| IL LIBRO MAGICO | |||
| nono capitolo IL TEMPO NON E' NIENT'ALTRO CHE TEMPO, E' COME UN VERSO SENZA RIMA... |
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Gourry salì velocemente le scale che portavano alla torre principale del castello, dalla cui terrazza, alta decine di metri, si godeva, nei giorni sereni, una vista spettacolare. Non ancora uscito dalla tromba delle scale, il ragazzo fu investito da una luce argentea che rischiarava col suo magico chiarore la fresca notte. Quando lo spadaccino giunse alla sommità del torrione, scorse una figura sottile, che stava immobile davanti al parapetto a fissare la volta stellata sopra di lei. Tirava una leggera brezza primaverile che alzava dolcemente i capelli della donna, ora non più raccolti ma sciolti sulle spalle. Sentendo dei passi alle sue spalle, lei si voltò, scostandosi dal viso una ciocca color rame, che il vento tentò subito di riportare dov'era. Lina stava per sorridere al nuovo venuto, ma quando riconobbe Gourry, nei suoi occhi comparve un'espressione stupita. "Che cosa sei venuto a fare fin quassù?" gli domandò infine con una voce che si sforzava inutilmente di suonare tranquilla e naturale. Lui, che non aveva ancora mosso più di tre passi dalla porta che dava sulla torre, le si avvicinò lentamente. "Sono venuto per dirti la verità, Lina... la verità sul giorno in cui ti ho abbandonato." A quelle parole, lo stupore nello sguardo di lei svanì per lasciare il posto ad un gelido distacco. Gourry notò il cambiamento, ma proseguì: "Mi rendo perfettamente conto di essermi comportato da stupido, oltre che da irresponsabile in tutti questi anni, ma..." "Non cercare di scusarti, sarebbe inutile" lo interruppe la giovane, secca "Non sei stato solo stupido e irresponsabile, ma anche vile, crudele, abietto... potrei andare avanti per ore ad elencarti tutto ciò che sei stato e altrettanto ci metterei a ricordarti tutto quello che non sei stato! Se per caso non te ne fossi accorto, mi hai lasciato sola proprio nel momento in cui io avevo più bisogno di te: quando è nata mia figlia!" "Ora sei tu che sbagli!" intervenne lo spadaccino "Myr è nostra figlia, non solo tua! E sarebbe ora che le dicessi la verità su suo padre, non puoi continuare a raccontarle che sono morto!" "Come posso dirle la verità se non la conosco nemmeno io?!" proruppe Lina, quasi piangendo "La vuoi capire o no che sei anni fa te ne sei andato senza un perché? Mi hai abbandonato e non mi hai fatto più avere tue notizie... per me è come se fossi morto! Non so nulla di te, della tua vita in questi ultimi anni... e se non fosse stato per Zelgadiss, avrei continuato a non saperne niente!" La voce della donna si spense in un singhiozzo, mentre il pianto le bagnava il viso. Davanti a quelle lacrime, Gourry, che avrebbe voluto continuare a fare il duro, si sentì turbato: non l'aveva mai vista piangere così... Lina era sempre stata una ragazza forte, aveva sempre affrontato e superato qualunque pericolo, senza mai un cedimento, un'incertezza... era sempre stata la guida del gruppo, quella che non si perdeva mai d'animo, neanche nelle situazioni più disperate... ma ora era lì, davanti a lui, dopo sei anni... e piangeva... apparentemente la stessa fuori, ma così diversa dentro, così fragile... così bella e fragile... Lui le si avvicinò e cercò si stringerla a sé, ma lei si svincolò dall'abbraccio e lo spinse indietro. "Non provarci nemmeno!" gli disse, quasi urlando "Non hai il diritto di mettermi le mani addosso! Posso farcela da sola, esattamente come ho fatto in tutto questo tempo!" "Lina... scusami... scusami..." iniziò il giovane confuso da quella reazione violenta "...davvero non mi ero reso conto di quanto tu avessi bisogno di qualcuno che ti stesse accanto... ti avevo sempre vista così forte... così determinata... non capivo che... che quando si diventa madre è tutto diverso." "Sì... è tutto diverso..." mormorò lei, asciugandosi gli occhi con la mano "...è tutto diverso perché c'è un'altra persona nella tua vita, e questa persona va protetta e difesa, e soprattutto chi come me è abituato a pensare soltanto a sé stesso, si trova in difficoltà... deve cambiare completamente atteggiamento, e ha bisogno di un compagno su cui contare nei momenti più duri." La donna parlava lentamente, più a sé stessa che all'altro, che pure la ascoltava in silenzio, col capo chino. "Ma non sono io quella che deve parlare... sei tu. Dimmi la verità, Gourry, la verità sul perché te ne sei andato... voglio sapere." "Ne hai tutte le ragioni, Lina. Ma forse, quando avrai ascoltato tutta la storia, non vorrai più saperne di me... e faresti bene." Il ragazzo fece un pausa, come per cercare di riordinare le idee, poi riprese: "Ricordi quelle lettere che mi arrivarono e che non volli farti leggere? Bene, devi sapere che quelle lettere venivano dalla mia città natale. Un paesino sperduto sulle montagne... me le mandarono i miei parenti. La prima conteneva le loro congratulazioni perché avevano saputo che mi ero fidanzato con te. Ma un mio vecchio zio, che non ti vedeva di buon occhio, all'insaputa degli altri era riuscito ad aggiungere alcune righe allo scritto, attraverso le quali mi rinfacciava il fatto che io aveva già una fidanzata... Camille." La donna era sbiancata in viso. "Che cosa? Avevi già una ragazza? Eppure... No, Gourry, come hai potuto farmi questo?!" "Lina ascoltami, per l'amor del cielo! Io non amavo Camille! Il nostro era un fidanzamento combinato dalle nostre famiglie per ragioni economiche! i nostri genitori avevano stipulato un contratto di matrimonio quando noi eravamo ancora molto piccoli! Io avevo appena 9 anni e lei soltanto 3! Non sapeva neanche che cosa fosse il matrimonio, povera piccola!" "E allora perché ti sei sentito così legato a quella ragazzina da voler abbandonare la donna che ti avrebbe reso padre per correre da lei?" "Io non sono corso da lei!" si difese Gourry "Quando ho deciso di partire l'ho fatto perché non ce la facevo più a sopportare la situazione... Camille crescendo si era innamorata perdutamente di me, nonostante la lontananza, perchè aveva sentito i racconti delle nostre avventure... Contro il Monaco Rosso, contro Shabranigdo, contro Garv e Phibrizio, contro Valgarv e Dark Star... e quando aveva avuto la notizia che stavo per sposarmi con un'altra donna aveva deciso di farla finita... era scappata di casa e, pochi giorni dopo, l'avevano trovata impiccata ad un albero... sulla corteccia aveva inciso le sue ultime parole: -Dite a Gourry che lo amerò sempre ma che dall'aldilà lo perseguiterò in eterno, perché mi ha tradito-. Quando ricevetti la notizia, attraverso l'ultima lettera, era già troppo tardi, Camille era morta da più di una settimana. Non me la sentivo di restare con te... io ero felice, mentre la ragazza che mi aveva amato più della sua stessa vita era morta per causa mia... lei aveva perso ciò che considerava più importante e io mi sentivo in dovere di condividere il suo dolore, lasciando la cosa che amavo di più: te..." "Sei uno stupido Gourry!" lo aggredì la donna, con gli occhi nuovamente pieni di lacrime "E a me non hai pensato? Non hai pensato che anch'io avrei sofferto per la separazione? Tu non amavi Camille, amavi me, eppure hai preferito dividere il dolore di una morta, piuttosto che la gioia di una viva! Hai preferito andare là dove non avresti potuto fare più nulla, piuttosto che restare dove la tua presenza era importante! Sai che ti dico? Secondo me non te ne sei andato perché ti sentivi in dovere di farlo, ma perché hai avuto paura di affrontare le responsabilità dell'essere padre! Sei sempre stato un vile codardo! Sempre!" La voce di lei si perse in un singhiozzo, mentre tentava inutilmente di dominarsi. Dopo quel violento sfogo Lina, prendendosi il volto tra le mani, corse via, lasciando Gourry solo. Lo spadaccino si sentiva un grande vuoto nel cuore, come un buco nero che risucchiasse ogni cosa che aveva dentro... stavolta era finita per sempre... lei non l'avrebbe mai più perdonato... A meno che il tempo non avesse operato un miracolo, forse impossibile anche al più grande mago del mondo... ma la speranza è l'ultima a morire e Gourry questo lo sapeva bene. "Il tempo non è nient'altro che tempo, è come un verso senza rima... amore, ora dipende tutto da te." disse poi lentamente, a mezza voce, il giovanotto, le guance rigate di lacrime. Da quanto tempo non piangeva più? Forse addirittura da quel giorno lontano in cui aveva visto la tomba di Camille. Quel tumulo di terra ancora fresca coperto di rose di tutti i colori, quelle rose che piacevano tanto anche a Lina, ma che lui, sciocco, non le aveva mai donato, nemmeno una volta... Nel frattempo la ragazza, correndo quasi alla cieca, con la vista annebbiata dalle lacrime, trovò a fatica la porta che dava sulle scale, ma, fatti pochi passi, andò a scontrarsi con qualcosa che occupava quasi per intero il passaggio. Lina alzò gli occhi e si trovò davanti il viso di Luke. "Che... che cosa ci fai tu qui?" domandò al soldato "No... non dirmi che... che hai sentito tutto..." Lui annuì, con negli occhi un'espressione strana, un misto di preoccupazione e felicità. "Sì, ho sentito tutto... non posso dire che sia successo per caso... in realtà ho seguito Gourry praticamente da quando ha lasciato la sala. Stavo giocando a bridge con gli altri, ma poi un altro tizio è comparso letteralmente dal nulla e ha voluto prendere parte al gioco. Gli ho ceduto il mio posto e sono venuto quassù... e credo di aver fatto bene. Su, ora andiamocene, il generale potrebbe scendere in qualsiasi momento." La donna annuì e lasciò che lui le cingesse le spalle con un braccio, appoggiando quindi la testa sul suo petto, lasciandosi condurre dal giovane giù dalle scale. "Luke..." mormorò dopo un po' "...è sempre valida quella proposta di farmi da guardia del corpo?" "Certo che sì, Lina... ma perché me lo chiedi?" "Dato che dovremo partire alla ricerca del libro magico di cui ci ha parlato Zel, e dato che Gourry sicuramente si unirà al gruppo, vorrei avere accanto qualcuno che sa come stanno realmente le cose... e l'unico qui sei tu... allora, accetti?" Erano arrivati alla base della torre, che si apriva sulla vasta terrazza del castello. La luna era stata oscurata da una nube e la notte era quasi completamente buia. "Accetto, Lina, accetto e ti ringrazio dal profondo del cuore di avermi concesso la tua fiducia... grazie." Lei non rispose, si limitò a stringersi a lui, nascondendo la testa tra le sue braccia e cercando in quell'abbraccio quel calore umano che per troppo tempo le era mancato. Il tenente le accarezzò i capelli con la mano, mormorando, più a sé stesso che a lei: "Io ti amo, Lina... e ti giuro che non ti farò soffrire mai più, ti difenderò anche a costo della mia vita. Per tutto il resto dei miei giorni..." |
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