IL LIBRO MAGICO
decimo capitolo
L'AVVENTURA INIZIA! E SE FOSSE L'ULTIMA?

Era praticamente l'alba, e tutto il castello reale di Sailune era silenzioso. Alcune guardie erano ai loro posti, ma era come se tutto il palazzo, di giorno ribollente di vita e di attività, fosse diventato improvvisamente deserto.

Da una piccola porta laterale delle mura, che dava sull'esterno in direzione non della città, come invece faceva il portone maggiore, ma dell'aperta pianura, uscirono quattro figure.

Lina pensò con nostalgia all'ultima volta che erano partiti da Sailune, per andare a combattere Dark Star...

Amelia era diventata la Regina di Sailune, e solo quando l'aveva vista Lina si era accorta che non poteva chiederle di accompagnarla, di combattere insieme, come ai vecchi tempi... Se per disgrazia le fosse successo qualcosa, Sailune non avrebbe più avuto un reggente, proprio in un momento difficile come quello.

A Zelgadiss dispiaceva di andarsene senza dirle nemmeno una parola... ma già era stato un egoista a trascinare Lina ed addirittura sua figlia Myr in un'avventura in cui potevano rischiare la vita, senza guadagnarci nulla se avessero avuto successo... ma Amelia, no, non poteva andare anche con Amelia. E lei, se aveva anche un solo briciolo di senso del dovere, non avrebbe detto nulla di fronte alla loro partenza... il suo posto era sul trono.
Ma purtroppo Zel dubitava che Amelia avesse il suddetto briciolo di senso del dovere... una persona di quella fatta non cambia facilmente.

Luke era stato tre anni al servizio di Amelia nell'esercito di Sailune, ed in tutto quel tempo aveva accumulato quasi due mesi interi di licenza ed i gradi di Maggiore... ma continuava a rifiutare sia gli uni sia gli altri. Ora, però, aveva deciso di servirsi delle sue licenze e libere uscite arretrate... per lei. Il giovane soldato tornò a pensare a quanto successo la sera prima sulla terrazza, come aveva stretto a sé il corpo esile di Lina, come le aveva accarezzato i capelli e le aveva detto che l'amava, e lei non aveva detto nulla, non si era sciolta dall'abbraccio, non lo aveva allontanato.. era semplicemente rimasta immobile, tra le sue braccia.
Luke Aoi scosse la testa. Se anche se Lina non avesse mai ricambiato il suo amore, non avrebbe avuto rimpianti... lui voleva solo proteggerla, impedire che soffrisse ancora... sì, era questa la sua missione, e l'avrebbe portata a termine, a qualunque costo.

Myr era estasiata. Era alla sua prima avventura.
Sua madre le aveva raccontato in quegli ultimi giorni tutte le sue avventure, le battaglie, le ricerche di tesori della sua movimentata vita, e Myr quasi non riusciva a credere che stava per entrare per la prima volta veramente in azione, come lei, per diventare una grande avventuriera.
Nervosa, posò la sua mano sulla cintura per sentire la rassicurante pressione della spada, mentre mentalmente ripassava tutte le formule magiche che conosceva. La sua più grande paura era di essere d'impaccio al gruppo e di fare brutta figura di fronte agli amici...

Zelgadiss tirò rapidamente fuori da una tasca una mappa nuova ed accuratamente ripiegata e la consultò per alcuni secondi.

"Dove si va quando si cerca un libro di magia scritto da una superdivinità superiore potentissima, tanto per cominciare?" chiese Lina.

"Come ti ho già detto, mentre ero a Sailune ho consultato molte volte la biblioteca, raccogliendo tutte le informazioni possibili su questo misterioso libro. Il che vuol dire pochissime. Credo di aver cercato in un migliaio abbondante di libri, trovandone solo undici che ne parlano, dieci solo con degli accenni, e solamente uno in modo esauriente. Più quel poco che mi ha detto Xelloss, che chissà dove si sarà ficcato ora..."

"Bah, se lo conosco bene ci starà origliando. Prego, illuminaci." disse Lina, ostentando spavalderia. In realtà era nervosa. Come se la sarebbe cavata? Erano anni che non usava incantesimi di alta potenza... e se non ne fosse più stata in grado? La giovane maga cercò di non pensarci... almeno si era lasciata alle spalle Gourry. Certo, la ferita faceva ancora male, ma col tempo sarebbe passato tutto...

"Sembra che il libro in questione, scritto da questa entità superiore nota come Chronos..." iniziò Zel "...abbia il bizzarro nome di Hermonokurion."

"Hermonokurion..." ripeté Lina. Chissà perché, alle sue orecchie, quella parola aveva uno strano suono.

"E cosa significa?" chiese Myr.

Zel sorrise. "Non sono sicuro, è una lingua antichissima... ma comunque è qualcosa di simile a -L'oscuro dialogo perduto dello spazio, del tempo e dei sogni-... credo."

"Accipicchia!" fece la bambina "Vuol dire tutte queste cose?"

"Beh, sì. Sono riuscito a decifrarlo solo paragonandolo al Settimo Elfico Antico, una lingua anche questa semisconosciuta. Her Mono Kur Ion, cioè Discorso, Nascosto, Realtà, Irrealtà... ma è una lingua estremamente sfumata, pochissime parole bastano per esprimere concetti complicatissimi. Addirittura in questa lingua non esistono frasi, una sola parola composta basta per dire quello che nella nostra richiederebbe molte righe..."

"Vabbè Zel, taglia corto con l'ora di Lingue Straniere..." interruppe sbrigativa Lina.

"Subito. Come vi dicevo, dieci libri accennano soltanto all'Hermonokurion, ed in ambiti e circostanze del tutto diverse, ma hanno tutti un punto in comune. Sono scritti tutti dallo stesso autore."

"E suggerisci di cominciare là le ricerche" aggiunse la donna.

"Precisamente. Inoltre, ho qui con me l'undicesimo libro, che ne parla in modo più esauriente" continuò la chimera, tirando fuori dalla sua veste un sottile libro, che non doveva avere più di duecento pagine, con una modesta rilegatura. Il titolo era scritto in una lingua che Lina non conosceva assolutamente, un indecifrabile ghirigoro lungo tre righe.

"Che dice?" chiese Luke. Era la prima volta che parlava da quando avevano lasciato il castello.

"Il titolo è, appunto, -Il grande libro di Chronos sullo spazio, sul tempo e sui sogni- o -Hermonokurion-, e solo con l'aiuto di Xelloss sono riuscito a tradurlo completamente. Parla del libro, ma contiene per lo più frasi senza senso, una specie di descrizione vaghissima di Chronos, che sembra possegga una potenza al di là di ogni immaginazione, molti accenni alla immane forza degli incantesimi che da lui traggono potere, compresa una magia dal nome praticamente intraducibile ed impronunciabile che secondo l'autore ha il potere di togliere ogni tipo di maledizione da chiunque, ed altre note più o meno importanti. Ma nulla sul dove trovarlo, tranne la specificazione che si trova da qualche parte su questo mondo. E' già qualcosa, almeno sappiamo che abbiamo una possibilità di recuperarlo. Che non è sulla luna o roba simile."

"Ok, ok. Dove abita questo scrittore?" chiese Lina.

"Piuttosto lontano... è questo il bello. Kirin, una piccola città nel territorio dei Draghi Dorati."

"Draghi Dorati? L'autore è un Drago?" chiese una voce proveniente dal nulla alle spalle di Zelgadiss.

Zelgadiss, senza dire una parola, si girò di scatto, fendendo l'aria con un rapido ceffone che fece un terribile rumore, come se avesse colpito qualcuno che si fosse reso invisibile.

Si udì un tonfo sordo, e meno di cinque secondi dopo a terra apparve Xelloss, con il contorno di una manata sulla guancia destra.

"CHE MALEEEE!!" si lamentò il demone. "Hai la mano troppo pesante, Zel, oserei dire granitica. Ma Rezo non poteva farti di un materiale più leggero?"

Zel, infuriato, prese in seria considerazione l'ipotesi di continuare il pestaggio...

"Wow!" fece Myr. "Come hai fatto a vederlo, zio Zel?"

"Ci ho fatto l'abitudine: ogni volta che andavo in biblioteca lui spiava quel che leggevo da dietro le mie spalle... se non fosse che sono troppo buono a quest'ora avrebbe una collezione di lividi tale da fargli rimpiangere Philia."

"Ahioahia..." continuò a lamentarsi Xelloss. Rimase a terra per un po', ma, quando vide che nessuno l'avrebbe aiutato a rialzarsi, si rimise in piedi. "Draghi dorati, hai detto? Perchè non mi hai mai informato prima?"

"Sei tu il demone..." sorrise Zel "...quindi sei tu che dovresti informare noi, ti pare?"

"Vabbè, dimmi il nome dell'autore. Può darsi che ne abbia sentito parlare..."

Zel si trattenne dallo scoppiare a ridere. "Certo che ne hai sentito parlare!"

Tutti lo guardarono incuriositi.

"L'autore, signore e signori, è niente meno che il drago dorato Zanard Ul Copt."

Tutti strabuzzarono gli occhi... e Xelloss più di tutti.

"Ul Copt? Ma non è il cognome della famiglia di Philia?" chiese Lina.

"Precisamente. Si tratta di sicuro di un parente." affermò Zel con certezza.

Xelloss sorrise. Ora toccava a lui sorprendere gli altri. "Ok, glielo chiederò."

La giovane donna assunse un'espressione perplessa. "Chiedere a chi?"

"A Philia, ovviamente. Sta venendo, la incontreremo lungo la strada."

"Chee?" esclamarono in coro Zelgadiss e Lina.

"Anche io mi sono dato da fare! Agisco dietro ordine di LoN, ricordalo... una esperta di magia bianca come lei ci potrà essere utilissima."

"Hmm..." iniziò Zelgadiss, dubbioso "Questo non è lo Xelloss che conosco. Sei troppo felice di rivederla. Non è che ci nascondi qualcosa?"

Xelloss sobbalzò. "No, no, no, davvero! Io... uhm, io..."

Lina si avvicinò a lui, lo squadrò con lo sguardo, e gli disse con un sorriso sarcastico: "Dì un po', Xelloss... cos'è quella catenina che hai al collo?"

Il demone infatti portava una sottilissima catenina d'argento, che si andava a perdere sotto la sua veste. Solo allora anche gli altri la notarono.

"La catenin..." iniziò Xelloss. Poi piegò il capo, disperato. "E va bene, mi arrendo, ormai l'avete scoperto..." Infatti tutti più o meno l'avevano capito, ma nessuno ci credeva. Eppure il ragionamento era indiscutibile.

"Porti un anello infilato in quella catenina." cominciò Zel.

Xelloss annuì in silenzio.

"E può essere solo un anello di fidanzamento dei draghi." continuò Lina. Era un'usanza dei draghi dorati, che entrambi i membri della coppia portassero ciascuno un anello identico.

Il demone annuì una seconda volta.

"Ti sei fidanzato... con Philia?!?" Lina assestò, con assai poca diplomazia, la mazzata finale.

"Dopo la battaglia con Dark Star..." A Xelloss mancava la voce. "Tempo dopo Dark Star, è successo qualcosa... Qualcosa che non posso dirti, Lina. Ma comunque, qualcosa che ha avvicinato me e Philia..."

La maga ascoltò in silenzio. Xelloss sembrava sul punto di dire qualcosa di incredibile, ma cancellò la serietà in una risata.

"Non mi ero mai accorto che potesse anche essere amabile quando non tira fuori la mazza, diciamo..." Era evidente che non aveva voglia di entrare troppo nei particolari. Ma ora tutti sapevano quel poco che bastava: il demone, lo sterminatore di draghi si era innamorato... anche lui.

Ci furono alcuni secondi di silenzio, dopo i quali Xelloss si scosse ed esclamò: "E va bene, mettiamoci in marcia prima che a Sua Maestà la Regina venga qualche strana idea tipo abbandonare il suo bel trono e mettersi a seguirci..."

Un grido, proveniente dall'alto, esplose non appena Xelloss ebbe finito la frase.

"SI', A SUA MAESTA LA REGINA E' VENUTA QUALCHE STRANA IDEA! TREMATE, MALVAGI! VENGO PER SALVARE IL MIO AMATO DAL SUO TRISTE E PIETROSO DESTINO!!!! SE L'AMORE HA TRIONFATO SUL CUORE DI UN DEMONE, ALLORA PUO' TUTTO!!!"

Non vi erano dubbi sulla proprietaria della voce, nè ve ne furono sul perchè della sua provenienza dall'alto...

Amelia, appostata in cima alle mura sopra alla porta d'uscita, spiccò un salto mortale, fece due avvitamenti ed, incredibile a dirsi, atterrò abbastanza bene in mezzo al gruppo.

Myr ne fu affascinata. "Brava, zia Amelia!"

La regina sorrise. "Mi sono allenata molto!"

"Allenata un corno!" sbottò Lina. "Tu non puoi venire con noi, hai un regno ed un popolo a cui badare! Sei troppo preziosa!"

"Senti chi parla!!!" replicò in tono aspro Amelia. "Tu che ti porti dietro addirittura tua figlia! Ma a lei non ci pensi?"

"Ma io voglio venire!" strillò Myr. "Voglio diventare un'avventuriera come la mia mamma!"

"Regina Amelia..." iniziò Luke con tono di leggero rimprovero.

"Tu stai zitto, Luke! So badare a me stessa! E voi non riuscirete a farmi cambiare idea! Il Primo Cancelliere è molto più esperto di me in quanto a faccende di governo, Sailune se la caverà anche senza la sua regina!"

"Ma non si rende conto di com'è tesa la situazione con il regno di Zefiela? Potrebbe scoppiare una guerra nel frattempo, ed allora sì che Sailune non potrà fare a meno di lei!"

"PIUTTOSTO! Sei tu, come alto ufficiale delle forze armate di Saillune, a dover restare!"

"Io, alto ufficiale? Ma se sono solo tenente!" esclamò il giovane, con un sorriso.

"Non lo saresti più se non avessi rifiutato tutte le maledette promozioni che ti ho dato! E ora state TUTTI zitti! Soprattutto tu, Zel!"

Zelgadiss sospirò, preso in contropiede. "Ho paura che ce la dovremo sorbire per tutto il viaggio... ti conosco abbastanza per sapere che non cambierai idea."

"PRECISAMENTE!" sbraitò Amelia.

"E come la mettiamo con la sua sicurezza, maestà? La regina deve avere sempre la sua scorta!" insistette Luke, ligio al suo dovere.

"IO NON SONO PIU' UNA BAMBINA! E SE VUOI UNA FIREBALL IN FACCIA QUALE DIMOSTRAZIONE DI CIO', POSSO ACCONTENTARTI SUBITO!!!"

"Luke ha ragione!" confermò una voce proveniente dallo stesso punto da cui era venuta quella di Amelia prima. Con un balzo, Gourry, si lanciò dalle mura ed atterrò perfettamente a fianco di Amelia. Accompagnandosi con lo slancio della caduta, si inginocchiò rapidamente davanti a lei.

"E tu che ci fai qui, Gourry?" chiese Amelia stupita.

"Amelia, sai meglio di me che non devi andartene in giro senza una scorta e io ho giurato su quanto ho di più sacro di proteggerti! Ed è quello che ho intenzione di fare!" rispose lui con deferenza.

Lina lanciò un'occhiata sorpresa allo spadaccino: da dove veniva quel modo di fare così sofisticato? E dov'era finito il ragazzo ingenuo e semplice che lei aveva conosciuto?

"Si, va bene, va bene." interruppe la regina, seccata. "Intendo dire, come diavolo hai fatto ad accorgerti che ero uscita?"

"Se è per questo, Amelia, temo che tu abbia appena svegliato mezzo castello..."

Amelia si ricordò di aver urlato per cinque minuti buoni, ed arrossì.

"Maestà, le suggerisco di accettare la nostra protezione." si intromise Luke.

"SEEEEEE! E se io non volessi avere dei tizi che mi stanno sempre alle calcagna, per caso?" si lamentò Amelia.

"In tal caso" sorrise Gourry "verrei lo stesso, e tu Luke?"

Il tenente annuì "Perfettamente d'accordo, Gourry, sono con te!"

"E se vi radiassi con disonore dall'esercito??" Amelia era in una delle sue giornate "aggressive", evidentemente... e sembrava avere voglia di tutto tranne che di due guardie del corpo troppo zelanti...

"Se tu morissi Amelia, per Saillune sarebbe un disastro..." iniziò Gourry.

"Esattamente, maestà. A noi soldati della guardia non importa della nostra vita, siamo pronti a sacrificarci, se serve per salvare lei" completò Luke.

"Puah!" fece Xelloss "Tutto questo altruismo idealistico mi fa venire la carie ai denti..."

"E va bene!" Amelia si era arresa. "Venite tutti e due pure... però per te Luke, c'è una condizione: devi darmi del "tu"! Per un po' non farò più la regina!"

"Del... del "tu"... a sua altezza?!"

"CHIAMAMI AMELIA O TI FACCIO DEGRADARE A SOTTOVICEPULISCIBAGNI ALL'ISTANTE!!!"

E così anche l'altra metà del castello di Sailune venne svegliata.

Zelgadiss si passò una mano sulla fronte... Amelia non sarebbe proprio cambiata mai, neanche in un milione di anni...

La chimera stava per dare l'ordine di ripartire, quando scorse una figura che correva a perdifiato verso di loro. "Ehi aspettatemi! Ci sono anch'io!" urlò, con tutta la voce che aveva in corpo.

Xelloss guardò in direzione di chi si stava avvicinando, con espressione di disgusto, poi si rivolse a Lina: "Ma siete sempre di corsa voi umani? Possibile che non vi rendiate conto che teletrasportarsi è molto più veloce?!"

La maga gli lanciò un'occhiata di compatimento. "Noi non possiamo teletrasportarci, Xelloss, solo i demoni possono farlo."

Nel frattempo la figura si era avvicinata al gruppo e ora stava di fronte ad Amelia, col fiato grosso e a fatica le stava dicendo: "...Bella stima che hai dei tuoi parenti, cuginetta... parti per un'avventura spettacolare e neanche mi avvisi! Cos'è, pensi che io non sia in grado di affrontare dei pericoli?"

La regina alzò gli occhi, con espressione sconfitta e sospirò. "E va bene, vieni anche tu Kibil... ma se andiamo avanti così dovrò portarmi dietro tutta la corte!"

"Se tu urlassi un po' di meno, queste cose non succederebbero!" le disse Zelgadiss, ironico.

Amelia lo gratificò di un'occhiata solforica, ma non proferì parola. La chimera ridacchiò sotto i baffi e poi, fattosi serio, esclamò: "Allora, dato che ci siamo tutti, in marcia! Andiamo a Kirin!"

<< capitolo precedente >> capitolo successivo

<< HOME