IL LIBRO MAGICO
quattordicesimo capitolo
PERO' SI POTEVA ANCHE FARE DI MEGLIO...AMELIA, HAI VOLUTO STRAFARE!

"Avanti, su... non fate così... dite qualcosa!" Li incitò Amelia.

"E'... è, è, è bellissimo!" Esclamò Tiina, rapita dalle linee eleganti ed aggressive dell'aeronave.

"Questa... questo aggeggio può portarci fino a Kirin?" Chiese Zel, avvicinandosi.

"Ben più in là!" Disse Amelia. "Può arrivare a cinquemila metri di altitudine ed ha abbastanza autonomia per fare il giro completo del mondo senza rifornimento!"

"Rifornimento?" Volle sapere Gourry. "Perchè, che cosa usa?"

"Va a lattuga. Vedi quelle eliche? Dentro ci sono dei criceti che corrono in una ruota e la fanno girare." Gli rispose serissima Amelia.

Tutti la guardarono terrorizzati.

"Dite un pò, ci avete creduto veramente?" Chiese lei ridendo. Gli altri tirarono un sospiro di sollievo.

"La Blackwind funziona con un sistema energetico sperimentale. Si chiama SAEEMC." Disse il pilota.

"SAEEMC?" volle sapere Lina.

"Sistema di Accumulazione Elastico dell'Energia Meccanico/Cinetica. Un parolone assurdo per non far capire a nessuno di cosa si tratta veramente." La informò Amelia.

"Ed in parole povere, vuol dire...?" Fece Gourry.

"Delle enormi molle a torsione, composte da una particolare lega metallica segreta e trattata magicamente. A terra vengono ricaricate da un'enorme motore a vapore, come si caricherebbe un orologio. Poi vengono portate a bordo e collegate ai motori, facendoli ruotare grazie ad un sistema di ingranaggi. Venite, vi faccio vedere." Rispose la regina, entrando nell'enorme hangar.

Il gruppo la seguì, cercando di immaginarsi, ciascuno a modo suo, che razza di molla intendeva Amelia. Forse era meglio andare direttamente a vederla.

All'interno, sul lato dell'aeronave, una grande gru, manovrata per mezzo di cavi da un gruppo di meccanici, stava issando su uno scomparto laterale aperto della fusoliera quella che a tutti gli effetti era un'enorme palo di acciaio spesso trenta centimetri buoni ed arrotolato su sè stesso, a spirale, più e più volte.
Le sue potentissime spire sembravano pronte a scattare e distendersi in qualunque momento, e nessuno potè fare a meno di chiedersi cosa sarebbe successo se la molla fosse partita all'improvviso.
Avrebbe falciato tutti i presenti, distrutto l'aeronave e demolito l'hangar in meno di dieci secondi di tempo, con tutta l'immensa potenza che aveva accumulato con la torsione a cui era stata sottoposta.

"E' un'operazione molto delicata." Fece notare Amelia. I meccanici che la stavano montando sull'aeronave erano tutti fradici di sudore, infatti. "Non disturbiamoli. Una volta montata, la molla viene assicurata in modo che tutta la sua energia venga trasferita all'elica, quindi non c'è pericolo durante il viaggio." Spiegò. Poi non resistette alla tentazione, si avvicinò silenziosamente alle spalle di un tecnico che stava fissando un fermo che avrebbe bloccato quella mostruosa molla ritorta, e gridò: "BU'!" Il poveretto fece un salto di dodici metri, cadendo a terra svenuto e con ciascun capello che aveva in testa che puntava in una direzione diversa. "Ehh, non li fanno più i tecnici di una volta..." Ridacchiò Amelia.

"Toglimi una curiosità, Amelia. Questo coso è collaudato, no?" Chiese Kibil ansioso.

"Collaudato? Beh, più o meno..." Rispose lei evasiva.

Un grosso gocciolone si materializzò sulla testa di Kibil. "E che significa 'più o meno'?" Chiese.

"Abbiamo fatto molte prove a terra, e delle prove di salita libera con la camera ad elio, e, secondo i calcoli..." Iniziò Cid, il pilota.

"Prove a terra? Prove di salita libera? Calcoli? Calcoli a che, calcoli ai reni?" Lo interruppe Lina. "Insomma, mi stai dicendo che quell'affare non ha mai volato sul serio!?"

"Dai, Lina! Che cos'è la vita senza un pò di rischio?" Sorrise la regina. Quattro secondi dopo una gigantesca Lina con un martello da venti tonnellate incombeva su di lei.

"UN PO' DI RISCHIOOOO? TU SEI PAZZA! SU QUELL'AGGEGGIO CI SALI TU!!" Sbraitò.

"Dai, mamma!" Cercò di calmarla Myr. "Se ci sale anche la zia Amelia significa che è sicuro..."

"Tu non la conosci..." Borbottò Lina scuotendo la testa. "E' la stessa Amelia che si è fatta sparare via con un cannone, sette anni fa!"

Amelia corse verso la scaletta di accesso all'aeronave. "Beh, voi andateci a piedi, a Kirin! Chi mi ama mi segua!"

Lina sospirò. "Me ne pentirò. Me ne pentirò amaramente. Mi odierò per questo." Brontolò seguendola. Un pò alla volta, titubanti, tutti entrarono nell'aeronave.

Si ritrovarono in un'ampissima sala semibuia, all'interno, piena di enormi ingranaggi fermi, simili a quelli di un gigantesco orologio. Due giganteschi perni spuntavano dal suolo, evidentemente collegati alle molle nel piano inferiore, ed erano collegati, tramite vari ingranaggi, ai due lati della nave, verso le gondole che contenevano le eliche. Una scala a chiocciola abbastanza larga portava sia al piano superiore che a quello inferiore.

"Ok, signore e signori. Benvenuti a bordo." Disse Cid. "La Blackwind richiede un equipaggio minimo di quattro persone."

"Questa missione è riservata e segreta." Aggiunse Amelia. "Che qualche notizia si diffonda è l'ultima cosa che ci farebbe comodo, quindi niente soldati o equipaggio di estranei. Dovremo arrangiarci noi. Non è difficile. In fondo, siamo in otto, nove contando Myr, non dovremmo avere problemi."

Tutti fissavano regina e pilota in silenzio, temendo di venir scelti per qualche incarico poco simpatico.

"Dunque, questa è la sala macchine." Disse Cid. "Sopra c'è la sala di pilotaggio, e sotto la sala motori dove teniamo le due molle. Qua ci dovremo andare solo in caso di emergenza, per far fare delle manovre particolari ai motori. Se saremo fortunati, non ce ne sarà bisogno, e, se non lo saremo, me ne occuperò io, quindi meglio salire. Su vi spiegherò tutto." Disse, indicando la scala.

Il piano superiore era molto migliore come aspetto. Una sala non troppo grande, con parecchie sedie inchiodate al suolo. Questo preoccupò un pò, ma nessuno fece domande.
Davanti ad alcune sedie c'erano dei riquadri con delle lancette, che segnavano tutte zero, e, vicino, delle leve di vario genere. Erano evidentemente i posti di comando. Uno di loro, in posizione centrale, aveva, invece delle leve, un grande timone a ruota del tutto simile a quello di una nave comune.
A fianco di questa sedia ce n'era un'altra, ma senza nessuna leva o timone. Aveva sul davanti un tavolo di legno con su stesa una mappa geografica, e, dall'altro lato, un riquadro pieno di lancette e segnalatori, anche questi tutti al minimo.
Uno dei quattro muri della stanza, fortemente inclinato come quello di una mansarda, era totalmente composto da una spessissima lastra di vetro, e dava sul davanti della nave. Si poteva vedere il ponte, poi la prua, la cima della statua posta all'estremità della nave, con le punte delle ali appena visibili ai due lati, le porte aperte dell'hangar ed, infine, la città ed il cielo aperto.

"Ottimo. Io sarò il pilota." Disse Cid, accennando alla sedia col timone. "E spero che voi ci vorrete onorare assumendo la carica di comandante della nave." Disse poi alla regina.
Amelia, ridendo, si sedette sulla sedia con davanti il tavolo e la carta geografica.

"E noi cosa dovremo fare?" Chiese Tiina, un pò preoccupata.

"Dunque, a sinistra si deve sedere il motorista, cioè chi controlla i motori." Disse Amelia. "E' un incarico difficile, che richiede mente svelta e concentrazione costante. Chi ci va?" Chiese, aspettando un volontario.

Ci furono venti secondi di silenzio, poi Zel fece un passo avanti. "Ho capito l'antifona, se non ci penso io qua va a finire che precipitiamo prima ancora di decollare..." Andò a sedersi al suo posto, guardando con sospetto tutte le leve ed i comandi di cui capiva poco e si fidava meno.

"Bravo Zeldi!" Esultò Amelia, sprizzando gioia. "Ora, invece a destra ci vuole il copilota. Deve controllare e bilanciare con attenzione la potenza e la velocità, ed assistere il pilota. Direi che lo può fare... hmmm... Kibil, vieni tu."

"Uh... va bene, ma cosa devo fare?" Chiese, sedendosi ed osservando spaventato tutti gli indicatori e le lancette.

"La domanda vale anche per me." Disse Zelgadiss, dal suo posto.

"Dunque, Kibil. Tu devi sempre stare attento a queste lancette. Se una di queste va nella zona rossa, cioè troppo alto, o in quella nera, cioè troppo basso, devi dirlo subito. E se vedi una coppia di lancette vicine che danno due valori completamente diversi, significa che uno dei due motori ha dei problemi e sta girando diversamente dall'altro. Anche qui lo devi dire. Ogni lancetta ha scritto su cosa indica, e ciascuna delle tue leve ha scritto su cosa comanda. Se la lancetta segna troppo alto, tira la leva corrispondente. Se segna troppo basso, spingila. Tutto chiaro, no?"

"Chiarissimo." Disse Kibil, guardando ancora le lancette e le leve. Ora che aveva capito un pò meglio cosa fare si sentiva più sicuro.

Amelia si rivolse a Zel. "Anche per te è facile. Hai due leve, sinistra e destra, cioè motore sinistro e motore destro. Se ti diciamo "Avanti tutta", le devi mettere tutte e due avanti del tutto. "Indietro tutta", indietro del tutto. "Ferma", a metà. E così via. Se una delle leve va avanti ed una indietro per fare una manovra d'emergenza, te lo diciamo.

"Tutto qui?" Chiese la chimera stupita. "Mi aspettavo chissà che cosa..."

"In condizioni di emergenza, basta un solo pilota. tutti i comandi essenziali sono ai posti di pilotaggio. Con quattro membri di equipaggio, però, è più sicuro e più comodo!" Amelia gli diede un bacetto sorridente, e si sedette al suo posto, lasciandolo tutto rosso.

"Ehi, e noi che cosa facciamo?" Le chiese Lina.

"Vi sedete e vi godete il viaggio!" Rise lei, dando una pacca sulla spalla a Cid, seduto al suo fianco, al posto di pilotaggio. "Tutti pronti, si decolla!"

"Cosa? Di già?" Chiese Gourry spaventato. "No, fermate tutto, ho paura di volare, io! Voglio scendere!"

Ma Cid aveva già tirato una leva. Le eliche iniziarono a girare lentamente, mentre un lacerante stridio metallico avvisava tutti che le molle stavano iniziando a girare. "Signore e signori, la Blackwind è pronta al suo volo inaugurale! Siete pregati di sedervi ai vostri posti e di allacciarvi le cinture di sicurezza!" Li informò la regina.

"Cinture di sicurezza? QUALI cinture di sicurezza?!" Sbraitò Lina inferocita, indicando le sedie prive di ogni traccia di quei tanto preziosi dispositivi.

"Ah, mi sembrava di aver dimenticato qualcosa." Disse Amelia con la massima ingenuità. "Via gli ormeggi! Zeldi caro, motori avanti un quinto!"

"ASPETTA!" Gridò Lina, lanciandosi verso una sedia ed aggrappandovisi. Un secondo dopo una terribile vibrazione scosse tutta l'aeronave, e le porte dell'hangar iniziarono a scorrere lentamente ai lati della visuale attraverso il vetro frontale. La Blackwind stava avanzando.

"Wow!" Fece Tiina. "Si muove!"

"Ne dubitavi?" Amelia era al colmo dell'allegria. "Attenta, ora ci alziamo! Kibil, tira la leva nera. Serve a sganciare la zavorra che mantiene il peso dell'aeronave!"

Kibil, titubante, agì sulla grossa leva. Un'altro scossone ed un rumore tremendo segnalavano che i pesi di piombo sullo scafo esterno che tenevano l'aeronave a terra si erano staccati.
Alleggeritasi, la Blackwind iniziò a salire...
Peccato che fosse ancora, per metà, nell'hangar.

"Cretina!" Inveì Lina. "Era troppo presto! Sbatteremo contro il tetto, per colpa tua!"

"Mi dispiace..." Pianse Amelia con le lacrime agli occhi. Cid scosse la testa sconsolato.

Subito dopo, uno schianto tremendo per il quale tremò tutta la nave, da prua a poppa, fece chiaramente capire che la nave si era incastrata nel soffitto dell'edificio, per metà fuori e per metà dentro. I tecnici ed i meccanici, in preda al panico per paura che l'edificio gli crollasse in testa, si sparpagliarono terrorizzati in un batter d'occhio.

"Speriamo che la camera dell'elio abbia tenuto... o sarà il viaggio aeronavale più breve di tutti i tempi..." Bisbigliò Cid.

"Zel, avanti tutta!" Gridò Amelia. "Dobbiamo disincastrarci!"

Zelgadiss spinse avanti con decisione le due leve. La nave tremò, vibrò, protestò, ma alla fine, con un boato pauroso, strappò via mezzo tetto dell'hangar e schizzò via. Lina, Amelia e gli altri vennero sparati via dai loro posti come palline da flipper.

E la Blackwind, uscendo dalla bianca nuvola di polvere e calce che l'aveva inghiottita, si alzò maestosa nei cieli.

"Oohh... vola davvero!" Disse Tiina ammirata, cercando di rimettersi in piedi e tastandosi un enorme bernoccolo.

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