| IL LIBRO MAGICO | |||
| ottavo capitolo HEY, UNA CENA DI GALA ALLA CORTE DI SAILUNE! MA... |
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Lina si lasciò condurre docilmente da Kibil fino all'ingresso del salone, che si rivelò ampissimo e riccamente illuminato, attraversato su tutta la lunghezza da una tavolata, che però era apparecchiata solo per una decina di persone. Anche la sala era praticamente vuota: infatti c'erano solo Zelgadiss e Luke, che discutevano animatamente tra loro, e Myr che gironzolava intorno, curiosa di scoprire cosa nascondesse ognuno dei pesanti tendaggi di velluto rosso che coprivano gli innumerevoli finestroni. La ragazza rimase allibita: si era aspettata di trovare centinaia di uomini, che ricoprivano le più disparate cariche all'interno del regno, accompagnati dalle loro signore, tutte donne bellissime, avvolte in abiti splendidi e coperte di gioielli di inestimabile valore, e invece quella famigerata "cena di gala" non era altro che un pranzo tra vecchi amici, solo un po' più lussuoso e ricco di quelli cha faceva con i suoi compagni di avventure quando riuscivano a racimolare abbastanza soldi e a trovare un ristorante sufficientemente fornito da poter sopportare l'appetito famelico del gruppo. Lina si sentì enormemente sollevata e sorridendo, si avvicinò ai due giovani, con l'intento di inserirsi nella loro discussione. Appena la vide, Luke, arrossì violentemente e, con evidente imbarazzo, la salutò. Lei ricambiò con un dolce sorriso. "Caspita Luke, come sei elegante! Immagino che questa sia la divisa di gala!" gli disse poi, ammirando l'armatura indossata dal tenente, che era identica a quella normale, tranne che per il colore dominante, non più il bianco ma uno splendido azzurro cupo, su cui risaltava lo stemma regio, dipinto in oro. "Beh, sì, questa è la divisa che indossiamo nelle grandi occasioni! L'ha disegnata la regi... ehm, volevo dire, l'ha disegnata Amelia!" "Ho sempre saputo che quella ragazza aveva talento artistico! Doveva fare la disegnatrice, non la paladina della giustizia! Avrebbe ottenuto sicuramente dei risultati migliori!" "Chi è che doveva fare la disegnatrice?! Credo di non aver capito!" intervenne una voce, alle spalle di Lina. Questa si volse e vide la regina Amelia che, avvolta in uno splendido abito celeste, sbracciato, scollato, aperto sulla schiena, con una morbida sciarpa di seta un po' più scura drappeggiata sul collo e sulla spalle nude, le puntava il dito contro, con fare scherzosamente minaccioso. "Tu! Te l'ho sempre detto, no?" le rispose ridendo Lina. L'altra incrociò le braccia, fingendosi offesa. "Non hai mai capito niente, Lina! Fare la paladina della giustizia non è una scelta ma una vocazione!" Amelia cominciava ad esaltarsi, parlando del suo argomento preferito "...infatti chi è chiamato a difendere il mondo dai soprusi dei malvagi, non può rifiutar il suo alto compito... chi lo facesse..." "Basta Amy, non è il momento!" la interruppe Zel, tappandole la bocca con la mano e tirandola indietro verso di sé. "Credo che qui chi deve parlare sia Lina, non tu! Non sei d'accordo?" La regina sorrise, si liberò della stretta di lui e cinse con un braccio la vita di Zel, il quale si fece purpureo. "Hai ragione come sempre, amore... allora, amica mia, cosa ci racconti di bello? Cosa hai fatto in questi sei anni?" L'interpellata sorrise e chiamò accanto a sé la piccola Myr, che si avvicinò saltellando come un folletto. "Beh, innanzitutto direi che devo presentarti chi mi ha fatto compagnia in tutto questo tempo. Myr, tesoro, conosci già la regina Amelia?" La bambina guardò in alto (beh, non molto in alto dato che Amelia non era certo una pertica!) e gratificò la ragazza di una largo sorriso. "Certo mamma! Lo zio Zel me l'ha presentata oggi pomeriggio! senti zia, posso prenderti quella bella cosa luccicante che hai sulla testa?" Amelia si mise le mani tra i capelli, con espressione perplessa, non ricordandosi della sottile corona di brillanti che portava in capo. "Myr, non ho nulla sulla testa... cosa vuoi, Ah, ti riferisci a questa!" esclamò infine, trovato il diadema "Beh, credo proprio di no... sai, è un simbolo importante!" "La zia ha ragione, Myr." intervenne Lina "Capisco che quella corona ti affascini, è molto bella, ma non può togliersela e darla a tutti quelli che gliela chiedono... lei è la regina, deve rispettare delle regole!" "Avanti Lina, non è poi la fine del mondo se anche Amy per una sera fa a meno di quella corona!" si intromise Zelgadiss, togliendo dal capo di Amelia il gioiello e consegnandolo nelle mani di Myr "Tienila tu, piccola, ma mi raccomando, trattala con cura!" "Sì zio Zel, te lo prometto!" esclamò la bambina, radiosa, cercando di sistemarsi la corona sulla testa. Lina e Amelia, davanti a quella scena, si guardarono stupite: dov'era finito lo Zelgadiss che conoscevano, serio e posato, che non faceva mai una battuta e al quale non si riusciva mai a strappare un sorriso? Un atteggiamento di quel genere era piuttosto consono ad uno come Gourry, che però a sua volta sembrava essere diventato l'opposto di quello che era... Myr, nel frattempo, corona in capo, era corsa in giro per il salone, felice come una pasqua, seguita da Zelgadiss, che pareva divertirsi più di lei nel farla giocare e ridere. "Ti vedo perplessa, Lina." le disse Kibil, avvicinatosi alla chetichella alle due donne "Mi sembra che tu ti senta piuttosto spaesata, vedendo i cambiamenti che tutti abbiamo subito in questi anni... soprattutto Zelgadiss e Gourry." "A dire il vero quel comportamento giocoso di Zel ha meravigliato anche me." intervenne Amelia "Non mi sarei mai aspettata che lui facesse una cosa di questo genere per far felice una bimba." "E' più che evidente che lui adora i bambini... quando ti deciderai a dargliene finalmente uno suo, eh cuginetta?" La regina si infiammò in volto, mentre Lina scoppiò in una risata. "Kibil ha ragione, Amy! E la sua mi sembra una domanda più che lecita, no? Da quanto tempo state assieme, ormai?" "Beh... abbiamo festeggiato tre mesi fa, a Dicembre, il nostro quarto anniversario..." rispose Amelia, sempre più imbarazzata. "E dici poco?" incalzò di nuovo Lina "Sono 4 anni che state assieme e ancora non vi siete decisi al grande passo? Ma volete aspettare fin quando sarete vecchi?" "Non... non è come pensi, Lina... è che..." "Mi dispiace interromperla maestà, ma..." si intromise il tenente. "Come mi hai chiamato?!" lo interruppe a sua volta la regina, lanciandogli un'occhiata incendiaria. Lina ridacchiò: Luke era davvero incorreggibile, sempre così serio e formale... Lui impallidì, temendo di aver offeso la suscettibilità della sovrana, dandole semplicemente del "lei" e non del "voi", come era solito fare. "Vostra altezza mi voglia scusare se ho mancato di rispett..." le disse in tono umile. "No, no, no, proprio non ci siamo, Luke!" iniziò Amelia, agitando l'indice alzato davanti al volto del soldato "Quante volte ti ho già ripetuto... CHE VOGLIO CHE MI SIA DATO DEL TU?!" sbraitò infine. "Non ti sopporto!" "Ma... ma..." riuscì a balbettare il tenente. Lina mise una mano sulla spalla del giovane e lo allontanò un poco dall'amica, che lo guardava, infuriata e divertita insieme, e gli disse: "Luke, ascoltami: come ti ho già detto prima, io e i miei amici non siamo abituati a tutte queste formalità e Amelia in particolare è allergica a qualsiasi regola di galateo o di etichetta e sono convinta che lo stare qui a palazzo a svolgere le funzione di regina di Sailune le pesi enormemente, anche se forse non lo dà a vedere... quindi, se le vuoi veramente bene e vuoi la sua felicità, cerca di evitare di darle del "lei" e tanto mento del "voi"... sono cose che le danno fastidio e alla lunga la fanno anche infuriare, ok? E lo stesso vale con Zelgadiss, con Gourry e con me, intesi?" Luke annuì, anche se non era pienamente convinto della verità di ciò che la ragazza gli stava dicendo. Nonostante ciò si impose di metterlo in pratica, spinto in questa decisione dal fascino che Lina aveva involontariamente esercitato su di lui, e contemporaneamente di dimenticare, almeno per un po', quelle regole rigide che gli avevano inculcato fin da bambino, quando, a sette anni, era entrato all'Accademia Militare di Sailune. "D'accordo Lina, cercherò di evitare il "voi" e il "lei", anche se mi sarà molto difficile..." "Basta Luke" lo interruppe dolcemente Lina, posandogli un dito sulle labbra "non dire altro. So che per te non è certo facile dimenticarti di essere un soldato, sempre costretto a seguire le regole dell'etichetta, ma cerca di essere spontaneo! Tira fuori i tuoi veri sentimenti, ama, odia, urla, bisbiglia, abbraccia, colpisci, esprimi quello che senti! Almeno quando sei con noi, ok?" Il tenente stava per rispondere, ma la ragazza non gliene diede il tempo: appena finito di parlare, infatti, gli lanciò un sorriso e si allontanò in direzione di Zelgadiss e di sua figlia. Luke rimase come incantato a guardarla giocare con la bambina fin quando i suoi occhi non incontrarono quelli del suo generale, che lo fissavano senza rimprovero, esprimendo solo una grande malinconia. Luke si avvicinò al suo superiore, con aria di scusa. "Capitano, non so come giustificare il mio comportamento. Non avrei dovuto..." "Luke, io non ce l'ho con te, tu non hai colpa se ti sei innamorato di Lina, il suo fascino ha stregato anche te, l'ho capito benissimo... per come mi sono comportato con lei, posso dirmi fortunato se mi rivolgerà ancora la parola, quindi non preoccuparti per me, fa finta che io non esista. Buona fortuna con Lina, e prenditi cura di lei!" Commosso per le parole di Gourry, Luke si irrigidì nel saluto militare. "Grazie capitano, farò del mio meglio per proteggere Lina da ogni pericolo, proprio come lei! anzi, proprio come te! Non ti deluderò Gourry!" Lo spadaccino porse la mano all'altro, il volto da cui era sparita come per incanto ogni traccia di malinconia. "Così mi piaci, Luke! Vedi che dare del "tu" è molto più semplice?" Luke strinse la mano del suo generale. "Hai ragione, ma non so se mi riuscirà altrettanto facile con la regina Amelia... dici che si arrabbierà molto se continuo a darle del "lei"?" "Moltissimo! Ma non preoccuparti, ti difenderò io dalle sue sfuriate!" Il tenente scossa la testa, ben poco convinto di ciò che aveva sentito. Gourry comprese. "Hai ragione, finirà che le prenderemo di santa ragione tutti e due!" L'altro annuì ed entrambi scoppiarono in una risata. "Che cosa c'è di tanto divertente da farvi ridere così?" si intromise Kibil "Ditelo anche a me, non siate egoisti!" "Niente Kibil, niente..." gli rispose Gourry, ripresosi un attimo "Cose tra noi! Su adesso andiamo a mangiare, che ho fame!" Nel frattempo Amelia, quasi avesse sentito ciò che il generale aveva appena detto circa il proprio appetito, portatasi al centro del salone, batté le mani per richiamare l'attenzione di tutti, come una maestra fa coi suoi alunni. "Ehi ragazzi! Che ne dite di metterci a tavola?" A quell'invito, tutti i commensali si radunarono attorno alla ragazza e, seguendo le sue indicazioni presero posto a tavola. Quindi Amelia suonò un campanellino e subito un cameriere vestito completamente di bianco accorse ai suoi ordini. "Alessjus, per favore fai portare gli antipasti! Hai ricordato ai cuochi di cucinare porzioni triple, vero?" "Certo maestà, tutto è stato eseguito secondo i vostri ordini" rispose ossequiosamente il domestico "Provvedo subito a mandare in tavola" Detto questo, scomparve in cucina. Quando riapparve, pochi minuti dopo, era accompagnato da sette aiutanti, uno per ogni commensale, che si incaricarono di servire gli ospiti. Al termine del pasto, durato più di tre ore, incredibilmente anche Lina e Gourry erano sazi. "Non ho mai mangiato così bene!" si complimentò la maga "I tuoi cuochi sono davvero bravissimi, Amy! Che ne dici, posso portarmene uno a casa?" "Ehm... non lo so... dovresti chiedere a loro... guarda però che uno da solo non è mica capace di preparare tutte queste cose, dovresti portateli via tutti per essere sicura di ottenere un pranzo come questo!" "Uhm... si può fare... e dimmi, quanti sarebbero tutti assieme?" "A occhio e croce, una cinquantina!" rispose Amelia. Sul volto di Lina comparve un'espressione contrariata. "Così tanti?! Ma senti, non poteresti insegnare a uno solo a fare tutto?" "Temo che sia tecnicamente impossibile, Lina" intervenne Zelgadiss "La preparazione dei piatti che abbiamo mangiato è molto lunga e complessa, e una sola persona non può imparare tutte le ricette, finirebbe col confondersi!" "Sempre a fare problemi tu, eh?" lo apostrofò Lina "Va beh, vorrà dire che farò a meno di questi esperti, che poi mi costerebbero anche un patrimonio in stipendi! Ci arrangeremo da sole, vero Myr?" "Certo mamma! Noi siamo le cuoche più brave di questo mondo!" La donna accarezzò dolcemente la testa della piccola e poi si rivolse nuovamente a Zelgadiss. "Cambiando discorso, Zel, quando sei venuto a Zefliela a cercarmi, mi avevi accennato ad un libro che volevi trovare con l'aiuto di tutti noi, quindi perché non ci spieghi un po' meglio di cosa si tratta?" "Esatto Zelgy, cos'è questa storia del libro? Spiegati!" lo incitò anche Amelia. "Beh, non è facile raccontare, tutto è iniziato più o meno un anno fa... quando per caso durante uno dei miei viaggi ho incontrato Xelloss. Tra una battutina e l'altra quel pazzo mi ha rivelato l'esistenza di un libro magico, scritto da un'entità superiore anche a LoN." "Ossia il famoso Chroros" completò Lina "Chronos... che nome ridicolo! Ma non poteva chiamarsi, che so, Gilberto?!" si intromise Kibil. "Perché Gilberto non ti sembra ridicolo?" rimbeccò Luke. A quel punto Lina si aspettava uno dei commenti sciocchi e assolutamente fuori luogo di Gourry, ma questo reagì in maniera completamente diversa. "Ma volete stare zitti voi due? Non vedete che state interrompendo Zelgadiss?" Kibil e Luke abbassarono gli occhi, in atteggiamento di scusa. "Ci dispiace Gourry, non volevamo..." dissero poi all'unisono. La giovane maga osservò di sottecchi l'ex compagno di avventure. Non si immaginava certo un cambiamento del genere: sì, Kibil gli aveva detto che era diverso da come lei lo ricordava, ma non pensava che fosse cambiato così tanto... dov'era finito il bambinone un po' sciocco che lei aveva conosciuto ed amato? Il tempo cambia tutto, le persone, i sentimenti, la vita, e spesso quello che ci restituisce non è più ciò che gli abbiamo consegnato, non è più ciò che amavamo... Ma sentiva che in fondo Gourry era rimasto lo stesso, dentro... Lina scosse la testa, presa da un'improvvisa malinconia e lanciò un'occhiata triste alla figlia: anche lei sarebbe cambiata a tal punto che persino sua madre non avrebbe più potuto riconoscerla? Molto probabilmente sì, e purtroppo tale cambiamento era inevitabile... faceva parte della legge della natura... Nel frattempo, Zelgadiss continuava il suo racconto. "...E quindi ciò che vi chiedo è se volete aiutarmi a cercare questo libro misterioso." "Tu che ne dici Lina?" le domandò Kibil "Ti va di rimetterti in attività per questo? Ehi, Lina, ci sei?" "Che cosa c'è Kibil?!" sussultò la ragazza, sentendosi chiamare "Non... non stavo seguendo il discorso..." "Lo vedo che sei un po' persa... comunque, ti ho chiesto se ti va di aiutare Zel a cercare il libro." "Sì, sì certo.. sono venuta qui... solo per questo." rispose lei, a mezza voce, con evidente sforzo. Vedendo l'imbarazzo dell'amica, Amelia cercò di sviare l'attenzione dei commensali da lei, per evitarle di essere costretta a parlare di cose a lei sgradite. "Ehi, ragazzi!" esclamò allegramente "Ora che Zel ci ha detto tutto del libro, che ne direste di dimenticarcene per un po'? E' un argomento tanto impegnativo... ne riparleremo in un'altra occasione, adesso pensiamo solo a divertirci! Vi va una bella partita a bridge?" Tutti approvarono e il gruppo degli invitati lasciò la tavola e si diresse al tavolino da gioco collocato in una saletta attigua. "Ehi Kibil, che ne diresti di una sfida?" propose Luke "Voglio la rivincita di questo pomeriggio!" "Ci sto Luke! Ma per giocare bisogna essere in quattro! Avanti, chi di voi si unisce al gioco?" "Io non so neanche distinguere una carta dall'altra, quindi è meglio che non giochi!" si scusò Gourry. "In effetti per giocare a bridge è abbastanza importante saper distinguere le carte..." disse il comandante delle Guardie, con aria meditabonda "Senza offesa Gourry, ma direi proprio che tu non puoi partecipare." "Io sono un po' imbranata, ma sono sicura che con l'aiuto di Zelgy me la caverò benissimo!" affermò la regina, afferrando maliziosamente il braccio della chimera "Dai tesoro, siedi qui vicino a me!" Zelgadiss arrossì, ma si lasciò condurre dalla giovane donna al tavolo da gioco. "Zia Amelia, zia Amelia!" si intromise Myr "Vero che posso giocare anch'io?!" L'interpellata guardò la bambina perplessa. "Non so, piccola, ne sei in grado?" "Myr, perché non ti fai spiegare dalla mamma..." iniziò Kibil, ma subito si interruppe quando, alzati gli occhi per cercare Lina, vide che la ragazza era sparita. Nel silenzio incerto che seguì si inserì provvidenzialmente Luke. "Vieni qui, Myr. Ti faccio vedere io come si gioca. Stai seduta in braccio a me e giochiamo insieme, ok?" Myr si illuminò in viso. "Che bello! Hai sentito mamma... ma... ma dov'è la mia mamma?!" La chimera le sorrise. "Stai tranquilla Myr, sarà uscita sul balconcino a prendere un po' d'aria!" "E' vero, non preoccuparti, la tua mamma sa cavarsela!" aggiunse Amelia "Ma se servirà per farti sentire più sicura, Gourry andrà a cercarla, giusto Gourry?" Sentito ciò che la regina aveva appena detto, Zelgadiss si passò un mano sulla fronte, preoccupato: sicuramente Lina se ne era andata per stare un po' sola, ma se Amelia le mandava dietro proprio colui che lei voleva sfuggire... 'Ma perché questa benedetta ragazza non è mai capace di stare zitta?' si disse poi, sconsolato. In risposta all'invito della sua sovrana, lo spadaccino aveva fatto cenno di sì con la testa ed era partito di gran carriera, senza aver visto l'espressione tesa di Luke, che, conoscendo tutta la storia, aveva pure lui intuito che l'incontro tra i due ex amanti non si sarebbe risolto pacificamente. Ma ormai Gourry era uscito dalla sala e si era diretto a grandi passi verso il luogo in cui, anni prima, Lina era solita recarsi se voleva un po' di pace, e dove egli sperava di incontrarla per dirle finalmente la verità sul giorno in cui l'aveva abbandonata. |
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