| IL LIBRO MAGICO | |||
| sesto capitolo FERITO E SANGUINANTE, IL MIO CUORE CONTINUA A PIANGERE |
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Appena sola nella sua spaziosa stanza, che si apriva sul lato sud del castello, con una splendida vista sul parco, Lina si buttò sul letto e trasse un profondo sospiro. Chiuse gli occhi e ripercorse i molteplici avvenimenti delle giornata: le facce che aveva veduto, le parole che le erano state dette... sì, ritornare a Sailune dopo tanto tempo era stata un'esperienza bellissima. Con un unico neo. Nella sua mente era sempre impresso il volto di Gourry, l'espressione di disperata sconfitta e supplichevole richiesta di perdono dei suoi occhi, la sua voce incrinata per l'emozione di averla rivista. Le aveva chiesto scusa, aveva domandato il suo perdono... ma lei era in grado di darglielo? La ragazza sentì una lacrima scivolarle sulla guancia. Rivedere l'uomo che aveva amato più di sé stessa ma che l'aveva abbandonata proprio quando lei ne aveva più bisogno le aveva provocato nel cuore un tumulto di sentimenti e sensazioni contrastanti. Una parte di lei l'avrebbe perdonato subito, l'aveva fatto già cinque anni prima, quando lui se n'era andato così, senza un perché, invece l'altra lo odiava per tutto quello che le aveva fatto... e ora, che atteggiamento prendere? Lui l'amava ancora? Come si sarebbe comportato? Avrebbe tentato di riconquistarla o se ne sarebbe stato in silenzio, non volendo sconvolgere di nuovo la sua vita? E Myr? Che fare con lei? Doveva sapere la verità su suo padre o era meglio tacerle tutto? "Basta! Non ne posso più!" esclamò Lina, mettendosi a sedere di scatto e prendendosi la testa tra le mani. "Perché dev'essere tutto tanto difficile? Cosa ho fatto per meritarmi di soffrire così? Perché questo deve succedere proprio a me? Perché proprio ora che ero riuscita a rifarmi una vita senza di lui? Perché?!" La donna scoppiò in singhiozzi convulsi. Si sentiva sciocca ad abbandonarsi alle lacrime, sapeva che così non avrebbe risolto nulla, ma non riuscì a trattenersi. All'improvviso sentì bussare alla porta. "Lina, posso entrare?" La giovane sussultò: quella era la voce di Luke, ne era certa. Non poteva sbagliarsi: solo lui aveva una voce così dolce e forte insieme. Solo lui, che pure aveva conosciuto soltanto quel pomeriggio, era riuscito a farla sentire tanto a suo agio, da spingerla a raccontargli tutta la sua storia, che aveva tenuto segreta per 5 lunghissimi anni. Solo lui, Luke... Lina non si diede neanche la pena di asciugarsi le lacrime; una voce dentro di lei le diceva che il giovane tenente avrebbe capito comunque che qualcosa non andava, quindi, perché cercare inutilmente di nasconderlo? Aprì la porta e si trovò davanti il ragazzo, sempre avvolto nella sua impeccabile divisa; senza dir nulla lo fece entrare e gli indicò un sedia, ma lui non si sedette, aspettando in piedi che la sua ospite si fosse accomodata, da perfetto cavaliere. Intanto però la osservava attentamente: Lina indossava ancora il lungo vestito verde di prima, ma si era tolta lo stretto corpino e ora l'abito le ricadeva morbido sul corpo, senza evidenziare altro che la statura minuta e il fisico snello della donna. I capelli ramati le ricadevano sciolti sulle spalle e alcune ciocche le coprivano il petto, dando all'intera figura di lei un non so che di fragile e doloroso. Lina si sedette nuovamente sul letto e il soldato la imitò, senza però staccarle lo sguardo di dosso. Dopo qualche istante, infine, lui ruppe il silenzio. "Lina, che cosa c'è? Hai gli occhi lucidi... hai forse pianto?" La donna annuì lentamente. "Sì, ho pianto. Ho pianto come non facevo da quando Gourry mi ha lasciato... e se lo vuoi sapere, ho pianto per lui, per causa sua... Luke, se lo sai, ti prego, dimmi perché tutto questo sta succedendo proprio a me? Non ho già pagato il mio debito con la sorte, soffrendo quello che ho sofferto?" Nella sua voce era celata una preghiera disperata, che non sfuggì all'attento Luke. "Non lo so, purtroppo non so risponderti, anche se vorrei farlo... però credo di sapere cosa posso fare per aiutarti. Non considerarmi sfacciato, Lina, ma tu hai bisogno di un compagno, di qualcuno che ti possa sostenere quando ne hai bisogno... tu sei forte, l'ho capito dal coraggio con cui mi hai raccontato la tua storia, ma non puoi farcela da sola... anche tu sei un essere umano, e come tutti gli esseri umani hai un nucleo fragile... ben protetto forse, ma c'è, e questa esperienza a mio parere lo sta intaccando... e se qualcuno non fa qualcosa, temo che presto si romperà. E allora tu perderesti il senno o cadresti preda della disperazione più assoluta..." La ragazza scosse tristemente il capo, in segno di diniego. "Non c'è nessuno che può aiutarmi, Luke... l'unico a poterlo fare era Gourry. Ma ora che lui mi ha abbandonato, sono sola al mondo... sola con mia figlia..." "Non dire così, Lina! Per tutti a questo mondo esiste un compagno, devi solo crederci e lo troverai!" "Io ci credevo, ma la vita mi ha dimostrato che non è vero... l'uomo può contare solo su sé stesso..." A quelle parole, il tenente si alzò di scatto e andò ad inginocchiarsi di fronte alla donna, prendendole le mani con foga. "Lina tu devi avere un'altra possibilità! Ricomincia a sperare, a credere che tutto può ancora cambiare! Tu non sei sola: ci sono io con te, e ti giuro sul mio onore che non ti abbandonerò mai, per tutto il resto della mia vita!" Di fronte a quel gesto di dedizione totale, Lina si sentì confusa e ritrasse le mani, arrossendo violentemente. "Luke, ti prego, non dire queste cose. Io non sono niente per te e non voglio che tu ti preoccupi oltre misura per la mia situazione. Quello di prima è stato solo uno sfogo momentaneo... adesso mi è passato tutto... sono perfettamente in grado di cavarmela da sola e non voglio assolutamente legarti a me con una promessa di fedeltà eterna, non sarebbe giusto..." "Lina, io non ti ho detto parlato così perché mi fai pena o altro, ma perché me lo sento nel cuore... una voce, dentro di me, mi dice che questa è la cosa giusta da fare! Ti prego, concedimi di restarti accanto! Non voglio alcun riconoscimento, voglio solo proteggerti da tutti i pericoli che potresti incontrare..." Nella mente di lei risuonarono chiare le parole che aveva udito pronunciare quasi dieci anni prima da un'altra voce d'uomo, anch'essa gentile e protettiva: -Una ragazzina come te non può fare da sola il viaggio fino ad Ataratsu Shitei, è troppo pericoloso, ti accompagnerò io, d'accordo?- Tanto tempo prima, Gourry le aveva detto le stesse cose. Lei aveva accettato la sua proposta e avevano cominciato a viaggiare insieme; alla fine si erano innamorati l'uno dell'altra e poi... e poi era successo ciò che Lina non aveva immaginato neanche nei suoi peggiori incubi: era rimasta sola, sola contro tutto e contro tutti, senza più nessuno... No, non poteva e non doveva accadere ancora e l'unico modo di evitarlo era continuare la sua sfida con la vita contando solo sulle proprie forze. "No, Luke, non voglio. Quando incontrai Gourry per la prima volta mi disse esattamente le stesse cose e sai bene anche tu come è finita tra noi... non me la sento di rischiare ancora." "Ascoltami Lina, io non sono come Gourry... io non ti abbandonerei mai... ti prego, credimi! Dammi almeno una possibilità..." "No! Non ce la faccio. E' la mia ultima e definitiva parola sull'argomento. E ora lasciami sola, per favore, devo vestirmi per stasera." Di fronte a quel garbato ma fermo invito ad alzare i tacchi, al tenente non restò altro che chinare la testa e obbedire. Giunto sulla soglia, però, si voltò ancora verso la ragazza e le disse: "Se mai cambiassi idea, sappi che io sono sempre qui ad aspettarti." Detto questo, uscì in silenzio. La ragazza lo seguì fin sulla porta e lo accompagnò con gli occhi, finché non scomparve dietro l'angolo del corridoio. Quando non lo vide più, Lina crollò il capo e una lacrima le scivolò sul viso. 'Sono stata una sciocca, una vera sciocca... perché non ho gli ho detto di sì? Perché? Perché non ho avuto il coraggio di dirgli che gli voglio bene? E' tutta colpa tua, Gourry! Mi hai rovinato la vita, mi hai perfino reso incapace di amare!' Nel rientrare nella sua stanza, la donna alzò lo sguardo e, quattro o cinque metri più in là, scorse un uomo, che evidentemente aveva visto uscire Luke dalla sua camera e che era rimasto piuttosto stupito di quella scena. "Che cosa ci faceva Luke in camera tua, Lina?" le urlò lui. Lei non gli rispose. Pallida in volto, si chiuse violentemente la porta alle spalle, desiderando soltanto rimanere sola e non vederlo più. 'Perché devi continuare a tormentarmi? Che cosa ho fatto per meritarmi questo?' Nel frattempo, Zelgadiss stava accompagnando la piccola Myr a fare un giro per le stanze del castello. Stavano passando davanti alla sala del trono, quando tutte le guardie si misero sull'attenti e un usciere spalancò la porta, annunciando il passaggio della regina Amelia e del suo seguito. Il giovane prese in braccio la bambina e insieme attesero, l'uno con gioia, l'altra con curiosità, l'arrivo della sovrana. Quando lei comparve, le labbra di Zel si schiusero in un raro sorriso, mentre Myr osservava estasiata la corona luccicante che ornava il capo di Amelia. "Oh ciao, Zel! Non sapevo che intendessi venire ad aspettarmi dopo le udienze! Come mai questa decisione?" gli domandò la regina, sorridendogli dolcemente. "Beh, in verità stavo accompagnando Myr a fare un giro del castello e siamo qui quasi per caso..." Apprendendo che Zelgadiss non era venuto lì per lei, gli occhi di Amelia lanciarono all'amato un dolce rimprovero, ma poi la ragazza si fece prendere dalla curiosità attorno alla piccola che era con lui. "Zelgy, tesoro, spiegami una cosa: chi è questa bambina? Sembra la fotocopia di Lina in miniatura... ma non può essere... no, non mi dirai che..." "E invece è proprio così Amy. Questa bimba si chiama Myr ed è figlia di Lina... per questo le somiglia così tanto. Myr, questa è la regina Amelia." "Allora tu sei la zia Amelia, la fidanzata dello zio Zel! Proprio come mi aveva raccontato la mamma!" La ragazza arrossì. "Emh, sì, si può dire che io sono la... fidanzata di Zel... ma ora rispondi tu alla mia domanda, Myr: chi è il tuo papà? E dov'è adesso?" La bambina si fece pensierosa. "Non lo so, zia Amelia..." disse infine "Non l'ho mai visto... la mamma mi ha sempre detto che è partito per un paese lontano lontano prima che io nascessi... è andato lassù, e adesso è molto felice." E indicò col dito il cielo azzurro, che si scorgeva fuori dalla grande finestra. Amelia impallidì e si rivolse al giovanotto, che aveva una strana espressione dipinta sul viso. "Zelgadiss... vuoi dire che Lina si è sposata ed è rimasta già vedova... Myr avrà circa cinque anni e se dice che suo padre è morto prima della sua nascita, significa che... santo cielo, è terribile. Perché Lina non ci ha mai detto nulla, né del matrimonio, né di sua figlia, né di suo marito? Che le è preso?" Zelgadiss scosse la testa. "Lina non ha parlato neppure con me, io so esattamente quello che sai tu." mentì. "Eppure quando l'ho vista prima, non mi è sembrata triste... si è rabbuiata solo un attimo quando le ho domandato perché non si fosse sistemata con Gourry... per il resto mi è parsa completamente normale. Se ben ricordo, dopo la lotta contro Dark Star, quei due erano ripartiti assieme... Gourry è arrivato qui al castello circa un anno dopo, dicendomi che Lina si era messa con un altro e che lui era rimasto "disoccupato". Dev'essere stato allora che si è sposata ed è nata Myr. Le date coincidono." Amelia si interruppe per un momento "Ho deciso: vado a parlare con Lina!" esclamò poi "Voglio che mi dica come si sono svolti realmente i fatti!" "No Amy, non farlo. Quello per Lina è stato sicuramente un periodo doloroso, e la faresti soffrire ancora chiedendole di ricordare... aspetta e prima o poi te ne parlerà lei stessa, ne sono certo!" La regina chinò il capo. "Hai ragione, Zel. Non voglio che Lina abbia dei dispiaceri per causa mia. Bene, aspetterò. Adesso scusami, ma ho delle faccende da sbrigare. Ci vediamo stasera a cena. Ricorda, alle 8 precise nel salone delle feste!" Detto questo Amelia diede un rapido bacio sulla guancia al giovanotto e poi si allontanò in direzione dei suoi appartamenti, seguita dalle dame, che la attorniavano sempre, ossequiose e sorridenti, come fanno le api con i fiori profumati. Rimasto solo, Zelgadiss depose dolcemente a terra la bambina e, prendendola per mano si diresse verso la stanza che occupava Lina. Ma, giunto a pochi metri dalla porta della camera, si trovò di fronte lo spadaccino che fissava l'uscio chiuso, perso nei suoi pensieri. "Ehi, ciao Gourry!" lo salutò Zelgadiss "Come mai qui?" Lui, sentendosi chiamare, sussultò e sembrò ritornare bruscamente, ma con sollievo, alla realtà. "Oh sei tu, Zel... non ti avevo sentito arrivare." si scusò poi; stava per riprendere il discorso quando si accorse della presenza di Myr. Gourry impallidì all'istante e una rapida serie di espressioni diverse, riflesso dello sconvolgimento emotivo che lo aveva preso, alterò le fattezze del suo viso. "Lei... lei è... perciò io... mi sento un verme... non avrei mai dovuto comportarmi così per quella vecchia storia..." Myr e Zelgadiss lo fissavano meravigliati. "Gourry che ti succede? Di cosa stai parlando? Perché ti dai del verme? Spiegati!" gli domandò poi quest'ultimo. Ma il soldato non rispose, preso com'era dai suoi pensieri e dalle emozioni contrastanti che lottavano dentro di lui. Alla fine, senza dire una parola, la testa tra le mani, le guance rigate di lacrime, corse via, lasciando l'amico e la bimba perplessi e stupiti a domandarsi che cosa mai gli fosse passato per la testa di tanto terribile da sconvolgerlo in quel modo. |
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