SLAYERS MAGIC
capitolo 11 (prima parte)
CHIAMATE LA NEURO!

La mattina seguente Filia, Rina e Guido stavano aspettando ansiosi il ritorno di Amelia e Felicity.
RINA: "Ma dove si saranno cacciate?"
Filia si girò verso l'amica ma continuò a cullare Vargard.
FILIA: "Che fretta hai? Fossi in te, considerando la fine che ci farà fare Zellas, non sarei troppo ansiosa di partire"
GUIDO: "E, scusate, abita lontano la signora Metallo?"
Nessuno parve far caso al guerriero, le due ragazze nemmeno si premurarono di correggerlo.
RINA: "Se partiamo oggi dovremmo arrivare circa tra una decina di giorni…A meno che tu, Filia, non voglia darci uno strappo sulla tua schiena…"
FILIA: "Vuoi scherzare?? Mi fareste venire il colpo della strega!"
Finalmente arrivò Amelia con Felicity che procedeva camminando malamente stringendo la mano della principessa di Sailoon.
AMELIA:"Eihlà gente! Ho scoperto qualcosa sulla nostra Felicity; i suoi genitori erano i custodi di un antico santuario a nord".
Rina fissò la principessina con aria inespressiva e sbadigliò senza preoccuparsi di nascondere il suo disinteresse.
RINA:"Santuario di che?"-chiese con aria noncurante.
Amelia la fissò scandalizzata.
AMELIA:"Di Ceiphied, naturalmente! Al tempio dicono però di aver perso i contatti col luogo ormai da molti mesi…Fino ad ora sembrava improbabile un attacco da parte dei demoni per il semplice fatto che non c'era nulla lì dentro che avrebbe potuto destare il loro interesse."
Rina si piegò sulle ginocchia sino a che i suoi occhi non furono alla stessa altezza degli occhi della bambina poi assunse un tono insolitamente gentile.
RINA:"Ti ricordi come sono andate le cose? Perché quei demoni ti stavano cercando?"
La bimba la guardò come se nemmeno avesse sentito le domande della maga e per la prima volta da quando faceva parte del gruppo parlò.
FELICITY:"Io…io…casina più!"
Detto ciò allargò le manine per esprimere stupore e sconcerto. Sebbene Rina morisse dal desiderio di tempestarla di domande ora che si era decisa a spiccicar parola cercò di limitarsi decisa a non spaventare la già timidissima bimbetta.
RINA: "Andiamo con ordine: che ne diresti di dirci come ti chiami, prima di tutto?"
Felicity aggrottò  la fronte.
FELICITY: "…cinque…"
Rina stavolta non riuscì a trattenersi.
RINA: "Ma che razza di nome sarebbe? Sei sicura? guarda che non ti ho chiesto quanti anni hai!"
La bambina scosse con forza la testa poi fissò con occhi acquosi la maga e scoppiò a piangere.
Amelia, che si era tenuta a parte a stento durante l'interrogatorio, stavolta non esitò a intervenire e dopo un attimo si chinò per abbracciare la piccola in lacrime.
AMELIA: "Rinaaaaa! Guarda che è solo una bambina, non spaventarla così!"
Rina decise di lasciar perdere d'altra parte era ora di mettersi in cammino; Filia, come se avesse letto nel pensiero della maga, mostrò le voluminose cartine che si era procurata nella mattinata insieme a quelle fornite da Luna la sera prima.
FILIA: "A prima vista la nostra può sembrare una missione disperata; ma grazie alle carte che ci ha fornito Luna ritengo di poter dire che abbiamo addirittura un 10% di possibilità di successo!"
Detto questo la draghetta sorrise con aria incoraggiante anche se il gruppo non sembrò minimamente contagiato dal suo entusiasmo…
RINA: "Se vuoi deprimerci di prima mattina sei sulla buona strada, quindi, per favore, indicaci la strada e teniamo per dopo i commenti incoraggianti."
FILIA: "Per arrivare più in fretta io propongo di passare per la "Foresta Incendiata"."
Guido alzò la testa con aria preoccupata.
GUIDO: "E perché "Incendiata"?"-chiese con aria sospettosa.
FILIA: "Non preoccupatevi; in realtà è un posto tranquillissimo! Si chiama così perché una parte andò a fuoco qualche secolo fa o giù di lì, ma ora è tutto a posto…E poi perché dare ascolto a sciocche leggende?"
RINA: "OK, andiamo, anche se temo che me ne pentirò!"

Così si addentrarono tutti insieme nel folto della foresta e continuarono a camminare sino a che Rina non si arrestò di colpo.
RINA: "Avete sentito qualcosa?"
Filia si girò verso Rina.
FILIA: "Sì, Rina, i nostri passi…"
GUIDO: "Naaaaaa…Forse era il mio stomaco!"
La maga, tutt'altro che rassicurata, si guardò intorno con aria circospetta.
RINA: "Eppure io mi sento osservata…"
FILIA: "Quando ero piccola venivo spesso a giocare qui a nascondino con i miei amici…"
Finalmente la maghetta parve ricomporsi.
RINA: "Bhè, ovviamente poi sei cresciuta e hai smesso…?"
FILIA: "Veramente i miei mi vietarono di tornarci perché un giorno un bambino poco più grande di me (io avrò avuto sette o otto anni) sparì e non fu più ritrovato…Probabilmente ucciso da qualche demone."
Amelia scattò come una molla.
AMELIA: "E NON POTEVI DIRCELO PRIMA?"
RINA: "Scusa, ma perché ogni volta che succede qualcosa di spiacevole tu ci vedi lo zampino dei demoni?"
Filia rizzò all'istante la coda .
FILIA: "Fai un po' tu! E da quando sei la paladina dei diritti demoniaci??"
Rina ignorò l'ultimo commento di Filia e provò invece a immaginarsi la scena: Xellos che saltella per il bosco con un sacco sliso gettato di traverso sulla schiena mentre ride come un pazzo con un sorriso satanico dipinto sulla faccia; improvvisamente vede una bambina con un lecca-lecca e i capelli stretti in fiocchetti colorati. "Ciao bella bimba, vieni, vieni dallo zio Xellos…!"
Rina scoppiò a ridere incontrollabilmente.
Amelia cominciò a sua volta ad agitarsi non riuscendo a spiegarsi il repentino cambiamento d'umore dell'amica.
AMELIA: "Ecco,  sapevo che prima o poi sarebbe accaduto! Chiamiamo la Neuro, presto!
Rina nemmeno la sentì e continuò a ridere sguaiatamente con le lacrime agli occhi.
AMELIA: "Ma l'avete vista? Altro che malintenzionati nel bosco! Se anche ce ne fossero a quest'ora sentendola o, peggio, vedendola sarebbero già fuggiti a mille miglia!"
Rina intanto stava prendendo a testate il tronco di un albero mentre Felicity si era avvinghiata come una sanguisuga alle gambe di Amelia fissando la maga in delirio con occhi strabuzzati.
Filia, decisa a riportare l'ordine, estrasse con uno scatto repentino la sua mazza chiodata e proprio quando stava per abbatterla sulla maghetta l'albero che questa stava torturando con le sue capocciate, forse stanco delle sevizie, forse preoccupato alla prospettiva di vedersi spiaccicata contro la scomoda torturatrice, semplicemente decise di spostarsi!
Rina e Filia caddero per terra mentre la mazza si conficcò nel suolo facendo schizzare zolle di terra ovunque.
GUIDO: "Uhm…che strano! Quell'albero sta facendo Uccel Di Bosco!!"
Amelia cominciò a rincorrere l'albero-corridore tallonata da Felicity che non si allontanava mai troppo dalla principessa di Sailoon.
AMELIA: "Ehy, dico a lei! Si fermi, vogliamo solo farle qualche domanda, Signor Tronco!"
L'albero tuttavia, se possibile, sembrò accelerare e, cosa ancor più incredibile, era anche più veloce di Amelia! Infatti in breve la ragazza lo perse di vista e, dato che non vedeva altri vegetali da Rally nelle vicinanze, dovette presto desistere.
D'altra parte non ebbe particolari difficoltà a ritrovare i suoi amici dato che le urla di Rina rimbombavano per tutta la foresta.
RINA: "Ma perché, tanto per cambiare, non finiamo in un posto normale? Boschi dove gli alberi hanno profonde radici e nessuna ambizione a iscriversi alle olimpiadi di atletica??"
Il suo farneticare fu interrotto da una voce gracchiante sconosciuta che proveniva da un punto indefinito.
VOCE: "Facile! Questione di sopravvivenza! La magia abbonda e quindi perché mai un povero vegetale deve subire le angherie delle supposte razze forti? Siamo stanchi di essere prede di piromani, di finire nei caminetti smembrati come ceppi e via dicendo…è VENUTO IL MOMENTO DI DIRE BASTA!!"
Così dicendo finalmente il proprietario della voce si fece avanti, si trattava, tra lo stupore generale, di un albero basso col tronco sproporzionato ed enorme rispetto ai suoi pochi rametti pressoché spogli.
RINA: "Ecco, fantastico! Non solo il ceppo-podista, adesso ci mancava anche il ceppo-parlante pro-diritti dei vegetali!!"
ALBERO: "Hey! Io sono un albero evoluto! Lo sono tutti gli alberi di questa foresta proprio perché stiamo cercando di difenderci dalla razze barbare che ci circondano!"- Così dicendo indicò con aria significativa la mazza caduta a Filia poco prima.
FILIA: "Ma che stratosferica sciocchezza! Noi siamo creature di indole buona e natura pacifica!"
La draghetta si mise le mani sui fianchi e si portò davanti al tronco pronta a far valere la sua opinione con le maniere forti. Se il ceppo era spaventato lo nascondeva benissimo, infatti non sembrò nemmeno notare la minacciosa presenza della ragazza. A questo punto Amelia si frappose tra Filia e la creatura e, dopo aver sfoderato uno dei suoi sorrisi più disarmanti, si presentò.
Il tronco parlante la fissò diffidente.
CEPPO: "Io sono Teofrasto il tronchetto nefasto".
Rina reagì allarmata.
RINA: "Non porterai mica sfortuna!"
TEOFRASTO: "A dire il vero mi chiamano così perché ho sviluppato così tanto le mie doti magiche che spesso ne perdo il controllo; nell'ultimo mese ad esempio mi sono già incendiato sette volte- così dicendo indicò i suoi rametti rinsecchiti- credo che la chiamino pirocinesi… per questo motivo persino i miei consimili mi tengono a distanza, capirete che per un tronchetto in un bosco può risultare piuttosto pericoloso…"
AMELIA: "Siamo MOLTO spiacenti, noi però non abbiamo intenzioni bellicose, vorremmo solo raggiungere la spiaggia attraversando questa foresta! Dobbiamo raggiungere assolutamente la Wolf Pack Island!"
Appena sentì il nome dell'isola Teofrasto si illuminò di colpo e cominciò ad agitare euforico i rametti rinsecchiti.
TEOFRASTO: "Ho una proposta da farvi: noi alberi, ovviamente, non abbiamo bisogno della bocca; ci nutriamo attraverso le radici e comunichiamo telepaticamente, invece per poter vedere con la chiarezza di voi umani (la nostra particolare vista esclude la sensibilità ai colori e non ci trasmette bene come la vostra la profondità)  abbiamo bisogno di pietre molto speciali; se voi me le procurerete io vi scorterò personalmente sino all'isola e quindi vi fornirò anche un mezzo per oltrepassare il Mare Dei Demoni!"
Filia non aveva mai sentito parlare di pietre con tali capacità ma, d'altra parte, nemmeno di alberi parlanti…
FILIA: "Che tipo di pietre esattamente?"-chiese sospettosamente.
Teofrasto era tuttavia riluttante ed esitava a rispondere alla draghetta, così si volse verso Amelia che aveva decisamente un'aria più amichevole.
TEOFRASTO: "Le pietre in sé non sono nulla di speciale; basta che provengano da questo bosco e siano sufficientemente grandi, solo che…per svolgere la loro funzione  hanno bisogno di essere bagnate da poche gocce di sangue di drago e di demone…"
Filia non lo lasciò nemmeno finire e cominciò a strillare.
FILIA: "Non mi avrete mai viva! Io non darò nemmeno una (e dico una!) goccia del mio sangue a un macabro tronco profittatore!"
Rina scosse la testa.
RINA: "Anche se riuscissimo a convincere Filia… Dove lo troviamo poi del sangue di demone? L'unico che conosco (e, beninteso, che ancora non vuole uccidermi; ogni tanto si limita a svendermi) al momento non è reperibile, comunque, come Filia,  dubito che si presterebbe di sua sponte…"
Ma Teofrasto non intendeva desistere.
TEOFRASTO: "Ne basterebbe appena una gocciolina…quanto al demone: se non sbaglio sulla Wolf Pack Island abbondano…"
Rina rifletté per un attimo.
RINA: "Qui ci vuole una riunione di gruppo!"- Così dicendo (dopo aver afferrato Filia che, seduta su una roccia, stava disegnando abbattuta e depressa con un ramoscello sul terreno umido del bosco) si unì agli altri già riuniti a cerchio con le teste inclinate in avanti.
GUIDO: "A me è simpatico! E poi non avevo mai conosciuto un tronco parlante…"
AMELIA: "Secondo me, invece, non abbiamo molta scelta; se può veramente aiutarci allora arriveremo all'isola anche prima del previsto e, onestamente, non so proprio a chi alto potrei rivolgermi con così poco tempo a disposizione!"
Improvvisamente tutti presero a guardare Filia con aria supplichevole.
RINA: "Daaaaaaiiii, Filiuccia! Solo qualche gocciolina! Cosa sono per te due luride, insignificanti gocce di sangue…?!"
AMELIA: "Sii clemente e dimostra a quel ceppo sfortunato quanto un drago dorato possa essere misericordioso!"
Filia era a dir poco allibita ma ben presto subentrò anche la rabbia che ebbe il sopravvento.
FILIA: "MA VOI NON CI STATE CON LA TESTA!! Come fate a fidarvi di quel coso?? IO NON SONO PER NIENTE D'ACCORDO!"
Rina sbuffò.
RINA: "Senti, Filia; ormai abbiamo accettato la missione e DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE PORTARLA A BUON FINE!…A meno che tu non conosca un buco abbastanza oscuro e profondo da nasconderci vita natural durante dall'ira implacabile di Luna!!"
Rina al nome della sorella rabbrividì visibilmente e Filia dovette ammettere che la maga non aveva tutti i torti…Così dopo qualche secondo di assoluto silenzio la draghetta sospirò rassegnata.
FILIA: "E sia… Anche se questa missione continua a diventare sempre più impossibile!!"

Il nuovo membro del gruppo non esitò a improvvisarsi guida  mentre tutti gli altri lo seguivano e Filia in particolare continuava a chiedersi con aria afflitta quando sarebbe avvenuto il salasso a sue spese.

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