IL LIBRO MAGICO
tredicesimo capitolo
ORA SI SCOPRE IL PROGETTO DI AMELIA! LA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO ANTICHISSIMO!

"Presto, ragazzi! Ci siamo! Siamo arrivati!" Gridò tutta allegra la vocina di Amelia, proveniente da un punto indefinibile della boscaglia davanti al gruppo. Il bosco si era fatto sempre più fitto man mano che si erno lasciati alle spalle Sailune dirigendosi verso Gidor e ormai era difficile vedere più lontano di un centinaio di metri. Inoltre, la pendenza del terreno era andata decisamente aumentando, nascondendo ulteriormente alla vista l'orizzonte davanti a loro. Da dietro il tronco di un albero si fece vedere il volto della regina, subito accompagnato da una mano salutante. "Ehi, venite, presto! Dai, siamo arrivati! Ci siamo!".

"Prima era ultima, ed ora ha insistito per andare in testa... non la capirò mai..." Borbottò Kibil.

"Evidentemente non vede l'ora di farci vedere... qualunque cosa voglia farci vedere. Probabilmente un metodo miracoloso per raggiungere Kirin e quel tipo che sa del Libro Magico... Ma tu hai idea di che cosa si tratti?" Chiese Zel.

"Io? Mah. So che questa città, Gidor, è poco più che una fortezza dell'esercito di Sailune, lontana ed isolata. Non ho idea di cosa potrebbe esserci. Probabilmente, di qualunque cosa si tratti, dev'essere un grosso segreto militare."

"Kibil, tu SEI nell'esercito... e sei anche il cugino della regina..." Obiettò Zel.

"Non so che dirti, non ho mai sentito parlare di nulla relativo a questo postaccio." Tutti e due girarono la testa verso Luke.

"Ehi, non guardate me!" Esclamò il soldato, rispondendo alla domanda non posta. "Non ne so nulla, altrimenti ve l'avrei detto!"

"Vabbè, ormai siamo qua." Fece notare Kibil, accorgendosi che, tra i tronchi d'albero ora più radi di prima, si intravedevano delle robuste mura in pietra. L'inizio della cittadella. "Andiamo a vedere."

Xelloss, saltando fuori dal nulla come suo solito, fece capolino dall'alto verso il gruppo. "Ehilà, gente! Che si dice? Avete idea di che cosa abbia in serbo la reginetta per noi?"

Kibil, Luke e Zel lo guardarono malissimo.

"Ah, dimenticavo di dirvi." Aggiunse Xelloss, ma con voce più alta, in modo che tutti lo sentissero. "Oltre a quella di Amelia, ci sarà un'altra sorpresina in quella città. Gentilmente offertovi dal signor Xelloss!" Concluse sorridente.

Tutti si scambiarono un'occhiata interrogativa, ma decisero di non fare domande.
Tutti tranne una. Myr si avvicinò di soppiatto a Xelloss, mentre continuavano a dirigersi verso l'ormai vicina città.

"Daii, signor Xelloss, me lo dice cos'è?"

"No, non posso! Sore wa himitsu desu, è un segreto! Ma puoi fare delle domande, se vuoi! Però posso rispondere solo "sì" o "no"!" Disse sorridente.

Myr ci pensò su un attimo. "E'... è qualcosa che si mangia?"

Xelloss ridacchiò. "No, non credo proprio."

"Dunque... è una cosa bella o brutta?"

"Bella, molto bella! Bellissima, direi. Ma sono due, non una!"

"Due? E come sono, sono simili?"

"Simili... hmm, domanda difficile. Direi di sì... abbastanza, ma non troppo... Ma guarda, ora potrai vederlo. Siamo arrivati." Disse, accennando alle mura della città, ormai vicinissime e chiaramente visibili. Un ampio portone era aperto poco più in là, permettendo l'ingresso nella città. Myr si girò appena in tempo per vedere il mantello di Amelia che svolazzando spariva dentro all'ingresso, mentre un soldato di guardia le faceva un impeccabile saluto militare.

Ora che erano più vicini, potevano sentire i rumori della città: gente che chiacchierava, lavori, martellamenti, gruppi di soldati che marciavano a passo cadenzato, carrozze cariche di chissà che cosa che passavano... ed una voce più forte delle altre, una voce squillante e dolce, che però sembrava litigasse ferocemente con qualcuno. Poi si sentì alto un grido di Amelia, subito seguito da uno della voce sconosciuta, e poi le due che parlavano...

Il gruppo, Lina e Myr in testa, si affrettò verso il portone per vedere la situazione, mentre Xelloss rimaneva indietro, sorridente.

Appena Lina arrivò davanti al poltrone, rimase sorpresissima... davanti a lei, allegramente abbracciata ad Amelia tra gli sguardi confusi e stupiti di un gruppetto di soldati, c'era Filia!

"Lina! Quanto tempo!" Gridò lei, salutandola. Lina non potè fare a meno di provare l'impulso di correre verso di lei. "Zel, Gourry! Ci siete tutti! Oh, come sono felice di rivedervi!" Continuò, man mano che tutti i componenti del gruppo la raggiungevano.

"Filia! Perchè non ti sei fatta sentire, perchè non ci hai mai detto niente?" Chiese Lina.

"Oh, scusa, Lina, ma sai com'è, ho avuto dei... ehi, cosa intendi per dire..." Fece Filia, imbarazzata.

Xelloss, affacciandosi al portone, tirò fuori la catenina con l'anello che portava al collo. "L'hanno capito, Filia! Non teniamolo nascosto anche a loro..."

Filia per un momento lo fissò, senza reagire, poi chinò il capo. "Così... lo sapete, eh? Beh, spero che mi perdonerete per non avervelo detto..."

"Dai, Filia!" Fece Gourry. "Non c'e bisogno che ti scusi..."

"...E nemmeno che tu ci dica nulla. Non c'è bisogno di sapere come hai fatto ad incastrarti con quel buono a nulla..." Ridacchiò Lina allegra. "Myr, questa è Filia. E' un drago, una carissima amica della tua mamma..." Aggiunse poi, diretta alla piccola.

"Myr? Ma, ma Lina, ma è tua figlia?" Filia era sorpresissima.

"Uh... sì, Filia." Rispose Lina, sperando che non arrivasse la seconda, prevedibile domanda. Filia aprì la bocca, ma Xelloss la strattonò discretamente per il vestito.
I due si guardarono per un secondo e Filia capì quello che Xelloss cercava di dirle. Non era una domanda da fare in quel momento. Cercando di sembrare naturale, Filia cambiò argomento. "Amelia, sei arrivata appena in tempo! I tuoi gorilla stavano per buttarmi fuori, dicendo che questo è un luogo top secret o qualcosa di simile e che non potevo restare ad aspettarvi..."

Amelia ridacchiò. "Lo so, devi scusarli, in effetti questo posto è protetto dal segreto militare... a ragion veduta, visto che cosa ho nascosto qua! Sarà una bella sorpresa per tutti voi!"

"A proposito, ho anch'io una sorpresa!" Disse Filia. "I tuoi soldati l'hanno confinata in una casa qua vicino, sempre per questa mania della segretezza, ma spero che ora possa uscire!"

"Una sorpresa... confinata?" Fece Myr senza capire cosa volesse dire.

"Ma è una persona? E' qualcuno che conosciamo?" chiese Zel.

"La risposta è sì alle prime due domande, no alla terza. Venite. Amelia, spero che ora dirai ai tuoi fin troppo zelanti soldati che non siamo delle spie!"

"Tranquilla!" Disse Amelia, seguendo Filia verso una casa vicina, che dava sulla via principale della cittadella. Filia aprì la porta chiusa a chiave ed entrò, chiamando: "Yuu-huuu! Tiina, dove sei? Dai, vieni a salutare tutti!".

Da una rampa di scale che portava al secondo piano scese una ragazzina sui 16 anni, vestita in modo semplice, con un vestito rosso ed una minigonna viola nemmeno troppo corta. Aveva una fascia di seta legata attorno alla vita come fosse una cintura, e portava due leggere spalliere di cuoio simili a quelli del vecchio abbigliamento di Lina, ma più piccole. Una foltissima chioma di capelli verde brillante, degni di un'elfo, partiva dalla sua testa e veniva raccolta in una sobria coda di cavallo. Appena vide Filia scese di corsa, saltando gli ultimi quattro scalini, e corse da lei. Nel frattempo, tutto il gruppo era entrato nella spaziosa e confortevole casa.

"Ehi, che sorpresa!" Fece Amelia. "Scusa se i soldati ti hanno trattato un pò male."

La ragazza sorrise, un pò stupita dal gruppo di gente che la circondava. Fissò lo sguardo in mezzo al gruppo, e poi ridacchiò imbarazzata.

"Tiina, questi sono i miei vecchi amici di cui ti ho raccontato. Sono Lina e sua figlia Myr, Gourry, Zelgadiss ed Amelia, ed in più vedo che ci sono dei nuovi arrivi!" Fece Filia, presentandoli alla ragazzina.

"Piacere di conoscerti, mi chiamo Luke! Sono un soldato agli ordini della reg... ehm, di Amelia." Disse il lanciere, correggendosi subito.

"Ehm, salve, sono Kibil... suo cugino..." Fece, imbarazzato, indicando Amelia... Tiina lo stava guardando in modo strano.

Poi lei vide Xelloss, che stava entrando in quel momento, con il suo solito sorriso stampato sul volto.

"Papà! Ci sei anche tu?"

Dopo questa frase, Lina, Gourry, Amelia e Zel si ritrovarono a guardarsi annientati.

"Uh, che cos'è?" Fece la ragazzina, innocentemente. "E' stato qualcosa che ho detto?"

"Loro non lo sapevano, Tiina... e ora pensano chissà che..." La informò Filia, guardando lo spettacolo di quattro suoi vecchi amici paralizzati dallo shock.

"Eh... dai, non fate così... guardate che non sono davvero loro figlia..." Disse Tiina, capendo come avevano interpretato la notizia...

I quattro iniziarono a riaversi dalla paralisi...

"L'abbiamo adottata cinque anni fa..." Disse Xelloss. "E l'abbiamo cresciuta come se fosse stata veramente nostra figlia..."

"M-m-m-ma sei un drago?" Chiese Amelia.

Tiina sospirò. "Se vi dico che non lo so, mi credereste?"

Anche Filia sospirò subito dopo lei. "Me la portò un mio cugino, Yuma Ul Copt. L'aveva trovata, svenuta, in un bosco poco fuori la città dove vive. Lei non si ricordava nulla..."

"E'-è quasi ridicolo, se ci pensate." Disse Tiina. "Non so niente, solo il mio nome... l'unica cosa che mi ricordavo... E non so nemmeno che cosa sono..."

Tutti si guardarono l'un l'altro, senza capire.

"Non sono un'umana, e non sono un'elfa." Fece notare lei, alzandosi un ciuffo di capelli per far vedere la punta delle sue orecchie, perfettamente rotonda e priva della punta caratteristica degli elfi. E, d'altra parte, nemmeno una mezz'elfa avrebbe potuto avere dei capelli di un verde tanto luminoso, figuriamoci un'umana. "E nemmeno un drago o un demone." Concluse lei.

"Tiina..." Fece Lina, notando che la ragazza si stava intristendo. Ma poi un'altra domanda le passò per la testa. "Ma tu che cosa ci fai qui, Filia? E perchè hai portato tua figlia?"

"Oh, io solo un salto per salutarvi, e per avvisarvi che vi darò una mano con questa faccenda del Libro."

"Il Libro? Sai del Libro?" Chiese Zel stupito.

"Beh, LoN ha anche contattato me, oltre che Xelloss, e mi ha detto tutto."

"Ed ora?" Chiese semplicemente Gourry.

"Ed ora..." Fece Xelloss. "Ed ora io, Filia e Tiina facciamo un salto a Kirin col teletrasporto, ed iniziamo a fare delle ricerche per conto nostro, giusto per non perdere tempo prezioso. Poi vi aspetteremo."

"Posso restare con loro?" Chiese Tiina.

Filia rimase interdetta. "Tiina cara, cosa vuoi dire?" Chiese stupita.

"Ehm..." Fece Lei, imbarazzata. "Mamma, dai, vengo con loro..."

"Ma perchè? Non li conosci bene, e..." Iniziò Xelloss.

"Farò conoscenza! E poi sono curiosa di sapere che cosa nascondono qua tutti questi soldati... scommetto che serve per andare a Kirin, vero?" Chiese, guardando Amelia.

La regina annuì e sorrise. "Non preoccupatevi, se Tiina vuole venire con noi potete lasciarla!"

Xelloss fece spallucce. "Se vuoi. Ci vediamo, tesoro!" Salutò, svanendo.

"XELLOSS! Maledizione, perchè devi fare sempre le cose così dannatamente di fretta!" Sbraitò Filia inferocita. "Mi sarebbe piaciuto fermarmi a chiacchierare un pò con Lina e gli altri, prendere un tè, e poi ero curiosa anche io di sapere cosa diavolo c'è qua di così segreto!!!"

"Che coppia... sprizzano tenerezza da tutti i pori. Ma come li avete conosciuti, quei due?" Bisbigliò Luke a Zel.

"Beh..." Fece Filia rassegnata. "Mi dispiace di dovermene andare così di fretta, ma..."

"Non ti preoccupare, Filia! Mi raccomando, fate un buon lavoro! Non preoccuparti per tua figlia, con noi starà bene!" Sorrise Amelia.

"Ciao, mamma! Stammi bene!" Disse Tiina.

"Anche tu, Tiinuccia mia. Ci vediamo tutti!" Salutò tutti i presenti con un largo gesto della mano, e si teletrasportò via.

"Bene, ora suggerirei di andare subito a farvi vedere la mia sorpresa!!!" Amelia si precipitò fuori dalla casa, ed aspettò che tutti la seguissero.

Lina avanzò brontolando. "Chissà che cos'ha in mente..."

"Dai, mamma!" Fece Myr allegra. "Sarà una sorpresa, no? Andiamo a vedere!"

Tutti quanti si misero in marcia attraverso la città, seguendo Amelia che camminava allegramente, salutando tutti i soldati che vedeva... i quali ricambiavano stupiti e senza capire molto cosa stesse succedendo.

Kibil, camminando, si avvicinò a Tiina, un pò timido.

"Ehm, Tiina, perchè sei voluta venire con noi? Non ci conosci, sai appena chi siamo, e poi se puoi teletrasportarti come i draghi o i demoni non hai bisogno di venire con noi per arrivare a Kirin..."

"Mi piace conoscere gente nuova." Rispose lei semplicemente, con un candido sorriso. "E poi, mi piace poter essere d'aiuto. Non so combattere, ma me la cavo molto bene con la magia. E poi..."

"E poi...?"

"E poi, mia madre mi ha spiegato che cosa state cercando."

"Il Libro?"

"Già." Annuì. "Dimmi, secondo te con quello potrei scoprire... la verità su di me? Chi erano i miei veri genitori? ...chi sono veramente?"

Kibil scosse la testa pensieroso. "Non lo so, mi dispiace. Nemmeno noi sappiamo molto del Libro."

"AAAARRIVATIII!" Gridò la voce festante di Amelia. Erano arrivati davanti ad un edificio enorme, con il tetto a volta. Era gigantesco, sembrava un ciclopico magazzino, ed aveva un enorme portone, tanto ampio quanto era larga la parete frontale, come se fosse un gigante a dover abitare lì dentro. La vista di quella costruzione immane spaventò un pò tutti, più che altro per le ipotesi su cosa ci dovesse essere dentro.

"A-Amelia, non dirmi che hai fatto costruire un cannone spara-persone intercontinentale!" Fece Lina preoccupata.

"Nulla di così scomodo!" Rise la regina.

"Una catapulta? Un marchingegno di teletrasporto? Un portale magico?" Tentò Gourry.

"Na-na-na-na-na!" Negò Amelia divertita. "Non indovinerete mai!" Poi si rivolse ad un ufficiale che era vicino a lei, e gli disse: "Bene, lo faccia venire qui. In fondo è merito suo, voglio che ci sia anche lui!" L'ufficiale salutò militarmente e si allontanò.

"Di chi stavi parlando?" Chiese Kibil. "Non credi che sia ora di dirci quale contorta idea ha generato la tua mente?"

"L'idea non è stata solo mia..." Iniziò lei, seguendo con lo sguardo un uomo che veniva rapido nella sua direzione, allontanandosi dall'edificio. Quando fu più vicino riuscirono a vederlo meglio: era sui trent'anni, e portava una lunga e fluente chioma di magnetici capelli bianchi. Indossava un pesante cappotto nero, lungo fino alle ginocchia, ed aveva un volto pallido, dominato da due occhi nerissimi. Quando fu al fianco di Amelia, accennò un inchino, poi si volse verso gli altri e li salutò con un cenno della mano, restando sempre serio ed in silenzio.
Amelia gli posò una mano sulla spalla (impresa difficile dato che l'uomo era almeno uno e novanta) e disse: "Ragazzi, vi presento il signor Wilville "Cid" Gabbiani!"

"Razza di nome..." Sussurrò Lina nell'orecchio di Luke.

"Il signor Cid è l'uomo che ha reso possibile quello che vedrete tra poco, grazie al suo ingegno ed al suo coraggio... ed anche al mio ingegno e coraggio, visto che l'ho aiutato! Il più antico sogno dell'uomo è sempre quello, uguale da millenni. Finora è stato soddisfatto solo in parte, ma ora..." Indicò con un ampio gesto melodrammatico l'enorme edificio "...ora il più antico sogno dell'uomo si avvera!"

"Una montagna fatta di cioccolato?" Chiese Myr, non si sa se scherzando o chiedendo seriamente.

"Dai, Amelia, non puoi continuare a tenerci così sulle spine! Diccelo, ti prego!" Fece Gourry.

"Si, lo voglio sapere anch'io!" esclamò Tiina.

Amelia ridacchiò e si girò verso l'edificio, dove si erano gia riuniti molti soldati. Uno di loro si avvicino e le diede un megafono. "Il momento è solenne!" Disse lei.

"Uh-oh, mani sulle orecchie, ragazzi!" Lanciò l'allarme Lina.

"APRITE LE PORTE!" Gridò Amelia nel megafono, assordando chiunque si trovasse nella città.

Le ampie porte dell'edificio iniziarono ad aprirsi, rapidamente.

La prima cosa che si vide fu quella che sembrava a tutti gli effetti la prua di una nave. Solo che, al posto della tradizionale statua della sirena sulla punta estrema, tradizionale portafortuna della nave, c'era quella di un angelo, di fattezze femminili, che sembrava avanzare con le enormi ali spiegate.

Man mano che le porte si aprivano sempre di più, si videro anche i lati della nave. Perchè era effettivamente una nave, fuor di ogni dubbio... tranne che per un dettaglio: la nave non poggiava per terra con la nuda chiglia, ma era sostenuta da un'impalcatura fissa, con delle ampie ruote nella parte inferiore.

Solo quando il portone fu completamente aperto capirono, seguendo i contorni della nave.

Sopra al ponte scoperto, fissata da due grandi piloni di sostegno, c'era un'enorme struttura di colore nero, dalla forma vagamente arrotondata ai lati e sopra, e protesa in una punta simile al becco di un corvo nella parte frontale.

Ai due lati, a metà strada tra la parte superiore e la nave vera e propria, c'erano due enormi cilindri metallici, ciascuno dei quali aveva alle due estremità, puntate una in avanti ed una all'indietro... una grande elica!

Soddisfatta nell'osservare lo stupore che aveva prodotto nei suoi amici, Amelia concluse in bellezza. "Signore e signori, quella che avete davanti a voi è la Blackwind. La prima nave volante al mondo."

Nota di Alessandro: Immagino avrete capito a questo punto che "Wilville" è la fusione dei nomi dei due fratelli Wright, Wilbur ed Orville! Ho anche inserito alcune altre citazioni riguardo all'aeronave, riferite però alla serie di videogiochi "Final Fantasy". ^_^

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