RINA: Ma come ho fatto a farmi convincere…? Avrei preferito mille volte vagare raminga e chiedere un tozzo di pane ai crocicchi!
Stavano vagando in quelle oscure paludi ormai da due giorni e Rina, che non era mai stata un tipo molto paziente, era stanca di sguazzare nel fango, di schiacciare zanzare e staccare sanguisughe che progettavano di dissanguarla a loro beneficio.
ALYTHIA: Guarda Rina che la colpa è solo tua. Sei tu che hai insistito dicendo che se avessimo tagliato per le paludi saremmo arrivati prima a Sailoon.
RINA: E infatti è così! Questa è una scorciatoia usata da tutti i viaggiatori.
ALYTHIA: Dai viaggiatori esperti; dai viaggiatori che sanno la strada; o almeno da quelli che hanno una mappa e la sanno usare. Se avessimo preso una comunissima strada usata da tutti ora non saremmo qua ma a Sailoon!E da un giorno almeno.
RINA: Ma tu sei un demone, no? Quindi perché non ti teletrasporti e già che ci sei non porti via anche noi da questa putrida, mefitica, orrida e infestata palude?
GUIDO: A me piacciono le paludi, sono solo un po’ umide…
RINA e ALYTHIA :Sta’ zitto!
RINA: Secondo me le zanzare ti hanno succhiato il cervello.
GUIDO: Perché, le zanzare succhiano il cervello?
RINA (ad Alythia):Vuoi rispondermi, sì o no?
ALYTHIA: Non ho intenzione di sprecare le mie energie per una cosa così inutile. Per spaventarmi ci vuol altro che qualche pozzanghera stagnante infestata da insetti, sanguisughe e chissà cos’altro.
RINA: Intendi dire che già in questa già affollata palude c’è qualche altro essere inferiore pronto a darci fastidio?
ALYTHIA: Parecchi esseri inferiori! Per esempio i serpenti giganti: verso sera escono dalle loro tane e strisciano nelle paludi, aspettano di sorprendere qualche incauto viaggiatore per sfamarsi. Oppure i vermi velenosi: nuotano nel fango, ti strisciano su per la schiena e quando meno te lo aspetti ti mordono nel giro di venti minuti sei morto! E che mi dici dei pesci-vampiro? Escono dai loro rifugi tra i canneti e con le loro zanne acuminate squarciano il collo dalle gente. Sai, per molti di loro questa è ora di pranzo…
RINA: Grazie, adesso mi sento molto più tranquilla!
In effetti la conferenza di Alythia l’aveva innervosita parecchio, perciò continuava a guardarsi intorno cercando di individuare i segni di una eventuale presenza di serpenti giganti e/o di pesci-vampiro con le lunghe zanne acuminate. E poi ogni tanti si toccava la schiena cercando qualche verme velenoso: la prospettiva di morire in venti minuti per colpa di un essere strisciante e decisamente inferiore le piaceva veramente poco.
ALYTHIA: E non ho ancora finito. Ci sono i “trenta secondi”.
RINA: Il nome non mi sembra molto rassicurante!
Rina sguazzava nel fango cercando di stare lontana nei canneti e più vicina alle rocce che le sembravano più rassicuranti.
ALYTHIA: I”trenta secondi”-continuò la demone senza pietà- sono dei ragni acquatici. Se ti mordono, in trenta secondi appunto, ci lasci le penne. Ah, dimenticavo! Vivono tra le rocce che affiorano dall’acqua…
RINA: AHHHHHHHHHH!!!!!
Con un urlo sovrumano Rina si allontanò dalle rocce e corse via ad una velocità di almeno 300Km/h, lasciando dietro di sé una scia di acqua schiumosa.
ALYTHIA: Ehy, aspetta! Devo ancora parlarti delle amebe rosse e dei protozoi assassini!!
GUIDO: Ma perché Rina sta scappando?
ALYTHIA: E che vuoi che ne sappia io? Forse le zanzare hanno succhiato il cervello anche a lei!
GUIDO: Mi sa che hai ragione.-Disse il guerriero guardando nella direzione in cui si era allontanata-
Ma come facciamo a ritrovarla adesso?Chissà dove è finita…?
ALYTHIA: L’unico modo che abbiamo per scoprirlo è ricorrere al teletrasporto, anche se preferirei non farlo…
Detto questo la demone si avvicinò a Guido e, dopo avergli appoggiato una mano sulla spalla, scomparve per riapparire davanti a una Rina urlante che li travolse tutti e due per poi andare a schiantarsi contro un albero scheletrico quasi sradicandolo.
Alythia si rialzò dal fango e decise che era giunta l’ora di porre un freno alla follia di Rina, quindi per la seconda volta utilizzò il teletrasporto approfittandone per stendere la maghetta con un ben assestato cartone in pieno viso e poi la trasportò su un isolotto fangoso trascinandola per un braccio senza troppa delicatezza.
GUIDO: Che cos’ ha Rina? Ha preso una botta in testa?
ALYTHIA: Più o meno…Comunque non è il caso di preoccuparsi, tra poco si risveglierà viva e vegeta e affamata, perciò temo che dovrai portarla in spalla almeno finché è in catalessi…
GUIDO: Non possiamo aspettare che si svegli?
ALYTHIA: Preferisco non perdere altro tempo;se non altro finché è in questo stato non può lamentarsi, meglio di niente!
GUIDO: Non è una cosa carina da dire…-Osservò il guerriero mentre prendeva in braccio Rina.
ALYTHIA: Io non volevo essere carina e nemmeno gentile. Dimentichi che sono un demone.
Guido la fissò con gli occhi spalancati.
GUIDO: Tu sei un demone? E non sei pericolosa, vero?
ALYTHIA: Forse è meglio se lasciamo perdere.
Rina si svegliò in una stanza piena di luce, interamente in legno e dalla forma lievemente tondeggiante. A parte un letto stranamente scomodo su cui era sdraiata, non aveva altri mobili ma era letteralmente strapiena di fiori, di tutti i colori e i tipi. Sulle parti in legno troneggiavano due pergamene sbocconcellate scritte in una lingua che la maga non riconobbe. La stanza era illuminata da una finestra scavata nel muro. Alythia entrò proprio in quel momento con un vassoio coperto.
RINA: Si può sapere che diavolo è successo?
ALYTHIA: Facile: tu sei impazzita e io ho dovuto farti rinsavire. E smettila di fissarmi in quel modo, primo perché non mi fai affatto paura e secondo, qualcuno doveva far qualcosa visto che tu eri partita per la tangente…E il tuo amico Guido non mi pareva intenzionato, anzi mi sembrava piuttosto confuso.
La maga la fulminò con lo sguardo, poi vide il vassoio.
RINA: …è per me?!…è qualcosa da mangiare? Spero di sì perché ho fame.
ALYTHIA: In effetti è la tua colazione! Farai meglio a ringraziare il tuo amico più tardi, ha dovuto portarti di peso fino a qui.
RINA: E “qui” dove sarebbe?
ALYTHIA: Viridia, un villaggio di elfi selvaggi.Come avrai notato le case sono ricavate dagli alberi stessi.
Rina si guardò intorno. In effetti la casa era stata scavata direttamente nel legno all’interno dell’albero.
RINA: Vabbè, ho capito. Ora posso avere la mia colazione?
ALYTHIA: Possibile che tu non sappia pensare ad altro se non al tuo stomaco? Comunque ti accontento subito.
RINA: Bhè, in fondo mi è andata bene. Mi sono evitata il resto del tragitto in quell’odiosa palude e adesso mi aspetta una ricca colazione.
ALYTHIA:Ti è andata male, invece! Forse non lo sai, ma gli elfi selvaggi sono, come dire…”elfi estremisti”!
RINA:Che razza di assurdità…Si può sapere cosa intendi?
ALYTHIA:Che per loro gli animali sono sacri quindi sono completamente e assolutamente vegetariani.
RINA:Ciò significa solo frutta e verdura? Bhè, potrei anche adattarmi purché le porzioni siano abbondanti, s’intende.
ALYTHIA:In realtà è molto peggio di così. Come ti dicevo gli elfi selvatici sono estremisti nel vero senso della parola e quindi odiano disboscare, tant’è vero che vivono negli alberi! Quindi non hanno molto spazio da dedicare ai campi coltivati.
RINA:In sostanza che cosa si può mangiare qui?
La maga era davvero stufa di aspettare, tanto più che non mangiava da parecchie ore e cominciava a diventare irritabile.
Alythia tolse il coperchio al vassoio su cui erano posati tre piatti e un bicchiere: uno era pieno di noci, nocciole, castagne; il secondo era una ciotola con una strana zuppa rosso scuro; nel terzo, una fetta di torta; nel bicchiere c’era un liquido che, così a prima vista, sembrava un succo di frutta.
Rina afferrò la torta e cominciò a mangiare, il sapore era un po’ strano ma almeno era mangiabile.
RINA:OK, passi la frutta secca e la torta, invece mi piacerebbe sapere cos’è questa strana zuppa.
ALYTHIA:Ha un bel colore, vero? Rosso sangue…
Rina la fulminò con lo sguardo.
ALYTHIA:OK, ho capito!Dovrebbe essere a base di radici di more, ha un sapore un po’ forte ma non è così male.
RINA:Che schifo!Vuoi dire che tu e Guido l’avete mangiata?!
ALYTHIA:Io l’ho solo assaggiata, ma a Guido deve essere piaciuta molto visto che ha fatto il bis e anche il tris.
RINA:Se vuoi-Disse la maga tra un boccone e l’altro di torta- puoi dargli anche la mia, io non ho intenzione di avvelenarmi! Quella cosa mi farà venire i bruciori di stomaco.
ALYTHIA:Il rischio è minimo, tu hai uno stomaco d’acciaio: non fai che mangiare porcherie di ogni tipo e non hai mai avuto nemmeno un crampo. E poi, se sei riuscita a mangiare quella torta di pigne crude…
Rina impallidì vistosamente, sentendo improvvisamente che tutto ciò che aveva nello stomaco cominciava a rivoltarsi.
RINA: Pigne…crude…?!
ALYTHIA:Esatto…Io non l’ho nemmeno assaggiata la trovo rivoltante!
RINA:…
ALYTHIA: Ma stai bene?Mi sembri un po’ pallida…
Rina balzò improvvisamente dal letto, spinse a terra la demone, che presa alla sprovvista non era riuscita a scostarsi in tempo, poi corse fuori dalla stanza tenendosi una mano sullo stomaco.
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