò lo sguardo e si ritrovò uno Zel….sorridente. La chimera sospirò, poi disse “Alla fine le mie previsioni erano giuste, eh? Ma forse è…..meglio così….sarà….più facile……” si alzò dal letto sul quale era seduto insieme alla principessa e si avviò verso l’uscita in silenzio.
“Zelgadiss-san…..” lo chiamò, alzandosi anche lei dal letto e per la seconda volta inciampò nel suo stesso abito. Lui si voltò nella sua direzione, i pugni stretti, ma accennando un risolino nel constatare che certe volte Amelia dimostrava ancora di essere la ragazzina goffa di qualche anno prima.
“Che farai adesso, Zelgadiss-san?”
Lui alzò le spalle “Partirò, resterò…non so….forse ti dimenticherò, forse no…..chi lo sa…..mai come ora sono….pieno di dubbi…..e questo è strano, non…..mi piace avere dubbi…..l’unica mia certezza in questo momento è che voglio del vino….e un letto.” Le sorrise debolmente e anche la principessa ricambiò.
“Buonanotte.” Le disse, uscendo poi subito dopo.

Rimasta sola, Amelia si lasciò di nuovo andare sul suo letto: mai come quella notte aveva la testa vuota, non un pensiero sembrava circolare nella sua testa. Tranne uno: non aveva mai creduto che le parole le sarebbero uscite così facilmente….e anche la reazione di Zelgadiss le era sembrata strana, non aveva fatto particolari scenate a quella rivelazione, come del resto si era immaginata. Ma da un altro lato della sua mente le sarebbe piaciuto se la chimera avesse urlato, strepitato, e disperato cadeva ai suoi piedi dichiarandole Eterno Amore. Ma sapeva che quello non era il vero Zelgadiss Graywords ma solo il Principe di una favola leggendaria, la sua favola….
Inspirò l’aria viziata della stanza continuando a chiedersi perché si stesse sentendo così male nonostante fosse andato tutto secondo i suoi piani.

****

Lina sbadigliò, sistemandosi meglio addosso le coperte addosso per proteggersi dal freddo. Quella notte stranamente non riusciva a dormire, nonostante si sentisse molto stanca per la giornata appena trascorsa, e in camera ci fosse un allegro caminetto scoppiettante che diffondeva un rassicurante calore che riempiva la camera. Gourry russava beatamente accanto a lei.
Stava pensando agli avvenimenti della giornata: aveva trovato Amelia cambiata, ancora più cresciuta, per quanto era possibile crescere in sei mesi, e soprattutto era maturata ancora di più, in seguito, pensò, alla sua incoronazione. Ed in effetti immaginava che gli impegni derivanti da quella carica fossero aumentati e fossero diventati molto più gravosi di quelli precedenti, senza contare che sicuramente le era venuta a mancare anche la rassicurante figura di Phil.
Quando aveva visto Zelgadiss,poi….si era aspettata che la sua amica si emozionasse tanto da svenire quasi (conoscendo Amelia, era sicura che sarebbe potuto accadere) o che incominciasse a blaterare cose senza senso arrossendo tutta, ma questo non era avvenuto. Invece era rimasta indifferente a tutto, tanto da sembrar aver preso lezioni d’espressione da Zelgadiss stesso.
Ma in fondo poteva ben capirla, Zel si era comportato da gran bastardo (può darsi che avesse le sue ragioni, ma questo lei non lo sapeva) e Amelia aveva sviluppato quella forma di indifferenza come arma di difesa……Lina non era molto brava a scavare nella psicologia di chi le stava accanto, abituata più com’era all’azione che a quei problemi ‘sentimentali’…ma siccome quella cosa riguardava i suoi amici….beh,poteva impicciarsi un poco dei loro affari.
Si voltò verso suo marito, sentendo mugugnare qualcosa, e si alzò sul gomito per osservarlo criticamente: i suoi capelli biondi che si aprivano sul cuscino come tanti fili dorati, i suoi lineamenti delicati che dovevano sicuramente qualcosa al contatto della sua famiglia con la comunità elfica….alzò il braccio destro e con un dito tracciò l’arco delle sopracciglia bionde, sottili, che si perdevano quasi nell’abbronzatura che aveva preso quasi stabilmente a colorare il suo corpo ogni qualvolta che il sole risplendeva un po’ di più nel cielo (mentre la sua rimaneva irrimediabilmente bianca o al massimo si arrossava un po’ dopo qualche minuto) ,le ciglia lunghe che quando la baciava le solleticavano il volto…..e il suo naso mascolino, dritto ma lievemente all’insù….accarezzò il volto segnato da una leggera peluria che gli dava un’aria….selvaggia…..e la bocca carnosa, che sapeva giocare così bene con le sue labbra…..sospirò,appoggiandosi al suo petto e stringendosi di più a lui.
Quelle erano le camere che Amelia aveva destinato loro subito dopo il matrimonio, e che erano loro ‘esclusiva proprietà ’…….le piaceva tornare a Saillune, quelle poche stanze in cui vivevano in quei momenti erano come una casa…..una casa a cui tornare dopo i viaggi con lui…..lo strinse di più. Forse era naturale desiderare questo dopo tutto il tempo che aveva (avevano) passato sulla strada…..eppure…..
Chissà Gourry che opinione aveva di quella situazione….certe volte si trovava a pensare che magari lui condividesse i suoi stessi pensieri, e che forse doveva solamente chiederglielo…..ma d’altronde non era neanche tanto sicura di cosa volesse lei……non era neanche tanto sicura di voler continuare a mantenere il famoso ‘patto’ che aveva stipulato con suo marito pochi giorni prima di sposarsi……e poi avevano passato una notte diversa dalle altre proprio in quella stanza, in quella camera matrimoniale di Saillune…….
Si sporse sul suo volto ancora, lasciando che le sue mani vagassero e si abbassò lievemente fino a sfiorare con le proprie labbra quelle dello spadaccino, assaporandone la morbidezza e ritrovandone, come sempre il suo sapore…..si stupì leggermente quando riuscì a separare entrambe le sue labbra, baciandogli il labbro inferiore sempre più carnoso, e si stupì ancora di più quando Gourry incominciò a rispondere al suo bacio dapprima lievemente, poi sempre più appassionatamente. Lo sentì mugugnare qualcosa nella sua bocca, mentre la sua lingua scivolava nella bocca della maga, accarezzandola dolcemente e esplorandola come sapeva fare solo lui…..la maga chiuse gli occhi assaporando il suo calore, quando lo spadaccino ruppe il bacio e appoggiò la testa sulla sua guancia.
“Ti ho svegliato?” chiese lei, attorcigliando una delle sue dita in una ciocca di biondi capelli.
“Si” ammise lui “ma mi piace essere svegliato in questo modo.” Ridacchiò e anche Lina sorrise.
Gourry mosse la testa lungo il suo viso fino al suo collo, e incominciò a baciarlo teneramente, percorrendone tutta la lunghezza con le labbra, mentre avvolgeva un braccio intorno alle spalle della donna e stringendola di più a sé.
Lina chiuse gli occhi e si appoggiò al marito, assaporando il suo tocco, il calore dei suoi baci mentre si domandava se avesse mai amato qualche altra donna prima di lei, quando all’improvviso sentì l’altra sua mano lungo la schiena, spostandosi poi verso i fianchi e risalendo tutta la sua lunghezza, fino a quando non si posò sul suo seno.
“Gourry….” Sussurrò, ma l’uomo le chiuse la bocca con la sua e continuò il suo tocco. La maga però trovò il coraggio di allontanarsi da lui e alzarsi.
“Mi dispiace” sussurrò “mi dispiace, ma non ci riesco….” Vide l’espressione dello spadaccino da meravigliata passare ad impaziente, e poi ancora a quella che sembrava…..arrabbiata……..
“Ma Lina…..” incominciò, passandosi una mano tra i capelli “…io non capisco!Ora sembrava che tu…..lo volessi…..” scosse la testa “Eppure sono tuo marito, non un estraneo!” la maga serrò gli occhi: era raro che Gourry alzasse la voce…..questa volta si era proprio arrabbiato, e tutto per colpa sua………
“Buonanotte” le disse secco, voltandole le spalle.
Anche Lina si mise giù, maledicendo, forse per la prima volta, il suo carattere.

Divagazioni pazze dell’autrice: If I could make you mine, I’ll go wherever you will go!! Vabbè, non ci fate caso, ho la crisi dei The Calling *_* (che poi il cantante mi pare tanto un cantante jrock ^^;;)
Parlando di questo capitolo…….il dialogo tra Ame e Zel mi è uscito diverso da come lo avevo precedentemente immaginato…..però penso che vada bene questa forma, anche perché LA MIA RINNOVATA FEDE A/Z mi fa vedere tutto in maniera più rosea!!(Azz….stamm appost!Ndlettori)(Zitti voi!X la Giustizia, A/Z Rulez!NdAme)(Ok,perdonatela….l’ora tarda-e la scuola-le fanno decisamente male…..NdSLC)(Zitta pure tu,che mi devi una lemon!>_< NdAme)
Deportatemi in qualche manicomio!!!!
P.S Ho deciso di mettere alcuni versi di alcune canzoni all’inizio di ogni capitolo….carino, no? No? vabbè…..T_T
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