SLAYERS MAGIC
capitolo 01
IL TUMULTO DEL NULLA

L'oscurità era assoluta, il nulla, nemmeno il più fioco baluginio filtrava tra le fitte coltri di questa immensa "camera oscura"; eppure, lei lo avvertiva lo sapeva, qualcosa lì da qualche parte si contorceva e si agitava furiosamente. Ma come poteva saperlo se non riusciva a vedere nemmeno se stessa? Eppure era così; lì da qualche parte qualcosa si agitava, una specie di vortice che sembrava attirarla e volerla risucchiare...per sempre.
Filia poteva sentire rimbombare nelle orecchie il battito accelerato del suo cuore e man mano che i suoi occhi si abituavano all'oscurità sentì anche la sua angoscia crescere spropositatamente al punto da impedirle quasi di respirare.
Si portò le mani alla bocca e urlò così forte e così tanto da stordirsi da sola ma l'oscurità non si era attenuata, dopo un istante tuttavia realizzò di trovarsi di nuovo nel suo letto ansante e immersa in un bagno di sudore con i folti e lunghi capelli che, probabilmente mentre si agitava nel sonno, le avevano coperto il volto e le si erano appiccicati al viso. Con uno sbuffo si scostò impacciata i capelli e si sdraiò supina sul suo letto tentando di recuperare la lucidità; improvvisamente avverti un fastidioso formicolio alla nuca ed ebbe la certezza che qualcosa la stesse fissando in quel preciso istante. Con un balzo felino corse alla finestra e tirò con forza le tende; la luce della luna si rifletteva candida nel laghetto adiacente l'abitazione ma qualcosa in un punto indefinito parve muoversi; la ragazza trattenne il respiro, ma quando i suoi occhi si concentrarono nel punto sospetto non scorsero nulla. Improvviso come il primo un altro urlò turbò la quiete della casa, ma stavolta Filia non si scompose e , girandosi, uscì dalla camera diretta al piano superiore.
Filia corse al lettino in cui si agitava il piccolo Vargard e cominciò a cullarlo amorevolmente felice di poter riversare sul bimbo le sue attenzioni. Tentò di allontanare ogni pensiero fosco.
FILIA: "Ma guarda che disastro hai combinato; il tuo lettino sembra un campo di guerra, hai fatto anche tu un incubo?"
Il bimbo da parte sua non sembrava ascoltarla e rimase concentrato nel suo attuale compito: fare bollicine con le labbra e sbavare sul suo pigiamino fucsia.
Qualche ora dopo Filia stava preparando la colazione ma la sua mente era ancora concentrata sugli eventi della notte scorsa: ormai l'incubo si presentava tre o quattro volte ogni mese e nell'ultima settimana già due volte...cosa poteva significare? Una richiesta d'aiuto? Un presagio nefasto? O forse solo l'arteriosclerosi incipiente?
La sua attenzione tornò bruscamente al presente poiché Vargard stava battendo furiosamente i piedini contro il seggiolone probabilmente per reclamare la sua pappa.
SELENE: "FFFFFFFFIIIIIIIILLLLLLIIIIIAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!"
Filia sobbalzò e fece appena in tempo a girarsi per vedere la sua vicina di casa entrare come un ariete in casa e spiaccicarsi contro il muro della veranda, rovinandole l'intonaco rosa.
FILIA: "Ma perché devi cominciare all'alba delle 7,30 di mattina a rovinare la giornata della gente?"
SELENE: "Coooosa? Rovinare? Diciamo invece che dò un senso alle tue vuote mattine!"
FILIA: "Allora dà un senso a questa mattina alzando i tuoi illustri tacchi da casa mia!".
Selene si scrollò di dosso i pezzi di intonaco e alzandosi si lisciò il vestito azzurro stretto in vita da una cintura turchese terminante con un simbolo a triangolo inscritto in un esagono; stemma della famiglia "Ul Almens".
SEL:  "Hai già deciso cosa farai? Sul serio non intendi tornare al Grande Tempio (fa molto "cavalieri dello zodiaco N.d.Narr.) del Drago? Oppure resterai nella casa di famiglia a fare la mantenuta ?Io onestamente ti consiglio l'ultima così potremo fondare insieme il CLUB; Le draghette mantenute ma perfette!"
FILIA: "Moooolto divertente, davvero molto; ma stamattina non ho tempo, sono stata convocata al Tempio, il saggio vuol vedermi con urgenza: quindi già che sei qui fai il tuo dovere di brava zia acquisita e cura Varghi finché non torno!"
Detto questo Filia non lasciò tempo all'amica di controbattere e, dopo essersi infilata il suo mantello bianco, uscì frettolosamente di casa.
SELENE (con la goccia):"Alt. Stop. il, non puoi farmi questo! Lo sai benissimo che con i bambini sono una frana!"
Filia non le prestò attenzione, ma non aveva ancora attraversato il giardino che sentì rumori inquietanti provenire dalla casa seguiti dalla voce dell'amica implorante;
SELENE: "No! Fermo, non mi sembra il caso!!!!!!"
Varghi era un bimbo sano ma un po'(un po' più che un po'!!!)vivace, in fondo però Filia si fidava dell'amica, sebbene avessero dei caratteri del tutto opposti, o forse proprio per questo. Selene era molto alta con capelli biondi corti e ricci ed enormi occhi marroni(a sentir lei questo è proprio il suo cruccio: li avrebbe voluti di un colore un po' più particolare; viola ad esempio! Sorvoliamo circa le perplessità che Filia aveva per il colore viola in generale!)
Aveva un fisico a dir poco atletico(infatti ha un amore quasi maniacale per corse e salti in generale; probabilmente in un'altra vita è stata una cavalletta...oppure un ROAD RUNNER.
Anche se l'amica sembrava allegra la draghetta sapeva benissimo che stava attraversando un momento difficile: nemmeno un anno fa era tornata dal polo sud alla città dorata ferita molto gravemente durante una battaglia che ormai si protraeva da un anno e che vedeva schierati in campo il Dark Lord Dynast contro gli elfi del ghiaccio in aiuto dei quali, prossimi allo sterminio, erano intervenuti i draghi stessi. Filia non riusciva a credere che l'amica avesse rischiato di morire, ma lei da perfetta irresponsabile quale era, non vedeva già l'ora di rigettarsi nella mischia. La draghetta sospirò e si fermò di colpo; corse nel punto dove la notte prima le era parso di vedere qualcosa: l'erba sembrava appiattita, forse calpestata, ma questo non dimostrava niente. Un po' delusa si alzò e si allontanò velocemente dal luogo; solo in seguito ricordò che stranamente, benché fosse mattina, non aveva sentito, in quel punto, alcun rumore; nemmeno un cinguettio proveniente dal boschetto vicino o un alito di vento, oppure semplicemente il movimento dell'acqua: come se all'improvviso la natura si fosse ritratta, spaventata da qualcosa.
Se Filia se ne fosse accorta prima le cose forse sarebbero andate diversamente...

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