| IL LIBRO MAGICO | |||
| quinto capitolo ESSERE O NON ESSERE, ANCORA UNA VOLTA |
|||
|
Rimasto solo nel luminoso corridoio, Luke restò per un momento come incantato a fissare l'angolo oltre il quale era sparita Lina: quella donna, così giovane che però era già passata attraverso moltissime esperienze, anche dolorose, gli aveva lasciato una profonda impressione. Il suo comportamento apparentemente spensierato, anticonformista e sbarazzino celava in realtà una personalità complessa e per questo affascinante; tutto ciò che Lina faceva o diceva, anche la cosa più banale, restava inevitabilmente segnato dal suo carattere. Il tenente ripensò alla storia che lei gli aveva raccontato: certamente doveva soffrire moltissimo mentre ne parlava, eppure non lo dimostrava affatto... preferiva tenersi tutto dentro, non scaricare sugli altri il proprio dolore. Aveva una personalità forte, mossa da una volontà insondabile e inarrestabile... una personalità che era in grado di dominare chi le stava accanto, ma che non abusava mai di questo potere... Sì Lina aveva fascino, un fascino magnetico. Solo allora Luke intuì che cosa di Lina avesse fatto innamorare Gourry e capì che quel qualcosa stava irrimediabilmente facendo innamorare anche lui. Questo aprì dentro di lui un conflitto: da una parte si sentiva libero di amare Lina e di essere riamato da lei, mentre dall'altra voleva soffocare quel sentimento perché intuiva che tra lei e Gourry c'era ancora qualcosa, nonostante tutto. Stavolta però, per la prima volta nella sua vita, Luke si ribellò a sé stesso e al suo senso del dovere. 'No! In questa occasione non devo cedere! In fondo Lina mi ha detto che tra lei e il generale è tutto finito e che lei non l'ha perdonato e non ha intenzione di farlo... non lo ama più quindi perché dovrei tirarmi indietro? Perché devo rinunciare a lei e al suo amore? Lina ha diritto ad avere un'altra possibilità e sarò proprio io ad offrirgliela!' Presa questa decisione, il tenente si diresse verso l'alloggiamento delle guardie appena fuori le mura, per la sua quotidiana partita a carte col capitano Kibil, accompagnata da un goccetto di vino buono e da quattro chiacchere tra uomini. Quel breve momento di svago era l'unico che l'inflessibile Luke Aoi si concedesse durante l'orario di servizio, ma quel giorno la sua mente non era concentrata sulle carte, né tanto meno sulla conversazione. Ben altri pensieri lo assalivano e infatti il suo gioco, di solito brillante, risultò pessimo. Nel frattempo, l'oggetto delle riflessioni di Luke attraversava la piazza del mercato, che a quell'ora (erano quasi le tre del pomeriggio) si andava svuotando delle sue bancarelle. Ne erano rimaste davvero poche, tra cui il banco del venditore di dolciumi, davanti al quale stava una mezza dozzina di persone, in attesa di portarsi a casa qualcosa con cui festeggiare la fine della settimana lavorativa; tra i clienti, Lina scorse anche le robuste spalle di Zelgadiss, sulle quali stava seduta Myr. La donna accelerò il passo e li raggiunse, proprio mentre il giovanotto pagava il conto. La bambina intanto, addentava con gusto un biscotto al miele e l'espressione beata del suo viso rivelò immediatamente che il dolcetto era gradito. "Allora piccola, ti sei divertita con lo zio Zel?" le domandò la madre. Myr rispose con delle parole incomprensibili, accompagnate con cenni affermativi della testa, che Zel si preoccupò di tradurre: "Stai tranquilla, Lina. Myr si è divertita e si è comportata molto bene... ma veniamo a te piuttosto: dove ti ha portato quell'energumeno all'ingresso?" "Non preoccuparti, come vedi sto bene. Quel soldato mi ha -gentilmente accompagnato- fino all'alloggiamento dei militari sotto le mura, che ho scoperto essere diventato anche l'ufficio del capitano delle Guardie Cittadine. Lì ho incontrato Kibil, il cugino di Amelia... perché non mi hai detto che aveva fatto carriera?!" Zelgadiss rise. "Ah, Kibil, certo! Non ti ho detto niente di lui perché... beh, perché me ne sono dimenticato, semplice! E comunque l'hai visto anche da sola, no?" La giovane scosse il capo. "Questa non è una buona giustificazione... allora chissà quante cose ti sei dimenticato di dirmi, oltre a questa! Non c'è storia: stai perdendo colpi, Zel... l'età si fa sentire, eh?" "Non prendermi in giro, Lina!" ribatté lui, punto sul vivo "Continuando il discorso, non puoi essere rimasta due ore con Kibil... dove sei andata dopo?" "Nel castello" rispose pronta la ragazza "Dove ho fatto alcuni incontri... uno spiacevole, uno interessante e uno piacevole. Cominciamo dall'inizio. Dunque, sono entrata e ho girato un po' per i corridoi, cercando di raggiungere la sala del trono... ma ultimamente devono aver cambiato qualcosa perché non riuscivo a trovarla." "Spiacente di deluderti, Lina, ma il castello di Sailune è esattamente lo stesso da quando è stato costruito più di quattro secoli fa, quindi è la tua memoria che fa cilecca!" La giovane gli fece una boccaccia e poi proseguì. "In ogni caso: svoltando un angolo, mi sono imbattuta in tre uomini che discutevano animatamente. Ho ascoltato per un po' e poi quando uno di loro se n'è andato, sono sbucata fuori e mi sono trovata davanti..." La voce le si spense: Lina non aveva il coraggio di continuare e rivivere quei momenti. La chimera capì e la incitò a passare oltre, cosa che lei fece più che volentieri. "Scusa, ma... è stata un'emozione troppo forte... te ne parlerò in un'altra occasione... Allora, dopo averlo lasciato, ho continuato a girare per il castello e mi sono imbattuta in un giovane tenente, Luke Aoi, che è alle sue dirette dipendenze. Mi sono fermata un po' a parlare con lui, finché non abbiamo visto arrivare Amelia... Zel, è diventata bellissima, sembrava un'altra persona, davvero..." Zelgadiss si fece rosso in viso e annuì. "Lo so, diventa più bella ogni giorno che passa... non riesco a capire come possa amarmi... mi sembra di vivere un sogno e ho paura di svegliarmi all'improvviso, solo e triste... senza di lei..." Lina gli posò una mano sul braccio. "Non succederà Zel, non può succedere, perché questo non è un sogno. E' la realtà, e sono sicura che presto potrai anche sposarla, la tua Amelia... vedrai, lo troveremo quel libro! Lo troverò io per voi! Ti do la mia parola!" "Grazie di tutto Lina... sei veramente una grande amica. Ti assicuro che..." Ma il giovanotto non finì la frase perché Myr, sentendosi trascurata ed esclusa da quei discorsi che non capiva, aveva pensato bene di richiamare l'attenzione su di sé infilando in testa a Zelgadiss il sacchetto dei biscotti. "No Myr! Cosa stai facendo allo zio?!" esclamò la madre prendendo in braccio la figlia e togliendola dalle spalle dell'altro. "Perché gli metti il sacchetto pieno in testa? Sporcherai tutti i dolcetti!" "No mamma, stai tranquilla, i biscotti non si sporcano!" rispose candidamente la bambina "Non ce ne sono più!" "Ha ragione lei, Lina" intervenne Zelgadiss, togliendosi dalla testa il sacchetto vuoto e mostrandolo alla donna "Quella golosa se li è mangiati tutti, dal primo all'ultimo!" "Oh Myr, sei davvero incorreggibile!" la rimproverò la madre, fingendosi contrariata "Non hai lasciato neanche un biscottino per la tua mamma?!" La bimba la guardò, sinceramente dispiaciuta. "Scusa... non ci ho pensato." Lina sorrise. "Non ti preoccupare, tesoro mio: domani compreremo altri dolcetti, anche più buoni di questi, d'accordo?" La piccola si illuminò in volto. "Evviva! Come sei buona mamma! Non vedo l'ora che arrivi domani!" "Abbi pazienza, sono soltanto le tre! Anzi, mi è venuta un'idea per passare il tempo: adesso andiamo a casa e prepariamo insieme una bella torta da mangiare stasera, ok?" "Ehm, Lina, scusa..." intervenne Zelgadiss, con discrezione "non vorrei stravolgere i tuoi programmi ma ti ricordo che casa tua è a più di 60 miglia da qui ed è un po' difficile tornarci per stasera, non so se mi spiego." Sul volto di Lina si disegnò un'espressione indecifrabile, un misto tra sorpresa, delusione e presa di coscienza della situazione. "Hai ragione anche tu Zel, ma questo pone un altro problema: dove andiamo a stare io e Myr? Non ho soldi per pagare la locanda e non mi va di rapinare una banda di briganti per procurarmeli!" "Non è affatto necessario derubare dei ladri per procurarsi del denaro, anche perché non ti servirebbe... tu e tua figlia verrete a stare al castello di Sailune, come sempre, no?" "Ti ha mai detto nessuno che sei davvero intelligente, Zelgy?" "Beh, sì, me l'hanno detto circa un centinaio di persone, forse più, perché?" rispose lui, vago Lina liquidò l'argomento con un gesto della mano. "No, non importa... Dunque, dato che dobbiamo alloggiare a palazzo, sarà anche il caso che tu ci porti là, no? Quindi muoviamoci, non mi va di far aspettare i cuochi che mi dovranno preparare la cena: devo comunicargli subito il menù per stasera!" "Credo che la lista delle portate sia già stata decisa, Lina" intervenne una voce "Anche perché stasera si terrà a palazzo una cena di gala offerta da sua maestà la regina Amelia in tuo onore!" La ragazza e il giovanotto si voltarono verso che aveva parlato e si trovarono di fronte tre soldati della Guardia: al centro stava Gourry, affiancato da Kibil e da Luke. Al vederlo, la donna si irrigidì e, istintivamente, strinse più forte la figlia a sé, quasi la volesse proteggere da quel padre che lei non aveva mai visto. Lui se ne accorse, ma non diede segno di averlo fatto e proseguì il suo discorso. "Comunque puoi prendere visione del menù e fare tutte le modifiche che vuoi, anche se non credo che avrai qualcosa da ridire: ho curato personalmente la scelta dei cibi, inserendo quelli che ricordavo tra i tuoi preferiti." "Hey Gourry, come sei formale!" esclamò Zelgadiss per alleggerire un po' la tensione tra i due, che ormai era palpabile. "Da quando in qua parli in modo così sofisticato?" Lo spadaccino sorrise forzatamente. "In effetti non è proprio nel mio stile, ma... un alto ufficiale della Guardia deve avere un certo contegno, no Luke?" Il tenente, che si poteva definire il formalismo personificato, rispose immediatamente: "Sissignore, esatto signore!" "Luke, quante volte ti ho detto che quando non siamo in servizio non voglio che tu sia così rigido e formale? Dammi del tu per favore... lasciati un po' andare qualche volta!" "Nossignore, questo è impossibile. Lei resta sempre il mio generale, signore!" "Luke!" intervenne Lina, posando una mano sul braccio del giovane, che subito si fece purpureo "Ricordi cosa ti ho detto prima? Io e i miei amici non siamo abituati a tutte queste formalità! Conosco Gourry e ti posso assicurare che lui non si offenderebbe se anche tu gli dessi del tu sempre, anzi, ne sarebbe felicissimo! Fidati!" "Se... se lo dici tu, Lina... e se lei permette, signore..." disse Luke, esitante "...allora lo farò..." Gourry annuì, ma intanto osservava sospettoso le reazioni del suo sottoposto di fronte a Lina, e si accorse, con preoccupazione, che Luke sembrava avere un debole per lei. E, purtroppo, aveva il sospetto che neanche a Lina il giovane tenente fosse indifferente. Un brutto presentimento si fece strada nel suo cuore, colpendolo nell'intimo e riaprendo ferite che credeva sanate. Ma il passato non si cancella con un colpo di spugna, anche se lo si vorrebbe... le sofferenze lasciano nell'animo un segno profondo e indelebile e le cicatrici che si formano tornano a far male quando uno meno se lo aspetta. E di questo Gourry se ne stava rendendo conto a sue spese. Nell'imbarazzante silenzio che si era creato, si inserì provvidenzialmente Kibil. "Beh, dato che Lina deve partecipare ad un pranzo importante, credo che avrà bisogno di un po' di tempo per rilassarsi e prepararsi per stasera, no? Quindi mi sembra opportuno mostrarle subito i suoi appartamenti. Non siete d'accordo con me?" "Hai ragione, Kibil."rispose lo spadaccino, con aria assente " Per favore, occupatevi di tutto voi, io ho altre faccende da sbrigare... Lina, Zel, ci rivediamo stasera a cena! Buon pomeriggio!" E, salutando affrettatamente il gruppo, si allontanò a lunghi passi verso l'alloggiamento delle guardie. "Mamma, mamma..." intervenne Myr "Chi era quel signore?" "Ah, e così lei sarebbe Myr..." esclamò Luke "Complimenti Lina: tua figlia è davvero una bella bambina!" Kibil strabuzzò gli occhi. "Questa sarebbe tua figlia?! Non sapevo che ti fossi sposata nel frattempo, Lina! Chi è il fortunato? E perché non è qui con te?" La donna, presa alla sprovvista esitò. Per sua fortuna, Zelgadiss rispose per lei. "Vedi, Kibil... il marito di Lina è morto tanti anni fa. Era un giovane del suo paese... e purtroppo ci ha lasciati prima che Myr nascesse e non ha mai potuto vedere la sua creatura..." Il capitano delle Guardie rimase interdetto. "Mi dispiace di essere stato così indelicato, Lina... non sapevo che fossi rimasta vedova... scusa." "Non... non importa Kibil... ormai sono passati 5 anni... ho superato quel brutto momento..." "Mamma, uffa! Perché non mi rispondi?" piagnucolò Myr, tirando i capelli alla madre per farsi notare "Non mi hai ancora detto chi era quel signore in divisa! E poi chi sono anche loro?!" "Myr ha ragione, Lina! Non le abbiamo ancora presentato i suoi nuovi amici!" disse la chimera "Su ragazzi, presentatevi!" "Con piacere Zel! Allora Myr, io sono Kibil e lui è il mio amico Luke. Siamo felici di conoscerti, principessina!" aggiunse infine, galantemente, prendendo la mano della bimba e portandosela alle labbra. Myr però non capì il significo del gesto e, pensando che il giovane le volesse fare del male, ritrasse la mano e gli tirò un sonoro ceffone in faccia. Kibil rimase sconcertato mentre Luke e Zel scoppiarono a ridere; dal canto suo, Lina si limitò a scuotere la testa, sconsolata: sua figlia non sarebbe mai stata una ragazza rispettosa del galateo... proprio come lei. Quando riuscì a smettere di sghignazzare, cosa che richiese qualche istante, Zelgadiss propose di condurre Lina e sua figlia al castello. I due soldati approvarono l'idea e i cinque si diressero all'entrata principale della costruzione. |
|||
|