AMELIA: Dunque, la prima cosa che devi fare per catturare una Rina è cominciare a pensare come una di loro, il che, detto tra noi, non è un impresa facile.
Amelia aveva fatto accomodare Ouithra nella sala conferenze del castello, di fronte ad un muro quasi del tutto coperto da una gigantesca carta geografica del mondo, sul quale lei stessa aveva appeso per l'occasione un ritratto stilizzato (e a dire il vero piuttosto grottesco) di Rina.
AMELIA: Prima di tutto devo avvisarti che Rina è l'ultimo esemplare di una specie in via d'estinzione: quella delle maghette ladre, fameliche, irritabili e quasi sempre ingiuste!
OUITHRA: Bhè, avevo avuto l' impressione che fosse una persona irritabile e forse anche ingiusta …
AMELIA: Ora ascoltami bene perché stiamo per passare all'analisi scientifica del soggetto in questione.
Punto primo: nonostante le apparenze, è una maga molto potente, quindi non dobbiamo sottovalutarla. Ecco perché ti sto tenendo questa importante lezione.
OUITHRA: Non sarà molto lunga, vero?
AMELIA: Non preoccuparti, faremo in fretta. Punto secondo: è una ladra, il suo passatempo preferito è derubare i ladri di passaggio, è naturale quindi che nutra un'insana passione per ciò che non le appartiene; mi riferisco a oro, soldi , gioielli e oggetti preziosi in generale.
OUITHRA: Ma è…
AMELIA: Sì, lo so, è una cosa disdicevole! Io ho cercato di avvertirla, ma è come parlare al muro! Adesso continuiamo la lezione. Punto terzo: ha un'insaziabile fame di vita… Intendo dire che mangia tutto! Di solito, non si alza da tavola se prima non ha finito tutto ciò che c'è nel suo piatto… E anche in quello degli altri!! Sono sicura che se non trovasse altro sarebbe capace di mangiarsi persino una pigna cruda…
OUITHRA (preoccupata): Spero che non mangi anche i bambini…!
AMELIA: Nooooo! Cosa vai a pensare! Quello lo fanno solo le streghe nelle favole, Rina fortunatamente non ha sviluppato questa deprecabile abitudine. E questo ci porta direttamente al punto quattro: è irritabile, molto irritabile a dire il vero! Basta un niente per farla scoppiare, specialmente quando ha fame e non c'è modo di trovare cibo nelle immediate vicinanze, oppure quando le cose vanno particolarmente male.
OUITHRA: Quest'ultima cosa non mi sembra poi così strana.
AMELIA: Quando la vedrai durante uno dei suoi frequenti attacchi di rabbia mi darai ragione. Riguardo al punto cinque non c'è molto da dire se non che, appunto, è quasi sempre ingiusta perché preferisce seguire non le sacre leggi della giustizia bensì le sue (che, per amor di precisione, non sono esattamente giuste!).
OUITHRA: Ma come facciamo a convincerla? Dopo quello che ho sentito, mi sembra un'impresa tutt'altro che facile…
AMELIA: Ho già in mente un piano praticamente perfetto! E poi non ho ancora finito. Ci sono anche un altro paio di informazioni: Rina ha paura delle lumache, basta che ne veda una con la coda dell'occhio perché scappi a gambe levate; ancora più delle lumache, teme sua sorella maggiore, Luna, anche se non so esattamente per quale motivo. Forse queste ultime cose potranno non sembrarti molto importanti, ma prima o poi potrebbero tornarci utili.
OUITHRA: OK, ma qual è il piano?
AMELIA: Solo un momento!
La principessa staccò dal muro il grottesco ritratto di Rina e al suo posto appese una specie di mappa piena di scritte, poi sotto lo sguardo incuriosito della bambina, appoggiò sul tavolo un piccolo cofanetto di legno intagliato.
OUITHRA: Che cosa c'è lì dentro?
AMELIA: La nostra esca. Più tardi ti spiegherò di cosa si tratta, me lo ha procurato una mia amica che ha un negozio di antiquariato in città.
OUITHRA: Ma funzionerà?
AMELIA: Ovvio. Diciamo che è una cosa su cui Rina aveva già messo gli occhi da tempo.
Alythia, Rina e Guido sedevano ad un piccolo tavolo rotondo nella casa-albero in cui erano ospitati, cercando di decifrare un'antica mappa.
RINA: Ma non avevano niente di più aggiornato? Questa risale ad almeno trecento anni fa!
ALYTHIA: Se vogliamo essere precisi trecentocinquanta. Comunque non credo che le cose siano cambiate molto da queste parti. La cosa peggiore è che questa mappa è scritta in lingua elfica e nessuno qui è disposto a tradurcela dopo la tua sceneggiata di stamattina!
Alythia fissò Rina con occhi accusatori. Soltanto quella mattina la maga, sentendosi morire di fame (in effetti dopo l'avventura con la torta non aveva avuto più il coraggio di mangiare nulla!), era uscita prestissimo dalla sua stanza e si era avventurata nel villaggio ancora semiaddormentato. Aveva vagato un po' senza meta, finché accecata dai morsi della fame e assordata dal brontolio continuo del suo stomaco vuoto, aveva visto due passerotti che zampettavano allegramente nell'erba umida di rugiada e, senza pensarci due volte, li aveva azzannati. Tutto questo sotto gli occhi di una bimbetta che si era appena alzata per andare a prendere un po' d'acqua al ruscello. La piccola terrorizzata da quella specie di maniaca in cui si era trasformata Rina, ma soprattutto dall'ingiustificato martirio dei passerotti, per gli elfi sacri come tutti gli animali, aveva urlato così forte da risvegliare tutto il villaggio (e, secondo Alythia, anche i morti!). Il tutto era sfociato in una mega-rissa scoppiata tra Rina (che non aveva nessuna intenzione di rinunciare ai gustosi passerotti) e alcuni elfi richiamati sul posto dalle urla disperate della bambina. Inutile dire che gli elfi avevano avuto la peggio, non avendo potuto fare nulla contro la furia di Rina acuita dalla fame e, dato che tra i due litiganti il terzo gode, i due storditi passerotti avevano pensato bene di sparire. Quest'ultima cosa aveva letteralmente fatto esplodere la già furiosa maga che aveva cominciato a lanciare fireball a destra e sinistra incendiando alcuni alberi e gettando nel panico più totale gli abitanti del villaggio. A questo punto la bimba elfica, dopo un breve momento di calma stupita, aveva ricominciato a urlare con tanta forza da causare probabili e seri danni ai timpani di tutti i malcapitati che se trovavano nei dintorni. Rina aveva perso completamente la testa e aveva cominciato a castare un Dragon Slave, quando Alythia e Guido l'avevano presa alle spalle e con enorme difficoltà l'avevano legata e imbavagliata. Non era stata un'impresa facile perché la maghetta, dando prova di una notevole energia, si dimenava e scalciava con inaspettata forza.
Una volta compiuta la loro impresa, i due l'avevano portata nella casa in cui erano ancora ospitati ed erano riuscita a calmarla somministrandole una generosa dose di sonnifero per draghi, gentilmente (si fa per dire) offerto dagli elfi selvaggi. Una volta riportata la pace tra gli agitatissimi elfi, il capo del villaggio era venuto a far loro visita e senza sforzarsi di essere troppo educato aveva ordinato loro di andarsene entro sera o al massimo la mattina successiva, fornendogli con improvvisa sollecitudine una mappa, ma rifiutandosi di tradurla.
RINA: Io avevo soltanto fame! Se quella piccola peste non avesse cominciato a strillare come un'oca, non sarebbe successo niente!
ALYTHIA: Può darsi, ma non è stato molto saggio da parte tua tentare di massacrare due passerotti davanti ad una bimba elfa. Per il suo popolo questo è un reato! Perché credi che gli elfi siano vegetariani?
RINA: Ma io non ci vedevo più dalla fame!!!
GUIDO: Oh no!!! Rina è diventata cieca!!!
La maga sferrò al malcapitato guerriero un sinistro degno di Mike Tyson catapultandolo contro la pesante porta di legno.
RINA: Idiota! Ma tu ce l'hai un cervello?!
GUIDO: Bhè… credo di sì…
Il guerriero si stava massaggiando la testa dolorante.
RINA: E allora fallo funzionare! O perlomeno usalo! Comunque se avessimo usato il teletrasporto tutto questo non sarebbe successo!
Alythia incenerì la maghetta con lo sguardo.
ALYTHIA: Ti ho già detto che non intendo sprecare le mie energie per cose da niente e poi se usassi il teletrasporto, segnalerei la mia presenza a tutti i demoni, draghi, folletti, elfi… Insomma agli esseri dotati di magia in generale!
RINA: Cos'è questa storia?
ALYTHIA: Come, non lo sai?! Ma che razza di maga sei?! Ogni volta che casti un incantesimo è come se alzassi un cartello con su scritto "sono qui!"; ed ecco spiegato perché riesci sempre a cacciarti nei guai…
RINA: Sono loro che cercano me! Con tutto quello che mi è capitato potrei scriverci un libro.
ALYTHIA: Ti suggerisco un titolo: "Guai che ho visto e causato". Cosa ne dici?
RINA: Non sei affatto simpatica!
GUIDO: Io invece sì! Sono un tipo simpatico, vero Rina?
RINA: Dipende…
ALYTHIA: Sentite, possiamo lasciar perdere queste conversazioni inutili e banali e dare un'occhiata a questa mappa?
RINA: Direi che è il caso, visto che dobbiamo andarcene.
GUIDO: Certo che non sono stati molto gentili questi elfi selvaggi. Insomma, che cosa abbiamo fatto di male?
ALYTHIA: Ma come non ti ricordi?
GUIDO: Cosa?
ALYTHIA: …Niente, lascia perdere. Vabbè, secondo il mio modesto parere faremmo meglio ad andarcene stasera. Se solo riuscissi a leggere queste scritte incomprensibili…
GUIDO: C'è scritto "Foresta degli spettri".
ALYTHIA e RINA: Come!?
GUIDO: Ho detto…
ALYTHIA: Ho capito!!! Ma come fai a leggere… A capire …?
GUIDO: Bhè questa è lingua elfica.
RINA: E allora? Tu come fai a conoscerla?
GUIDO: Mia madre è un'elfa, o almeno lo è in parte, me l'ha insegnata lei…
Rina e Alythia si guardarono stupite. La demone, ripresasi dalla meraviglia, si fece spiegare dal guerriero la complicata mappa.
ALYTHIA: OK! Secondo me il percorso da seguire è questo: prendiamo il sentiero a nord-est di Viridia e poi attraversiamo la Foresta Degli Spettri.
RINA: Che allegria…
ALYTHIA: Non preoccuparti, il nome è puramente simbolico! Si chiama così perché al centro della foresta c'è un villaggio abbandonato, che si diceva essere infestato dai fantasmi. Venne distrutto da alcuni draghi neri ancor prima della Kouma Sensou, ma non c'è nessuno spettro, altrimenti ne avrei avvertito la presenza sin qui. Dopotutto sono o non sono un demone?
GUIDO: Hai una crisi d'identità?
ALYTHIA: NO!
RINA: Eppure ho come un cattivo presentimento…
ALYTHIA: Mi auguro di tutto cuore che sia solo un parto della tua fantasia malata! Abbiamo già avuto abbastanza sfortuna per il momento.
Qualche ora più tardi, verso sera, i tre si misero in viaggio avviandosi tranquillamente per il sentiero stabilito da Alythia, senza sapere che quella che li aspettava sarebbe stata una notte molto lunga.
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