IL LIBRO MAGICO
undicesimo capitolo
MEDICARE LE FERITE DEL CUORE CON TEMPO E LACRIME?

"Allora, dato che ci siamo tutti in marcia! Andiamo a Kirin!"

Amelia si grattò un attimo la testa, e poi disse, in tono interrogativo: "Uh, non per rovinare il bel momento, o l'inizio di quest'avventura, ma... come contate di arrivarci, a questa città di Kirin?"

Il silenzio cadde sul gruppo, mentre tutti si scambiavano occhiate interrogative. Nessuno se l'era chiesto, a quanto pareva.

Amelia scoppiò in una risata imbarazzata. "E voi volevate partire senza di me? Senza di me non fareste un chilometro!"

Il suo momento di autostima esagerata venne interrotto da Luke, che si stava cercando nelle tasche dei pantaloni. "Ehm... Amelia..." Disse, stando bene attento a non mandarla ancora in bestia. "Io ho una cartina, ma è solo della Penisola dei Demoni, quindi Kirin non c'è. Comunque, possiamo esaminarla per decidere dove imbarcarci."

"Imbarcarci?" Fece la piccola Myr, curiosa.

Luke si girò verso di lei, e sorrise. si mise in ginocchio e spiegò la cartina per terra, davanti a lei. Anche Myr si mise in ginocchio, al suo fianco.

"Ecco, vedi, Myr... noi siamo qui." E gli indicò Saillune sulla mappa. "Il posto dove dobbiamo andare è fuori dalla mappa, oltre il mare, quindi dobbiamo andare in una città dove ci sia un porto, per prendere una nave che ci porti là."

"Beh, c'è solo l'imbarazzo della scelta." Notò Gourry. "La zona del lungomare è piena di città marittime e porti."

"Lo dicevo, io... meglio il teletrasporto..." Brontolò Xelloss, dandosi quell'aria scocciata che gli riusciva tanto bene... quella che Lina non sopportava.

"E va bene, Xelloss!" Sbraitò lei. "Se hai tanta voglia di fare in fretta, teletrasportaci tutti a Kirin!"

Xelloss sobbalzò e fece un passo indietro. "EEEH?! TUTTI?!? Ma se siamo... uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, e con me... OTTO persone fino a Kirin!? Tu sei impazzita, Lina! Sono ancora giovane, io, non voglio che mi venga la cervicale!"

"Non devi portarci in spalla, demone da strapazzo! Devi TE-LE-TRAS-POR-TAR-CI, capito?!" Insistette Lina, che evidentemente non aveva troppa voglia di complicarsi la vita... o che forse voleva solo infastidire Xelloss. "E poi hai un bel coraggio a definirti giovane!" Aggiunse, alla fine.

"Uh, ehm, mi sono appena ricordato di un impegno urgentissimo, devo andare... ehm, ecco... a lezioni di piano, sì!" Si giustificò, o almeno tentò di giustificarsi, il demone.

"Da quando suoni il piano?" Chiese Zel con un sorriso.

"Eh, ecco, ci vediamo, ciao!" Disse Xelloss frettoloso.

"FERMO!" Gridò Lina, saltandogli addosso per placcarlo. Ma Xelloss svanì nel nulla, e la povera Lina rovinò a terra.

"Mamma! Stai bene?" Fece Myr, accorrendo.

"Ah... sì, sto bene, amore." Rispose lei, alzandosi e spolverandosi i vestiti. "Mi raccomando, Myr. Non ti fidare mai degli uomini. Hai visto come fanno in fretta a sparire."

La piccola la guardò senza capire, ma Gourry, non visto, fece un passo indietro, con un nodo alla gola. Quella frecciata era indirizzata a lui.

"Ah, beh, va bene, allora mettiamoci in marcia, non perdiamo altro tempo!" Disse Amelia, più che altro per cercare di rompere il ghiaccio che si era improvvisamente formato nel gruppo.

"Va bene, ma dove andiamo?" Chiese Kibil. "Hai già deciso dove ci imbarcheremo, Amelia?"

"In un certo senso." Sorrise lei. "Andiamo alla città di Gidor!"

"Gidor, Gidor, Gidor..." Fece Luke guardando sulla cartina. "Ma... ma Gidor non è sulla costa! Anzi, è sulle montagne!"

"Lo so!" Fece Amelia, allegra. La sua facciona sorridente era tutta un cartello con su scritto "Ho una sorpresa per voi e non ve la dico, pappappero!"

"Uhm... hai intenzione di prendere un battello fluviale da lì, per caso?" Chiese Gourry, notando, sulla cartina, una linea azzurra nelle vicinanze della città.

"Negativo! Il fiume non c'entra per niente! Dai, forza, hai ancora due possibilità!"

Gourry sospirò. Probabilmente Amelia non sarebbe cresciuta mai.

La regina aveva un sorriso a centottanta gradi, e tutti gli altri intorno la stavano guardando strano. "Tee hee hee! Non lo indovinerete mai!" Rise.

"Ok." Disse semplicemente Gourry. "Avanti, andiamo. Gidor è vicina, ci arriveremo prima di sera, se tutto va bene."

"Ehi..." Fece Amelia, delusa. "Ma non provate nemmeno ad indovinare?"

"Hai detto che non lo indovineremo mai, no?" chiese Zel, con un briciolo di sarcasmo, mettendosi in marcia anche lui.

"Non siete nemmeno un pò curiosi..." Ad Amelia stavano cadendo le braccia. Intanto tutti si erano messi a camminare e l'avevano lasciata lì, alle porte di Saillune, in stato semicatatonico.

"EHI, DOVE ANDATE?!?!" Gridò all'improvviso, facendo un salto. "Tornate qui! Anzi, no, vengo io lì! Cioè, insomma, Aspettatemiiiiiii!!!" Fece, correndogli dietro prima che la distanziassero troppo... correndo incontro all'alba, verso est...

C'erano tutti. Lina, Gourry, Amelia e Zelgadiss. Come ai vecchi tempi, come sei anni fa.
Ma quante cose erano cambiate da allora!
Quanto erano cambiate...
Ma stavolta c'era anche Myr.
Myr... Lina non riusciva a non pensarci. Cosa ne sarebbe stato di sua figlia? Del suo futuro?
E cosa ne sarà anche del MIO futuro? Si chiese.
Myr... Myr era figlia sua e di Gourry. Ma era come se fosse solo figlia sua, la piccola non aveva mai conosciuto la verità sul biondo spadaccino...
Ma prima o poi la scoprirà... e la sua prima domanda sarà di sicuro: "Perchè?"

Perchè le cose sono andate in quel modo?

"Cos'hai, mamma? Stai piangendo?" Chiese Myr, che camminava al suo fianco. Solo allora Lina si accorse di avere gli occhi umidi.

"Non è niente, un pò di terra che mi è finita negli occhi quando ho cercato di prendere Xelloss..." Era una verità. Ma non era solo per quello che stava piangendo.

Anche in quella piccola verità c'era una verità più grande. Lina l'aveva detta perchè le sembrava la cosa più ovvia per giustificare le sue lacrime, ma...

"Mi raccomando, Myr. Non ti fidare mai degli uomini. Hai visto come fanno in fretta a sparire." Le aveva detto, quando Xelloss era scomparso.

Scomparso. E le aveva fatto finire della terra negli occhi.
Terra negli occhi. Pianto, dolore...
Ma le sarebbe passato. Gli occhi, piangendo, si sarebbero ripuliti dalla polvere, e tutto sarebbe tornato come prima... col tempo. Col tempo e con le lacrime.

Col tempo e con le lacrime quel piccolo dolore della terra negli occhi le sarebbe passato. Ma tempo e lacrime erano anche la medicina per l'altro dolore? Per quello del suo cuore?

O ci voleva qualcos'altro? O ci voleva... Luke?
Solo ora si accorgeva che aveva chiesto a Luke di farle da guardia del corpo più per farlo contento che per altro.

Ma cosa ci voleva, allora?

Lacrime... tempo. Tempo e lacrime, nient'altro? Sembrava troppo facile...

Aveva ancora un pò di terra negli occhi.

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