Xel si risvegliò nel suo
letto nella Wolfpack Island, le candele illuminavano l’ambiente di una
luce tremula e calda, le librerie, probabilmente di libri di svago,
ricoprivano gran parte dei muri della sua stanza e trasmettevano una
sensazione di antico. Il demone ci mise un po’ a riconoscere dove si
trovava, i suoi occhi scandagliarono la stanza alla ricerca di qualche
cosa di familiare e si imbatterono quasi subito in quelli azzurri della
Greater Beast Zelas Metallium.
- C…capo.
- Xel…che diavolo ti è preso?
- Non so capo…mi sento male.
Zelas tolse il pentolino con l’acqua bollente dalla fronte di Xel e
versò il contenuto in un bicchiere.
- Tieni…ho fatto il tè…gli umani lo prendono anche quando stanno
male…
* Gocciolone* FSSSSH * Il gocciolone è evaporato!*
- Grazie capo…- Xel provò ad issarsi a sedere, ma con stupore non ci
riuscì, - Mi sento le ossa rotte…eppure non sono stato ferito dal
Sandman….
Zelas lo aiutò a mettersi a sedere e gli diede il tè.
Xellos lo trangugiò, poi con un’espressione fra il disgustato e
l’inorridito, lo posò sul comodino.
- B…buono, - giudicò Xel attento a come rispondeva.
- Sono contenta ti piaccia - rispose Zelas con una faccia che faceva
capire a Xel quanto fosse stato vicino alla morte pochi attimi fa.
- E ora come faccio senza subordinato? Devo andare in giro io? Non so
nemmeno come curarti…nella biblioteca non c’è scritto nulla sulle
malattie dei demoni… - sbuffò la Dark Lady.
- In effetti non è possibile che io mi sia ammalato…
Zelas tolse il termometro da sotto il braccio di Xel e lo guardò, poi
con un gocciolone enorme proclamò :- Quarantadue…
Ho un mal di testa tremendo…e non riesco a deglutire…
*Glom*
Zelas poggiò una borsa del ghiaccio sulla fronte di Xel e lo aiutò a
rimettersi sdraiato sotto le leggere coperte.
- Sei arrivato qui praticamente già svenuto…non so come abbia fatto a
teletrasportarti qua…
- E’ stato l’ultimo sforzo…
- I tuoi pantaloni erano bagnati…mi sa che devi stare attento che con
la febbre magari viene pure l’incontinenza…
- Ahem no quella è un’altra storia…- rispose con un sorriso Xellos.
- Boh non saprei…non ho mai accudito un ammalato…- continuò Zelas
tra il curioso e il dispiaciuto.
- Ho come l’impressione che più uso i miei poteri…più mi sforzo
anche fisicamente e più sto male…
- Be’ in genere gli umani rimangono a letto se hanno la febbre…
- Si ma non sono umano. E non sono mai stato ammalato…avrebbe da
ridere Dynast a vedermi così.
- Già me lo immagino lui invece ad impiccarsi per creare un subordinato
degno di te…- disse Zelas con un ghigno sulle labbra rosse come il
fuoco.
- Capo…non so che fare…
- Per ora riposati…da quanto ho capito il Sandman ne avrà per un
po’…non pensarci…pensa solo a rimetterti…
Xellos era di nuovo immerso nel sonno, Zelas sospirò e il suo volto si
contrasse in una espressione preoccupata.
- AAAH!
Che mangiata!- Esclamò Lina sbattendo qualche pacca sulla pancia piena.
- E’ proprio vero, questa locanda non si smentisce mai per le sue
porzioni enormi…e ormai ci conoscono!- Continuò Gourry mentre si
massaggiava lo stomaco pronto ad esplodere.
- Per non parlare della specialità della casa, il cervo arrosto, con
contorno di gnocchetti di patate, marmellata, pere, e una marea di olio
insaporito con mille odori.
- Ah uno splendido girello!
- A chi lo dici - Lina si interruppe, i suoi occhi avevano scoperto un
boccone si carne sepolto dall’olio che era avanzato, facendo finta di
nulla fece scorrere dolcemente la mano sul tavolo fino ad afferrare la
forchetta - Già proprio vero…uno spezzatino ottimo…
La forchetta saettò contro il pezzo di carne ma anche Gourry se ne era
accorto e si scatenò una battaglia accanita per l’ultimo pezzo,
Gourry fintò a sinistra per poi mollare un affondo a destra, Lina fu
abbastanza veloce ma riuscì solo a deviare l’attacco, la forchetta di
Gourry fu deviata sulla carne e il guerriero colse al volo l’occasione
conficcando i quattro denti dell’arma nella tenera carne, ora il
problema era tornare alla bocca, Gourry tentò di scartare, ma la
forchetta gli era addosso, allora con gioco di polso lanciò la
forchetta in alto, davanti alla faccia stupita di Lina, la forchetta
roteò un po’ di volte su se stessa per finire col pezzo di carne in
bocca al guerriero biondo.
- Buono! - Disse mentre assaporava estasiato l’ultimo boccone.
- Gourry…- disse Lina con voce da oltretomba, - guarda cosa hai fatto!
La forchetta roteando aveva segnato una linea di sugo sul vestito e
sulla faccia di Lina.
- Inconvenienti della lotta…- commentò Gourry trionfante, prima di
aver capito di essersi spinto troppo oltre, Lina aveva già perso le
staffe…
- Dire Brand!
- Uoooooorgh!
Gourry volò nel cielo stellato della piccola cittadina, riuscì solo a
vedere il fumo che si innalzava dal tetto della locanda prima di
precipitare nel bosco.
- Cosa?
Xel sta male? - Domandò stupefatta Xenia.
- Già Sea, ora puoi anche andare.
Xenia si fermò un attimo in riflessione, poi notando l’espressione
dubbiosa di Zelas, si affrettò a riparare con un sorriso - spero gli
passi presto….questa non ci voleva proprio mentre il Re dei draghi del
Cielo ha iniziato a muoversi… - ora aveva una espressione crucciata.
- Il Sandman è ridotto male non preoccuparti…- rispose priva di
espressione Zelas.
- Non lo dicevo per me ma per la missione…senza il suo aiuto sarà
veramente dura riuscire a scoprire qualcosa…- continuò Xenia
riflessiva.
- Sei la subordinata di Dolphin spero tu abbia le tue carte da giocare
anche in eventualità del genere…- rispose dura Zelas, la scocciava
dover sbrigare la conversazione con Xenia, meno se ne sapeva di questa
storia e meglio era...
- Beh la prima cosa che farò sarà avvertire Dolphin degli
sviluppi…ma forse prima farò una visitina a Xel…
- No.
- Come?
- No, torna da Dolphin e riferiscile l’accaduto se vuoi, ma ora Xel
rimane in isolamento.
*Maledizione! * Pensò Xenia mentre con un inchino rispettoso si
congedava da Zelas.
- Per ora è meglio che solo io entri in contatto con lui…potrebbe
avere qualcosa di contagioso in fondo.
Xenia con un ulteriore inchino scomparve nel nulla, Zelas fissò a lungo
il luogo dove prima si trovava la subordinata di Dolphin, la sua testa
era immersa in ragionamenti complessi per cercare di capire cosa fosse
accaduto al suo subordinato, dopo qualche minuto, si alzò dal trono
dove stava e si avviò nuovamente con passo stanco verso le stanze di
Xellos.
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