| IL PIANO DEL CIELO | |||
| capitolo
35 LA BATTAGLIA SENZA SPERANZA DI XELLOS - SECONDA PARTE |
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Il fiatone di nuovo faceva
sobbalzare il petto di Xel, la febbre era di nuovo alta, ed in pochi
secondi, la mente annebbiata. Tutto come prima, non riusciva più a capire in che luogo si trovasse, appena aveva usato i suoi poteri, la malattia che gravava ormai da tempo sul demone era nuovamente divampata… che malattia? Chiuse gli occhi per un po’, venne avvolto da pensieri caldi e affannati, prima irrazionali e illogici, poi pratici e reali, in fondo non era a quello che mirava? La morte sarebbe giunta, come per ogni demone, avrebbe dovuto provare solo la rabbia di non aver portato a termine il suo compito, e invece sentiva di non voler lasciare questo mondo per altri motivi…quali? Quando poté vedere di nuovo vide la gonnella dell’armatura Zenafa del Sandman davanti ai suoi occhi, la lancia del generale gocciava di sangue, sangue umano, ed il suo volto era tirato in una smorfia di dolore. Aveva già sconfitto gli altri? Certo, Lina era stremata, Gourry non poteva scalfirlo e Philia non aveva effetto su si lui. Tutti e tre avevano già combattuto una dura battaglia. E Gourry aveva fatto desistere Lina dall’aiutarlo prima…perché? Perché se ne erano stati a parlare invece? Al Sandman non era mai piaciuto uccidere, combattere si, era una delle cose per le quali viveva, il combattimento, il bene e la Regina dei Draghi del Cielo. Ma non amava uccidere, privare delle energie vitali un’altra creatura, anche se a volte necessario non era mai divertente, era per questo che il corpo di Bryan Stormbringer ancora si innalzava incamerando e soffiando via l’aria nel possente torace, sollevando nuvolette di polvere sul terreno. - E’ finita…- disse il drago stringendo la presa sullo zambatoh. - Già.- Xellos si alzò in piedi, in un ultimo sforzo. Il Sandman davanti a lui. Ma incredibilmente il drago indietreggiò di qualche passo, non lo finì. Non erano passi di ripensamento, a nessuno sarebbe saltato in mente di NON uccidere Xellos se si fosse presentata l’occasione, era un nemico troppo difficile e si era sempre sicuri che il suo agire era finalizzato alla discesa del mondo nel caos e nella distruzione. Con qualcosa di molto simile all’orrore Xel si accorse che il suo avversario guardava dietro di lui. Non era Xellos il bersaglio degli occhi grigi del drago, occhi che avevano conosciuto ogni emozione, ma che adesso sembravano tanto disorientati e ricolmi di sgomento. Quello che il demone lesse negli occhi del drago bastò a spiegarli il Piano del Cielo, il macchinoso complesso di ragionamenti, di variabili e possibilità che aveva portato il Dio dei Draghi del Cielo, a comandare ai suoi sottoposti una serie di azioni mirate ad un fine ben preciso. Tutto ciò per il quale lui, Lina e persino Gourry si erano arrovellati per così tanto tempo. Il perché della necessaria uccisione di Lina, il perché di quel movimento inatteso dei Draghi del Cielo, e persino il perché della sua interminabile malattia, ora era tutto, finalmente tutto chiaro. Ne’ lui ne il Sandman erano stati a conoscenza fino ad allora del vero Piano del Cielo, lo capì solo in quel momento. Il drago del Cielo ne conosceva solo una parte, e lui, che aveva creduto di averlo sviscerato, non era nemmeno vicino al vero fine del Cielo. Un brivido gli percorse la schiena, capì cosa aveva dietro di se e cosa stesse per succedere, la sensazione dell’inevitabile lo scosse come una tempesta che piega un filo d’erba, non aveva forze per ribellarsi a quello che altri avevano preparato per lui, che altri avevano fatto in modo che accadesse lasciandolo solo e inerme. Ebbe la certezza di ciò che aveva capito quando sentì la mano di Xenia entrare nel suo corpo per uscire dall’altra parte, all’altezza del cuore, ammesso che lo avesse. Era stato ingannato, lui, il trickster priest era caduto. Improvvisamente la figura di Zelas Metallium gli passò effimera davanti agli occhi ed una sensazione di puro rammarico si generò in lui mentre la certezza che per lei non ci sarebbe stato scampo lo pervadeva. Come quella volta nel suo letto, quando era malato, le energie se ne andarono completamente paralizzandolo, non erano state emozioni, emozioni…di un demone? Era l’arma di Xenia, quella di Dolphin Deep Sea. Un’arma che forse nemmeno il Dio dei Draghi del Cielo aveva calcolato… che qualcuno si fosse sbagliato? Non aveva importanza. Sentì che le sue energie, i suoi sentimenti malvagi, quelli che aveva assorbito in tanto tempo, stavano velocemente scivolando in Xenia, come nulla fosse, senza che egli lo volesse. E così era questo lo scopo di Dolphin… sarebbe stato come il Cielo voleva? Non poteva dirlo, non poteva più far nulla se non attendere la morte, la cancellazione della sua esistenza… la rabbia crebbe. |
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