* Sandman * Ahem…autore…non
per intromettermi ma… POTRESTI FARE UNA COSA UN PO’ PIU SERIA VISTO
CHE CI SONO PURE IO NEL ROMANZOOOO?
* Scrittore* Eddai Sandman non te la prendere…era per enfatizzare il
capitolo…
* Sandman* Sei un incapace…per esempio…non hai pensato che la figura
del principe azzurro deriva da fiabe ambientate in un’era medievale
che attualmente stanno vivendo i protagonisti? Il “principe azzurro”
è stato adottato come modo di dire solo dopo!
* Scrittore * Ora hai stufato Sandman! Ci pensi la notte a queste cose?
- Vi conosco? - Rispose
scontrosa Xenia.
- Il mio nome è Bryan Stormbringer cavalier del radioso ordine della
tempesta di Zeeferia, non era volontà mia importunar tal beltà, sol mi
domandavo come in terra fosse ch’una donzella ‘si affascinante se ne
stesse tutta sola s’un albero anzi ch’ in giro a menar cuori.
- Tsk! Affari miei! - Tagliò corto Xenia.
Il demone era un osso duro…
- Beh sappiate che ‘l mio cor già v’appartiene, così gentil
sareste da conceder mi la vostra effimera compagnia di fronte ad un tè
nella taverna qui di fronte? Mi fareste felice oltre ogni limite,
ch’il sol vostro sguardo mi fa sentir i cor’ dell’eliso.
Xenia sbuffò e con una capriola scese dal ramo, * così li potrò
tenerli d’occhio meglio…sempre che non si ricordino di quando sono
apparsa davanti a Xellos…* ragionò Xenia davanti al magniloquente
inchino di Bryan ed al suo baciamano regale.
Xenia era vestita in modo a dir poco sconvolgente, pelle attillatissima
legata da laccetti di cuoio che contenevano a malapena le sue prosperità
e che facevano sperare in un cedimento ad ogni passo che muoveva, i
capelli rossi fuoco, le labbra carnose che domandavano baci, e occhi
verdi profondi, che sembravano un portale per l’eternità.
Nella locanda nessuno si accorse di nulla…in fondo Lina e Gourry erano
troppo impegnati fra di loro e Philia e Giras non facevano altro che
malignare…tanto che non si accorsero nemmeno del lamentoso
scricchiolare delle assi di legno sotto i pesanti passi del cavaliere di
Zeeferia.
Bryan Stormbringer fece sedere Xenia, dopodiché si mise a sedere
nonostante le proteste della sua sedia.
Xenia sbirciava oltre le spalle imponenti del guerriero cercando di
intravedere cosa stesse accadendo al tavolo delle prede.
- Alcunché vi turba? Forse la mia armatura? - Chiese preoccupato il
cavaliere.
- Macchè! Sai che me ne frega dell’armatura!
* Tutti * Gocciolone*
- Beh voi invece mi turbate, il cor palpita della contemplazione vostra,
come una rosa nel deserto, accesa e unica, forte e selvaggia. - Parlò
con voce melodiosa, il cavaliere dell’ordine della tempesta.
- Rosa? Forte e Selvaggia? - Chiese Xenia tutta ad un tratto
interessata…Bryan aveva fatto centro.
- I vostri occhi, com’un felino a caccia, son rapaci e brillanti,
posso sentir di che ardor siete intrisa.
- Siete molto gentile Bryan, le vostre parole sono lusinghiere come le
vostre attenzioni per me. - Parlò Xenia senza credere alle sue stesse
parole.
- La voce vostra è nettare d’ambrosia per me, che mi rinvigorisce
tutto sentir complimenti da cotal melodia.
* Xellos * Ma non ci credo! Queste se le deve scrivere la notte!
* Scrittore * ahem che c’è che non va Xel? Sei geloso?
* Xellos * Si come no, sono geloso, nervoso, stressato, ammalato e
magari non sono nemmeno un demone! Tanto ormai con i casini che mi fai
piovere addosso non mi stupisco più di tanto…
* Scrittore * Ahem queste critiche mi ricordano qualcuno…
Mentre Bryan cospargeva di meravigliosi complimenti Sea, la colazione
dei quattro giunse al termine…pagarono e uscirono dalla locanda senza
che il demone si accorgesse di nulla.
Tutt’a un tratto Xenia notò che i “sorvegliati speciali” se ne
erano andati.
- Maledizione! Per colpa tua mi sono perso le prede! - Sbottò Xenia
spezzando l’atmosfera rose e fiori che regnava nella locanda.
L’espressione di Bryan cambiò lievemente in un sorriso comprensivo.
- Se dunque v’ostacolai nelle vostre imprese chiedo venia, ch’io non
sapevo di cosa trattassero, siete libere di andare mia dama, ch’il
destino ci condurrà sullo stesso sentiero una volta ancora. - Concluse
il cavaliere, ma Sea era già sparita nel nulla.
Il cavaliere pagò ed
uscì dalla locanda dove incontrò un ragazzo dai capelli viola, e gli
occhi socchiusi incorniciati da un sorriso innocuo; era vestito con
pantaloni e mantello neri antracite ed una maglia bianca sotto, un bast…
* Xellos * E BASTA SI E’ CAPITO CHE SONO IO!
* Scrittore* ahem…
La piazza fuori della locanda pullulava di attività, mercanti che
sbraitavano i loro prezzi come se fossero i miglior di tutta la penisola
dei demoni, le capre che belavano così forte da fare concorrenza agli
stessi venditori, i bambini che giocavano per strada erano un piacevole
diversivo al lento incedere dei compratori, che con sguardi colmi di
disprezzo cercavano di abbassare i prezzi delle merci in bella vista.
- Salve viandante, poss’ esservi utile in alcun guisa? - chiese Bryan
notando l’attenzione del ragazzo.
* Chi diavolo è? Che le sue avanches siano state solamente uno
stratagemma per far scappare a Xenia Lina e gli altri?* Si domandò il
demone scrutando gli occhi grigi del cavaliere.
- Certamente, sono Xellos Metallium, il monaco misterioso…
- Piacere di conoscervi, ‘l nome mio è Bryan Stormbringer, cavaliere
del radioso ordine della tempesta di Zefeeria. - Si presentò innocente
colosso mentre aspettava che Xellos venisse al dunque.
* Xellos Metallium non gli dice nulla? Mi sta ingannando? Nemmeno il Re
dei Draghi del Cielo rimarrebbe impassibile se mi incontrasse…*
Continuò a ragionare il demone.
*Scrittore * Xel non ti sarai montato la testa?
- Be’…sono…si, il fratello di Xenia…e…ehm…si, stalle alla
larga! - Concluse Xellos.
* Tutti * GOCCIOLONE*
- Oh perdoni signor Metallium se co’i miei modi osai importunar la
sorella vostra; ma ella è grande ormai, e saprà sceglier da sola il
compagno proprio, sappiate ch’io son uomo di sani principi, investito
cavalier dell’ordine della tempesta di Zefeeria, e mi prenderò cura
di vostra sorella s’ella sarà felice d’esser la mia compagna,
ch’il mio cor già le appartiene.
* Xellos * gocciolone*
* Un imbecille…un imbecille oppure…* Continuò a pensare il demone.
- Beh sappiate che se cercherete in qualche modo di costringerla a stare
con voi sarò irrefrenabile.
- Non preoccupatevi signor Metallium, l’onore dei cavalier di Zefeeria
mai sarà macchiato d’un onta simile, sono al vostro servizio. - Così
dicendo si inginocchiò in segno ossequioso, arrivando al petto del
demone.
* Sandman *Certo che quello lì è proprio alto…
* Scrittore * Eh già….invidioso eh?
* Sandman* E perché dovrei? Mi accontento del mio metro e novanta…
* Scrittore * Tsk! Non ci è cascato…è un osso duro…
Le giunture di acciaio erano oleate ogni giorno, l’armatura stessa era
curata in modo maniacale, il guerriero non sembrava impacciato nemmeno
con quella lastra di ferro dietro la schiena, la scostava da una parte e
da un’altra facendo bene attenzione a non tramortire qualche
vecchietta…
Quando Xellos si dileguò nella folla un sorriso squarciò il volto
fiero del cavaliere…un sorriso…enigmatico.
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