| IL LIBRO MAGICO | |||
| sedicesimo capitolo RUBARE UN BACIO, COME NELLE VECCHIE FAVOLE. |
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Dopo la discussione con Tiina, Lina era andata a chiudersi nella sua cabina, sul retro dell'aeronave, desiderosa di rimanere un po' sola coi suoi pensieri. Le domande della ragazza, così pressanti e che la sconvolgevano così tanto non erano certo uguali a quelle che si faceva lei, ma comunque poteva capirla... sapeva cosa si provava a sentirsi attanagliati da interrogativi più grandi di sé, cui era impossibile rispondere. Tiina cercava un perché a quello che era, qualunque cosa fosse. Lei, Lina, cercava un perché a quello che provava, qualunque cosa provasse... sì perché ora che aveva rivisto Gourry, non riusciva più nemmeno a capire cosa provasse per lui. Amore? odio? disprezzo? o semplicemente indifferenza? Che cos'era quel miscuglio di sensazioni che le agitava il cuore? Lina decise che doveva scoprirlo. Nella sua mente si affacciò a poco a poco il ricordo di un giorno di tanto tempo prima, quasi vent'anni prima... la giovane chiuse gli occhi nel tentativo di riconoscere quella figura femminile che le appariva così nebulosa... Lina si stinse forte le mani... sì, quello era il viso di sua madre, quel giorno, poco prima che lei morisse, lasciandola sola con suo padre e sua sorella, di qualche anno più grande... sì, ora cominciava a ricordare! Aveva litigato violentemente con un'amichetta e le aveva detto di non volerla più vedere... lei le aveva rotto il suo primo talismano magico. -Mamma io la odio! è stata cattiva con me!- si ricordava di aver detto alla madre quando le aveva chiesto spiegazioni. E la sua adorata mamma... cosa le aveva risposto? Una frase bellissima, che era rimasta impressa nel suo cuore di bimba... -Non odiare mai chi hai amato, piccola mia, perché il tuo sarebbe un odio pieno di amore... si può amare chi si odiava, ma non si può odiare chi si amava, ricordatelo sempre.- Una lacrima scivolò sulla guancia della ragazza.'...Come aveva ragione, mia madre! E' impossibile che l'amore si trasformi in odio. L'amore è imperituro... se è vero e sincero, niente può sconfiggerlo... neanche la lontananza, l'abbandono, il silenzio... l'amore può addormentarsi, può affievolirsi, ma non può morire, non può corrompersi fino all'odio... Un debole sorriso illuminò il viso di Lina mentre si asciugava gli occhi con la mano ...Grazie mamma, se ora ho capito che cosa provo per Gourry, è solo merito tuo...' La donna si alzò dal letto e andò ad affacciarsi al piccolo oblò che si apriva sul cielo infinito attorno alla Blackwind. "...Sì mamma, l'ho perdonato... l'avevo fatto già da molto tempo, ma il mio cuore non voleva accettarlo..." disse poi a bassa voce, quasi rispondesse ad una muta domanda che nessuno le aveva posto. Non lo amo più come prima, ma non lo odio. Non potrei, perché il mio sarebbe un odio pieno di amore... e poi... Le riflessioni della maga furono interrotte da un bussare discreto alla porta. La giovane si voltò di scatto. "Avanti!" L'uscio si aprì lentamente. "Posso entrare, Lina?" Una figura maschile avvolta in un mantello bianco avanzò con cautela. "Non volevo disturbarti... dato che non sentivo alcun rumore pensavo stessi dormendo." "Ma no, figurati... stavo solo pensando, niente di più..." "Stavi pensando a... no, scusami, non volevo essere indiscreto... comunque, sono venuto perché ho bisogno di parlarti." "Vuoi parlarmi di quello che è successo l'altra sera sulla torre del castello di Sailune?" L'uomo trattenne il respiro, evidentemente colto impreparato da quella schiettezza. "Esatto. credo di... di non averti detto tutto ciò che volevo dirti." Rispose dopo qualche istante. Lina annuì, le labbra strette, il volto teso: sapeva che quello sarebbe stato un colloquio difficile, forse il più difficile. "D'accordo, siediti e sputa il rospo." Il giovanotto obbedì. Si capiva che era nervoso, benché cercasse con tutte le sue forze di nascondersi dietro un'espressione impassibile. "Ecco, Lina, io... io penso di doverti delle spiegazioni." La ragazza sorrise: aveva intuito ciò che preoccupava il soldato. Quell'abbraccio quasi rubato, da cui lei non aveva tentato di sciogliersi... temeva di averla offesa. "Luke, se ciò di cui vuoi parlarmi è quanto hai fatto quella sera, beh, lascia stare. Va tutto bene. Se non avessi voluto che mi abbracciassi, avrei reagito allora: è inutile che stai a preoccuparti. In quel momento avevo bisogno di una spalla su cui piangere, tu me l'hai offerta e per questo ti sono grata, davvero." Luke spalancò gli occhi per la meraviglia. "Lina... come hai fatto a capire cosa volevo dirti?" "Tu sei un ragazzo semplice e onesto." Rispose lei con dolcezza. "Per me la tua mente è quasi un libro aperto. Vedi, viaggiando molto, incontrando molte persone, purtroppo si viene in contatto con la gente peggiore, e se non si è capaci di intuire le loro vere intenzioni, che spesso si nascondono dietro una facciata gentile, beh, allora si è praticamente condannati a fare un brutta fine." "Allora... allora sai anche che cosa vorrei riuscire a dirti ora, che cosa voglio dirti dal giorno in cui ti ho conosciuta..." La donna scosse il capo. "Non sono un'indovina. Posso intuire certe cose, ma ciò che c'è nel profondo del tuo cuore... beh, quello solo tu puoi rivelarmelo, se lo vuoi." Il soldato arrossì leggermente e chinò il capo, visibilmente imbarazzato davanti alla disarmante sincerità con cui Lina gli parlava. Seduta sul letto, con la luce dorata del tramonto che le sfiorava i capelli e le faceva brillare gli occhi, era ancora più bella. Notando che il giovane non trovava il coraggio di parlare, Lina si alzò, gli si avvicinò e gli posò dolcemente una mano sulla spalla. "Coraggio, parla." Luke strinse forte i pugni. 'Adesso o mai più!' si disse tra sé e poi, rivolto alla donna: "Lina, ti prego, non avercela con me per questo..." A quelle parole, sul volto di Lina si disegnò un'espressione stupita che però la ragazza non fece in tempo a tradurre in parole, perché si trovò le labbra chiuse da quelle di Luke. Il tenente si era levato in piedi all'improvviso e l'aveva baciata con foga: un bacio profondo, diretto, che portava in sé tutta la passione che egli evidentemente aveva represso dal primo momento in cui si era accorto di amarla. Poi in un attimo la donna si trovò stretta tra le forti braccia di lui che la stringevano quasi avessero paura di perderla e di non poterla più riavere. Lina si sentiva confusa, da una parte avrebbe voluto allontanare da sé il giovane, ma dall'altra il suo abbraccio le restituiva una sicurezza che credeva di poter trovare solo con Gourry. La mano destra della ragazza era ancora sulla spalla del giovane... la fece scivolare lentamente sul suo petto, coperto dall'armatura e arrivò a cingergli la vita, con delicatezza, quasi con timore. Lui parve accorgersi del gesto di lei e allentò la stretta sul suo esile corpo, permettendole di respirare più liberamente. Alla fine Luke allontanò il viso da quello della ragazza e arretrò di un passo, quasi si aspettasse una sua reazione violenta, che non ci fu. Lina lo guardava, con negli occhi una dolcezza infinita. "Grazie Luke, è stato un gesto bellissimo..." Gli disse poi, prendendogli le mani tra le sue. "Non mi ero più sentita così felice da quando Gourry mi ha lasciato... ho finalmente ritrovato la felicità, ed è tutto merito tuo... grazie." "Lina... questo significa che tu... che tu mi ami come io amo te?" "Questo non lo so..." Rispose lei, scuotendo la testa. "E' successo tutto troppo in fretta... dammi tempo di capire... e poi chissà, forse un giorno capirò che ti amo davvero, ma ora non lo so. Ti prego di scusarmi..." "No, non importa, non fartene una colpa se non riesci a capirti... hai sofferto talmente tanto da sei anni a questa parte, che mi stupisce che tu abbia trovato sempre la voglia di andare avanti nonostante tutto. Ti ammiro molto, Lina." "Sei molto buono, Luke. Grazie ancora." "Lina... posso restarti accanto? Mi permetterai di essere il tuo compagno? Te l'ho già detto quel giorno a Sailune. Io voglio proteggerti, impedire che tu pianga ancora. Non mi importa se non sai cosa provi, mi basta stare con te." "Ma certo che puoi restare, Luke. Forse non so che cosa provo, ma di certo so che ho bisogno di te..." Quelle ultime parole -ho bisogno di te- illuminarono il cuore del giovane come un raggio di luce nell'oscurità, donandogli un gioia indescrivibile, ma subito un altro pensiero sopraggiunse a turbare quella felicità... e Gourry? Il soldato cercò faticosamente le parole per formulare quella domanda pressante, senza però riuscirci. Ma anche allora Lina sembrò intuire ciò che lo preoccupava perché disse: "...Non pensare a Gourry, Luke, non pensarci... è stato lui a lasciarmi: se mi amava davvero non doveva farlo. Sono certa che ora non avrà nulla da ridire se ti vede al mio fianco. Sa di aver sbagliato e sa anche che non può rivendicare nessun diritto su di me... stai tranquillo, saprà accettare la situazione ed andare avanti... come anni fa ho fatto io... credimi." Lina aveva pronunciato quella frase sottovoce, cercando di non piangere e tenendo fissi gli occhi in quelli di Luke che sembrava non essersi accorto del tremito che alterava la sua voce, perso com'era nella contemplazione del suo viso. Ma quando lei tacque, il tenente sembrò ritornare bruscamente alla realtà e, senza dir nulla, quasi volesse prolungare quel sogno creato dalla dolcissima voce della giovane, la abbracciò di nuovo, accarezzandole le testa con la mano, come se quella piccola e apparentemente fragile donna fosse tutto ciò che avesse di prezioso sulla terra. Anche Lina tentò di perdersi in quella stretta carica d'amore per dimenticare almeno per un attimo tutto la sofferenza che si era portata nel cuore per quei sei lunghi anni. Entrambi sentivano che nell'altro potevano trovare ciò di cui avevano più bisogno: affetto e protezione... forse la loro non sarebbe mai stata un'unione dettata dalla passione, ma soltanto dal bisogno di quel calore umano che è indispensabile per ognuno, ma di cui spesso la vita è avara dispensatrice. Presi dai loro differenti pensieri, nè Luke nè Lina si accorsero che la porta della cabina si stava lentamente aprendo. Quando si spalancò abbastanza da rivelare la scena che si stava svolgendo all'interno della stanza, la persona che stava sulla soglia non ne sembrò affatto sorpresa: si limitò a chiudersi l'uscio alle spalle e poi si avvicinò alla coppia, tirando l'abito di Lina per far sì che ella si accorgesse della sua presenza. "Mamma, la zia Amelia mi ha mandato a dirti che la cena è in tavola... vieni a mangiare che altrimenti si raffredda tutto!" Sentendo la voce della figlia, la donna si staccò rapidamente dal giovane, rossa in viso. "Myr! Quando sei entrata? Non ti ho sentito arrivare!" "Sono appena arrivata, mamma... ma perchè sei così rossa in faccia? Stai male?" "N-No, no Myr, non sto male... è solo che..." "E poi perchè te ne stavi tutta stretta allo zio Luke? Non riesci a stare in piedi?" I due giovani si guardarono interdetti: la semplicità con cui Myr poneva loro quelle domande li aveva spiazzati. Come spiegarle il sentimento che li univa? Come poteva capire cosa significava l'amore tra un uomo e una donna, lei che non aveva mai visto i suoi genitori assieme nemmeno una volta? Il soldato arretrò di un passo, mettendosi sulla difensiva. "Non guardare me, Lina... io non ho la minima idea di cosa risponderle..." Lina sospirò, lasciandosi cadere pesantemente sul letto, mentre la bimba si sedeva accanto a lei, curiosa. "Allora mamma? Perchè non mi rispondi?" "Emh, Myr... è terribilmente difficile da spiegare... vedi... io e Luke ci stavamo... dimostrando l'affetto che proviamo uno per l'altra.... è un po' come quando io ti prendo in braccio e ti dico che ti voglio bene... è solo che... che per noi si tratta di qualcosa di diverso dal rapporto che lega me e te... riesci a capirmi?" Myr la guardò pensierosa. "E' un po' come nella fiaba della Bella Addormentata? Quando il Principe Azzurro bacia la Principessa?" La madre sorrise. "Come sono felice di aver perso serate intere a raccontarti le favole della buonanotte, Myr! Esatto è proprio così... quello che lega me e Luke è lo stesso sentimento che c'è tra il Principe e la Bella Addormentata, o tra il Principe e Cenerentola..." La bambina annuì. "Ho capito. Ma senti mamma, allora anche tu e lo zio Luke vi sposerete? Diventerà lui il mio nuovo papà?" "Ma Myr..." iniziò il giovane. Subito però si interruppe, congelato da un'occhiata della donna. "Questo ancora non lo sappiamo, Myr. La vita reale purtroppo non è semplice come le favole. Comunque, tu saresti felice se Luke prendesse il posto del tuo papà che è volato in cielo?" "Certo! Lo zio Luke mi sta simpatico! E poi se tu gli vuoi bene, vuol dire che è una persona buona!" sentenziò la bimba; poi, rivolgendosi al soldato gli disse: "Senti zio Luke, posso chiamarti papà Luke?" "P-papà?! Ehm, sì, certo piccola, certo che puoi chiamarmi papà se ti fa piacere..." "Evviva!" gridò Myr, correndo ad abbracciare le gambe del giovane "Evviva! Adesso ho anch'io un papà come tutte le altre bambine! E poi il mio papà è speciale perché è un soldato fortissimo!" Lina e Luke si guardarono commossi. "Vieni qui, Myr, vieni dalla tua mamma..." La chiamò poi la donna con le lacrime agli occhi. La piccola obbedì e la madre si chinò su di lei abbracciandola con tenerezza. Il ragazzo le guardò stringersi fino a diventare quasi una sola figura che emanava dolcezza e affetto. 'Chissà quanti abbracci così devono essersi scambiate per sostenersi in tutti quegli anni...' si disse 'sono davvero due persone molto forti, e io devo sentirmi onorato di essere stato incluso nella loro famiglia... cerchèrò di fare del mio meglio per proteggerle, lo giuro!' |
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