| IL LIBRO MAGICO | |||
| ventunesimo capitolo ZERO! UNA SECONDA POSSIBILITA'! VOGLIO DARE UNA RAGIONE ALLA MIA VITA! |
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"C-CHRONOS!" Gridò Lina. L'essere le sorrise. "I quattro Lord sono appena morti... nonostante fossero più forti di me, messi insieme... hanno esitato, dato che avevo LoD in ostaggio... ed hanno pagato quell'errore con le loro vite." Alzò un dito e lo puntò in direzione di Lina e del gruppo. "La battaglia mi ha lasciato quasi senza forze, ma io sono comunque tanto potente da spazzarvi via in una frazione di secondo." Chronos, a passi lenti, si avvicinò sempre di più, minaccioso. "Le quattro dimensioni saranno già svanite, senza i Lords. E così io mi ritrovo ad essere il dio supremo di un vuoto assoluto." Notò tristemente. "I Lords sono morti, voi morirete, e tutte le creature di tutti e sedici gli universi sono svanite. Io non sono in grado di far tornare le cose come prima... nonostante tutto, ho perso. Abbiamo perso tutti." "Sebbene ti chiami Chronos, il potere del Tempo non è tuo, vero?" Chiese Amelia. "Indovinato, piccola. Ho solo un debole controllo, che è andato in pezzi quando avete distrutto la dimensione atemporale. Questa è la fine di tutto il cosmo..." Continuava ad avvicinarsi, ma nè Lina nè gli altri si ritrassero, nemmeno Myr. Ad ogni passo Chronos sembrava sempre meno convinto. Abbassò il dito puntato e continuò a camminare con espressione triste. "La fine?" Chiese Xelloss. "Non si può fare niente?" "Non si possono ritrasformare cenere, fumo e fuoco in un albero. Non si può riprendere la pioggia e riportarla sulle nuvole." "Lina può fare qualcosa." Disse la voce di LoN. Tutti si guardarono attorno smarriti, Chronos più degli altri. "LoN? Non può essere!!" Gridò. "Sono qui." Disse ancora la sua voce, proveniente dalla mano destra di Lina. La maga se la guardò stupita. Era la mano con la quale aveva impugnato il Laguna Blade... ed il palmo ed i polpastrelli delle dita stavano brillando di luce nera... "Quando ho lanciato il Laguna Blade, attingendo al tuo potere..." Iniziò lei. LoN finì la frase. "Hai salvato una piccola parte di me, Lina." Chronos cadde in ginocchio, piangendo. "LoN! Perchè?! Rispondimi, ti prego! Non voglio che tutto finisca!" "Ma se sei stato proprio tu ad ucciderle i Lords!" Sbraitò Filia. "Ma si trattava di uccidere o di essere uccisi!" Gridò Chronos in risposta. "Oh, se davvero potessi tornare indietro... quattro dimensioni, sedici universi, migliaia di mondi sono svaniti per colpa della mia ambizione! Ora non esiste altro che il nulla!" "Basta che qualcosa non funzioni tra le persone ed inizia a scorrere il sangue... anche tra i Lords." Notò tristemente Amelia. "E così..." Lina si accasciò. "Così, l'universo è svanito in un soffio. Non mi sembra vero. Mi sembra assurdo." "Le nostre case, i nostri amici, tante persone, speranze, sogni..." Sospirò Kibil. Tiina saltò su. "No! Non è possibile! Non può finire tutto così!" Gridò. "LoN è ancora viva! C'è una possibilità! Almeno per il nostro mondo!" Prima che chiunque potesse ribattere qualcosa, Chronos cadde a terra. "Chronos! Che ti succede?" Chiese Zelgadiss. "LoN..." Iniziò Chronos. "Ti devo dire una cosa... LoD non è morto del tutto..." "Cosa?" Chiese la voce proveniente dal palmo destro di Lina. "Era lì... tra le mie mani... indifeso... e... non ho avuto il coraggio di ucciderlo. Come per te in Lina, anche io ho conservato una parte di lui in me." Disse. La sua voce si faceva sempre più flebile. Chiuse gli occhi e si rilassò. "CHRONOS!" Amelia lo afferrò, scuotendolo. "E'... morto... credo..." Fece lei, terrorizzata. "E' stato lui stesso a volerlo..." Notò Lina. "LoN?" Chiamò. Si guardò il palmo della mano. Era tornato normale. "LoN... Rispondimi!" Gridò, girandosi in tutte le direzioni. "Anche lei svanita..." Disse Gourry. "Rimaniamo... solo noi." Tutti si guardarono attorno smarriti. "Non voglio..." Fece Myr. "...non voglio rimanere qui per sempre! MAMMA LINA! FAI QUALCOSA!" Era in lacrime. Lina sospirò. "Io da sola non posso fare niente..." "Ma non sei sola!" Fece Gourry, avvicinandosi e posandole una mano sulla spalla. Lina sentì quel tocco rassicurante. "Non sei una di quelle che si rassegnano facilmente, Lina." La incoraggiò Luke. "La speranza non dovrebbe essere l'ultima a morire?" "Pensate che LoN sia riuscita a tornare al nostro mondo? O... che fine avrà fatto?" Chiese Kibil. "Il destino di LoN è legato a quello del nostro mondo." Affermò Lina. "Ed il destino si può cambiare. Dobbiamo cambiarlo!" "Lina... dimmi la verità. Pensi che possiamo fare qualcosa?" Chiese Gourry, con tono terribilmente serio. Lina si girò verso di lui. "Mi conosci da quasi dieci anni, Gourry. C'è qualcosa che io non sia riuscita a fare?" Disse. Gourry chinò il capo. "...Perdonarmi?" "Ti ho già perdonato." Disse Lina, guardandolo negli occhi. "Questo era quello che volevo sentire." Fece Luke. "Non... non capire male quello che intendevo..." Iniziò subito Lina. "Stai tranquilla. Ho capito benissimo. Tu e Gourry siete fatti l'uno per l'altra, la vostra amicizia ed il vostro amore è stato cementato in quattro anni di vita, avventure, battaglie ed imprese di ogni genere..." "Luke..." Sussurrò Gourry. "A me interessa solo che voi siate felici." Disse lui. "Sono stato un egoista, ho pensato solo a me... e, così facendo, vi ho separato. Non sono migliore di Chronos." "Luke!" Fece Lina. "Tu mi hai dato una spalla su cui piangere quando tutto mi sembrava perduto... Ed è la cosa che vale di più al mondo. Non lo dimenticherò..." Gourry passò un braccio intorno alle spalle di Lina. I due si guardarono per un istante... "Sai, Gourry... mi sento come una volta. Come quando sentivo dentro di me di poter spaccare in due il mondo." "E' il suo modo di dire che è felice!" Rise Luke. Gourry e Lina non lo sentirono neanche. I loro volti si avvicinarono... E si baciarono. In quell'istante, la maledizione che per sei anni aveva gravato su di loro svanì. In quell'istante, passato, presente e futuro vennero azzerati. Ricominciare da Zero. Una seconda possibilità. "Non ho preso che una minima parte del bottino!" Si lamentò Lina tra sè e sè, proseguendo lungo il sentiero del bosco con un sacco pieno di monete d'oro e pietre preziose sulle spalle. "Ma si vede che vogliono riprenderselo, e, soprattutto, farmela pagare. Non deve essergli piaciuto lo scherzetto della Fireball nell'accampamento, a quelli della Zanna del Drago..." Fece uno scatto di corsa in avanti, poi si fermò e si girò. "E va bene, so che siete lì! Venite fuori!" Gridò. "Ah, che sciocco, non mi sono ancora presentato!" Fece il ragazzo biondo, con un gran sorriso sul volto. "Mi chiamo Gourry, e, come avrai notato, sono uno spadaccino!" ... Zelgadiss si svegliò. Si trovava ancora nel nulla bianco in cui aveva perso i sensi, ma tutti gli altri erano svaniti. "Ohhh... che male." Fece, alzandosi. Era tutto indolenzito... Si massaggiò distrattamente un avambraccio dolorante con la mano... E solo allora si accorse che le sue braccia non erano più di pietra. "Ma... che..." riuscì solo a dire. Si guardò le mani. Erano rosa e soffici. Si toccò il volto con il dito indice. Sprofondava. Non era più di pietra. "Alla fine ce l'hai fatta, eh, Zelgadiss?" Chiese una voce nota alle sue spalle. Zel si girò di scatto. "REZO!" Il monaco rosso annuì, guardandolo con i suoi profondi occhi viola. "Più o meno." "Cos'è, questo? Un sogno? Un'illusione?" Chiese Zel. Non riusciva a crederci. "Oh, no." Fece Rezo. "Sei davvero tornato normale. La maledizione che tanto ti ha tormentato, la maledizione impossibile da sciogliere, ora è svanita. Ti sei perso per anni a cercare chissà quali cure, e non ti sei accorto che la vera cura era dentro di te." "Dentro... di me?" Chiese Zel, in stato confusionale. "Hai sempre cercato la cura per te stesso, e non ha mai funzionato." "Perchè... perchè ora si è sciolta?" Chiese. "Perchè ora non è più solo per te stesso." Il monaco rosso sorrise. "E' anche per la tua cara Amelia. Lei ti ama, ed anche tu la ami. Ora sarete entrambi felici." "Non mi hai risposto!" Gridò Zel. Rezo chiuse gli occhi. "Bastava volerlo. Desiderarlo. Ma non semplicemente volerlo solo per sè stessi. Volerlo per rendere felice qualcun altro..." "Felice... Sono tornato umano perchè così potrò rendere felice Amelia?" "In un certo senso, sì... Volere è potere, Zelgadiss Greywords. E tu hai voluto per due: hai voluto per liberare te stesso, e hai voluto per donare la felicità ad Amelia." La sua figura iniziò ad assottigliarsi... "Un'ultima domanda, ti prego!" Gridò Zel, notando che Rezo stava per svanire. "Perchè... perchè solo ora? Perchè proprio adesso?" "Perchè, solo guardando Gourry e Lina in quel momento, quando si sono baciati... solo in quel momento hai capito quanto significa per te l'amore di Amelia." Disse Rezo il monaco rosso, svanendo nel nulla. Anche Zel svanì lentamente. Le lacrime gli bagnavano il viso, ora non più di pietra. Una mano si posò sulla sua spalla. Non aveva bisogno di girarsi per capire che era quella di Amelia. La sfiorò con la sua, continuando a piangere. "Amelia..." Riuscì solo a dire. Per la prima volta in vita sua, Zelgadiss Greywords sentì di avere in mano una scintilla di perfetta felicità. Tiina aprì gli occhi. Era sdraiata nel freddo nulla bianco in cui si trovava prima, ma era sola. Tutti gli altri erano spariti. Spaventata, si alzò in piedi. 'Non è vero.' Si disse. 'Non sono sola.' Si girò. Dietro di lei c'erano due persone. Due persone di cui non ricordava i volti, ma che riconosceva... dal profondo del suo cuore. Una donna dai lunghi capelli biondi, portati sciolti. Aveva i lineamenti aggrazziati, ed indossava un vestito attillato di colore rosso. I suoi occhi gialli avevano una fessura verticale come quelli dei gatti, e quegli occhi bagnati di lacrime la fissavano intensamente. Un uomo dall'aspetto elegante, con una coda di cavallo di capelli bianchi ed una ampia veste bianca e viola che, cadendo dalle spalle, copriva quasi tutto il suo corpo. Anche lui, con le lacrime agli occhi, la guardava. Tiina sapeva chi erano. Erano i suoi genitori. Un Ryuzoku ed una Mazoku. "Papà... Mamma... io... vi riconosco!" Esclamò Tiina, mentre le lacrime iniziavano ad arrivare anche ai suoi occhi. "Oh, Tiina, non sai quanto sono felice di sapere che stai bene..." Mormorò il drago. "Perdonaci se ti abbiamo dovuto abbandonare ed affidarti agli Ul Copt, ma... non abbiamo avuto scelta." Disse la Mazoku. "Kenford! Maduin Tenryu! Mamma! Papà!" Tiina li chiamò per nome, per fissarsi meglio nella mente quelle parole che stavano sorgendo dal suo cuore... "Dove siete? Vi prego, ditemi dove siete!" "Siamo stati costretti a fuggire." Disse Kenford. "Nè i demoni nè i draghi ci vedevano di buon occhio, come puoi immaginare..." "Abbiamo deciso di affidarti alle uniche altre persone che potevano crescerti capendo l'amore che abbiamo provato per te, alle uniche altre capaci di amarti come se tu fossi loro figlia..." Spiegò Maduin. "...Alle uniche che possono capire l'amore che può esistere tra Ryuzoku e Mazoku." Concluse Kenford. Solo allora Tiina si accorse che, al suo fianco, c'erano Filia e Xelloss. "Vi prometto che la cresceremo con tutto il nostro amore!" Fece Filia. "Non solo noi! Lina, e Gourry, e Luke, e Amy e Zel e Kibil e tutti gli altri! Le daremo tutto il nostro amore!" "Purchè non le venga la carie, con tutto questo amore..." Non potè trattenersi dal commentare Xelloss. "In fondo è anche per metà Mazoku!" Filia si girò inviperita, ma Kenford, sorridendo, la trattenne. "Xelloss ha ragione, Filia. Tiina è una Ryumazoku, credo che potremmo chiamarla così... ha due metà opposte in sè..." "Mamma, papà..." Fece Tiina, rivolgendosi a tutti e quattro. "Io voglio restare con i miei amici. Sento di poter imparare molte cose da loro..." "La verità è che hai messo gli occhi su quel bel ragazzo di Kibil, ammettilo!" Sorrise Filia. "Ho notato come lo guardi!" Tiina arrossì. "Beh... e poi so anche di poter essere loro anche d'aiuto!" Cercò di cambiare discorso. "Potrai essere loro d'aiuto più di quanto tu non creda, Tiina." Fece Maduin. "Tanto i demoni quanto i draghi hanno il potere di trasformarsi. Anche tu hai questo potere. Da oggi potrai usarlo, quando ne avrai bisogno." "D-davvero?" Chiese Tiina. Come per risposta, una violenta luce rosa avvolse il suo corpo... Quando la luce si dissolse, il suo corpo era radicalmente cambiato. Era diventata un pò più alta, e la sua figura si era assottigliata. Il suo volto era dominato da due giganteschi occhi rossi, ed un'enorme capigliatura di colore bianco-rosaceo le partiva dalla testa per arrivare, fittissima e disordinata, fino ai piedi. La sua pelle era diventata perfettamente candida. Rimase in quello stato per pochi secondi, poi ritornò normale. "Ma... ho sentito in me una forza incredibile, in quei pochi secondi!" Fece lei, emozionatissima. Ma nessuno le rispose. Si guardò intorno. Non c'era più nessuno. Una voce le rimbombava nella testa. "Questo tuo potere è nato dall'amore, da un amore così grande e sconfinato da unire un Ryuzoku ed una Mazoku. E si è svelato nel momento in cui tu hai visto un altro amore rinascere dopo sei anni. Il tuo è un grande potere... usalo a fin di bene, e non andrà sprecato." "Te lo prometto!" Gridò Tiina al vuoto. Luke Aoi si ritrovò nel bianco assoluto di prima. Ma era da solo. Tranne che per un altro se stesso. In un primo momento pensò che si trattasse di un'immagine riflessa in uno specchio, poi, l'altro Luke andò verso di lui ed iniziò a parlargli. "Sei sicuro di aver fatto la cosa giusta, Luke?" Gli chiese l'altro Luke. Luke non perse tempo a discutere, o a chiedere all'altro se stesso chi fosse o cosa stesse succedendo. Fece la cosa più semplice ed ovvia: rispose. "Io... sì, sono sicuro." Fece. "Non puo mentire a te stesso, Luke Aoi." Una lacrima gli rigò il viso. "Lina... è così bella... così... amabile..." "Non ti sei pentito di aver rinunciato a lei?" "Per un momento, sì." "Ma..." "Ma Lina e Gourry si conoscono e si amano da dieci anni. Non hanno mai davvero smesso di amarsi, e possono sentirsi felici solo stando insieme. Non cambierò idea, non cambierò la mia decisione. Loro due... hanno sofferto troppo. Non sopporterei di vederli soffrire ancora di più." "Così, questa è la verità?" "Sì, lo è." "Molto bene, Luke. Sei stato sincero con te stesso... e lo sei stato anche con me. Cosa farai adesso?" Luke strinse in mano l'asta della Lancia di Luce. "Non so se sia stato il Destino, la Fortuna o il Caso a mettermi in mano questa lancia... ma so che ora ce l'ho io, e la userò." Si irrigidì. "Sono sempre un soldato di Sailune, ed ho intenzione di usare la mia forza per difendere la giustizia... come ha già fatto la regina Amelia negli anni passati." L'altro Luke ridacchiò. "Spero non nello stesso modo!" "Non preoccuparti... sarò un paladino della giustizia serio!" Sorrise Luke. "E chissà... chissà se, nelle mie avventure, troverò mai un amore come quello che oggi ha ritrovato Gourry..." "Beh, come mi hai detto quando sono stato promosso capitano alla faccia tua, misero tenentino, 'In questo mondo tutto è possibile, anche le cose più assurde!'" Risuonò la voce canzonatoria di Kibil. Luke si girò, ridendo. "Un tenente della Guardia Reale conta più di un capitano dell'esercito! E, se poi il tenente in questione sono io ed il capitano in questione sei tu, allora la superiorità è indiscussa!" Nel frattempo, l'altro Luke sparì discretamente di scena. "Dì un pò, Luke... hai idea di cosa stia succedendo? Mi sono svegliato e mi sono ritrovato in quesa specie di nonsoche tutto bianco..." Solo allora Luke si accorse di essere in mezzo al nulla e di aver appena finito di parlare con un altro se stesso. "Non chiedere a me, Kibil. Non ci sto capendo niente. Forse stiamo tutti impazzendo." Fece Luke. "O forse stiamo rinsavendo tutti." Rispose Kibil. Poi chiese: "Hai visto Tiina, per caso?" Lina aprì gli occhi. Dovunque guardasse non vedeva che bianco, tranne una macchia vagamente azzurra davanti a lei. Chiuse e riaprì più volte gli occhi. quando la vista cominciò a tornargli del tutto, vide che si trattava di Gourry... non del Gourry capitano della guardia reale di Saillune, ma del Gourry che aveva incontrato in quel bosco... il Gourry di dieci anni prima. Sotto i suoi occhi, quel Gourry in pochi secondi si trasformò. I vestiti e l'armatura cambiarono, cambiò il taglio di capelli, cambiò leggermente il suo volto. Ora aveva davanti il Gourry vero... non quello dei suoi ricordi. "Lina!" Fece lui, preoccupato, mettendole una mano sulla spalla. "Stai bene?!" "S-sì... credo..." Mormorò lei scossa. "Ma dove siamo? E dov'è Myr?" "Sono qui!" Rispose una voce allegra. "Mamma!" Gridò la piccola Myr, correndo verso Lina e saltandole in braccio. Lina tirò un sospiro di sollievo. "Myr..." "Ciao Gourry!!" Sorrise lei, salutandolo allegramente, mentre Lina la metteva a terra. Lina e Gourry si scambiarono uno sguardo d'intesa. "Myr... è ora che tu lo sappia." Iniziò Lina. "Io... io finora ti ho mentito." le disse, con il cuore gonfio di un insopportabile senso di colpa. Non capiva dov'era nè cosa stava succedendo, ma sentiva che era il momento migliore per parlare... "Mamma?" "Il tuo vero papà non è andato in cielo, Myr... è lui il tuo vero papà." Disse, con le lacrime agli occhi. Myr sembrò spaventata. "Ma... mamma, perchè non me l'hai mai detto?" Gourry fece un passo avanti. "Myr, devi saperlo... io, molti anni fa, quando tu non eri ancora nata... io sono stato molto cattivo con tua madre. Ho fatto una cosa che non dovevo fare, l'ho lasciata sola... ed ho lasciato anche te..." "Papà..." Anche a Myr incominciavano a venire le lacrime. Si girò verso Lina. "Ma mamma, tu l'hai perdonato, vero? Avete fatto la pace e tornerete ad essere la mia mamma ed il mio papà, vero?" Chiese, quasi disperata. Lina sorrise rassicurante, ed annuì in silenzio. Anche Myr sorrise, vedendo il suo volto illuminarsi. "Mi dispiace di non essere stato un buon papà, per te, Myr..." Fece Gourry. Senza neanche aspettare che finisse la frase, e magari non sentendola neanche, Myr gli saltò in braccio. "Papà Gourry! Sarai sempre il mio papà! Il papà più forte del mondo!" "Ma non più forte della mamma." Le sussurrò Lina. "Ovviamente!" Rise Myr. Gourry si finse arrabbiato per un momento, ma subito dopo il suo volto tornò allegro. "I bambini sono davvero il nostro futuro... sono gli unici che riescono a lasciarsi alle spalle il passato triste ed a guardare avanti." Riflettè. "Allora siamo anche noi ancora dei bambini!" Fece Lina. "Perchè ho intenzione di lasciarmi alle spalle i sei anni più tristi della mia vita, e ripartire da zero!" Afferrò Gourry per il colletto e lo tirò verso di se. "Gourry! Appena usciamo da questa specie di bicchiere di latte condensato, partiamo!" "Partire?" Chiese Gourry sorpreso. "Per dove?" "E che ne so! Dovuque un Dragon Slave ed una Hikari no Ken possano servire ad abbattere mostri, trovare tesori, vincere nemici... e darci una ragione di vita, come abbiamo sempre fatto! Myr, mamma e papà tornano in avventure!" "WOW!!!" Esultò Myr. "Ehi, e a nostra figlia non ci pensi?" Esclamò Gourry. "E' un pò troppo piccola per seguirci, potrebbe essere pericoloso per te, Myr!" "Non vengo con voi!" Fece lei. "Voglio andare da sola, come avete fatto voi!" "Ossanto cielo!" Gourry si passo una mano sulla faccia. "Ma cosa hai messo in testa a questa bambina, Lina?" "La stessa roba che avevo io alla sua età!" Rise lei. "Siamo a posto, allora..." Sospirò. "Mamma..." Iniziò Myr. "Come usciamo da qui?" Chiese, guardandosi intorno. Non sembrava esserci un'uscita da quel nulla bianco... "Beh..." Riflettè Lina. "Gli altri sono spariti quando io e te ci siamo baciati, Gourry..." Ci furono dieci secondi di silenzio, durante i quali i tre si guardarono negli occhi a vicenda, sentendosi un pò idioti. |
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