IL LIBRO MAGICO
secondo capitolo
BISOGNO DI AIUTO?! LEI?! QUESTO E'INCREDIBILE!!

Dopo aver fatto tutti i preparativi per il lungo viaggio, Zelgadiss, Lina e la piccola Myr erano pronti a partire. La donna sigillò la casa con un semplice incantesimo e quindi i tre si avviarono.

Lina indossava ancora l'abito "civile", cosa che meravigliò non poco la chimera. "Sai una cosa, Lina? E' strano vederti vestita così... mi ricordo quando, anni fa, non tolleravi neanche la vista di una gonna... figuriamoci poi indossarla... e invece ora..."

"Te l'ho già detto, Zel... molte cose sono cambiate da allora... non sono più una ragazzina... ho 24 anni e una figlia da crescere... non posso più permettermi di andare in giro per il modo ad attaccare bande di briganti o a sconfiggere demoni..."

"Tu sconfiggevi i demoni?!" intervenne Myr, con la sua vocina acuta e squillante "Davvero mamma? Non me lo avevi mai detto… mi insegni come si fa?"

"Ehm... Myr... sconfiggere un demone non è poi così facile..." si intromise Zelgadiss "Per prima cosa devi incontrarne uno... e ti assicuro che non se ne vedono tutti i giorni all'angolo della strada... e poi per batterlo devi essere molto forte o molto fortunata... e anche questo è abbastanza raro... perciò..."

La ragazza toccò il braccio dell'amico. "Zel... scusa, non vorrei contraddire la tua teoria sui demoni... ma guarda chi ci sta aspettando su quel ponte..."

Il giovanotto si voltò e vide tre figure, di cui una a lui molto familiare. Si trattava di due donne e un uomo: lui stava seduto sospeso nell'aria, con in mano un lungo bastone di legno, gli occhi socchiusi e un sorrisetto stupido dipinto sul volto, dal pallore cadaverico. Era vestito in maniera stravagante, con una casacca gialla abbinata a dei pantaloni scuri, il tutto sotto un ampio mantello, chiuso da una spilla molto particolare. Nell'insieme sembrava un tipo certamente stravagante, ma inoffensivo, forse un monaco di qualche strana setta.
Una delle due donne invece, stava in piedi e aveva un'aria molto solenne, ma anche piuttosto ambigua. I lunghi capelli corvini erano divisi da una scriminatura centrale in due metà identiche, di cui quella sinistra era legata in una treccia, mentre quella destra rimaneva sciolta sulla spalla. Anche il vestito di lei era perlomeno curioso: diviso verticalmente in due parti, unite da una cucitura evidente; la metà destra era di pizzo bianco, semitrasparente, al contrario di quella sinistra che invece era fatta di seta nera.
Quanto all'altra donna, che stava appoggiata al lato del ponte, era di una bellezza invidiabile: il corpo snello, dalla carnagione mulatta, era avvolto in un morbido abito color perla, che copriva meno di quanto lasciava scoperto. I capelli biondissimi, leggermente ondulati, incorniciavano un viso dall'ovale perfetto, in cui brillavano grandi occhi di un azzurro cristallino.

"Ehilà Zelgadiss!" esclamò il misterioso monaco "Che cosa dicevi un minuto fa a proposito dell'incontrare un demone?"

La chimera assunse un'espressione stizzita e non rispose. Al suo posto però parlò Lina: "Zel si riferiva a demoni normali, non a casi particolari come te, Xelloss... vedi Myr…" disse poi, prendendo in braccio la figlia "...quel tipo là, quello che sembra mezzo matto, in realtà è un demone... capito, tesoro?"

Vedendo la bambina, Xelloss si avvicinò a lei, incuriosito. "Dì un po', Lina... che cos'è questa cosa che tieni in braccio? Sembra un'umana... ma è così piccola..."

"Xelloss... lei E' un'umana!" intervenne Zelgadiss "E' piccola per il semplice fatto che è una bambina e deve ancora crescere..."

"Ah, non lo sapevo... ma allora Lina adesso ti sei messa anche a rapire i bambini..."

Sul volto di Lina si disegnò un'espressione stupita. "Prego? Secondo te io avrei rapito Myr? E perché mai avrei dovuto fare una cosa così orribile, scusa?"

Il demone stava per rispondere, ma Zelgadiss lo pervenne. "Zitto Xelloss, non dire una parola! La bambina è con Lina perché è sua figlia , punto e basta"

Il monaco non reagì, come invece tutti si sarebbero aspettati. "Non ho capito bene quello che hai detto, ma... pazienza! In fin dei conti quello che mi interessa, anzi che interessa alle signore qui presenti, non è chi sta con Lina ma lei..."

La giovane alzò gli occhi al cielo. "Oh no! Ci risiamo! Che cosa volete da me stavolta? Che altro demone devo far fuori?"

"Fermi tutti!" disse la chimera, con tono autoritario "Per prima cosa, Xelloss dicci chi sono quelle due donne che ti accompagnano... poi parleremo di tutto il resto!"

"Greywords ha ragione, Xelloss!" intervenne la donna dai capelli neri.

Il demone, sentendosi apostrofato da quella voce imperiosa, si voltò verso di lei e si inchinò con deferenza. “Come desidera, Signora…” Poi rivolgendosi ai tre che lo osservavano stupiti, disse: “Lina, Zelgadiss… ho l’onore di presentarvi Lon, la Sovrana di tutti gli esseri viventi di questo mondo e la Dark Lord Xellass Metallium, mio superiore diretto…”

I due amici restarono per qualche istante a bocca aperta, con la mascella che per poco non toccava terra, mentre il demone si compiaceva con sé stesso della meraviglia suscitata in loro; Myr invece, non avendo capito nulla di quanto successo, guardava alternativamente la madre e Xelloss, nel tentativo di rendersi conto dell’accaduto.

“No, non è possibile…” disse infine Lina “Quella donna sarebbe l’entità più potente di questo mondo?! Quella da cui trae forza il Giga Slave?! La stessa Lon che ha preso possesso del mio corpo per sconfiggere Phibrizio che le si era ribellato?! Non ci credo…”

“Esatto Lina” rispose Lon, con la massima calma “Sono stata proprio io. E devo ammettere che sei un ottimo soggetto in cui incarnarsi… l‘umana con la forza magica più elevata che io abbia mai conosciuto in migliaia di anni…”

“Saresti veramente perfetta come subordinata alle dipendenza di un Dark Lord…” intervenne Xellass, alzando un braccio ricoperto per metà di finissimi bracciali d’oro “…se non fossi mortale, ti prenderei volentieri alle mie dipendenze, come compagna per Xelloss…”

“Con tutto il rispetto, mia signora…” disse il demone “non penso che io e Lina andremmo molto d’accordo…”

“Ciò che pensi non mi interessa Xelloss. E comunque la mia idea è irrealizzabile perché la ragazza ha degli interessi in questo effimero mondo, che, con la tipica stoltezza umana, non sa abbandonare per ottenere una posizione migliore… Ah, quanto siete sciocchi, poveri mortali!”

“Ora basta, Xellass!” la interruppe Lon “Non siamo qui per questo. Ciò che voglio da te, Lina Inverse, è il tuo aiuto, volontario o forzato, per una battaglia che non sono in grado di sostenere da sola…”

“Mamma, ma allora tu sei più forte di questa signora?” domandò Myr

“No piccola mia. Ed è questo che mi sembra strano… Lon è milioni di volte più potente di me… ma allora, perché mi vuole al suo fianco? Non le sarei di nessun aiuto contro qualcuno persino più forte di lei… Dimmi la verità, Lon: a cosa stai mirando?”

“Lina! Un po’ di rispetto!” saltò su Xelloss, tappando la bocca alla maga “Ti stai rivolgendo alla creatrice dell’universo!”

“Sta buono, monaco!” lo zittì Zelgadiss “Non c’è nessun motivo di agitarsi. Penso che Lon sia molto meno permalosa di quanto tu credi, non è vero?”

“Hai ragione, Zelgadiss, come sempre del resto” disse Lon, serafica. “Invece Lina, per rispondere alla tua domanda: non sto mirando a niente di strano… solo a salvarmi la vita e con la mia anche quella di tutto il vostro mondo…”

“Salvarvi la vita, mia signora?!” esclamò il demone, strabuzzando gli occhi. “Perché non ne avete parlato nel Consiglio Supremo? Noi mazoku, ma anche i Dark Lord, avremmo dato tutto per aiutarvi…”

“Voi non avreste potuto far nulla… per sconfiggere Choronos mi serve un potere ben superiore a quello di voi tutti messi assieme… mi serve Lina Inverse”

“Hai detto -Choronos-?!” si intromise la chimera “No… non è possibile…”

“Ma, zio Zel, Chronos non è anche quello che ha scritto quel libro che cerchi?” domandò Myr, curiosa.

Questa volta toccò a Xellass esternare lo stupore dei tre demoni. “Voi sapete dell’esistenza di Chronos e del suo libro magico?... Ve ne ha parlato Xelloss, non è vero?”

“Sì, e devo dire che mi ha fornito informazioni rilevanti… in aggiunta poi ho qualche notizia frammentaria, raccolta nella biblioteca di Sailune. So che…”

“Non importa ciò che sai, Zelgadiss, perché sicuramente non ha legami con Chornos…” lo interruppe Lon “Di lui non si sa nulla, o almeno, il mondo non sa nulla… io sì, ma leggo nella tua mente ciò che vuoi fare e ti assicuro che le notizie in mio possesso riguardo Choronos non ti possono interessare…”

“Mi fido della tua parola, Lon” affermò il giovanotto “Ma ora dicci cosa vuoi da Lina”

“E’ semplice. Ho bisogno di lei perché ha la straordinaria capacità di incrementare continuamente il suo potere, imparando magie sempre più potenti… e sono convinta che possa imparare anche un incantesimo abbastanza devastante da distruggere Choronos… come il leggendario End of Time…”

La ragazza appariva perplessa. “Grazie della fiducia, Lon. Ma sei certa di ciò che dici? Se Choronos è perfino più forte di te, come posso batterlo io? E poi, perché lo vuoi uccidere? Che legame ha con te? Cosa ti ha fatto per desiderare che scompaia per sempre?”

La potente demone alzò al cielo gli occhi grigi, con un triste sospiro. “Credo proprio di dovervi dire tutto, anche se avrei preferito mantenere il segreto… Choronos è il mio creatore e più di 20.000 anni fa mi ha messo a capo di questo universo, perché ne facessi un mondo ad immagine del nostro… deserto e spopolato… ma la vostra galassia, questo pianeta in particolare, mi ha affascinato talmente tanto che non ho avuto il coraggio di distruggerla… e così ora mio padre vuole distruggere me, perché ho disubbidito ai suoi ordini…”

“E’ veramente incredibile… assurdo…” mormorò Lina. Poi alzando lo sguardo, lo fissò in quello della demone. “Va bene, Lon. Conta pure su di me! Se tu venissi eliminata, il nostro pianeta farebbe la stessa fine… non voglio che succeda… cercheremo il libro magico con le indicazioni in nostro possesso; una volta trovatolo, imparerò l’incantesimo più potente che contiene e lo userò per distruggere quel mostro di Choronos, anche se nell’eseguirlo dovessi consumare tutte le mie forze e dissolvermi nell’energia cosmica…”

Udendo queste parole, Myr si aggrappò spaventata la braccio della madre. “No mamma! Tu non puoi scomparire! Devi restare con me e insegnarmi a fare l’avventuriera!”

Lina accarezzò la testa della figlia. “Non ti preoccupare, Myr. Io sono forte e poi ci sono i nostri amici a proteggermi… vedrai che non morirò, fidati!”

“Sei molto coraggiosa Lina” disse Lon “Al momento della battaglia finale sarò con te, ma fino ad allora devi cavartela da sola… so che ce la farai. Buona fortuna, piccola grande maga!”

Detto questo, Lon scomparve, seguita da Xellass e dal monaco. Rimasti soli, i tre si guardarono in faccia. La chimera scoppiò infine in una risata. “E’ proprio destino, eh Lina? Quando non cerchi i guai, sono loro che vengono da te!”

“Hai davvero ragione, Zel. Beh, non c’è che dire: come ritorno in attività non è niente male! Coraggio, ci aspetta un’altra grande avventura!”

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